giovedì 28 ottobre 2021

Cosa dovrebbero fare un cattolico e la sua famiglia ad Halloween?

 


Le opzioni presentate prima di questa festa pagana.

La data di Halloween è ancora un mal di testa per le famiglie cattoliche, ai tempi di oggi.

Perché i più piccoli spingono per unirsi alla celebrazione mondana di Halloween, e i media e i centri commerciali lo rafforzano.

Ha assolutamente cessato di avere il carattere cattolico che aveva all'inizio, per diventare un invito al mondo oscuro.

I simboli satanici e di stregoneria predominano in un ambiente di baldoria, e le cose oscure accadono davvero secondo ciò che gli esorcisti hanno raccontato.

Quindi la maggior parte dei genitori cattolici, delle scuole cattoliche e delle parrocchie sono in un dilemma.

Qui parleremo di quale fosse l'itinerario della festa di Halloween, perché ha smesso di essere cattolico, come si unisce alle celebrazioni di Ognissanti e del Defunto, e verso la fine vi daremo una serie di suggerimenti per celebrare queste date intorno ad Halloween, che tecnicamente è chiamata l'ottava di Tutti i Santi.

Nel IX secolo Papa Gregorio IV estese alla Chiesa universale la Festa di Tutti i Santi, che anticamente era una festa locale a Roma, celebrata il 1 ° novembre.

E così anche la vigilia di quella festa, il 31 ottobre, è stata legittimata, perché è consuetudine che le grandi celebrazioni cattoliche abbiano la loro veglia la sera prima, ad esempio la vigilia di Natale prima di Natale.

Quella veglia si accese di più nei paesi di lingua inglese e fu chiamata in inglese, All-Hallows-Even.

Il che significa la sera del giorno prima dei santi. E poi per deformazione ha continuato a pronunciare Halloween.

Naturalmente i protestanti, quando no!, distorcendo la realtà come sempre, hanno fatto una campagna suggerendo che ciò che i cattolici dicono che Halloween ha avuto un'origine cattolica è falso.

Ma quale prova in più vogliono se non il nome stesso halloween, che significa la vigilia della festa di tutti i santi?

Un nome molto cattolico, perché i protestanti non credono nei santi.

Ma quel giorno fu anche la celebrazione di Samhain, dei Druidi, antichi sacerdoti pagani celtici, che fu portata negli Stati Uniti dalla migrazione irlandese.

Era la fine dell'anno, culminata il 31 ottobre, quando le foglie caddero dagli alberi.

In questa notte, avevano la superstizione di placare il Signore della Morte.

Che ha liberato le anime dei morti per vagare e ingannare i loro parenti, visitando le loro vecchie case.

Streghe e demoni stavano anche uscendo dal nascondiglio in questa notte.

Ai tempi del cristianesimo Halloween con contenuti cattolici era predominante, bambini ad esempio vestiti da santi, angeli, religiosi, ecc.

Ma con il passare del tempo, i contenuti pagani furono imposti.

E con l'ulteriore crescita del satanismo e della stregoneria, a esso si aggiunsero quei contenuti, fino a raggiungere quello che è oggi, una festa che non conserva alcuna linea cattolica, e al contrario contenuti oscuri.

E anche molto promosso dal commercio perché suppone un raccolto di vendite.

Oggi, mentre i bambini si travestono da morti, vampiri e le ragazze da streghe e fate, la Chiesa di Satana ha esplicitamente detto che Halloween è tradizionalmente un momento in cui il portale oscuro dei regni delle tenebre, della morte e del soprannaturale si apre.

Dicono che dà alle persone più banali l'opportunità di assaggiare il male per una notte e l'opportunità di condividere la voracità in eccessi sensuali e spavento.

E le streghe dicono che è la notte dell'anno in cui hanno più potere.

Poi quella notte si tengono più masse nere e inchiostri del solito.

Molti centri di adozione di animali non consentono l'adozione di animali, in particolare gatti neri, fino a dopo Halloween.

E nelle comunità rurali gli agricoltori trovano resti mutilati dei loro animali da fattoria macellati ritualmente.

Spesso, i genitori dicono che finché i loro figli sono vestiti con costumi carini, non c'è pericolo.

Ma gli esorcisti rispondono che questi bambini sarebbero in pericolo più di quanto si creda.

L'esorcista padre Aldo Buonaiuto dice che dietro quell'atmosfera carnevalesca c'è il mondo oscuro dell'orrore e del male, in contrapposizione al cristianesimo.

