giovedì 19 settembre 2024

IL MIO CUORE, SCONVOLTO DAL PECCATO, TRASUDA SANGUE



Il Signore

Amore dei Miei dolori, lavoriamo un po’… Quello che alcuni uomini di scienza hanno intuito riguardo la progressiva perdita di energia da parte del mondo e della conseguente morte per congelamento, è una ben pallida immagine della minaccia ben peggiore che pesa sull’umanità: il  congelamento degli uomini per mancanza d’amore.

Stai più attenta, ti distrai con facilità. Preghiamo…

(Mi fa recitare un Padre Nostro, una Ave e un Gloria. Mi dice di scrivere tutto questo.)

Continuiamo. Il Figlio dell’Uomo: Io, il Figlio di Dio, il cui Cuore palpita e si dissangua per voi, il cui amore cordiale vi attira la salvezza e riposa nel Cuore del Padre,  Sono una cosa sola con l’Amore del Padre, Sono la rivelazione insuperabile dell’amore paterno. Io, con il Mio amore ardente, non Mi presento come modello e fine di ogni amore, ma vengo a sommergervi nel Mio amore.

Il Padre Mio ed Io vogliamo vedere in voi un grande desiderio di adorare l’Amore, di lodarlo e di amarlo insieme a tutti i veri amanti di questo Mio Cuore, in una misura maggiore di quelli che lasciano raffreddare il proprio cuore. 

Voglio vedere la vostra capacità di amare purificata e rafforzata. Voglio  che il Mio amore conquisti anche i vostri cuori. Voglio che il Mio Cuore ami gli uomini anche nei vostri cuori e mediante i vostri cuori.

Se il viso dell’innamorato si illumina alla vista dell’amata, i vostri cuori dovrebbero morire di gioia nel sapere che la gioia dell’innamorato non è che un simbolo paragonato allo sguardo pieno d’amore con il quale Io vi guardo… Nel vedere il sorriso del proprio amato bimbo, sorriso che è già la risposta a un amore corrisposto, il cuore dei genitori palpita più velocemente. Solo lo stupido e l’orgoglioso ignorano che questo viene dal Creatore di ogni cosa.

Ma tutto questo non è che il preludio della rivelazione infinitamente più grande dell’amore del Padre nella Mia incarnazione. La creazione è già una manifestazione del Verbo eterno, a cui il Padre Mio comunica tutto il Suo Essere, tutto il Suo amore, e attraverso cui tutto è stato fatto.

Attraverso il Figlio incarnato, Dio Padre entra senza riserve nella vostra miseria. Si pone a fianco dei poveri e dei piccoli, perché conoscano la vera ricchezza alla quale Dio stesso li rende idonei.

E Io condivido le vostre fatiche, le vostre delusioni e la vostra fragilità. Carico su di Me il peso dei vostri peccati. Provo talmente tanto interesse per le vostre miserie che il Mio Cuore pieno di compassione e sconvolto dal peccato, suda sangue nel Getsemani… 

 Catalina rivas - 21 ottobre 1996

La fame

 


La fame

Il profeta Isaia, al capitolo 6, dice che la fame sarà così orribile che ognuno mangerà la carne del proprio braccio.


L'ubriaco

Sentite quell'uomo che ruggisce in mezzo all'inferno? Quanto è forte la sua voce! Si alza al di sopra di tutti i gemiti, le grida, i pianti e le urla di milioni di persone. Con una voce come un tuono ruggisce: “Oh, una goccia d'acqua fredda, una goccia d'acqua fredda per raffreddare la mia lingua; la mia lingua ha sete, la mia lingua brucia, la mia lingua è rovente. Dammi una goccia d'acqua fredda, una sola goccia d'acqua fredda per raffreddare la mia lingua ardente”. Il diavolo risponde al suo ruggito con un altro ruggito: “Stupido”, dice, ‘ubriacone, perché invochi l'acqua fredda per raffreddare la tua lingua ardente; non c'è acqua fredda all'inferno’. L'ubriacone continua a ruggire per avere una goccia d'acqua fredda. A questo punto il diavolo solleva un flagello di fuoco per colpirlo e fargli tenere la lingua a freno. Allora l'ubriacone sprofonda in una profonda pozza di fuoco e zolfo, dove viene annegato nella distruzione e nella perdizione.

Voi ubriaconi, che il sabato sera siete nei locali pubblici e la domenica non andate a Messa; voi ubriaconi, i cui figli sono affamati e vestiti di stracci e non vanno né al catechismo né a Messa, scendete all'inferno e ascoltate il vostro fratello ubriacone che chiede una goccia d'acqua fredda per raffreddare la sua lingua ardente!


Dillo ai tuoi fratelli: chi mi rifiuta o chi crede in Me solo apparentemente, ma con il cuore ben lontano dal mio Amore, anche se santo per il mondo, si danna da solo.”

 


(21 marzo 2020) 

Oggi Gesù mi ha detto: “Vedi, bimba mia, guarda l’erba dei campi, guarda come è verde e alta: e sai tu perché? Perché è caduta molta pioggia e quando questo succede il giorno è cupo, il cielo pieno di nubi scure, cariche di pioggia, fa freddo e ci sono problemi per uscire..., ma solo così l’erba cresce bella e verde. Così è stato necessario permettere alla follia umana e alla sua menzogna di essere una pioggia violenta, ma virale. Solo così poteva nascere e crescere l’erba nuova, ora l’uomo che mi ignorava e mi rifiutava scopre che solo Io posso aiutarlo e lo farò, ma non per la sua fede, ma per la mia misericordia.” 

Poi ha aggiunto: “Tu credi, bambina, che dove è pianto, odio e stridore di denti vanno solo le anime dei peccatori impenitenti? No, figlia mia, no. Tutte quelle anime che possono aver fatto del bene nella vita, ma in nome di loro stesse e che ostinatamente mi rifiutano, saranno giudicate reprobe e andranno dove loro hanno voluto fino all’ultimo. Dillo ai tuoi fratelli: chi mi rifiuta o chi crede in Me solo apparentemente, ma con il cuore ben lontano dal mio Amore, anche se santo per il mondo, si danna da solo.” 

IL CURATO D'ARS SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY

 


Per la conversione d'Ars:  

II. - La guerra all'ignoranza religiosa.  


Per rendere più bella la vecchia Chiesa. - Il peccato di ignoranza. - L'istruzione religiosa dei fanciulli. - L'istruzione dei fedeli. - Un predicatore eroico. - Gli argomenti preferiti dal Curato d'Ars. - Verso l'altare e l'Eucaristia. - Le apostrofi delle grandi feste.  

