domenica 11 agosto 2024

CASTIGHI DIVINI SULL’ITALIA E SUL MONDO



L’INFEDELTÀ DELLE ANIME CONSACRATE

5 luglio 1952. Gesù: «Le anime a me consacrate mi offendono con la loro freddezza: han soffocato la fiamma d’amore verso Dio; loro condottiero èSatana. Chi mi riceve degnamente? Chiedo riparazione, mi rispondono con oltraggi. Seminano odio contro Dio. Magnus Dominus et terribilis. Il mio Cuore sanguina nel vedere la sede del vicario di Cristo diventata una scena di delitti».

5 novembre 1953. Gesù sofferente e con la corona di spine: «Aiutami a soffrire. Vedi come mi hanno ridotto i peccati degli uomini. Gli uomini sono accecati; non rispettano la casa di Dio. I sacerdoti, non sentono più i doveri del loro ministero; non suscitano anime ardenti, con il loro apostolato. Quanta empia propaganda si è diffusa nel mondo! Grande calamità vi sarà di persecuzione nella Chiesa: molte anime buone saranno martirizzate; il Cristo in terra molto soffrirà».

1 novembre 1954. La Madonna: «I sacerdoti non pregano più, non sono più raccolti nella pietà.
Pochi recitano il santo Rosario. Beati tutti quelli che sono devoti del mio Rosario: le loro labbra si profumano».

4 marzo 1955. Gesù sofferente per i peccati dei sacerdoti: «Le chiese sono deserte. Le anime consacrate mi lasciano solo nel tabernacolo. Chi mi tiene compagnia? Chi mi ama fortemente?
Molte anime religiose e sacerdotali vanno perdute».

11 marzo 1955. Al mattino, dopo la comunione. Gesù sanguinante: «Le anime consacrate sono vinte dalle loro passioni sregolate. Quanti sono di scandalo! Maledetto peccato, che porterà rovina e morte su tutta l’umanità. Le anime consacrate mi offendono con la loro freddezza; han soffocato la fiamma d’amore verso Dio».

3 agosto 1956. «La chiesa non è più la casa di Dio, ma rifugio per peccare. Le chiese sono vuote, le balaustre deserte, i luoghi dei divertimenti impuri sono affollati».

20 giugno 1957. Corpus Domini; Gesù: «Le anime a me consacrate e sacerdotali! Il mio amore è da loro poco apprezzato. Si sono uniti a Satana, non pensano più alla loro salvezza. Povere creature, che si smarriscono nella colpa, perdendo la fede. Si gettano nell’ombra del peccato, mentre mi lasciano solo. Il loro cuore è un macigno. Devo scendere in petti impuri. L’ostia santa sollevata da mani sacrileghe! Sono essi i responsabili delle anime che si perdono. Aiutami a soffrire».

7 marzo 1958. Gesù sofferente: «Le anime sacerdotali e consacrate non prestano più orecchio alle mie ispirazioni; non hanno più fiducia in me; sono peggiori dei mondani; non predicano più l’Evangelo. Una grossa parte di esse vivono in peccato. Non sentono il peso delle anime loro affidate. Come vorrei fossero vicini a me! Mi lasciano solo, abbandonato. Che potevo fare di più per le anime? Ho dato tutto il mio sangue per salvarle dalla morte eterna».

1 luglio 1959. Gesù sofferente: «Peccati delle anime sacerdotali! La Chiesa è pericolante. Sacerdoti non conoscono più il mio amore; vivono nel peccato; rifiutano la loro salvezza».

15 agosto 1959. La Madonna: «[…] la Chiesa è ferita dai propri ministri. Le anime consacrate e sacerdotali sono attaccate al mondo e alle creature. Molte anime si perdono per causa loro e molti di loro non sono degni di portare la loro divisa, sono addormentati nel sonno della morte, sono distaccati dalla santa Madre Chiesa».

11 marzo 1960. Gesù: «La Chiesa è in pericolo. Pregate per le anime sacerdotali, affinché siano più zelanti e vivano secondo la loro dignità».

4 aprile 1960. La Vergine Addolorata: «I sacerdoti, le anime consacrate, non vogliono restare fedeli alla Chiesa: amici di Satana, vivono nell’errore ».

Nelle rivelazioni private a suor Elena Aiello

sabato 10 agosto 2024

Pubblicazione dell’intero Segreto di Fatima

 


Maria 

Quando i cieli si aprono e le piogge scendono, l’uomo è impotente. A volte, ciò che piove è una benedizione, l’acqua così disperatamente necessaria in un periodo di siccità. Altre volte, l’acqua è troppa e il risultato sono inondazioni. A volte, l’acqua diventa la neve di tormente. L’umanità non ha mai conquistato i cieli. Non sono mai stati sotto il suo controllo. 

Se l’umanità non ha il controllo sulle benefiche acque che scendono a benedire la terra, neppure ha alcun controllo sui fuochi demoniaci che pioveranno dal cielo. Nel secolo scorso, Satana ha dotato l’uomo per poter far piovere incendi distruttivi, quelle bombe di distruzione chiamate nucleari. Ora, lui ha dotato molte nazioni che sono o sotto il suo controllo o saranno presto sotto il suo controllo. Come egli brama quelle bombe di fuoco. Egli le immagazzina. Aumenta il loro potere e la loro accuratezza. Egli sceglie i suoi più stretti compagni (quelli che egli controlla maggiormente) affinché siano in carica. Egli li colloca in posizioni elevate. Toglie gli altri che sono più moderati e li sostituisce con cuori radicali che vogliono aumentare la distruzione e non aspetteranno. 

Questo è ciò che sta avvenendo, ma il mondo non vede. La più grande delizia di Satana è centrata sulle armi atomiche. Suscita le persone per la loro costruzione, per immagazzinarle e per prepararsi ad usarle. Se alcuni leader sono esitanti, li rimuove. Aspetta fino a quando tutto è a posto. 

Pensi che tutta la sua preparazione sia invano? Pensi che stia bluffando? Pensi che immagazzini le armi atomiche come deterrente? Non ha scrupoli. La distruzione è la sua natura e il suo obiettivo. Non vuole lasciare in piedi nulla. Vuole distruggere la razza umana e invertire la creazione del genere umano. Questo sarebbe il suo più grande momento. 