Vestire i bambini con costumi di spiriti maligni e creature, appendere zucche fuori casa con facce malvagie scolpite in esse, è come inviare un biglietto d'invito al diavolo.

È come una finestra semiapriva sul maligno.

E padre Gabriele Amorth e altri hanno raccontato orrori accaduti ad alcune persone durante quel giorno.

Alcune cose le abbiamo raccontate nei video, ma ci sono molti video su internet che lo testimoniano.

Mentre Satana cerca di tenere tutto questo nascosto, di fare i suoi affari.

Oggi la pressione che genitori, nonni e scuole hanno per celebrare la festa di Halloween è grande,perché è stato creato un raccolto di vendita per i commercianti e cercano di promuoverlo.

Ed è diventato un problema per i cattolici, perché i bambini chiedono di vestirsi, di uscire per strada per chiedere cure o trucchi e di ricevere caramelle.

E quella pressione viene trasferita ai loro genitori, che pur non comprendendo bene l'argomento, a causa dell'immensa apostasia in cui vivono e della catechesi debole da decenni.

E quali sono le soluzioni, ad esempio, per le istituzioni? Le risposte corrono l'intero spettro.

Molte parrocchie vedono tutta questa cosa così male,che non vogliono avere nulla a che fare con Halloween.

Altri vanno all'estremo che non vedono nulladi sbagliato in esso e partecipano pienamente, con feste in costume, decorazioni di Halloween e trattamento o trucco.

E altri cercano di trovare un approccio medio,permettendo mascherate, ma con personaggi della Bibbia, piuttosto che figure demoniache e occulte.

Lo stesso vale per i genitori e le scuole cattoliche.

Se si vuole vivere una vita coerentemente cattolica, si deve interpretare Halloween come il primo giorno del periodo dell'anno in cui i vivi, cioè la Chiesa militante, onorano tutti i morti in Cristo, cioè i santi in cielo, cioè la Chiesa trionfante, e le anime sante detenute in purgatorio in cammino verso il cielo, cioè, la Chiesa purgativa.

In questo periodo dell'anno celebriamo il giorno di Ognissanti, il giorno dei morti, e la sua ottava significa la celebrazione della Comunione dei Santi, che i cattolici pregano nel credo.

È anche un tempo per riflettere sul trionfo di Cristo sul peccato e sulla morte; meditare sulla nostra mortalità e sui nostri doveri verso Dio; rifiutare ciò che viene da satana e da tutte le sue opere.

E come festeggiare in questo momento?

Ecco alcuni suggerimenti.

Veloce. Nel diciannovesimo secolo si riteneva che la veglia di tutti i santi, cioè Halloween, fosse un giorno di digiuno obbligatorio.

Ascolta inni di musica sacra.

Riempi l'altare della tua casa con icone e francobolli di santi.

Accendi una candela e recita alcune preghiere prima di andare a letto.

Pregate le Litanie dei Santi.

Decora la tua casa soprattutto con il colore viola, che è il colore liturgico di quel tempo.

Fai una piccola festa a casa tua per Ognissanti.

Puoi cuocere quelli che vengono chiamati cupcake dell'anima,che sono tradizionali per questo tempo, e la ricetta può essere trovata su Internet.

Leggi la vita dei santi, distribuisci immagini di santie fai con i tuoi figli o nipoti un giorno parlando dei santi, alla fine con costumi per i bambini.

Pregate per le Anime Sante del Purgatorio, una preghiera può essere "Concedi loro il riposo eterno, o Signore, e possa la luce perpetua risplendere su di loro".

E se i tuoi figli o nipoti raccolgono dolci per strada, insisti che paghino per la carità dei loro vicini pregando per i morti dei loro benefattori, con quella preghiera.

Fate sacrifici nel suo nome, specialmente per coloro che avete conosciuto e amato, e pregate per coloro che non hanno nessuno che preghi per loro.

Puoi anche pregarli nel rosario, nei grandi grani, dopo il Gloria, puoi recitare "O buon Gesù! abbi pietà delle anime del Purgatorio e concedi loro il riposo eterno".

Visita i cimiteri per pregare per i morti, poiché non possono più pregare per se stessi.

C'è un'indulgenza per coloro che visitano un cimitero e offrono alcune preghiere in questo giorno.

Leggi e spiega ai minori dei martiri, che hanno rinunciato a tutto, anche di fronte alla morte, per glorificare Dio.

