lunedì 16 marzo 2020

PERCHÉ DIO HA DETTO “BASTA!” ALL’UMANITÀ DI OGGI



(GFD/3)
Mahal confessa umilmente i suoi peccati e il Signore perdona lui ma  anche perdonerà qualsiasi peccatore purché si penta dei suoi  peccati. Il Giudizio del diluvio causato dagli uomini stolti. Il  Signore chiama Satana nella grotta per vedere il frutto delle sue  tentazioni. Gurat, Fungar-Hellan e Drohuit vengono condannati  all’Inferno. Il Signore conduce Mahal all’arca. 

1. Ma quando Mahal vide il Signore, egli andò dinanzi a Lui e,  come un penitente pentito, si prostrò sulla sua faccia e disse: 

2. «O Signore del Cielo e della Terra, Dio onnipotente e mio santo  ed amorosissimo Padre! In questi miei ultimi giorni io ho peccato  gravemente contro il Tuo Cuore; certo, ho peccato gravemente  contro il Tuo Cuore santissimo che è colmo dell’infinitissimo, eterno  Amore paterno! O Tu Padre santo, Tu eterno Amore, potrò io, un  misero verme della polvere, del nulla, trovare di nuovo misericordia  e grazia dinanzi al Tuo santissimo cospetto?» 

3. Il Signore però gli disse: «Mahal, figlio Mio, che eri smarrito  ma che ora ti sei lasciato di nuovo trovare e afferrare da Me, alzati!  Infatti Io, tuo eterno e santo Padre, ti dico: “Dinanzi al Mio eterno  ed infinito Amore nessuno è mai caduto così in basso da non  poter venire riaccolto da Me qualora egli venga a Me nel pentito  riconoscimento del suo peccato! 

4. Ma chi non viene, costui si è scritto da solo il suo giudizio  sulla sua fronte; infatti Io non trattengo nessuno contro la sua  libera volontà che gli è stata infusa da Me, e non attiro nessuno a  Me contro tale volontà! 

5. Ma tutto ciò che Io, l’Onnipotente, faccio, quale l’unico,  eterno e vero Padre, è chiamare i Miei figli che vengano da Me!  Beati coloro che prestano ascolto alla Mia chiamata e che,  uditala, si volgono ad essa! 

6. Fino ad ora [cioè fino al tempo di Noè] sono trascorsi circa  duemila anni durante i quali Io ho chiamato, istruito e ammonito i  Miei figli; ma tali Mie giuste e amorevoli ammonizioni non sono  state mai di loro gradimento, bensì essi hanno tenuto gli orecchi e il  cuore rivolti solo all’antica bocca mentitrice di Satana, e costui ha  indicato loro le vie della perdizione. Ed essi hanno camminato  instancabilmente così a lungo su queste vie fino ad ottenere ciò che  ora è giunto su di loro e su questo intero cerchio della Terra! 

7. Non fui Io a chiamare questo Giudizio sopra la Terra e non sono  Io il Creatore di tale Giudizio, ma lo sono questi tre! Questi vollero  distruggere la Terra, e la loro opera sta ora davanti ai loro occhi! 

8. Per rabbia contro di Me, il loro Creatore, essi hanno audacemente scavato nel terreno, e Satana li guidò diritti verso quei punti  della Terra dove i suoi polsi si trovano alla minore profondità.  Allora essi, con il loro [acido] mordente e con i loro grani [esplosivi]  provenienti dall’Inferno, staccarono la solida pelle dalle vene della  Terra, e potentissimi vapori e torrenti cominciarono ad irrompere  fuori, costretti dalla pesantezza dell’epidermide della Terra. E questo  diluvio, che devasta ed uccide ogni cosa sopra questo loro cerchio  della Terra, è ora il frutto del loro zelo per l’Inferno!» 

9. All’udire tali parole i tre cominciarono a tremare del tutto  violentemente, perché risultava loro ben chiaro che il loro misfatto  aveva apportato la morte a milioni di creature e che loro erano quasi  i soli colpevoli di questo Giudizio. 

10. Il Signore però chiamò qui Satana; e quando questo si presentò  istantaneamente ardente di rabbia, allora il Signore gli disse:  «Miserabile tentatore della Mia Indulgenza, del Mio Amore e della  Mia Pazienza, guarda, qui stanno i tuoi tre servitori più fedeli; essi  hanno magistralmente compiuto il tuo piano! Quale ricompensa  intendi dare adesso a loro per questo?» 