 Il Curato d'Ars comprese che alla sua opera si opponeva, come nemico potente, l'indolenza di gente fossilizzata nelle proprie abitudini. Nessuno dei suoi parrocchiani si era opposto alla sua venuta, e quelli che già prima andavano alla Messa avrebbero continuato ad andarvi, ma che egli non pretendesse di più.  

In realtà doveva succedere il contrario: il giovane curato, che sentiva la responsabilità della salvezza di tutte quelle anime, decise di non lasciarle in pace, fino al giorno in cui avrebbe visto cessati nella sua Parrocchia tutti gli abusi; ed in quest'opera unì alla preghiera ed alla penitenza anche la parola e l'azione.  

 Ebbe di mira anzitutto la santificazione della festa, senza di che non vi è vita cristiana. La casa di Dio era abbandonata e per condurvi i fedeli era opportuno renderla migliore. Nel 1818 la chiesa di S. Sisto in Ars, «povera all'interno come all’esterno», comprendeva una sola navata con undici metri di lunghezza per cinque di larghezza ed un coro completamente occupato da un unico altare 1. Anche la decorazione era  modestissima: mura bianche di calce, rivestite in legno dipinto fino all'altezza di un uomo. L'altare maggiore era in legno, ma senza alcuna scultura che lo rendesse attraente. Al di sopra della navata, in luogo della volta vi era un soffitto a sette metri appena dal pavimento ed anche quello ormai si apriva da tutte le parti. I paramenti della chiesa, poveri, logori ed insufficienti, non contribuivano certo alla buona riuscita delle funzioni. «Tale povertà attirava l’attenzione e la compassione anche dei sacerdoti forestieri, che qualche volta si fermavano ad Ars per ivi celebrare la Messa 2.  

Ma questa vecchia chiesa fu subito amata dal Curato Vianney, che la considerò come la sua casa paterna. Nell'opera dei restauri egli ebbe di mira anzitutto l'altare, centro e ragione d'essere di tutto il Santuario, e per rispetto all'Eucaristia, lo volle ornato e ricco. Mancavano i mezzi, ma per questa sua opera, che era anche la prima, non volle battere alla porta delle case della sua Parrocchia: ci mise del suo, e quando venne il momento di collocare il nuovo altare al posto di quello antico, che era stato rimosso, il suo volto raggiava di viva letizia, mentre con le stesse Sue mani aiutava l'opera di esecuzione, Ma, desiderando di arricchirlo ancora di più, si recò a piedi fino a Lione, ove acquistò due piccole teste di Angeli, che collocò ai lati del Tabernacolo; ed infine, nell'intento di sempre meglio adattare il quadro allo sfondo, pensò a ripulire l'assito delle pareti. È facile comprendere che da tutti questi lavori la piccola chiesa acquistò subito decoro e splendore.

Poi per migliorare la economia del buon. Dio, - come egli amava esprimersi nel suo linguaggio lepido ed immaginoso, - visitò a Lione le case di oggetti sacri di culto e di ricamo e vi scelse quanto poté giudicare di maggior valore. «Nei dintorni - dicevano i suoi fornitori, non senza meraviglia - vi ha un curato magro, che si direbbe non avere mai un soldo in tasca, e che domanda per la Sua chiesa tutto quanto vi ha di meglio». Un giorno del 1825, la contessa di Ars lo  condusse a Lione, onde fare acquisto di un paramento per la Messa. Ad ogni modello che gli si presentava ripeteva invariabilmente: «Non è abbastanza bello... ci vuole più bello! ... ». Tutte queste trasformazioni materiali non furono inutili: se non altro, giovarono a dimostrare lo zelo del pastore ed a consolare le anime ferventi; presto però si fece vedere alla chiesa per la Messa festiva anche qualche nuovo viso, - sia pure, forse, spinto più da curiosità che da spirito religioso 3.  

 Il più grave male di questa povera gente era la ignoranza, e per conseguenza «l’indifferenza in materia religiosa»4 e non già l'incredulità, poiché aveva conservato la fede. Il Curato d'Ars, severo ma illuminato, in questa ignoranza vedeva non solo una lacuna, ma un vero e proprio peccato. «Noi siamo sicuri - diceva predicando - che perderà più anime questo solo peccato che non tutti gli altri insieme, perché l'ignorante non sa né il male che fa, né il bene che perde, peccando» 5. Di qui veniva il suo ardore per la istruzione. Una volta lo si aveva visto dissodare il terreno col sudore sulla fronte: quello non era che un sollievo in confronto alla fatica immane che si assunse per la istruzione religiosa.  

 E la istruzione religiosa della gioventù lo entusiasmò per la prima. Ad Ars i fanciulli venivano abituati al lavoro dei campi molto presto: a sei o sette anni erano pastori; a dodici anni ogni fanciullo aiutava suo padre nella semina e nella raccolta, - perché nella Dombes erano rari gli operai-contadini. Ben pochi sapevano leggere: venivano bensì al catechismo nei mesi. piovosi d'inverno, ma di quella istruzione non si interessavano molto, anche perché non erano in grado di studiare. Alla domenica non si vedevano alla Messa, perché venivano  mandati al lavoro dei campi, o perché trattenuti da altre occupazioni. Insomma, vi era tutto da credere che per le cattive compagnie e per la ignoranza religiosa, presto avrebbero preso la via del libertinaggio. Occupati di cose materiali, sempre curvi sulla terra, molti di questi fanciulli vivevano e crescevano come se non avessero avuto un'anima immortale; e la stessa funzione della prima Comunione, nella loro vita, non era che un episodio qualunque.  

Il giovane Parroco cominciò a riunirli al mattino circa le ore sei, tutti i giorni, dalla festa d'Ognissanti fino alla prima Comunione, ed ogni domenica circa l'una del pomeriggio, immediatamente prima dei Vesperi: grazie alle sue industrie ingegnose vi riuscì a meraviglia. «Quando io ero fanciullo - dice Francesco Pertinand, oste e vetturiere di Ars - mi ricordo che ci diceva: “Darò un'immagine a chi arriverà alla chiesa per il primo". Per guadagnare quest'immagine si vide il caso di fanciulli che durante la bella stagione erano già pronti davanti alla porta della chiesa prima delle ore quattro del mattino» 6.  