Pregate per la liberazione di coloro che sono attaccati dagli spiriti maligni. Soprattutto la preghiera a San Michele Arcangelo e il pettorale di San Patrizio.

Ebbene fin qui quello che volevamo parlare di come un cattolico e la sua famiglia possono avvicinarsi ad Halloween, da un punto di vista cristiano.

Il Dogma dell'Inferno - Manifestazioni dell'Inferno.

 


Manifestazioni dell'Inferno. 


   Come dicevamo, il dogma dell'Inferno appoggiasi all'infallibile parola di Dio, il quale peraltro, in  aiuto della nostra fede, permette misericordiosamente che di quando in quando si appalesi questa  verità in maniera sensibile. E di vero, siffatte manifestazioni sono più frequenti che non si pensa; e  quando vengano con sufficienti testimonianze accertate, si debbono ammettere come ogni altro fatto  della storia. 

    Eccovi uno di tali fatti, provato giuridicamente nel processo della canonizzazione di san  Francesco di Girolamo, e deposto con giuramento da gran numero di testimoni oculari  

   L'anno 1707 predicava il Santo, secondo l'usato, per le contrade di Napoli, parlando dell'Inferno e  dei castighi terribili che attendono i peccatori ostinati. Abitava lì vicino una donna di mala vita, la  quale importunata da quella voce che destava in cuore i rimorsi, cercò di sopraffarla con ischerni e  gridi, accompagnati dal suono di romorosi strumenti. E com'ella stavasi sfrontatamente alla finestra,  il Santo le gridò su: Badate, figliuola, che se voi resistete alla grazia, il Signore prima di otto giorni  vi punirà! Ma la infelice seguitò anche peggio. Trascorsi gli otto giorni, il Servo di Dio tornò a  predicare di rimpetto alla medesima casa, che questa volta era in silenzio, a finestre chiuse; e gli  uditori costernati gli si fanno incontro dicendo: Caterina, tal era di nome la mala femmina, è morta  subitaneamente poche ore sono. È morta! rispose il Santo; ebbene, or ella ci dirà che abbia  guadagnato a beffarsi dell'Inferno. Su, andiamo ad interrogarla. - Le quali parole, scolpite con  accento da ispirato misero tutti in aspettazione di un miracolo. Ed egli, seguito da gran folla, sale di  presente al camera mortuaria; dove fatta breve preghiera, scopre la faccia della estinta, chiedendo a  gran voce: Catterina, di' ove ora tu sei! A tale domanda, la morta solleva il capo aprendo le truci  pupille, si ricolora in volto, contrae i lineamenti in aspetto di orribile disperazione e con lugubre  voce risponde: All'Inferno, sono all'Inferno! E ripiomba cadavere. - Io fui presente a tale spettacolo,  depone uno dei testimonii nei processi, ma non potrò mai spiegare l’impressione da esso prodotta in  me e negli astanti; né quella che provo tuttora, ogni qualvolta passo davanti a quella casa e riguardo  a quella finestra, parendomi udire risonar tuttavia da quella sinistra dimora il grido lugubre: 

All'Inferno, sono all'Inferno! 

    Radbodo re dei Frisoni, del quale si parla nella storia ecclesiastica al secolo ottavo, avea detto a  san Vulfrando di non temere l'Inferno, e di volervi essere coi re suoi antenati ed altri illustri  personaggi, aggiungendo: Del resto, potrò sempre ricevere il battesimo più tardi. Signore, gli  rispose il Santo, non trascurate la grazia offertavi, mentre quel Dio che offre perdono al peccatore,  non gli promette il domani. - Il re non diede ascolto e differì la conversione; ma un anno appresso,  saputo l'arrivo di san Villibrordo, gli andò un messo pregandolo di venire in corte a battezzarlo.  Troppo tardi, rispose il Santo all'inviato, il vostro signore, dopo la vostra partenza, è morto. Ha  sfidato il fuoco eterno, e vi è caduto. Questa notte appunto l'ho io visto carico di ardenti catene in  fondo all'abisso. 