11. E Satana rispose: «Essi non hanno forse avuto sulla Terra tutto  quello di cui il loro cuore aveva sete?! Quale ricompensa potrebbero  essi ancora volere?! Sia la morte il loro destino!» 

12. A questo punto il Signore disse: «Avete sentito ora come il  vostro maestro ricompensa i suoi servitori? Ne siete dunque  soddisfatti?» 

13. Allora i tre cominciarono ad urlare dalla paura e dall’angoscia,  e invocarono aiuto dal Signore. 

14. Il Signore però disse: «La temuta ricompensa crea ora  l’angoscia in voi, eppure voi non avete alcun pentimento! Perciò via  da Me, servitori di Satana, e con lui scontate nel suo fuoco il vostro  misfatto!». 

15. Dopo queste parole, un potente fulmine attraversò la grotta e  uccise i tre, e la Potenza del Signore respinse poi nell’Inferno i  quattro spiriti. 

16. Mahal però si aggrappò al Signore; Egli però lo condusse  subito fuori dalla grotta, verso l’arca. 

(GFD/3)
Le benefiche parole del Signore a Mahal, intirizzito e oppresso  dall’angoscia. Mahal ritrova la guarigione nel suo amore riaccesosi  per il Padre santo. Mahal, redento, viene trasfigurato come uno  splendente Serafino. 

1. Giunti vicino all’arca, Mahal pregò il Signore di concedergli  la morte del corpo, poiché non gli era più possibile sopportare la  sensazione di quella potente pioggia che si riversava sul suo  debole corpo e di essere febbricitante in tutte le sue fibre a causa  del grande freddo. 

2. Ma il Signore gli disse: «Mahal, come puoi lamentarti della  pioggia e del freddo in tale Mia straordinaria vicinanza? Non sono  forse Io che, attingendo da Me, diedi al Cherubino il suo ardore, al  Serafino il suo splendore, e a tutti i Soli diedi il fuoco, la luce e il  calore?! 

3. Credi che questa pioggia ti bagnerebbe e farebbe gelare le tue  membra, se tu ti trovassi pienamente vicino a Me nel tuo cuore?! 

4. Oh, affatto! Io ti dico: “Ciascuna goccia che cade sul tuo capo  ti sarebbe di tanto ristoro, come essa lo è per la Terra stanca ed ora  mezza morta, sopra la quale dovette venire proprio questo diluvio  affinché essa non morisse e non svanisse tra il sacrilegio degli  uomini!”

5. Questi flutti guariranno e cicatrizzeranno di nuovo le ferite della  Terra, ed essa si ristabilirà e guarirà, e servirà nuovamente da  dimora agli uomini e agli animali! 

6. Ma altrettanto deve accadere di te! Anche sopra di te deve prima  giungere un diluvio tramite la grande attività del tuo amore che  genera il pentimento; questo ti guarirà e ti riscalderà nel tuo spirito  per l’eterna vita proveniente da Me! 

7. Come è il tuo amore, così è il tuo spirito! Se il tuo amore è  vivente in Me, così anche il tuo spirito sarà reso vivente da Me; e  questo è quello stesso vero calore che non può mai venire  raffreddato tramite tutto il freddo che la morte ha sparso nell’intera  Infinità tramite il potere della menzogna che è in lei!» 

8. A questo punto Mahal divampava e, dal nuovo ardore attizzatosi  nel suo cuore, disse: «O Tu ultrasanto, o Padre colmo di supremo  Amore! Come devi essere infinitamente buono nel Tuo Essere per  volerTi occupare con così tanta amorevolezza di me, un peccatore  senza nessun valore, come se nell’intera l’Infinità Tu non avessi più  nessun altro essere! 

9. Oh, quanto inconcepibilmente mi pento ora di aver potuto  misconoscerTi così tanto e di avere, con tanta ingratitudine, litigato  con Te, o Tu santo, eterno Amore, come fa un ragazzo sfrenato con i  suoi simili! O Padre, Tu santo, eterno Amore, è proprio possibile  ancora che Tu mi perdoni un tale sacrilegio?». 

10. A questo punto il Signore toccò Mahal con un dito, e nello  stesso istante il suo corpo mortale si dissolse in polvere e cenere; ma  lo spirito trasfigurato di Mahal stava come uno splendente Serafino  accanto al Signore e lodò e glorificò con labbra immortali l’eterno  Amore del Padre, il quale Amore è già nel Giudizio della stessa  infinitissima pienezza come nella Pace dell’eterno Ordine. 