Umanità, qui è dove sei. Quanto sei stolta a pensare che Satana può possedere armi nucleari e non usarle. Esse saranno utilizzate. Fino a che punto e quanto grande la distruzione dipende dal vostro rivolgervi a me, da quanti ascoltano le mie parole e entrano nel mio Cuore Immacolato. Lasciate che la Chiesa proclami queste parole. La Chiesa può rivelare il segreto di Fatima. Ho già parlato. La Chiesa deve solo dire: “Questo è ciò che la Vergine di Fatima ha detto”. 

Perché le mie parole sono trattenute? La cosiddetta prudenza di chi sta ricoprendo la mia saggezza? Se ho detto queste parole (e non sono state loro date al più fedele dei miei messaggeri - i tre bambini di Fatima), allora perché non vengono pubblicate? Se non vengono pubblicate, io rimuoverò quelli che le ricoprono e li sostituirò con i miei veri servitori che rilasceranno la piena luce di Fatima. 

Commento: Parlare di una guerra nucleare o della distruzione su larga scala è pericoloso, ma se la Madonna stessa ha parlato in un solenne avvertimento, poi le parole dovrebbero venire pubblicate. 

21/12/2011 

PREGARE CON MARIA

 


La lode è comunione di vita

Maria, carica del suo fardello,

avendo concepito dallo Spirito Santo,

si è ritirata lontano dalla vista degli uomini

in fondo all'oratorio sotterraneo (...).

Non si muove, non dice parola, adora.

Raccolta in sé dal mondo,

Dio per lei non è più al difuori,

Egli è opera sua e suo figlio e il suo piccolo

e il frutto delle sue viscere.

(Paul Claudel, Corona benignitatis anni Dei, Hymne du Sacré C_ur in _uvres Poétiques, Gallimard, p. 396)

Prolungamento del Vangelo di Luca, come è noto, sono gli Atti degli Apostoli. Questi si aprono sull'evento della Pentecoste, evento che si collega alle scene dell'Annunciazione e della Visitazione. Maria, presente alla nascita di Gesù, all'inizio del Vangelo, è anche presente alla nascita della Chiesa. La potenza dell'Altissimo che si è posata su di lei, è promessa agli apostoli: “ Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi ” (At 1,8) e alla Pentecoste la promessa si realizza e produce il dono delle lingue, il carisma della lode: “ Ciascuno li sentiva parlare la propria lingua... li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio ” (At 2,6,11).

Maria, figura della Chiesa, aveva intonato il preludio; lo Spirito Santo lancia la Chiesa intera nella sinfonia della lode. Il Magnificat diventa, così, una lode condivisa.

Questa lode è comunione. Con Dio. Nell'amore, nella fede e nella gioia. Essa crea anche una comunione tra gli uomini. Lo Spirito, che era su Maria mentre cantava il suo Magnificat, si è posato anche su Elisabetta “ piena di Spirito Santo ” (Lc 1,41) che non poteva che vibrare all'unissono con la cugina Maria.

E la stessa comunione che unisce, a Pentecoste, gli apostoli. Tra loro da principio, ma poi con la folla dei pellegrini venuti da tutte le parti e che sono perplessi e meravigliati.

La stessa fede nell'Amore suscita oggi, nel cuore dei cristiani nel mondo intero, il medesimo slancio di lode e di gioia riconoscente, in comunione con gli eletti del cielo. L'Apocalisse ce lo rivela: “ Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio. Alleluia. Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente. Rallegramioci ed esultimo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello; la sua Sposa è pronta, le hanno dato una veste di lino puro splendente ” (Ap 19,1‑8).

Sia benedetta Maria che per prima ha cantato l'opera di Dio compiuta in Gesù Cristo: ella è la personificazione, l'Icona di quel popolo che “ Dio si è acquistato, a lode della sua gloria ” (Ef 1,14).

Maria, la madre di Gesù, rinvia però l'omaggio a suo Figlio; l'umile serva, al Servo. E da lui che possiamo apprendere l'ultima parola, la più profonda, sulla lode. Le preghiere di lode di Gesù, citate dal Vangelo non sono molte, ma è importante guardarle con attenzione.

Oltre l'azione di grazie in occasione della moltiplicazione dei pani e dell'istituzione dell'eucaristia che s'imponevano a Gesù come rituali, bisogna considerare due grandi preghiere di benedizione. La prima, stupenda, loda il Padre per aver rivelato i segreti del suo regno “ ai piccoli ” (Lc 10,21,22). Nella seconda (Gv 10,11) Gesù rende grazie per essere stato esaudito prima ancora della risurrezione di Lazzaro.

Ma c'è ancora la grande preghiera di Gesù (Gv 17), introdotta, come nei capitoli precedenti, da un'apertura solenne: “ Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da queso mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano [...], sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava... ” (Gv 13,1‑2). Seguono la lavanda dei piedi e l'ingresso nella Passione, la sua “ elevazione da terra ”, una preghiera in atto: “ Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito... ” (Lc 23,46). La sua vita glorifica il Padre.

Questa è, essenzialmente, la sua preghiera di lode, la sua eucaristia: una vita piena d'amore fino all'estremo, la coincidenza perfetta, in lui, tra preghiera e offerta di sé. In lui, come stupendamente dice Clemente di Alessandria: “ Il Verbo di Dio, lasciate da parte lira e chitarra, strumenti senza anima, regolò, per mezzo dello Spirito Santo, tutto l'universo e, particolarmente, quel microcosmo che è l'uomo, anima e corpo: egli canta per Dio, con questo suo strumento dalle mille voci e in accordo con questo strumento umano; canta il canto realmente nuovo, colui che era prima dell'aurora, perché all'inizio c'era il Verbo e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio ”. Con la sua voce e la sua vita umane, lui, il Pellegrino venuto da Dio, canta l'Alleluia eterno. “ E quando cominciò a cantare, la terra e tutto ciò che c'è tra cielo e terra sostennero la sua voce come i piccoli organi sostengono i grandi ” (“ Vision du Pèlerin ” in Saint Nicolas de Flue. Card. Journet, Saint Paul, p. 129).

Non è ciò che, in pienezza, fece, per divino favore, Maria, la colmata di grazia?