    Ecco un'altra testimonianza di oltre tomba. Afferma la Storia che trovandosi san Francesco  Saverio in Cangoscima nel Giappone, vi operò gran numero di miracoli, tra i quali il risorgimento di  una illustre donzella, morta nel fiore degli anni, lasciando in estrema desolazione il genitore, che per  essere idolatra non potea riceverne conforto alcuno da' suoi. Prima però dei funerali, venuti a  visitarlo due, neofiti lo consigliarono a cercare soccorso dal Servo di Dio; domandandogli con  fiducia la vita della estinta figliuola. Così persuaso il pagano non essere niente impossibile al bonzo  di Europa, cominciò a sperare contro tutte le umane apparenze; laonde condottosi al Santo, gli si  gitta lagrimoso appiedi, supplicandolo di restituirgli viva l'unica figlia testè perduta, il che  tornerebbe un rendere al padre medesimo la vita. S'impietosì a tanta fede e cordoglio il buon Santo,  si ritrasse a pregare col compagno Fernandez, e poco appresso tornato: Andate, disse al desolato  genitore, la figliuola vostra è viva. L'idolatra che sperava dovesse il Saverio venire da lui ed  invocare il nome del Dio dei cristiani sul cadavere della defunta, ebbe la risposta per una beffa, e se  ne dipartiva malcontento; ma fatti alcuni passi, ecco un suo domestico gli corre incontro, gridando  con trasporti di gioia che la figliuola era viva; e ben tosto gli venne innanzi lei stessa. La quale dopo i primi abbracciamenti raccontò, come appena spirata due orribili demoni aveano ghermita l'anima  sua per gittarla in un abisso di fuoco; ma due uomini di aspetto venerando e modesto l'aveano loro  strappata di mano, rendendola al corpo, non sapea dirne il come. Il padre bene intese chi fossero i  due uomini, e di presente menò la figliuola dal Santo a ringraziarlo di tanto favore. Questa, subito  visto il Saverio ed il compagno, esclamò; Ecco i miei due liberatori! e nello stesso punto la figlia ed  il Padre domandarono il battesimo. 

   Nella vita del venerabile Bernardo Colnago, morto gesuita in Catania l'anno 1611, si legge che per  mantenersi ognor viva in cuore la memoria della morte, sì efficace a condurre una santa vita, si  tenea dinanzi nella sua cameretta un teschio collocato su picciola base. Or una volta gli cadde in  pensiero, come quello poteva essere stato di un'anima già ribelle a Dio, ed allora oggetto della  collera di lui. Pregò adunque il Giudice supremo d'illuminarlo intorno a tale dubbio, facendo  tremare il cranio, se lo spirito che avealo avvivato bruciava nell'Inferno. Non avea compiuto la  breve preghiera, e quello si agitò con orribile tremito, segno evidente che era cranio di un riprovato.  - Questo santo Religioso godette di straordinarii favori celesti, fra' quali di conoscere i secreti delle  coscienze, e talvolta i decreti della Giustizia divina. Un giorno il Signore gli rivelò la perdita eterna  di un giovinastro, che formava la desolazione del proprio parentado, L'infelice; dopo essersi  abbandonato ad ogni disordine, venne ucciso da un suo nemico. La madre, compresa per così trista  fine da gravi timori sulla eterna salute del figliuolo, prega il Colnago di farle sapere dove si trovasse  quell'anima; ed egli, malgrado le più vive istanze, non rispose parola, mostrando col suo silenzio di  non aver nulla di consolante a dire. Ma poi ad un amico, che gli chiedea, perché non avesse risposto  a quell'afflitta madre, disse apertamente di non averla voluta affliggere di vantaggio, mentre il  disonesto giovane era dannato, come il Signore glielo avea nell'orazione dato a vedere, sotto un  aspetto schifoso e spaventevole. 

   Il 1 agosto 1645, morì nel collegio di Evora in odore di santità il fratello Antonio Pereira, la cui  vita è delle più straordinarie che si leggano negli annali della Compagnia di Gesù. Nel 1599, cinque  anni dopo il suo ingresso nel noviziato, fu colto da mortale malattia nell'isola di San Michele, una  delle Azori, e pochi momenti appresso ricevuti gli ultimi sacramenti, sotto gli occhi dell'intera  comunità presente alle sue agonie, parve rendesse l'anima, riducendosi a freddo cadavere. Solo un  leggerissimo palpito di cuore, appena sensibile, impedì che si pensasse tosto a seppellirlo, e così fu  lasciato disteso sul suo letticciuolo per tre giorni. Quand'ecco al quarto, mentre i segni di  putrefazione apparivano evidenti, egli di tratto apre gli occhi, respira e parla. Allora il padre Luigi  Piyneiro suo superiore gli ordina per ubbidienza di raccontare ciò che gli avvenisse dopo gli ultimi  tratti dell'agonia, ed eccone in breve la relazione da lui scritta poscia di propria mano. 

