sabato 13 aprile 2019

LA PASSIONE



Riflessioni fatte da Gesù sul Mistero della Sua Sofferenza e del valore che ha la Sua Redenzione.  


GESÙ VA IN CERCA DEI SUOI DISCEPOLI, CHE SONO ADDORMENTATI  

Malgrado tutto, l'enorme peso e la terribile fatica, unitamente al sudore di sangue, Mi avevano colpito talmente che, nell'andare a cercare i Miei Apostoli, Mi sono sentito tremendamente affaticato.  
Pietro, Giovanni, Giacomo!  
Dove sono, che non li vedo vigilanti?  
Svegliatevi, guardate il Mio Volto, vedete come trema il Mio Corpo per questo turbamento che provo!  
Perché dormite?  
Svegliatevi e pregate con Me, perché Io ho sudato Sangue per voi!  
Pietro, Discepolo eletto, non ti importa della Mia Passione?… 
Giacomo, a te ho dato la Mia predilezione: guardaMi e ricordati di Me!  
E tu, Giovanni? Perché ti lasci prendere dal sonno insieme agli altri? Tu puoi capire più di loro… Non dormire, veglia e prega con Me!  
Ecco ciò che ho ottenuto: mentre cercavo conforto, ho trovato un amaro sconforto.  
Neppure loro sono con Me.  
Da chi mai potrò andare?…  
È vero, il Padre Mio Mi dà soltanto ciò che Io ho saputo chiederGli: che il Giudizio di tutta l'Umanità cada sopra di Me.  
Padre Mio, aiutami! Tu che puoi tutto, aiutami!  
Sono tornato a pregare come un uomo a cui sono state tolte tutte le speranze e che cerca, dall'alto, comprensione e consolazione.  
Ma che cosa poteva fare il Padre Mio, se Io avevo liberamente scelto di pagare per tutti?  
La Mia scelta non era mutata.  
Certamente, però, la Mia resistenza naturale era arrivata ad un tale eccesso, che la Mia umanità ne era soverchiata.  
Nuovamente, Mi sono gettato con il volto a terra, per la vergogna di tutti i vostri peccati. 
Nuovamente, ho chiesto al Padre Mio di allontanare da Me quel Calice, ma Egli Mi rispose che, se non lo avessi bevuto, sarebbe stato come se non fossi venuto al mondo. Che Mi consolassi, perché molte Creature avrebbero partecipato alla Mia Agonia nell'Orto.  
Risposi: “Padre, non si faccia la Mia Volontà, ma la Tua” (Matteo 26,42) .  
Questo Angelo Mi ha assicurato del Tuo Amore, e la breve gioia che Mi hai inviato, ha compiuto la sua buona opera anche nella Mia naturale riluttanza.  
Dammi le Mie Creature, quelle che Io ho redento. Prendile Tu stesso, perché è per Te che Io ho accettato. Voglio vederti contento, Ti offro tutte le Mie Sofferenze e la Mia immutabile Volontà che, in verità, non è in disaccordo con la Tua, perché Siamo sempre stati una Cosa Sola…  
Padre, sono distrutto, ma in questo modo il Nostro Amore sarà conosciuto.  
Si faccia la Tua Volontà, non la Mia!  
Sono ritornato a svegliare i Discepoli, ma i raggi della Divina Giustizia avevano lasciato in Me dei segni indelebili…  
Quando Mi videro, sembravo una persona fuori di senno e questo li riempì di spavento. 
È stato Giovanni a soffrire più di tutti per questo.  
Io ero muto… e loro sbalorditi…  
Soltanto Pietro ebbe il coraggio di parlare.  
Povero Pietro, se avesse saputo che una parte della Mia agitazione era stata scatenata da lui!…  
Avevo preso con Me i Miei tre Amici perché Mi aiutassero, condividendo la Mia Angoscia… perché pregassero con Me, per avere riposo in loro, nel loro amore…  
Come posso descrivere ciò che provai, quando li vidi addormentati?  
Quanto soffre, ancora oggi, il Mio Cuore!  
E volendo trovare sollievo nelle Mie Anime, vado da loro e le trovo addormentate.  
Più di una volta, quando ho voluto svegliarle e farle uscire da sé stesse, dalle loro preoccupazioni, Mi hanno risposto, con le opere… se non con le parole:  
“Adesso non posso, sono troppo stanca, ho molto da fare, questo nuoce alla mia salute, ho bisogno di un po' di tempo, voglio stare un po' in pace”.  
Io insisto e dico soavemente a quell'Anima:  
“Non temere, se per Me tralasci questo riposo, Io ti ricompenserò. Vieni a pregare con Me, anche soltanto per un'ora! Guarda, in questo momento ho bisogno proprio di quanto ti chiedo! Se ora indugi, non sarà poi per te troppo tardi?”.  
Quante volte sento la stessa risposta!  
Povera Anima, non ha potuto vegliare un'ora con Me.  
Tra poco verrò e non Mi sentirà, perché è addormentata…  