Il Curato d'Ars non cessò di dare personalmente l'istruzione religiosa se non nel 1845, quando gli fu concesso un coadiutore. - Per ventisette anni compì da solo tutte le funzioni del suo ministero pastorale. «Era lui che suonava per il Catechismo ai ragazzi, - dice l'abate Tailhades. - La preghiera, che precedeva questa istruzione, la recitava in ginocchio e senza mai appoggiarsi. Dapprima cercava di eccitare l'attenzione con alcune riflessioni forti, che generalmente erano così impressionanti che strappavano le lagrime a molti: Si recitava. poi la lezione e, quando questa era finita, seguiva la spiegazione breve, facile e piena di unzione» 7. Voleva che i fanciulli stessero bene attenti, li sorvegliava con assiduità e qualche volta, se fosse occorso, avrebbe inflitto anche benigne punizioni. Ma soprattutto era mirabile in lui l'arte con cui sapeva incoraggiare i fanciulli e cattivarsi, per mezzo di una squisita affabilità, quell'affezione veramente filiale, da cui non  esulava il sentimento della massima venerazione. Voleva che portassero sempre seco la corona del Rosario e lui stesso ne aveva sempre in tasca per darne, a tutti coloro, che avessero perduto la propria 8. Pie persone amavano ricordare, più di settant'anni dopo, questi fatti ben impressi nel loro animo. 

Quando andavamo al Catechismo - diceva nel marzo 1895 il signor Drémieux a Mons. Convert - il Curato Vianney, aspettando che tutti fossero giunti, pregava in ginocchio nei banchi dell'antico coro, sotto le campane 9. Pregava …. ed ogni tanto levava i suoi occhi al Cielo con un sorriso: io credo che allora egli vedesse qualche cosa! 10.  

 

 La signora Drémieux, interrogata sul modo con cui il Curato d'Ars istruiva i fanciulli, lo descriveva passeggiante in mezzo ad essi, pronto a dare ogni tanto qualche scappellotto «ma non forte ... era così buono!» ai piccoli troppo irrequieti. Toccava la guancia col suo catechismo, nel quale segnava la pagina con un dito 11. Alla domenica erano ammessi anche gli adulti ad assistere al catechismo dei fanciulli, ed in queste circostanze la signora Verchère, che, dopo pranzo, aveva il sonno molto facile, più di una volta si fece chiamare all'ordine nel modo stesso dei fanciulli. Ella ne era tuttavia ugualmente contenta, e non sembrava punto offesa da un tale procedimento 12.  

Per le infaticabili ripetizioni del santo Curato, i ragazzi di Ars divennero i meglio preparati in catechismo, in confronto di quelli dei paesi vicini, - come ebbe occasione di proclamare Mons. Devie, amministrando ivi la Cresima. E più tardi i sacerdoti, successi al Curato Vianney nel ministero della Parrocchia, furono spesso meravigliati e nel medesimo tempo edificati, delle conoscenze di religione, che trovavano in quei semplici fedeli, dando ad essi gli ultimi Sacramenti 13  

La ragione era una sola: da fanciulli avevano ricevuto le lezioni di un Santo.  

Ma è anche doveroso aggiungere, che non tutti approfittarono nello stesso modo di queste lezioni: il Curato Vianney esigeva il catechismo parola per parola, e vi erano delle memorie labili, che si ribellavano a questo esercizio. Per uno scrupolo di coscienza che sembrava legittimare il rigorismo eccessivo di alcuni moralisti o più anziani di lui o suoi contemporanei, l'abate Vianney seppe imporre ad alcuni giovani parecchi anni di istruzione supplementare, ritardando così anche la loro prima Comunione, in una maniera incredibile 14.  

Le confidenze del signor Drémieux hanno offerto dei dati precisi:  

 Pietro Cinier, Stefano Perroud, Cinier di Gardes fecero la loro prima Comunione quando avevano già compiuto i sedici anni. Cinier di Gardes vi fu ammesso ad Ambérieux, ed io fui condotto a Mizérieux. Non era certo un piacere l'andare al Catechismo in età così avanzata!... 15.  

***

 


La persecuzione di Satana contro i seguaci di Maria


          Fate quello che volete nella vostra testa. Non si pensa prima, per non cadere in tentazione, perché non si è liberi dal peccato. Se foste liberi, nulla andrebbe storto. Il diavolo vi perseguita, proprio come ha perseguitato me tre volte (Mt 4,1-11); solo che vi perseguita sempre, perché non siete ancora liberi dal peccato originale.

          Vedete, figli miei, quando uno non vuole, due non litigano; ma quando i due non si capiscono, diventa difficile per entrambe le parti. Tutto questo perché il diavolo si mette in mezzo, cercando di far litigare i due. Così è il mondo di oggi. I pochi che sono rimasti a chiedermi protezione, se non hanno pazienza con il lavoro e i loro servizi, l'opera del male si mescola in modo che tutti cadano nella tentazione.

          Benedetto, figlio mio, tu che già conosci un po' l'inferno, a volte scivoli ancora un po'; quanto più queste persone che non hanno ancora visto quanto sia terribile il tiranno. Per essere un vero cristiano e liberarti dalle sue grinfie, devi avere la perseveranza nel cuore e invocarmi sempre al momento giusto. Quando qualcosa vuole togliervi la pace, dite: “Mio Dio! Mio Salvatore! Non lasciare che il nemico si metta sulla mia strada. Voglio essere un figlio di Dio in ogni momento del giorno e della notte. Per questo ti chiedo, Signore, misericordia! Abbi pietà di me. Amen”.

          Cari figli, d'ora in poi non sarà facile sfuggire alla persecuzione di Satana; ma se non mi abbandonate, vi prometto che mi prenderò cura di voi in ogni momento; ricordatevi di me come vi ricordate di voler vivere. Ogni secondo che passa nella vostra vita, sono io, il vostro Salvatore, che sono sempre al vostro fianco, perché non potreste vivere senza la mia fonte di energia. Vedete, il diavolo è ancora sulla Terra perché io glielo permetto, per realizzare ciò che è stato scritto; altrimenti, non sarebbe più qui.

          Figlioli! Anche io, vostra Madre, sono stata molto perseguitata mentre ero con voi sulla Terra, per portarvi questo mio Figlio; ma è con molta perseveranza nelle mie preghiere e con la fedeltà al mio Signore che sono riuscita a superare tutte le barriere. Lui non mi ha abbandonato in nessun momento, perché io, Maria, sono stata il primo Tabernacolo del mio Signore, il Creatore di tutte le cose. Vedete, anch'io sono stata creata da Lui, per poter poi diventare sua Madre; ma nonostante ciò, Satana mi perseguita ancora oggi, perché sa che io, Maria del Rosario, sono la difensore dei miei figli che mi chiedono sempre protezione attraverso la recita del Santo Rosario. Sa che la catena che lo legherà in modo da non disturbare mai più il popolo di Dio è il Rosario, che non potrà mai spezzare. Le ore che gli restano sono poche, perciò ora non vuole dare tregua a chi prega, provocando conflitti nelle case delle famiglie, togliendo a tutti la pace ovunque riesca a mettere i suoi artigli. Questo terribile tiranno è la peggior disgrazia che si è diffusa nel mondo, con tutta la sua astuzia. Anche nella stessa Chiesa, che è di Pietro, ha cambiato molte cose, come ad esempio che non ci si deve inginocchiare davanti al Santissimo Sacramento quando lo si riceve, e che deve essere messo in mano e non in bocca. Ha fatto tutto questo per scandalizzare Gesù, mio Figlio.