«Primieramente io vidi dal letto di morte il mio padre sant'Ignazio in compagnia di alcuni nostri  Padri del cielo, il quale venia a visitare i suoi figliuoli ammalati, cercandovi coloro che a lui  sembrassero degni di essere offerti da sé e dai compagni a nostro Signore. Quando egli mi venne  vicino, io credetti un momento che mi menerebbe seco, ed il mio cuore balzò di allegrezza; ma di  presente egli mi palesò in che dovessi correggermi prima di conseguire un sì gran bene». Allora  tuttavia l'anima del Fratello, per arcana disposizione di Provvidenza, se ne spiccò  momentaneamente dal corpo, e subito alla vista di un branco di orribili demonii si riempì di  spavento. Ma nel tempo istesso l'angelo suo Custode e santo Antonio di Padova suo protettore,  discesi dal cielo, misero in fuga i nemici, che le si precipitavano sopra, e la invitarono a venire con  loro a veder e gustare per brev'ora un saggio delle gioie e dei dolori della eternità. «Essi dunque,  seguita egli, mi condussero verso un luogo di delizie, dove mi mostrarono una corona di gloria  incomparabile, ma da me non ancora meritata: poi sull'orlo del pozzo di abisso io vidi le maledette  anime piombare nel fuoco eterno, alla maniera del grano gettato sotto una macina girante senza  posa; la voragine infernale era come una divampante fornace, dove per intervalli rimanea la fiamma  come soffocata sotto l'ammasso delle legna precipitatevi, delle quali alimentandosi si rilevava poi  con violenza maggiore».  Condotto quindi il Pereira al tribunale del Giudice divino, si udì  condannato al fuoco del Purgatorio, e niuna cosa di quaggiù, assicura egli, varrebbe di farci  comprendere ciò che là si patisce, né l'angoscia prodotta dalla brama prolungata di godere Iddio e la beatissima sua presenza. Pertanto, dappoichè per ordine di Dio fu egli tornato in vita, né i nuovi  dolori del male, continuato per sei interi mesi e vinto solo colla cura del ferro e del fuoco, né le  terribili penitenze di quarantasei anni appresso, non bastarono a calmare la sua sete di patimenti e di  espiazione; perciocché «Tutto questo, diceva egli, era un niente verso quello che la giustizia e la  misericordia infinita del Signore mi ha fatto, non solamente vedere, ma sentire». Finalmente come a  sigillo autentico di tante meraviglie, il Fratello svelò al Superiore i particolari disegni della  Provvidenza sul ristabilimento del regno di Portogallo, come un mezzo secolo dopo avvenne  precisamente secondo la predizione. Ma si può francamente aggiungere che la pruova più sicura di  tutti questi prodigi si è la stupenda santità verso la quale il Pereira non cessò mai pure un giorno di  sollevarsi. 

del R. P. SCHOUPPES S.J. 

Le Rivelazioni Celesti di Santa Brigida di Svezia

 


Parole della Madre e del Figlio, di benedizione e di lode reciproca e per la grazia 

concessa alla Madre per quelli che sono in Purgatorio e in questo mondo. 


Capitolo Cinquantesimo 

La Madre parlava al Figlio, dicendo: Benedetto il nome tuo Figlio mio, benedetto 

senza fine con la tua Divinità, ch'è senza principio e senza fine. Tre cose meravigliose 

sono nella tua Divinità: cioè la potenza, la sapienza, la virtù. La tua potenza è come fuoco 

ardentissimo, davanti al quale qualunque cosa per quanto immutabile e solida diventa 

strame secco, che si cambia in fuoco. La tua sapienza è come un mare, che è insondabile 

per l'immensità e quando ribolle e trasborda copre valli e monti; così la sapienza tua non 

può essere abbracciata e capita. Oh, come hai creato con sapienza l'uomo e lo ponesti 

sopra ogni tua creatura! Oh, come sapientemente assegnasti gli uccelli all'aria, le bestie 

alla terra, i pesci al mare e a ciascuno assegnasti il tempo suo e l'ordine! E come 

meravigliosamente a tutti dai la vita e la togli! Con quanta sapienza dai la saggezza agli 

stolti e la togli ai superbi. La tua virtù è come la luce del sole, che risplende in cielo e di 

questo splendore riempie la terra: così la virtù tua abbonda in ogni senso ed ogni cosa 

riempie. Perciò sii tu benedetto, Figlio mio, che sei il mio Dio e il mio Signore. 