E noi? Il nostro compito non è forse quello di fare in modo che, con l'aiuto dello Spirito Santo, la nostra preghiera diventi sempre più una preghiera di lode, di lode condivisa come quella di Maria e della Chiesa nel suo Magnificat?... Con la fiducia, però, che, grazie all'intercessione di Maria, poiché “ tutto concorre al bene di coloro che amano Dio ” (Rm 8,28), le note false dei nostri peccati e le dissonanze delle nostre imperfezioni contribuiscano anch'essi all'armonia universale e si dissolvano, un giorno, nell'accordo finale di una lode eterna.

JEAN‑MARIE SÉGALEN


Ho visto l’Europa inondata da un mare di lava incandescente proveniente dal nord della Russia, scendeva lenta verso l’Italia e la Spagna...

 


(15 marzo 2020)  

Questa sera durante la santa Messa Gesù mi ha chiesto di seguirlo, perché doveva mostrarmi una cosa... Ho visto l’Europa inondata da  un mare di lava incandescente proveniente dal nord della Russia, scendeva lenta verso l’Italia e la Spagna... 

Poi Gesù mi ha mostrato un enorme mulinello nelle acque del mar Tirreno, fra la Sardegna, la Sicilia e la penisola, e da questo enorme vortice nell’acqua sono usciti esseri incandescenti deformi. Gesù mi ha detto che sono demoni che stanno uscendo dall’inferno e si stanno gettando sulla terra. Allora io ho chiesto a Gesù il perché di quella visione e gli ho detto che non abbiamo scampo; Lui mi ha risposto  che questo è quello che l’uomo stesso vuole, chi ha aperto la porta dell’inferno sono i figli malvagi e corrotti e ora lo schianto sarà terribile...  

“Credete di poter fermare i demoni? Credete che possano causare solo una malattia o una tempesta o una guerra? Voi non sapete cosa avete fatto! L’orda satanica distrugge tutto, non risparmia nulla e vi odia talmente tanto che ardono dal desiderio    di trascinarvi nell’abisso dove vi tormenteranno sbranandovi per l’eternità senza tregua... 

Solo il mio soffio onnipotente ed il mio comando divino può fermarli e ricacciarli da dove sono usciti, ma molti, troppi figli non mi vogliono, mi hanno cacciato, hanno sputato su di Me, hanno spezzato le mie immagini arrivando ad urinare sopra i crocefissi...  Il mio dolore è molto grande, ma se qualcuno di loro vuole tornare e mi chiederà perdono con cuore sincero, brucerò tutti i suoi peccati nel fuoco della mia Misericordia... Ma, il tempo rimasto per questo è poco, molto poco! Ancora desidero fare quello che il mio Isaia disse: 

anche se i loro peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve, ma solo fino a quando mi lascerò incontrare... La strada del Buon Pastore è quasi finita, Egli sta tornando nella sua casa!”  

Poi Gesù è venuto tra le mie braccia; era tutto ferito, graffiato, tumefatto, sporco di sputi, insanguinato, sporco di terriccio. Mi ha chiesto di farlo riposare e consolarlo, ho scansato i suoi capelli da davanti il viso, aveva gli occhi gonfi e violacei, il naso era rotto e si era gonfiato, il labbro superiore era gonfio e tumefatto, nelle orecchie aveva sangue raggrumato, nella fronte era marcata una profonda ferita longitudinale, tra la mandibola e il collo aveva grossi lividi, i capelli erano tutti raggrumati per causa del sangue coagulato, e Lui con un filo di voce mi ha chiesto di tenerlo tra le braccia. Poi ha aggiunto   che voleva che lo accompagnassi dentro il sepolcro, aiutandolo a camminare. Così mi ha chiamata “la sua piccola cirenea”, voleva che lo stendessi sulla pietra e coprissi il suo corpo con un lungo lenzuolo bianco, e dopo aver coperto il suo volto con un altro piccolo panno sopra al lenzuolo, dovevo uscire e rimanere vicino alla pietra quasi rotonda fino a che non fosse tornato...  

Il sepolcro era in un giardino e non era molto grande, poteva contenere solo un corpo, già da molto tempo Gesù mi ha detto che quel sepolcro era di Giuseppe e che questo pio uomo lo aveva fatto realizzare nella roccia per un suo servo liberto, già anziano, che per lui era come un figlio, non era giudeo né israelita, era della Cappadocia, ma aveva abbracciato la fede dei padri; si chiamava Ciro Leuco.  

Il sepolcro aveva tre scalini di pietra per entrare ed il luogo dove il corpo era disteso, ma non del tutto, era una pietra rettangolare, alta da terra quanto un nostro tavolo normale, forse un po’ più bassa, ed era lunga quanto il corpo santo del Signore, anche se le sue gambe non erano del tutto distese... La larghezza era quella del corpo. Mi ha colpito il fatto che questa pietra era attaccata alla parete di fondo  come se uscisse da essa. Poi Gesù, prima che io uscissi, mi ha detto di piegare quel panno piccolo che avevo messo sul suo volto e metterlo su un pezzetto di muro sporgente, laterale alla pietra della deposizione... Già da tempo Gesù mi aveva fatto sapere cosa fosse quel piccolo panno e cosa significasse. 

In fine sono uscita, come mi aveva detto di fare, e mi sono seduta vicino alla pietra che chiudeva il sepolcro. In fondo ho visto un cancelletto di legno,  non c’erano grandi alberi ma piante, e alcune con piccoli fiori gialli... Mentre guardavo questo, mi sono addormentata! 

Ho chiesto a Gesù varie volte come sia possibile che Lui viva ancora tutto questo, dato che Lui, risuscitato, sta alla destra del Padre, nella più completa Gloria...  

Gesù mi ha spiegato ogni volta che tutto quello che Lui ha vissuto come uomo era vissuto anche con una Volontà divina ed eterna, per cui la sua vita, passione, morte e resurrezione non cessano mai, ma si ripetono e si ripeteranno contenute nella sua Divinità, fino alla fine  dei tempi... Davanti a Lui, creazione, redenzione e santificazione  sono un tutt’uno e vivono ed esistono contemporaneamente; pur essendo divise si compenetrano.  

Per noi non è facile capire questo... 

Quante altre cose Gesù mi ha sempre mostrato! 