          Grazie, figliolo, per tutto il tuo coraggio nel metterti a disposizione del mio Santo Figlio Gesù.

Gesù e Maria Regina della Pace

06/10/1995


La Madre della Salvezza: Dio creò un ordine naturale per l‟umanità.

 


CASTIGHI 

Miei cari figli, Dio creò l‟universo in t utta la sua perfezione. Dato che esso viene da Dio, tutto segue un ordine naturale e preciso secondo la Sua Santa Volontà. 

Le leggi dell‟uomo e le leggi della natura furono create da Colui che è al di sopra di tutte le cose. Ecco perché tutte le cose che esistono devono rimanere come sono. Dio creò un ordine naturale per l‟umanità: un posto dove vivere, cibo da mangiare e il Dono del libero arbitrio. Ogni cosa naturale viene da Dio. Egli creò tale ordine così che l‟uomo potesse sopravvivere. Per cui quando gli esseri umani interferiscono con l‟ordine naturale dell‟universo, sia che si tratti del cibo che mangiate, dell‟acqua che bevete o della naturale riproduzione della specie umana, allora la vendetta spetta unicamente a Dio. 

Moltissime persone hanno cerca to di cambiare l‟ordine del mondo, così come fu creato da Dio per la specie umana. Esse soffriranno a causa di questo, poiché Dio abbandonerà coloro i quali hanno sostituito la Verità della Sua Creazione con delle false imitazioni. Se l‟uomo continuerà a servire i propri egoistici interessi, allora Dio permetterà che egli degradi sé stesso, consentendogli di trasformare tutto quello che è naturale in tutto ciò che é innaturale. 

È a causa dell‟influenza di Satana che l‟uomo ha cambiato le Leggi di Dio, e que sto porterà alla distruzione. Tutto ciò che viene da Dio non viene considerato abbastanza buono, di conseguenza l‟uomo cerca di cambiare le regole della natura per soddisfare i propri desideri malsani. Egli giungerà perfino a cercare di negare la Creazione stessa dell‟universo, facendo delle false dichiarazioni intorno alla sua origine. Tutto ha avuto inizio con Dio e tutto finirà con Dio. Tutte le cose buone finiranno a causa dell‟uomo che si leva per sfidare Dio. Una volta che le Leggi della Creazione saranno state manomesse, si assisterà ad un grande castigo sulla terra; infatti, sebbene Dio sia Paziente, non permetterà mai che l‟uomo Gli imponga il modo di governare il Suo Regno. 

Nel momento in cui l‟uomo degraderà sé stesso abbassandosi a livelli tali d a non rispettare più la vita, né il corpo umano, né i suoi fratelli e sorelle, né le Leggi di Dio, si scateneranno numerosissime e potenti tempeste che dureranno delle settimane. Lo scroscio di queste tempeste si farà sentire in molte nazioni. Quando ne sarete testimoni, comprenderete che è piombata l‟Ira di Dio e che l‟uomo viene punito a causa delle grandi empietà che ha commesso contro il suo Creatore. 

La vostra Madre, 

Madre della Salvezza. 

5 Dicembre 2014

mercoledì 18 settembre 2024

“IN VERITA’, IO NON INTENDO MAI PER L’ETERNITA’, ALCUNO SCHERZO CON LA SERIETA’ DELLA VITA”

 


76. Vi ho descritto come la povera umanità che rimane qui verrà punita per colpa propria, tuttavia con ciò non è colmata ancora la misura delle sue sofferenze. Io vi dico soltanto questo: “Beato chi in questo tempo di prova si rivolge ancora a Me per venir liberato dalle persecuzioni che appena ora si rovesceranno”.

77. Voi conoscete il numero sacro. Esso è il numero sette, ovvero sette volte sette volte sette. Questo numero verrà inviato sulla Terra, vale a dire: sette Giudizi verranno su di essa. - Noi finora ne abbiamo conosciuti appena quattroI primi tre corrispondono alla Trinità di Dio. Questa Trinità, come sapete, rappresenta una essenzialità individuale. I primi tre giudizi è necessario che li lasciate venire e che li sopportate pure voi; dal quarto, però, siete già liberati. Ma coloro che rimangono dovranno attraversare tutti i sette giudizi.

78. Durante il corso del quarto Giudizio, molti fra la povera umanità si saranno uccisi in parte da se stessi e in parte l’un l’altro. I sopravvissuti saranno invece vicini alla disperazione. Ed è qui che arriva il quinto Giudizio, il quale susciterà in loro un tale terrore da far credere loro che la Terra si sia trasformata in un inferno; perché allora non vi saranno più uomini nel vero senso della parola, giacché quanto vi sarà in loro di umano ancora sarà stato loro tolto.

79. Gli sciagurati uomini-bestie si guarderanno fissi l’un l’altro e non si riconosceranno più. A seconda delle loro passioni essi assumeranno varie forme animalesche, cioè: le loro anime ricolme dell’elemento maligno traspireranno ogni punto e forzeranno l’uscita dominando il corpo.

80. Nessuno potrà più distinguere l’amico dal nemico, perché non si troveranno più di fronte a figure umane, bensì soltanto all’espressione delle passioni del prossimo. Da questo Giudizio pochissimi si salveranno, poiché persino uno spirito non molto corrotto, quando cioè non raffigura ancora una bestia selvaggia, viene attratto dalla forza propria di selvaggi nel loro stato bestiale; perciò egli stesso diventa selvaggio e così viene ancora di più trascinato nel fango.

81. Agnelli, allora, non ve ne saranno più, perché gli agnelli e le pecore saranno stati salvati ed intoneranno inni di grazie al loro Salvatore. Tuttavia fra tali uomini ce ne sarà pure qualcuno il quale si rivolgerà a Me. Pregate per questi tali ovunque, affinché non vadano in perdizione.

82. Come si può raffigurare il sesto Giudizio? O Miei diletti figlioli: dai due ultimi Giudizi – il sesto ed il settimo - nessuno più sarà salvato, ed è questo il momento in cui è venuto il Regno benedetto, per narrare quello che avviene fuori da questo.

83. Dopo lunghi anni di sterilità della Terra, gli uomini bestie sopravvissuti, i quali, spinti nelle loro anime degenerate dall’istinto della conservazione, lavoreranno, non riusciranno a trarre dal terreno alcun frutto. Causa il digiuno prolungato, stanchi della vita, essi si uccideranno di propria mano o si ammazzeranno reciprocamente.