Rispose il Figlio: Madre mia carissima, le tue parole sono dolci per me, perché 

provengono dall'anima tua. Tu sei come aurora che sorge nella chiarità. Tu risplendesti su 

tutti i cieli e la tua luce ed il tuo chiarore sono superiori a tutti gli Angeli. Con il tuo chiarore 

hai attirato a te il Sole vero, cioè la mia Divinità. Infatti il Sole della mia Divinità venendo a 

te si fissò in te, e per il suo calore sei stata più di tutti accesa nella mia carità. Per il suo 

splendore sei più di tutti illuminata dalla mia sapienza. Per mezzo tuo sono state spazzate 

le tenebre della terra e sono stati illuminati tutti i cieli. Nella mia verità dico che la purezza 

tua, a me gradita più di tutti gli Angeli, attrasse in te la mia Divinità, perché fossi 

infiammata dallo Spirito, per il quale mi racchiudesti nel tuo grembo, vero uomo e vero Dio, 

da cui l'uomo è stato illuminato e gli Angeli letificati. Perciò benedetta sii tu dal Figlio tuo 

benedetto. Per questo non c'è tua richiesta che non sia da me esaudita e, per te, tutti 

quelli che invocano misericordia, con volontà di emendarsi, avranno grazia. Perché come 

il calore procede dal sole, così per te sarà data ogni misericordia. Tu sei infatti quasi 

sorgente sovrabbondante, da cui ai miseri sgorga la misericordia. 

Risponde ancora la Madre al Figlio suo: Sia tua, Figlio mio, ogni virtù e gloria. Tu sei 

il mio Dio e la misericordia è tutto il bene che ho da te. Tu sei come un seme, che pur non 

seminato tuttavia cresce e fa frutto, dove cento e dove mille. Da te infatti proviene ogni 

misericordia, la quale per essere infinita è anche ineffabile e bene può essere indicata col 

numero centenario, nel quale è come la perfezione: da te infatti è ogni progresso e ogni 

profitto. 

E il Figlio alla Madre: Ben mi assomigliasti, o Madre, a un seme che non veniva 

seminato e tuttavia crebbe, perché quando venni in te con la Divinità e con la mia umanità, 

non fu per commistione di seme e tuttavia crebbi in te, da cui procedette la misericordia 

per tutti, bene hai detto. Ora dunque che, con le dolcissime parole della tua bocca, attiri da 

me misericordia, chiedimi quel che vuoi e l'avrai. 

Rispose la Madre: Figlio mio, giacché ho trovato misericordia presso di te, chiederò 

misericordia per i miseri. Quattro luoghi ci sono. Il primo è il cielo, ove sono gli Angeli e le 

Anime dei Santi, che non hanno bisogno se non di te e in te infatti hanno ogni bene. Il 

secondo è l'inferno e quelli che l'abitano son pieni di malizia ed esclusi da ogni 

misericordia. Perciò nessun bene può mai loro occorrere. Il terzo luogo è il Purgatorio ove 

hanno bisogno della misericordia, perché afflitti per tre ragioni. Sono turbati nelle orecchie, 

non udendo altro che dolori di pene e miserie. Nella vista, altro non vedendo che la propria 

miseria. E sono afflitti nel tatto, dal calore d'un fuoco insopportabile e dalla grave pena. 

Concedi loro, Signor mio e Figlio mio, per queste mie preghiere, la tua misericordia. 

Rispose il Figlio: Volentieri per te concederò loro una triplice misericordia. Anzitutto, il 

loro udito sarà alleviato, la loro vista mitigata, la loro pena sarà resa più leggera e mite; 

inoltre tutti quelli che d'ora in poi si troveranno nella pena massima del Purgatorio, 

verranno alla media e coloro che si troveranno nella media verranno alla più leggera e 

coloro che si troveranno già nella pena più leggera passeranno al riposo. 