Ieri sera, dopo la Messa, Gesù era molto agitato e mi ha detto: “Bimba mia, lo spirito di prostituzione si è impossessato di molte donne giovani e non; il loro vestiario è indegno, senza alcun pudore, sono carne in mostra per sguardi avidi e lussuriosi... Loro non sanno di quanti peccati sono responsabili, peccati di sesso, adulterio, pornografia, peccati impuri… Quante anime si perdono per colpa di questo lassismo scabroso di queste donne... Bimba mia, mi fanno schifo, mi offendono, mi oltraggiano, mi perseguitano... Fu detto che il corpo è dimora dello Spirito Santo e loro non sanno che queste vesti, che tolgono ogni dignità femminile, sono le vesti del peggiore dei peccati: quello contro lo Spirito Santo. Nessuno dice loro nulla, i miei ministri ipocriti hanno timore di allontanare le anime. Io non sono venuto e non sono morto per avere una squallida quantità di anime corrotte e sporche, luride di peccato, ma per avere una qualità di anime amanti, luminose, buone, generose. Anche se la mia Chiesa voltasse [le spalle] ai 12 pilastri, Io la curerei e la accetterei con molto amore. Bimba, ti prego, consolami  di  tutto  questo, offrimi  il  tuo  sacrificio”.  

L'anima dell'embrione umano - Quando è stata creata l'anima?

 


Quando è stata creata l'anima? 

 

Le anime potrebbero essere state create prima dei corpi, come sosteneva Origene (cfr. I.8)? Risponde San Tommaso d'Aquino: 

In effetti, ciò potrebbe essere tollerato nell'opinione di coloro che ammettono che l'anima ha, di per sé, una natura specifica e non è unita al corpo come forma, ma solo per governarlo. Ma se l'anima è unita al corpo come forma, e se è naturalmente parte della natura [hu-mana], ciò non è assolutamente possibile. [...] Ora, poiché l'anima è parte della natura umana, essa possiede la sua perfezione naturale solo nell'unione con il corpo, per cui non sarebbe conveniente che fosse creata senza di esso563. 

L'omorfismo impedisce quindi all'anima di preesistere: poiché "è per natura la forma del corpo, non ci sarebbe motivo di crearla separatamente; dovrebbe essere creata nel corpo "564 . Pertanto, "le anime non sono create prima dei corpi, ma contemporaneamente quando vengono infuse nei corpi "565. Ma quando le anime vengono infuse nei corpi? 

Per quanto riguarda il primo uomo, San Tommaso afferma esplicitamente che anima e corpo dovevano coesistere fin dall'inizio:  

Alcuni intendono che prima si sarebbe formato il corpo dell'uomo e poi, a questo corpo già formato, Dio avrebbe infuso un'anima. - Ma è contro la perfezione della creazione iniziale delle cose che Dio abbia fatto o il corpo senza l'anima o l'anima senza il corpo, poiché entrambi fanno parte della natura umana. E questo è più sconveniente dirlo del corpo, che dipende dall'anima, che dell'anima566. 

Il Dottore Angelico, però, non dice lo stesso delle anime delle altre persone: 

L'embrione ha dapprima solo un'anima sensibile. Questa scompare e le succede un'anima più perfetta, che è sia sensibile che intellettiva, come verrà spiegato più dettagliatamente in seguito567. 

Nella Summa contra gentiles, San Tommaso parla di un'anima vegetativa che precede quella sensibile e intellettiva nello sviluppo dell'embrione: 

L'anima vegetativa, che sorge per prima quando l'embrione ha vita vegetale, si corrompe e le succede un'anima più perfetta, che è sia nutritiva che sensibile, quando l'embrione ha vita animale. Una volta corrotta, le succede l'anima razionale, infusa da un agente estrinseco, anche se la prima proviene dalla potenza seminale568.  

La creazione dell'anima spirituale da parte di Dio è un evento istantaneo. C'è, quindi, un istante prima del quale non c'era questo principio vitale e dal quale è nato un uomo, una persona umana, un corpo animato da uno spirito. Questo evento si chiama ani-mazione. 

Prima dell'animazione può esserci stata una disposizione progressiva della materia a ricevere l'anima umana. Dopo l'animazione, la materia continua a subire cambiamenti progressivi, questa volta sotto il comando dell'anima ricevuta. Ma l'animazione stessa non può essere graduale, né può estendersi nel tempo. Si verifica in un istante specifico. 

Come abbiamo visto, per San Tommaso questo istante non coincide con quello del concepimento, ma è successivo ad esso. Per questo diciamo che l'Aquinate privilegia l'animazione ritardata o mediata. L'aggettivo mediata non significa che la creazione dell'anima umana avviene per cause seconde, come sosteneva Rahner. Significa semplicemente che c'è un intervallo di tempo tra il momento del concepimento e l'istante della creazione diretta da parte di Dio. 

La tesi opposta è quella dell'animazione immediata. Secondo questa tesi, l'anima spirituale viene creata al momento del concepimento, cioè quando l'individualità dei gameti maschili e femminili scompare e, dall'unione di entrambi, emerge un nuovo individuo. 

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Pe. Luiz Carlos Lodi da Cruz

 

Più pregate, più forte sarà la vostra relazione con Dio.

 


AMORE DI DIO


Miei cari figli, per la stragrande maggioranza delle persone, la preghiera non è una cosa facile. Per coloro che hanno poca fede, può essere un compito difficile e molti non capiscono né il significato della preghiera né perché essa sia importante. 

Quando si ha una relazione amorosa con un‟altra persona, è importante parlare reciprocamente. Senza la comunicazione, il rapporto si indebolirà finché alla fine cesserà. Lo stesso vale per la comunicazione con Dio. Voi non potete vederlo, toccarlo, né sentirlo, ma tutte le volte che Gli parlate, Egli vi risponde, tale è il Mistero della Divinità di Dio. Con il tempo, coloro che parlano con Dio, per mezzo del Suo diletto Figlio, Gesù Cristo, riusciranno a stringere un legame molto forte. 

Figli, quando vi appellate a mio Figlio, con parole vostre, Egli ascolta qualsiasi grido di angoscia ed ogni richiesta che Gli fate. Continuate a parlare con mio Figlio, alla vostra maniera, e dopo un po‟ saprete che Egli vi ascolta. Tutte le anime che richiedono a gran voce la Misericordia, sia per sé stesse che per la salvezza degli altri, riceveranno sempre dei Doni speciali dal Cielo. 