84. Non occorre che Io vi dica appena adesso che allora non vi saranno più bambini, perché ciascuna donna che durante il quarto Giudizio ha mangiato carne umana, sarà incapace di prolificare. D’altro canto questa cosa non sarà neppure da Me concessa, affinché sia adempiuta la parola secondo la quale nessun bambino sarà partorito nel tempo di sette anni prima che Io venga a tenere Giudizio sopra i vivi e sopra i morti.

85. Alla fine dei sette anni, l’ultimo che sarà rimasto –la mano destra del Maligno – soggiacerà al giudizio, il quale si compendia nel re-incarceramento eterno in una rigida massa. Questa è la fine del Giudizio che gli uomini sono stati essi stessi a provocare a causa delle loro credenze contorte ed erronee.

86. Miei cari figlioli, Io vedo che il vostro cuore trema, e scorgo delle lacrime nei vostri occhi. Ma Io non posso cambiare niente, perché tutto ciò viene concesso che accada affinché siate salvati, in quanto le Mie cure devono essere rivolte al vostro bene.

87. Se vi lasciassi respirare più a lungo l’aria che i malvagi hanno appestato con la loro bava, andreste in perdizione anche voi, ed Io allora avrei sacrificato invano il Mio sangue e la Mia vita. Pregate dunque, affinché ancora molti si rivolgano a Me. E dal canto vostro tenete presente che a voi non occorre altro che l’amore per giungere a Me. Io però ho detto: “Voglio raccogliere tutto l’amore dei Miei figlioli per mostrarlo come un faro di luce al mondo”. E questo dovrà esser visto non soltanto con gli occhi dello spirito, ma pure con quelli del mondo.

88. Sospinto dalla pressione dei cuori che Mi amano, Io volevo far comparire visibilmente nel cielo il Cuore dei covoni d’amore. Ci sono però ancora degli uomini deboli, e questi crederebbero che questo Mio strumento il quale qui scrive, avesse voluto approfittare di questo segno per scrivere quanto ora viene dettato. Per questa ragione voglio attendere ancora fino a che l’opera sarà stampata, e poi riuscirà visibile a tutti il cuore, il quale porta i covoni dell’amore per dimostrare che Io mantengo la Parola data e che intendo ricompensare i Miei figlioli già qui e poi un giorno nell’aldilà quando avranno deposto ogni carne. - Amen, Amen, Amen!


23 - Gennaio - 1886

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 


DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


13 ottobre 1962 

Da mesi il Signore Gesù mi sta parlando, ma non ho scritto tutto perché non sempre ho avuto la possibilità di farlo. Questa mattina mi sono trattenuta nel silenzio della chiesa e, mentre pregavo implorando per i sacerdoti agonizzanti, il Signore Gesù, commosso, ha sussurrato al mio orecchio: "Le nostre mani raccolgono insieme!" Ho chiesto l'irradiarsi della misericordia della Fiamma della Santa Vergine sulle anime purganti ed Egli mi ha fatto capire che in quel momento un'anima era stata liberata dal purgatorio; ho sentito allora gioire il mio spirito. In quello stesso istante, per la misericordia divina, sono stata immersa nella felicità di quell'anima presentatasi davanti a Dio. Poi ho pregato per i sacerdoti agonizzanti con tutto il mio raccoglimento ed il mio intimo è stato invaso da una struggente sensazione. Sono le sofferenze che il Signore Gesù permette perché raccolga con Lui. In tale raccoglimento, un leggero sospiro della Beata Vergine, come un alito etereo, ha sorpreso la mia anima: "Figliola mia, la tua compassione per le povere anime ha tanto commosso il Mio Cuore materno. Ti concedo la grazia chiesta ... Ogni qual volta, facendo riferimento alla Mia Fiamma d'Amore, direte in mio onore tre "Ave Maria", sarà liberata un'anima dal purgatorio e durante il mese dei morti (novembre) con una sola Ave Maria, si libereranno dieci anime dal purgatorio. Anche le anime penanti dovranno sentire la grazia della Mia Fiamma d'Amore". 

Nota - La Sacra Scrittura ci dà sicurezza che Dio ha il diritto di porre condizioni espresse in numeri nel concedere i doni della sua grazia. Vediamo il Profeta Eliseo nel caso di Naam della Siria (2 Re 5,1. 14) dove non si può intendere che le condizioni della guarigione siano espresse in cifre ed è da ritenere che la guarigione non sia dipesa dai numeri. Perché, proprio nelle sporche acque del Giordano, l'immersione per sette volte di Naam ha determinato la condizione della guarigione? Non poteva essere sufficiente fare cinque immersioni o tre oppure anche una sola? 

La guarigione non è derivata dall'immersione per sette volte, ma dalla fede umile e dall'incoraggiamento degli inservienti che hanno stimolato l'obbedienza e hanno fatto vincere la sua superbia recalcitrante, per cui egli si è sottomesso al desiderio del profeta. 

Per "la matematica celeste" suaccennata, non ha importanza né il numero né l'adempimento, ma l'AMORE. Significa che deve vivere continuamente in noi il desiderio di aiutare le anime penanti. 

Quanti inutili pensieri girano attorno al nostro io, quante superflue ansie riempiono anche un solo nostro giorno! Quanti gesti meccanici facciamo al giorno! E quante azioni di autoeducazione potrebbero essere efficaci se, solo con affettuoso pensiero le rivolgessimo, di volta in volta, ad anime penanti che sarebbero grate a coloro che le avessero aiutate! Esse sono per questo molto riconoscenti e, dopo aver raggiunto lo stato di salvezza, saranno a loro volta di aiuto per la liberazione di altre anime. Questa comprensiva partecipazione torna a nostro merito e la Vergine Madre lo trasmette alle anime penanti. Se la Vergine Madre ci propone i numeri lo fa soltanto affinché l'apprensione derivante dalle nostre debolezze, nello stesso tempo, ci stimoli e ci animi. 

Per quanto piccola sia la nostra collaborazione è sufficiente perché un'anima sia portata al cospetto di Dio. Affidiamo tranquilli alla Vergine Madre il numero delle "Ave". Lo sviluppo di questo argomento è confermato dagli appunti del diario in data 17.7.1964.  

Ciò che deve essere lasciato indietro

 


Maria 

Ho messo davanti a voi scelte di vita e di morte. Queste sono scelte importanti che sono fatte ogni giorno. Io parlo per guidarvi in queste scelte quotidiane. 