Vorrò darti la Grazia, ma… siccome sei addormentata, non potrai riceverla. 
Chi ti assicura che, dopo, avrai la forza di svegliarti?…  
È più facile che, privata dell'alimento, la tua Anima si debiliti e non possa uscire da questo letargo.  
Molte anime sono state sorprese dalla morte mentre erano profondamente addormentate, e poi: dove e in che modo si sono risvegliate?  
Anime amate, voglio mostrarvi anche quanto sia inutile e vano cercare sollievo nelle Creature.  
Quante volte sono addormentate, e invece di trovare il sollievo che cerco in loro, le lascio con amarezza, perché non corrispondono ai Nostri desideri e neppure al Nostro Amore.  
Quando ho pregato il Padre Mio e ho chiesto aiuto, la Mia Anima, triste e senza aiuto, soffriva l'agonia della morte: Mi sono sentito oppresso dal peso delle più nere ingratitudini.  
Il Sangue che usciva da tutti i pori del Mio Corpo e che tra breve sarebbe sgorgato da tutte le Mie ferite, sarebbe stato inutile per un grande numero di Anime che si sarebbero perse.  
Moltissime Mi avrebbero offeso e molte non Mi avrebbero conosciuto!  
Più tardi, avrei sparso il Mio Sangue per Tutti, e i Miei Meriti sarebbero stati applicati ad ognuno di loro: Sangue Divino! Meriti infiniti!  
E malgrado tutto, inutile per tante e tante Anime… 
Ma, allora, andavo già incontro ad altre cose, e la Mia Volontà era volta al compimento della Mia Passione.  
Oh, uomini, se Io ho sofferto… non è stato certamente senza frutto, nemmeno senza motivo!  
Il frutto che ho ottenuto è stato la Gloria e l'Amore.  
Adesso tocca a voi, con il Mio Aiuto, dimostrarMi che apprezzate la Mia Opera.  
Io non Mi stanco mai!  
Venite a Me!  
Venite da Colui che vibra d'Amore per voi e che è il Solo che può darvi il vero Amore, l'Amore che regna nel Cielo e che vi trasforma sulla Terra.  
Anime, che siete assetate di Me, bevete al Mio Calice amaro e glorioso, perché vi dico che qualche goccia di questo Calice il Padre vuole giustamente riservare per voi.  
Pensate che queste poche gocce Mi furono sottratte e, poi, se credete, diteMi che non le volete. Io non ho posto limiti, e nemmeno voi. Io sono stato umiliato senza pietà; voi, per amore, dovete lasciare che Io umilii il vostro amor proprio.  
Sono Io che opero in voi, così come il Padre Mio ha operato in Me, nel Getsemani.  
Sono Io Colui che fa soffrire, affinché possiate un giorno rallegrarvene.  
Adesso, siate docili, siate docili imitando Me, perché questo vi aiuta molto e molto Mi compiace. Non perdete nulla, anzi, guadagnerete l'Amore.  
Come potrei, in effetti, permettere che i Miei amati soffrano di perdite vere, quando vogliono dimostrarMi il loro amore?  
Io vi aspetto. Sono sempre in attesa… non Mi stancherò.  
Venite a Me… venite così come siete, non importa, purché veniate. Vedrete che, poi, sarò Io ad ingioiellarvi la fronte con quelle gocce di Sangue che ho versato nel Getsemani, perché quelle gocce sono vostre, se le volete.  
Vieni, Anima, vieni a Gesù, che ti chiama.  
Ho detto: “Padre Mio”… non ho detto: “Dio Mio”… 
Ciò che voglio insegnarvi è questo: quando il vostro cuore soffre di più, dovete dire: “Padre mio”, e chiederGli sollievo.  
EsponeteGli le vostre sofferenze, i vostri timori e, ricordateGli, tra i gemiti, che siete i Suoi figli.  
DiteGli che la vostra Anima non ne può più!  
Chiedete, con fiducia di figli, e confidate, perché il Padre vostro vi darà il sollievo e la forza necessaria per superare la vostra tribolazione e quella delle Anime che vi sono affidate.  
Questo è il Calice che ho accettato e svuotato fino all'ultima goccia!  
Tutto questo per insegnarvi, figli amati, che non dovete credere ancora che le sofferenze siano inutili. 
Se non riuscite sempre a vederne i risultati, sottomettete il vostro giudizio e lasciate che la Divina Volontà si compia in voi.  
Io non Mi sono tirato indietro e, sapendo che sarebbero venuti a prenderMi nell'Orto, sono rimasto lì, non ho voluto fuggire via dai Miei nemici… 
Figlia Mia, lascia che il Mio Sangue irrighi e fortifichi, questa notte, la radice della tua piccolezza.  
 
Messaggi dettati a Catalina RIVAS 

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