La preghiera non è complicata, è tanto semplice quanto lo é conversare con qualcuno che voi amate, e quando amate un altro, potete essere certi che Dio è presente, poiché Egli è Amore. Quando amate qualcuno veramente, c‟è sempre la fiducia nel vostro cuore. Se amate mio Figlio dovete fidarvi di Lui. Fidandovi di Lui saprete che Egli vi attende sempre con amore e tenerezza. Egli si rallegra quando Lo invocate, poiché fa di tutto per portarvi la Sua Pace e il Suo Conforto. 

Non dovete mai esitare a parlare con mio Figlio attraverso la preghiera. Egli desidera ardentemente la vostra compagnia e presto non avrete più alcun dubbio sulla Sua Esistenza. Più pregate, più forte sarà la vostra relazione con Dio. Coloro che sono stati benedetti con il dono di un profondo e costante amore per mio Figlio, possiedono una pace talmente infusa nei loro cuori che nessuna sofferenza su questa terra potrà mai turbare. 

Pregate ogni giorno. Parlate con il mio Figlio durante le faccende quotidiane. Invocate me per essere portati più vicino a mio Figlio e quando voi vorrete amarlo di più, io Gli chiederò di benedirvi. Amare Dio in profonda intimità è un Dono di Dio ed è solo pregando regolarmente che potrete conseguire tutto ciò. 

La vostra amata Madre, 

Madre della Salvezza. 

17 Novembre 2014

APPARIZIONI MARIANE ATTRAVERSO I SECOLI



 MARIA DAL CIELO E I TEMPI FINALI


"Negli ultimi tempi si moltiplicheranno i falsi profeti... e la carità si trasformerà in odio... Allora apparirà l'ingannatore del mondo, che affermerà di essere il figlio di Dio e compirà prodigi e portenti.... Molti si scandalizzeranno e periranno, ma quelli che persevereranno nella fede saranno salvati" (cfr. Didaché, Dottrina degli Apostoli, 70-80 d.C., cap. 16).

Gli ultimi tempi menzionati nella Bibbia sono iniziati con l'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo al cielo e sono stati caratterizzati da una mancanza di fede da quel momento fino ad oggi. Alla fine di questo periodo storico dell'umanità, avrà luogo l'apparizione dell'ultimo e personale anticristo; poi verrà il giudizio delle nazioni o una purificazione del mondo, che i profeti e la Beata Vergine Maria hanno annunciato nel corso della storia della Chiesa. 

La Beata Vergine Maria, durante i tempi della fine, avrà il compito di sconfiggere l'angelo caduto e il suo esercito del male. "Cristo vincerà attraverso di lei, perché vuole che le vittorie della Chiesa nel mondo contemporaneo e in quello futuro siano legate a Maria" (Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza).

Per sconfiggere il male in questa battaglia finale, è un prerequisito vivere le virtù della Beata Vergine, tra cui le seguenti:

- La forza della sua speranza, della sua fede e della sua carità.

- La sua preghiera, la sua contemplazione, che la porta a stare alla presenza di Dio.

- Il suo intervento efficace nella difesa della Chiesa fondata dal suo Figlio benedetto.

Secondo le Sacre Scritture, l'umanità si divide in due grandi gruppi: il popolo ebraico o Israele e il popolo gentile o le nazioni che non appartengono alla razza ebraica (cfr. Matteo 28, 20; Galati 1, 4). 

- Quando il Figlio di Dio venne sulla terra, i suoi (gli ebrei) non lo accolsero e lo uccisero; si resero indegni del Vangelo e di appartenere al corpo mistico di Cristo a causa della loro incredulità e ribellione (cfr. Atti 13, 45-47).

- Quando gli ebrei non accettarono Gesù Cristo come Messia, la sua missione finì e d'ora in poi la speranza di Israele sarà il tesoro comune di tutti i popoli. Fino a quel momento, il giudaismo ha conservato il seme della vera fede. Ora la buona novella crescerà tra le nazioni dei Gentili fino a diventare un albero che adombrerà il mondo intero; allora nascerà la Chiesa cattolica, composta da Gentili che seguono l'unica via di salvezza: la fede in Cristo.

- Quando il "tempo dei Gentili" o "delle nazioni" sarà finito, inizierà una nuova epoca dell'umanità.

- Quando l'opportunità di conversione dei Gentili sarà terminata, è naturale che Dio chiamerà i Gentili a rendere conto nel giudizio delle nazioni. 

Quando arriverà la fine della storia, Dio porrà fine al mondo e giudicherà tutta l'umanità, ebrei e gentili.

In questo periodo storico, chiamato "i tempi della fine", la Vergine Maria è presente con le sue apparizioni o eventi provvidenziali tra i diversi popoli della cristianità. 


Si pensa a tutto, meno cha al supremo Sacrificio di Gesù Amore, prigioniero in una piccola Ostia.

 


Maria, Regina della Pace 


Grazie, figlia mia. Fai il segno della Croce e scrivi, coperta dal Prezioso Sangue del mio Divino Figlio, Gesù Cristo il Signore, per la Gloria di Dio suo Padre. 

Sì, figlia mia, è il momento dell’adorazione, della meditazione delle Sacre Scritture che ci parlano della Passione di mio Figlio, mio Dio e mio Signore. 

Nel tempo in cui vivete, figlia mia, si parla di tutto meno che del supremo Sacrificio, la crocifissione del mio divino Gesù Amore. Si sono dimenticate le sue atroci sofferenze, tutto quello che egli ha sopportato per salvarvi, la sua dolorosa agonia nell’Orto degli Ulivi. Non si pensa più a tutto ciò. Chi pensa ancora a ringraziarlo di questo? Chi pensa di dirgli: “Grazie Gesù di esserti fatto uomo per il tuo amore per me e per tutto il genere umano?” 