Quando una persona è nelle tenebre, fa scelte folli, prendendo ciò che è indegno e mettendo da parte ciò che è veramente prezioso. Quando una persona fa questo ogni giorno della propria vita scopre, come Pietro, che ha pescato tutta la notte (a volte con energia incredibile), ma non ha preso nulla. Oh, le reti sono piene. Ha preso molte cose. Potrebbe avere anche guadagnato una fortuna, ma ha pescato dalla parte sbagliata della barca. 

Riempito con ricchezza Terrestre 

Ha pescato sul lato terrestre e non sul lato celeste. Le reti sono state riempite fino a traboccare, ma solo con oggetti di valore terreni. O lettore, si potrebbe guardare nella tua casa e vedere così tante cose di valore, ognuna delle quali guadagnata e pagata. Esse sono veramente tue. Le hai ottenute. Ma hai comprato anche i valori del cielo? Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero e perdere la sua anima? Così, parlo della tua anima. 

Che cosa è la tua anima? 

Un momento verrà quando dovrai morire e lasciare la tua ricchezza terrena. Potrai portare con te solo ciò che è nella tua anima. Cosa c’è adesso? In primo luogo, ci sono peccati. Sì, hai commesso dei peccati. Non vuoi portare questi peccati con te. Quindi, devi cercare il perdono. Prenditi un momento. Quali peccati ti vengono in mente? Non avere paura di permettere loro di emergere, perché, allora, si può chiedere perdono. 

In caso di necessità, scrivili. Fai una lista. Ora porta ogni peccato davanti a mio Figlio Gesù. Per ogni peccato, chiedi il suo perdono. Riuscirà a perdonare? Sta solo aspettando che tu lo chieda. Basta chiedere e saranno perdonati. Per i cattolici, c’è un dono più grande. Possono ricevere il perdono di Gesù nel sacramento della confessione. Che cosa occorre dopo? Parlerò ancora di ciò, più avanti. 

Commento: Tutte le nostre scelte sono archiviate nelle nostre anime. Le scelte peccaminose possono essere rimosse dal dolore e dalla confessione dei peccati. 

19/1/2012 

Corredentrice con Gesù

 


Le spose di Gesù

Questa testimonianza appartiene ad una religiosa che abita in un paese asiatico ed è tratta dai suoi scritti intitolati: «Storia della mia anima»


«Io sono sposa di Gesù, vittima del suo amore. Egli mi ha resa corredentrice insieme a Lui. Per esperienza so che le vie della redenzione non sono cammini facili, tra i fiori, ma salite piene di sassi da percorrere con la croce sulle spalle. Egli mi ha scelta perché condivida con Lui le sofferenze della sua Passione, specialmente durante la settimana santa. Spesso mi fa sentire i dolori della corona di spine... Vuole che io sia la sua compagna inseparabile nei momenti dolorosi della sua Passione. Tuttavia non cambierei il mio posto accanto a Gesù addolorato per niente al mondo. A volte mi fa anche vivere momenti di cielo. Diverse volte ho sentito in bocca l’ostia consacrata come carne dolcissima che mi ha inebriato per varie ore. Le grazie più grandi che ho ricevuto nella mia vita sono sempre venute direttamente dall’Eucaristia.

Un giorno durante l’esposizione del Santissimo ricevetti la grazia passeggera di un corpo glorificato ed avevo una vitalità tale da non aver bisogno di mangiare per vivere... anche se alla fine dovetti farlo per obbedienza. Ci sono momenti in cui provo una felicità immensa in seno alla Santissima Trinità e mi sembra di essere già in cielo per sempre.

Il giorno del mio Matrimonio spirituale sentii Gesù presente nella mia anima in un modo così ineffabile da non riuscire a spiegarlo con parole umane. Mi inondò totalmente col suo amore e con le sue sublimi tenerezze.

Tutto il mio essere venne trasformato e rimasi unita a Lui per sempre. Venni travolta e sommersa dall’oceano amorevolissimo della sua divinità, trasformata nel mio adorabile Sposo Gesù, Re dei Re e Signore dei Signori» (Ap 19, 16).

Padre Angel Peña


Questo mondo di peccato finirà presto! L’era di vera Pace arriverà.

 


Messaggio di Gesà dato a Gisella 17 settembre 2024


Figli e fratelli, guardarvi ai Miei piedi nella preghiera e nella fede del cuore, consola il Mio Cuore devastato dal peccato.
Fratelli miei, ormai le maschere, come predetto, sono cadute. Il male adesso, non ha più segreti. Non si nasconde più! Questo mondo di peccato finirà presto! L’era di vera Pace arriverà. Voi, Miei amati, sarete protetti, ma abbiate Fede. Fratelli, è inutile cercare luoghi dove proteggervi. Non sapete che il posto più sicuro, non è quello del mondo, ma il Mio Purissimo Cuore e quello della Mia Amatissima Madre! Non ci saranno luoghi più sicuri dove sarete protetti.
Ascoltate nel silenzio la Mia voce. Io vi parlerò e ognuno di voi saprà cosa fare, perché Io stesso vi guiderò sulla giusta strada. Adoratemi, cercatemi nell’Eucaristia! Io non vi lascerò mai da soli! Sarò con voi nella preghiera e vi benedirò uno per uno. Nel Nome del Padre, del Mio Santissimo Nome e dello Spirito Santo! Il vostro caro Gesù.

Problemi del nostro tempo

 


"Miei amati fratelli e sorelle,

Vivete attualmente una povertà crescente, una violenza sempre più folle, una morale dissoluta e l'indifferenza religiosa, che pone problemi nella società e ancor più nelle vostre famiglie. In tutto questo, è essenziale che le vostre convinzioni siano forti in modo che le vostre famiglie possano avere una vita dignitosa.

È certo che la nonviolenza rimane la via per risolvere i problemi; la fede è un valore che non può essere imposto con la forza, ma si dimostra con una qualità di vita ed è così che illuminerete la vostra vita quotidiana con la Parola di Dio.

Le vostre convinzioni incontrano più spesso di quanto vorreste ostacoli che hanno il solo scopo di farvi rinunciare, e questo molto spesso nella vostra stessa famiglia. Così, potreste essere portati a sperimentare rinunce nei confronti di certi membri e persino gli amici rifiuteranno il vostro modo di essere e vi rimprovereranno per questo. Questo può avere un impatto sulla salute, sul tempo e persino sul denaro. In alcuni casi, può persino portarti alla depressione.

Nella tua vita, ci sono momenti in cui il lupo si aggira intorno a te. Ma rassicuratevi, perché il Signore Gesù, che conosce perfettamente ciascuno di voi, vi proteggerà con il suo immenso amore.