Rispose la Madre: Lode e onore a te, Signor mio. E subito soggiunse al Figlio: Il 

quarto luogo è il mondo e quelli che l'abitano hanno bisogno di tre cose: della contrizione 

dei peccati, della soddisfazione, della fortezza per fare il bene. Rispose il Figlio: Chiunque 

avrà invocato il tuo Nome e nutrirà in te speranza col proposito di emendarsi, avrà queste 

tre cose e poi il Regno dei cieli. È tanta infatti la dolcezza nelle tue parole, che io non 

posso rifiutarti quel che chiedi, perché altro non vuoi che quel ch'io voglio. Tu infatti sei 

come una fiamma, la quale fa luce e arde, e dalla quale si accendono i lumi spenti e quelli 

che mai furono accesi prendono vigore; così per la tua carità, che mi rapì il cuore ed a te 

m'attrasse, risorgeranno quelli che per i peccati sono morti e si rafforzeranno nella mia 

carità coloro che sono tiepidi come nerofumo. 

Preghiera Contro Ogni Male

 


Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, 

SS.Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso, 

scendete su di me: Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami. 

Caccia via da me le forze del male, annientale, distruggile, perchè io possa 

stare bene e operare il bene. Caccia via da me i malefici, le stregonerie, 

la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio; 

l'infestazione diabolica, la possessione diabolica, l'ossessione diabolica; 

tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica,  

psichica, spirituale, diabolica. Brucia tutti questi mali nell'inferno, perchè 

non abbiano mai più a toccare me e nessun'altra creatura al mondo. 

Ordino e comando: con la forza di Dio onnipotente, 

nel nome di Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata: 

A tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi  immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell'inferno eterno, 

incatenati da S.Michele arcangelo, da S.Gabriele, da S.Raffaele, dai nostri 

angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima. 

 Amen. 

CASTEL SANT’ANGELO SUONERÀ LA TROMBA DELLA VITTORIA!

 


Carbonia 27bis.10.2021- ore 22.02

Castel sant’Angelo suonerà la tromba della vittoria!

Alzatevi in piedi e giubilate figli miei benedetti, …l’ora della vostra liberazione è vicinissima!

Guardate il cielo e guardate le stelle, il firmamento tutto è coinvolto in questa missione ultima in salvezza.

Amate il vostro Dio Creatore, tornate a Lui in fretta, in Lui è la vita eterna nella felicità immensa dell’amore.

Suonatemi dal vostro cuore un canto infinito d’amore, attendo il vostro “totus tuus” per intervenire.

Roma è già nelle mani del nemico, la sua fine è firmata, la sua fama perderà, sarà trucidata dai nemici.

Credete, figli miei, queste sono parole di Verità, nessun Dio oltre Me può donarvi la Verità.

Castel sant’Angelo suonerà la tromba della vittoria! L’Arcangelo Michele si manifesterà prima che Io dichiari il mio Basta: … Dio È ! …Nessun altro dio È !

Alzatevi in piedi figli miei benedetti e urlatemi tutto il vostro desiderio di avermi tra voi, essere tutti Miei per sempre!

È la vittoria più bella: … “avervi nuovamente Miei, tutti Miei!”
…che bel regalo per Me!
Io il Padre vostro, il vostro Dio Creatore riprenderò in Me la mia Creatura.

Vi amo infinitamente figli miei, sappiate che vi attendo con amore ardente, desideroso di donarvi la felicità eterna, farvi godere della Mia Immensità di Dio Unico e Vero.

La Casa vi attende, muovetevi in direzione di Me, presto sarete in Cielo, al mio fianco. Vi battezzerò in Spirito Santo e Fuoco e sarete come Io vi avevo desiderati fin dal Principio: …Miei, uguali al Padre, Immagine e Somiglianza di Colui che vi ha creati.

Amen!

Sul peccato - II

 


Sul peccato - II 


Considera, peccatore, che peccare è voltare le spalle a Dio e la faccia alle creature. È stimare le creature al di sopra di Dio Creatore. È disprezzare tutto ciò che è volontà di Dio. Il peccato è una mostruosità, qualcosa di insolito, orribile, abominevole, detestabile.   

Il peccato grave distorce e affligge l'anima agli occhi del Santissimo Dio, al punto che non c'è niente di più detestabile al mondo!  

Nel corso della storia, persone sante hanno provato ripugnanza davanti a qualche peccatore. SANTA CATERINA DA SIENA vide l'Angelo coprirsi il naso mentre passava davanti a qualcuno macchiato di peccati disonesti. SANTA FRANCESCA ROMANA, quando si trovava vicino a qualcuno colpevole di peccato mortale, sentiva un fetore così forte da poterlo sopportare a stento. SAN FILIPPO NERI conosceva anche il fetore delle persone che camminavano nel peccato e diceva: "il peccato ha un odore così cattivo che è impossibile al mondo avere un odore più ripugnante". SANTA CATERINA DA SIENA, in un'occasione fu sul punto di vomitare le viscere a causa del cattivo odore esalato da una donna che le si avvicinava, molto pulita e adorna, ma in stato di peccato mortale.