Egli, di natura divina, ha lasciato tutto: la sua Gloria vicino al Padre, per farsi uno di noi. Avete dimenticato che egli è vero Dio e vero uomo. Sempre più vi vergognate di parlare di Lui, di pensare a Lui, l’autore della Vita, il creatore di tutto ciò che è visibile e invisibile. Egli che non si è risparmiato in nulla, che vi ha dato tutto fino all’ultima goccia del suo Prezioso Sangue … 

Ringraziatelo sovente, figli miei, per tanto amore. Come egli ha detto (Giovanni, 15, 13): “Non c’è amore più grande di quello di dare la propria vita per coloro che si amano!” È arrivato al punto di farsi prigioniero di una piccola Ostia. Egli, l’infinitamente grande, si è fatto infinitamente piccolo: follia agli occhi degli uomini, meraviglia agli occhi degli angeli! 

Quando andate a riceverlo, fatelo con un grande rispetto, una grande devozione, una grande riconoscenza, una grande umiltà e soprattutto un grande amore. Che egli trovi l’amore nei vostri cuori. Riscaldatelo col vostro amore. Egli muore d’amore per i suoi figli. Seguitelo ogni giorno e non temete niente. Eccolo, il vostro Gesù Amore, amatelo, amatelo, figli miei. 

Grazie di consolare la Vita della mia vita, la Luce dei miei occhi, il Cuore del mio cuore, il mio Dio, il mio Signore. 

Grazie, figlia mia, di dare ascolto al mio Cuore di Madre, così addolorato da tanti e tanti figli che non credono più che Dio esiste, che c’è un Dio che li ha creati e che li attende. Siate benedetti figli miei, nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen, Alleluia. 

30 novembre 2010 

Sulema 

L'ULTIMA BATTAGLIA - L'ERA DI MARIA - LOURDES

 



LOURDES


Lourdes nel 1858 era un paese molto povero di 4.000 abitanti. Bernardette Soubirous appartiene a famiglia estremamente povera, tanto che un uomo, avendo subito un furto di farina, fa arrestare ingiustamente il padre di lei, pensando che il ladro non poteva essere che lui per lo stato di miseria nel quale versava. 

I Soubirous abitano in una casetta chiamata Cachot, già adibita a carcere, ma abbandonata dalla magistratura perché troppo miserabile. L'11-2-1858, giovedì grasso, non essendoci in casa legna per cucinare, Bernardette va con la sorella e con una vicina di casa a raccoglierne sulle rive del Gave. 

Mentre si toglie le scarpe per attraversare il fiume, sente dietro di sé un violento sbuffo di vento. Si volta e vede nella grotta una signora vestita di bianco. 

Bernardette racconta: « Sentii un rumore come se fosse stato un colpo di vento. Allora volsi la testa dalla parte del prato. Vidi che gli alberi non si muovevano. Allora continuai a togliermi le scarpe. Sentii ancora lo stesso rumore. Quando sollevai la testa per guardare la grotta, scorsi una signora vestita di bianco. Aveva un vestito bianco, un velo bianco, una cintura azzurra e rosa, su ciascun piede, gialla come la catena del suo rosario. Allora fui un po' presa da stupore. Credevo di sbagliarmi. Mi stropicciai gli occhi. Guardai ancora e vidi sempre la stessa signora. Misi la mano nella tasca: vi trovai il mio rosario. Volevo fare il segno della croce. Non riuscii a portare la mano fino alla fronte: mi cadde. Allora l'emozione si è impadronita di me in modo più forte. La mia mano tremava, tuttavia non fuggii. La signora prese il rosario che teneva fra le sue mani e fece il segno della croce. Allora tentai una seconda volta di farlo, e ci riuscii. Appena feci il segno della croce, la grande emozione che provavo scomparve. Io mi misi in ginocchio e recitai il rosario in presenza di quella bella signora. La visione faceva scorrere i grani del suo, ma essa non muoveva le labbra. Quando unii il mio rosario, essa mi fece segno di avvicinarmi, ma io non osai. Allora essa scomparve improvvisamente ». 

La seconda apparizione avviene la domenica seguente. Bernardette, spinta irresistibilmente verso la grotta, s'era portata dell'acqua benedetta. Appena le appare la Madonna, essa l'asperge con quell'acqua dicendo: « Se vieni da parte di Dio, avvicinati ». 

Più Bernardette l'asperge, più la Madonna sorride, ma senza dir nulla. Il giovedì 18 febbraio la Madonna appare per la terza volta a Bernardette e le dice: « Abbi grazia di venire per 15 giorni ». Quindi, aggiunge: « Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell'altro ». La quarta, la quinta e la sesta apparizione sono silenziose. 

Nella settima apparizione la Madonna le insegna una preghiera che Bernardette manterrà segreta. 

Nell'ottava apparizione, mercoledì 24 febbraio, la Madonna dice a Bernardette: « Pregherai Dio per la conversione dei peccatori »; e quindi aggiunge: « Va a baciare la terra in penitenza per i peccatori ». 

Il 25-2-'58 la Madonna apparendole dice: « Va a bere e a lavarti alla fontana e mangia l'erba che troverai ». 

Nel pomeriggio in quel luogo sgorga una sorgente. 

La decima e l'undicesima apparizione, 27 e 28 febbraio, sono silenziose. Bernardette dinanzi a una folla di oltre 1.000 persone cammina in stato di estasi e cade in ginocchio nella grotta.

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio) 

APRITE LE VOSTRE MANI PER AIUTARMI

 


          La fede funziona solo quando è completata dall'amore e dalla carità. Non ha senso dire di amarmi se manca la carità. Questa è la parte che racchiude l'amore infinito. È difficile entrare nel Regno di Dio se non si ha la carità.

          Tutto il mio lavoro, quando sono stato sulla Terra per trentatré anni, era al servizio dell'umanità. Ho smesso solo dopo essere stato messo in croce. Anche allora, dopo la mia risurrezione e la partenza per il cielo, ho versato il mio Spirito Santo su molte persone per continuare il mio servizio. Ancora oggi continuo ad effonderlo: alcuni ricevono e fanno ciò che ho insegnato; altri, per il desiderio di possedere le cose, fanno metà del mio lavoro; gli altri hanno ricevuto solo il Battesimo e mi hanno abbandonato.

          Benedetto, mio caro figlio, quando hai ricevuto il Battesimo dello Spirito Santo ventitré anni fa, non c'era alcun dubbio da parte tua. Hai abbandonato tutto per amore del Vangelo. Alcuni credono in te, nel tuo servizio, e fanno quello che possono; altri ti danno solo un inizio per aiutarti a continuare, poi si allontanano da te. Questo non è credere, è solo una leggera conversione. Poco dopo, si lasciano trasportare da ciò che dicono tra loro, lasciandoli proprio come ho detto io: "Quando tornerò, in chi troverò la fede?" (Lc 18,8).