Approfondisci tutti gli episodi della tua vita, che siano i momenti gioiosi o quelli più difficili per te. Comprendete, dunque, che la vostra vita, nonostante le sue alterne vicende, deve essere piena di speranza, anche di fronte ai problemi economici, morali e spirituali del vostro tempo.

È certo che incontrerete uomini e donne sconvolti, a volte alla deriva, che non sanno dove andare e come farlo. Non voltate loro le spalle, ma al contrario andate da loro perché avrete sempre la possibilità di aiutarli ed è il vostro dovere più intimo.

Ogni cristiano, infatti, deve sentirsi responsabile della fede e della vita spirituale dei suoi amici e della sua famiglia. Dovete quindi impegnarvi con i vostri talenti e le vostre capacità, ad assumere la vostra parte di responsabilità come membri del Corpo di Cristo.

È certo che questo servizio implica uno sforzo permanente di conversione, per sé e per gli altri, e una lotta incessante contro il peccato, attraverso la preghiera e i sacramenti.
Gli uomini hanno un forte bisogno di essere guidati spiritualmente, il che implica tutta la missione dei sacerdoti con le loro parole e i loro consigli, con i sacramenti e quindi con la speranza.

Sei portatore di speranza? 

Ti senti pronto per la vita eterna? 

Ti meravigli della bellezza del mondo, queste meraviglie ti ispirano a metterti ancora di più al servizio degli altri? 

Sotto la Luce dell'Eterno Padre, tutto l'Amore del Signore Gesù, di Sua Madre, la Beata Vergine Maria, e con la vostra famiglia in Cielo, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Giovanni, tuo messaggero di speranza"

09.11.2011 

"NON SCORAGGIATEVI" perché: questa terra che è contaminata dal peccato deve scomparire per poter "Fate posto alla nuova terra"!

 


( Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE : martedì 17 settembre 2024 )


MII Amati,

IO SONO DIO ONNIPOTENTE: "DIO D'AMORE CHE TI AMI"!

Ti chiedo di: Rimani saldo nella fede nel tuo DIO: DIO onnipotente e fedele alla preghiera.

Guardate sempre a DIO e mettete da parte tutto ciò che non viene da Me...

E soprattutto, figli Miei: "NON SCORAGGIATEVI" perché: questa terra che è contaminata dal peccato deve scomparire per poter "Fate posto alla nuova terra"!

AMEN, AMEN, AMEN,

Ricevete i miei amati: la mia santissima benedizione: con quella della Beata Vergine Maria: la Divina Immacolata Concezione e San Giuseppe, suo castissimo sposo;


NEL NOME DEL PADRE,
NEL NOME DEL FIGLIO,
NEL NOME DELLO SPIRITO SANTO!
AMEN, AMEN, AMEN,

Andate in PACE figli miei, andate in PACE!

Il vostro DIO, pieno di Amore e di Tenerezza, vi ama e: Grazie a tutti e tre per aver recitato il rosario.

Grazie figli Miei: Grazie, grazie, grazie, e non dimenticate che Io, :D Onnipotente, DEVO essere il Maestro "L'UNICO e PADRONE DI TUTTO L'UNIVERSO": DIO ONNIPOTENTE!

AMEN, AMEN, AMEN,

Come devesi stimare la grazia, essendo essa infinitamente al disopra di ogni cosa creata

 


Dell’essenza della grazia divina


1. Daremo principio col dire ciò che rispetto alla grazia è la minima cosa, cioè che essa è infinitamente più elevata di ogni cosa creata. 

«Il cielo e la terra passeranno, secondo la parola di Gesù Cristo», dice S. Agostino, «ma la salute e le prerogative degli eletti resteranno; poiché i cieli sono solo opera di Dio, ma la grazia è la di Lui immagine» (1). S. Tommaso (2) insegna nello stesso senso, affermando che è cosa più grande il ricondurre un peccatore nello stato di grazia che creare il cielo e la terra. 

Il creare difatti si limita a dare l’esistenza a cose mutabili e temporanee. Ma la grandezza del ritorno del peccatore alla grazia sta nel fatto che questa lo rimette in condizione di partecipare eternamente alla immutabile natura divina. Nella creazione delle cose visibili Dio costruisce una casa, e quando dà all’uomo la natura ragionevole Egli popola questa casa di sudditi e di servi. Ma quando Dio dà all’uomo la sua grazia, Egli lo attira a sé, lo adotta per suo figlio e gli dona la sua stessa eterna vita. 

In una parola la grazia è un bene del tutto soprannaturale, cioè un bene che non possiede alcuna natura creata e nemmeno la suppone, poiché contiene in sé unicamente la natura di Dio. 2. 

Questa affermazione che la grazia, secondo la sua essenza, è congiunta con la natura divina e quindi a Dio solo è naturale, deve intendersi letteralmente. Perciò i più illustri dottori della chiesa (3) spiegano come Dio, nonostante la sua onnipotenza, non poteva creare alcuna essenza di tale perfezione ed elevatezza senza che la grazia non le fosse già propria per natura o che almeno la grazia fosse corrispondente e conforme alla sua natura, poiché se supponiamo una simile creatura, dobbiamo anche convenire che questa sua essenza non differisce più da quella di Dio (4). 

Va quindi d’accordo ciò che la S. Chiesa ha così spesso (5) dichiarato con tanta chiarezza, che né l’uomo; né del resto alcuna creatura, porta nella propria natura il minimo germe della grazia, e che, come spesso nota S. Agostino (6) la natura sta nello stesso rapporto alla grazia come la materia all’anima, che è il principio della sua vita. La materia, per sé stessa inanimata, non può dare a se stessa la vita, ma deve riceverla da un altro essere vivente. Così anche la creatura ragionevole non possiede di per sé la grazia e non può mai acquistarla con la propria attività o con i propri meriti (1). Solo Dio può dargliela per pura sua bontà ed in virtù della sua onnipotenza. 

Come dunque deve esser grande questa Bontà che tanto innalza le forze ed i meriti di ogni creatura ragionevole, compresi gli angeli (2) i più elevati. 3. 

Anzi possiamo dire che la grazia sorpassa, come Dio stesso, tutte le cose naturali. Essa non è altro che quel lume celestiale che dagli abissi della Divinità si riversa sopra le creature ragionevoli. E come la luce non è il sole stesso, ma è legata indivisibilmente ad esso, così non possiamo noi pure pensare che il lume della fede che si riversa su di noi possa venir separato da Dio. 