(GFD/3)
Il primo incarico dell’angelo Mahal è quello di proteggere l’arca. Il  Signore dimora nella Luce inaccessibile del Sole dei Cieli. Il  continuo salire delle acque. L’Asia centrale fu la regione principale  del diluvio. Il lago di Aral e il Mar Caspio sono i resti del diluvio. A  1900 metri sotto il Mar Caspio sarebbe tutt’oggi possibile trovare i  resti della gigantesca città di Hanoch. Descrizione delle nazioni del  mondo che vennero colpite dalle acque del diluvio.  

1. Ma quando il Signore ebbe liberato Mahal dal suo corpo, il  diluvio era già durato sette giorni, e l’acqua era salita con tanta  rapidità che in questo tempo aveva già raggiunto il luogo dove  Mahal con il Signore si trovava presso l’arca; e così fu anche  adempiuta la predizione del Signore a Mahal, secondo la quale egli  non sarebbe stato liberato dal suo corpo prima che l’acqua non  avesse lambito i suoi piedi. 

2. Ma quando il liberato Mahal ebbe reso onore al Signore, allora il  Signore gli disse: «Siccome tu ora sei liberato, il tuo primo servizio di  angelo consista nel fatto che tu guidi questo piccolo mondo [arca]  sopra i flutti e che non lo abbandoni finché tutti i flutti non si siano  ritirati ed Io non venga e non stenda l’arco della pace sopra la nuova  Terra! Soltanto da quel momento in poi ti verrà assegnato un altro  servizio! Sia la Mia Volontà eternamente la tua forza!» 

3. E dette queste parole, il Signore scomparve nella Sua straordinaria Personalità, e Mahal, similmente agli altri spiriti angelici, vide  poi soltanto il Sole dei Cieli, nel quale il Signore dimora da eternità  ad eternità nella Luce inaccessibile. 

4. E così dunque Mahal guidò fedelmente l’arca secondo la  Volontà del Signore. 

5. Però l’acqua saliva così tanto sulla Terra che il settimo giorno, dal  tempo della liberazione di Mahal, già sollevò l’arca e cominciò a  portarla. E allora Mahal guidò l’arca affinché essa non vacillasse per  effetto dell’ondeggiare dell’acqua, bensì galleggiasse procedendo  tranquilla come procede un cigno sul tranquillissimo specchio senza  onde delle acque di un lago. 

6. Sette giorni più tardi, l’acqua inondò di già le più alte montagne  di questo cerchio della Terra fino a giungere sulle supreme  montagne dell’Himalaya, montagne queste che dividevano il paese  dei Sihiniti da tutto il resto dell’Asia. 

7. E soltanto questa montagna rimase emergente per quindici  braccia al disopra del massimo livello dell’acqua, mentre tutte le  altre montagne, per quanto altissime, furono del tutto sommerse  dalle acque. Naturalmente, a seconda delle diverse dimensioni,  alcune montagne più basse rimasero sommerse per parecchie  centinaia di klafter (centinaia di metri). 

8. Ma come e da che parte trovarono sfogo le acque del diluvio? 
Ebbene, la parte principale del cataclisma fu l’Asia centrale,  dove ancora oggi il lago di Aral ed il Mar Caspio sono i resti di  natura più memorabile, perché dove ora si trova il Mar Caspio,  là sorgeva una volta l’immensa e superba Hanoch, e ancora  oggigiorno sarebbe possibile trovare dei resti di questa città, ma  certo ad una profondità di più di mille klafter (1900 m).

9. E al posto del lago di Aral si trovava allora quel lago con i suoi  dintorni e con la sua isola del dio dell’acqua, che noi anche  conosciamo bene; altrettanto il lago Baikal, ovvero ora il lago  Balkasch, e il lago Tsany, sono similmente anch’essi dei monumenti  che accolgono in sé i resti peccaminosi del tempo precedente al  diluvio.

10. Da questi punti principali si riversarono abbondantissimamente  le acque verso la Siberia, come pure verso l’Europa, che però allora  non era ancora popolata. Una parte irruppe verso il Sud inondando  l’odierna India orientale e più violentemente ancora sull’Arabia;  anche l’Africa settentrionale fu fortemente danneggiata fino  all’altopiano, oltre il quale questo paese subì solo piccole  inondazioni. L’America fu solo un po’ danneggiata nella regione  settentrionale [partendo] dalla Siberia; il Meridione rimase invece  del tutto libero dalle acque del diluvio come la maggior parte delle  isole del grande Mare(17).

Jakob Lorber – Giuseppe Vesco

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