          Figli miei, amare non significa solo mettersi in mostra; se non c'è carità, è completamente vuoto. Chiunque io abbia scelto per fare il mio servizio, si può dire se è vero o no. I miracoli che escono dalle sue mani non hanno prezzo, è tutto gratuito; ma poiché non si fa pagare, merita di mangiare. Non si può vivere di vento. Ricordate quando eravate disperati in casa vostra e questo mio servo vi ha aiutato tanto. Quando i medici scoraggiavano la tua malattia, questo mio servo implorava ai miei piedi e io, Gesù, rispondevo. Non tutti, ma alcuni non potrebbero mai negare questo miracolo. Conosco coloro che sanno condividere, quindi c'è un desiderio nel cuore di molte persone che amano solo ricevere, ma non dare.

          Figli e figlie, per camminare insieme a me, non potete tenere le mani chiuse; fate come me: anche sulla croce sono morto con le mani aperte. Volevo dire: fate come me. Il no si dice solo per le cose brutte. Se mi volete completamente nel vostro cuore, dovete avere fede; ma se non avete la carità, è inutile dire che mi amate (Gc 2,14). Non c'è mai stato un amore più grande del mio, quello di dare la mia vita come ho fatto per amore vostro. E ora, un mio servo non può fare un servizio completo, per mancanza di persone che lo aiutino.

          Chi vive con le mani in mano, parlando nel mio nome, conosce poco il mio amore. Il vero amore è quello di chi a volte attraversa le difficoltà, ma non rinuncia a Me, perché così hanno fatto i veri Apostoli, e non quelli falsi che vanno alla radio e alla televisione con la pancia piena, e sanno solo chiedere per arricchirsi sempre di più. Chi ha fissato un prezzo per entrare nel Mio Regno pagherà caro.

          Grazie, figli miei. Se le vostre mani sono aperte per aiutare la vera evangelizzazione, vi ringrazio. Rimanete con la Mia Pace.

GESÙ

13/09/1995

La celebrazione della Pasqua da parte di Gesù, Lazzaro e i suoi discepoli - - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anna Caterina Emmerick 


La prima Pasqua a Gerusalemme


La celebrazione della Pasqua da parte di Gesù, Lazzaro e i suoi discepoli


Pochi giorni dopo Gesù era a Betania.

Ho rivisto molti mercanti nei luoghi di preghiera del tempio,

Ho pensato che se ci fosse stato Gesù, questi temerari avrebbero avuto vita difficile. La sera gli agnelli furono macellati nel tempio. Questo avveniva con ordine e abilità ammirevoli. Ognuno portava il proprio agnello sulle spalle; tutti procedevano in ordine e c'era posto per tutti. Intorno all'altare c'erano tre cortili per l'attesa; tra l'altare e il tempio c'era una grande folla. Davanti ai sacrificatori c'erano parapetti e apparati con ogni comodità; tuttavia erano così vicini che il sangue di un agnello schizzava su quello accanto, e così le vesti di questi assistenti erano piene di sangue. I sacerdoti stavano in fila fino all'altare e i vasi, vuoti o pieni di sangue, venivano passati di mano in mano. Prima di disfare questi agnelli, gli ebrei li legavano in modo tale che le viscere potessero essere facilmente rimosse con uno strumento, aiutato da un altro. L'operazione di rimozione della pelle procedeva con facilità: lo sollevavano un po' e lo fissavano a un bastone rotondo; ponevano l'agnello davanti al petto pendente e lo fissavano al collo del sacrificatore; quindi con entrambe le mani arrotolavano la pelle con grande destrezza. Verso sera il compito di macellare gli agnelli era terminato. Era un tramonto rossastro.

14Lazzaro, Obed e Saturnino sacrificarono i tre agnelli che Gesù e i suoi mangiarono. Il pasto ebbe luogo nella casa che Lazzaro possedeva sul Monte Sion. Si trattava di un grande edificio con due ali. Nella stanza in cui mangiarono fu sistemato il braciere dove arrostirono gli agnelli; era però molto diverso da quello che ho visto nel Cenacolo. Questo era più rialzato, come il focolare che avevo visto nella casa di Anna e Maria e a Cana di Galilea. Nelle spesse pareti c'erano delle cavità dove venivano collocati gli agnelli: erano fissati a dei legni, come se fossero crocifissi. La stanza era ben decorata e mangiavano a tavoli che, con mia grande meraviglia, erano disposti a forma di croce. Lazzaro era seduto nel punto in cui terminava la croce, circondato da molti vassoi e piatti di portata con erbe amare, e gli agnelli erano come indicato nella figura seguente:

Intorno a Gesù c'erano parenti, amici e discepoli della Galilea; intorno a Obed e Lazzaro c'erano i discepoli di Gerusalemme e intorno a Saturnino c'erano i discepoli del Battista. Erano circa trenta.

Questa prima Pasqua era molto diversa dall'ultima di Gesù, che si svolgeva secondo il cerimoniale ebraico. Tutti avevano il bastone in mano, erano cinti e mangiavano in fretta. Nell'altra Pasqua, Gesù aveva due bastoni a forma di croce. Qui cantarono salmi e mangiarono in piedi, senza lasciare nulla. In seguito si sedettero più comodamente a tavola. Tuttavia, c'erano alcune cose diverse da quelle che i Giudei erano soliti fare. Gesù stava dichiarando loro le cose, ed essi misero da parte alcune pratiche che i farisei avevano introdotto per conto loro. Gesù intagliò i tre agnelli e servì a tavola, dicendo che lo faceva come servo di tutti. Poi rimasero insieme fino a sera, cantando salmi e pregando.