E infatti, secondo la parola stessa del Salvatore, lo stesso Dio, Uno e Trino, penetra con la grazia nel nostro cuore e vi resta finché nel cuore rimane la grazia (Gv 14, 23). Ora la luce che irradia dal sole è assai più perfetta ed efficace di ogni cosa terrena e perciò in stato di dare ad essa vita ed accrescimento. Quindi è che il sole che domina su tutta la terra è con questa legata nel modo il più intimo. Così è – in grado infinitamente più elevato – della grazia. La nostra natura è la terra che riceve i raggi del Sole divino ed è da questo così trasfigurata da divenire essa stessa divina. Ma poiché Dio, che noi veniamo a possedere per la grazia, è infinitamente più perfetto di tutti i soli e di tutte quante le cose, così la grazia è più preziosa di ogni bene creato. 

«Essa è», ci dice la Sapienza, «meglio che tutte le cose più preziose, e tutte le gioie più care non le stanno a paragone» (Pr 8, 11). 4. 

Alziamo dunque lo sguardo a questi tesori e giudichiamo quanto essi siano degni di stima. Per quanto possiamo essere ricchi di beni naturali, in potere e dignità, nella scienza e nell’arte, tutte  queste ricchezze spariscono, di fronte alla grazia, come un granellino di polvere a confronto di un prezioso diamante. E siamo pur poveri quanto si vuole, con la sola grazia di Dio veniamo ad essere più ricchi di tutti i monarchi della terra; noi possediamo il meglio che Dio stesso possa darci nella sua infinita liberalità. 5. 

Come dobbiamo essere grati a Dio! Noi lo ringraziamo di averci tratti dal nulla e dato l’esistenza, che Egli, come canta il Salmista (Sal 8, 8), tutto ha messo sotto i nostri piedi, le pecore ed i buoi, gli uccelli del cielo ed i pesci del mare, e dobbiamo perciò esclamare con lo stesso Salmista: «Cos’è l’uomo che Tu ti ricordi di lui, e il figlio dell’uomo perché Tu di lui ti prenda cura?» (Sal 8, 5). 

Ma quanto più dovremmo ringraziarlo per il tesoro soprannaturale della grazia, e conservare questa con ogni cura! 

Dice perciò il dotto Cardinale Cajetani che non dovremmo mai perdere di vista il valore della grazia per non dimenticare la severità dei castighi che ci aspettano se disprezziamo questi beni immensi che il Signore ci offre gratuitamente e con sì tenero amore. Ci sta preparato un castigo analogo a quello toccato a quegli uomini nel Vangelo che, invitati dal re alla sua cena, per un meschino guadagno e per un miserabile piacere non vollero andarvi. 6. 

Ma la incommensurabile grandezza della grazia deve spronarci all’esercizio fervoroso delle virtù poiché in tal modo la grazia aumenterà in noi. Anche se tu niente perdi della grazia, ma poi non ti curi troppo d’ascoltare una S. Messa anche nei giorni feriali, tralasci volontariamente una preghiera o un’opportunità di compiere un’opera di misericordia, sei negligente nell’esercizio dell’umiltà e della mortificazione: ecco già un danno rilevante per te il non aumentare il capitale quando potresti farlo con tanta facilità. Ed il più piccolo grado di grazia ha più valore di tutti i beni del mondo! 

Se un avaro con un digiuno di un giorno o con un’opera buona potesse guadagnare una flotta di navi cariche dei tesori dell’India, chi potrebbe impedirglielo o trovare da ridire? E lo tratterrebbe forse il pensiero della piccola fatica dell’opera buona, o l’apprensione di danneggiare la salute con quel piccolo digiuno? Ma quanti pretesti troviamo noi nella nostra stoltezza, come esageriamo le minime difficoltà mentre nel caso nostro si tratta d’un guadagno sicuro la cui minima parte sorpassa mille Indie e mille mondi! Perché ce ne stiamo oziosi con le mani in grembo e non vogliamo spargere nemmeno una goccia di sudore per lavorare un campo su cui è sparsa una semenza d’oro? Ma che dico, sudore! Oh, come spesso il Signore non ne richiede da noi una sola gocciolina! E che forse esigerà le nostre lacrime? No, un solo sospiro sopra i nostri peccati gli basta, un forte proposito, un pio desiderio, l’intenzione soprannaturale con la quale eleviamo a Dio le nostre quotidiane fatiche, i nostri sacrifici, la sola parola «Gesù» con la quale esprimiamo il nostro amore od imploriamo il suo aiuto, ecco tutto! E chi non ripeterebbe con gioia mille volte al giorno questo santo nome se potesse con questo guadagnare tante casse piene d’oro! E ciò non è certamente da mettersi a confronto con quello che possiamo aspettarci da Dio! 

Oh, se queste meraviglie, questi tesori della grazia potessero imprimersi così profondamente nei nostri cuori che noi potessimo sempre dire a noi stessi, con la più viva e profonda convinzione: È proprio vero che niente vi è che possa compararsi in valore alla grazia divina, non vi è davvero niente che meriti ogni nostro sforzo come la conservazione e l’aumento della grazia! Non vi è niente di così facile a conservare ed aumentare di quel che sorpassa in valore ogni altro bene, cioè la grazia soprannaturale e divina!

M.J. SCHEEBEN

Il disastro è imminente.

 


10 settembre 2024

« Caro figlio, questo sentiero che stai percorrendo è un sentiero che ti prepara per la Nuova Terra.

In questo momento, siete in transizione verso questa Nuova Terra, ma molti dei Miei figli non saranno in grado di accedervi. Il loro tempo su questa terra attuale sarà di breve durata perché i loro cuori non saranno pronti per questa transizione.

Questa Nuova Terra sarà un rifugio per tutti coloro che si uniranno al Cielo e per coloro che sono già uniti ad esso.

La ragione principale di questa Nuova Terra sarà causata dalla distruzione della terra attuale, di questo Gioiello che Io ho creato. Ma lo rinnoverò in modo che diventi ciò che doveva essere al momento della sua creazione.

Caro figlio, molti dei Miei figli non sono stati in grado di accettare l'Amore che avevo messo nei loro cuori. Oggi le conseguenze sono disastrose. Così il peccato li ha portati alla loro stessa distruzione.

Presto, il fuoco cadrà intorno a te e la gente griderà disperata, ma sarà troppo tardi per molti. Caro figlio, questo disastro è imminente. Guarda i segni... 

MA VOI, CARI FIGLI, SIATE FIDUCIOSI E PREGATE!

Pregate molto per coloro che vi circondano, perché la loro scelta, per quanto riguarda la loro Eternità, SARÀ DECISIVA! Eppure, nulla prefigura questi eventi...

 

Tutto accadrà alla velocità della luce! 

 

Possa il tuo cuore essere pronto per questa transizione.

Grazie per tutto quello che fate per i vostri fratelli e sorelle. Benedico voi e tutti coloro che vi sono cari. »

Vostro Padre, pieno di compassione per tutti i Suoi figli

Robert Brasseur