Oggi tutto era silenzioso e misterioso a Gerusalemme. Gli ebrei che non sacrificavano erano tranquilli nelle loro case, che erano soliti decorare con piante ed erbe di colore verde scuro. Le molte persone che erano rimaste nelle loro case dopo aver macellato gli agnelli sono oggi occupate in varie faccende, e tutta la città ha un'aria di opprimente tristezza. Oggi ho visto dove tanti agnelli vengono arrostiti per i forestieri accompagnati in giro per la città. Fuori e dentro la città, nei luoghi liberi, erano stati eretti ampi muri su cui si poteva camminare comodamente, e su questi erano stati eretti, uno accanto all'altro, una moltitudine di forni. Di distanza in distanza c'era un sorvegliante che sorvegliava l'ordine e dava, dietro un piccolo compenso, il necessario per arrostire gli agnelli. In questi braceri e forni, i forestieri e gli stranieri che arrivavano in città erano soliti cucinare in altre occasioni. La combustione del grasso degli agnelli si protraeva fino a tarda sera; poi l'altare veniva purificato e il mattino seguente si riaprivano le porte del tempio.

Gesù e i suoi discepoli avevano trascorso la maggior parte della notte in preghiera nella casa di Lazzaro. I discepoli provenienti dalla Galilea dormirono in posti che erano stati allestiti accanto all'edificio. All'alba si recarono al tempio, che era già illuminato da molte lampade. Dappertutto vedevano persone che salivano al tempio con i loro sacrifici. Gesù e i suoi seguaci erano in un'anticamera dove insegnava. Di nuovo c'era una folla di mercanti, che si trovava a pochi passi dal luogo di preghiera e dalle donne. Quando ne arrivarono altri, Gesù ordinò loro di ritirarsi e ordinò a quelli che erano lì di uscire; ma essi resistettero e chiesero aiuto alle guardie. Essi lo dissero al Sinedrio, perché si sentivano impotenti. Gesù ordinò ai mercanti di ritirarsi da lì e, quando questi opposero resistenza, estrasse dalle sue vesti una cintura tessuta di canne sottili; tagliò un anello, in modo che la cintura si aprisse in forma di flagello di più parti, e con questo strumento colpì i mercanti, rovesciò le tavole e fece rotolare davanti i più audaci, mentre i discepoli fecero lo stesso da una parte e dall'altra, liberando così tutto lo spazio. A questo punto arrivò un gruppo di sacerdoti del Sinedrio e gli chiese conto delle sue azioni: chi gli dava il diritto di fare questo? Rispose loro che, sebbene il Santo dei Santi non fosse più nel tempio e si stesse avviando alla rovina, era ancora un luogo santo; che la preghiera di tanti fedeli saliva dal tempio; che il tempio non era un luogo di commercio, di imbrogli e di inganni dei cambiavalute e di vili traffici e usura. Quando gli chiesero in nome di chi operava, disse loro che era nel nome del Padre suo. Quando gli chiesero chi fosse suo Padre, rispose che non era il momento di spiegare e che non avrebbero capito. Così dicendo, si allontanò da loro, continuando il suo lavoro di scacciare i mercanti. Giunsero anche due gruppi di soldati e i sacerdoti non osarono fare nulla contro Gesù, perché essi stessi si vergognavano del disordine. C'era molta gente che era d'accordo con il profeta; i soldati stessi aiutarono a spingere i tavoli dei venditori e a portarli via con le merci disperse. In questo modo Gesù e i suoi discepoli scacciarono i mercanti dal tempio. Rimasero solo quelli che vendevano colombe, piccoli pani e bevande nelle tende allestite nell'anticamera, perché non davano fastidio e vendevano cose più o meno necessarie.

Poi uscì con i suoi discepoli nella sala. Erano circa le sette o le otto del mattino quando accadde tutto questo. La sera una specie di processione usciva lungo la valle del Kidron, per tagliare i primi grappoli del raccolto. In uno di questi giorni Gesù guarì una decina di storpi nel vestibolo del tempio e altri muti. Ciò suscitò un mormorio di ammirazione, perché coloro che erano stati guariti gridavano e riferivano il fatto, pieni di gioia. Di nuovo i farisei si fecero avanti per chiedere conto a Gesù della sua azione; ma Gesù rispose loro con tono severo, e non poterono fare nulla perché il popolo era così entusiasta di lui. Dopo le cerimonie di culto, ascoltò la spiegazione in una sala del tempio con i suoi discepoli: si stava spiegando il libro di Mosè. Gesù fece diverse domande, Alla fine ridusse tutti al silenzio e diede una spiegazione molto diversa da quella data dai farisei sul punto letto da Mosè. Durante questi giorni Gesù non fu quasi mai con sua Madre, che stava sempre a casa di Maria Marco, piena di angoscia e di lacrime e in preghiera, temendo il tumulto che si era creato a causa del suo comportamento nel tempio. Dopo il grande clamore suscitato dalla sua guarigione dei malati, Gesù si ritirò a Betania e celebrò il sabato nella casa di Lazzaro. Dopo il sabato, i farisei si recarono a casa di Maria Marco per cercare Gesù e arrestarlo. Non trovandolo, dissero a Maria e alle altre donne, che erano i tirapiedi di Gesù, di lasciare la città e di uscire da essa. Maria e le altre donne, molto addolorate, si recarono a Betania, nella casa di Marta. Maria, piangendo, si recò nella stanza di Marta, in quel momento accanto a sua sorella Maria la Silenziosa, che era molto malata, di nuovo fuori di sé, in un mondo superiore, dove già vedeva ciò che aveva intravisto durante la sua vita mortale in spirito. E così, non potendo più sopportare l'angoscia e la tristezza, questa Maria Silenziosa morì tra le braccia di Maria, Marta, Maria Cleofa e delle altre sante donne.

Nicodemo arrivò durante il giorno tramite Lazzaro, nonostante la persecuzione contro Gesù, che aveva passato la notte precedente a insegnare. Prima dell'alba Gesù andò con Nicodemo alla casa di Lazzaro sul monte Sion, e Giuseppe d'Arimatea venne con Gesù. Anche Giuseppe d'Arimatea andò con Gesù; egli parlò loro ed essi si umiliarono davanti a Gesù. Dissero di sapere chi era, che era più di un uomo comune, e giurarono di servirlo fino alla morte. Gesù ordinò loro di stare per conto loro e loro gli chiesero di tenerli nel suo amore. Dopo di loro arrivarono gli altri discepoli che avevano mangiato la Pasqua con lui e Gesù diede loro insegnamenti e avvertimenti per il prossimo futuro. Si salutarono stringendosi la mano e asciugandosi le lacrime con il panno stretto che portavano al collo e con cui a volte si coprivano il capo.