  Come in Dio tutto è buono e bello, nel peccato tutto è brutto e cattivo. Non c'è assolutamente nulla di buono nel peccato. 

Pertanto, è facile capire che il peccato è il male peggiore del mondo. Peggio della disperazione di coloro che venivano inghiottiti dal diluvio. Peggio delle sofferenze del paziente Giobbe. Peggio della peste che imperversava al tempo di Davide. Peggio di tutte le malattie e i dolori e le carestie e le pestilenze e le guerre.   

Ora che hai capito questo, o creatura, i peccati non ti danno fastidio? Non sei incoraggiato a cambiare la tua vita? Oh, cecità totale, o totale mancanza di fede! 

Dio è il sommo bene e la bellezza. La cattiveria e la bruttezza del peccato sono tali che il peccatore che le vedesse morirebbe di vergogna e di dolore.   

Che grave ferita, che grande offesa, che orribile mostruosità, soprattutto considerando le circostanze che la accompagnano: una vile creatura che si ribella al suo Creatore. Rubare a Dio la corona e metterla su di sé. Calpestare, flagellare e crocifiggere il Figlio di Dio. E tutto questo, alla presenza e alla vista di Dio, nel palazzo di Dio, che è questo universo mondiale.

Oh, il crimine, il più orribile! Una creatura totalmente dipendente dal Creatore, per sguainare una spada contro il Re dei re e la terra, per colpire il Figlio stesso di Dio, nel palazzo di Dio, sotto lo sguardo di Dio, al riparo nelle braccia del Dio gentile e onnipotente! 

È come il figlio ingrato che, tra le braccia amorevoli di sua madre, si ribella a lei e la maltratta e la uccide!  

Con quali strumenti il peccatore offende Dio? - Con strumenti che ha ricevuto direttamente da Dio: la memoria, la comprensione, la volontà, i piedi, le mani, gli occhi, la lingua? Il peccatore fa uso di questi doni e benefici per offendere il Datore di ogni bene. 

A quale scopo offende Dio? - Da un gusto vile e meschino, da un piacere labile e momentaneo, da un interesse illusorio, da una semplice follia, da un'audacia imprudente. 

 In che modo il peccatore offende Dio? - Con l'aperto disprezzo di tutto ciò che rappresenta la volontà divina. Disobbedienza frontale a Dio, sapendo a quali grandi castighi si espongono, e che sono diretti verso una punizione eterna nel prossimo mondo, una punizione di fuoco divorante. Il peccatore riconosce che il suo peccato ha causato la morte del Figlio di Dio, ma non ne tiene conto. Sa che sta scontentando Dio e soddisfacendo Lucifero e i suoi seguaci. Sa perfettamente che sta perdendo tutti i meriti di tutte le buone opere fatte in vita, sta perdendo il cielo, sta perdendo tutto? E si vanta ancora dei suoi peccati!  

Oh, quanto questo modo di vivere offende Dio, che ci ha lasciato i suoi santi Sacramenti, innumerevoli favori e benefici, e ci ha dato il suo unico Figlio per essere inchiodato su una croce per i nostri peccati! 

 C'è una cecità peggiore in questo mondo?   

Sant'Agostino pensa che un solo inferno non sia sufficiente per punire coloro che peccano dopo la Redenzione, e che sarebbe necessario creare un nuovo inferno. 

Contro chi peccano i peccatori? - Contro Dio che lo ha creato, lo ama, lo perdona e lo tratta con amore e affetto; un Signore che è infinitamente buono, santo e gentile. Una bestia non maltratta chi le fa del bene. Un animale bruto non si ribella al suo benefattore... O peccatore, non essere peggiore delle bestie, né meno grato dei bruti. 

Conoscete Dio, che vi ha creato per servirlo e amarlo. Lascia il peccato, che ti rende nemico di Dio e ingrato ai suoi benefici. Considera che un solo peccato mortale è sufficiente per perderti. Cosa puoi aspettarti da Dio se continui a peccare? Potete aspettarvi l'inferno; l'inferno sarà l'ultima ricompensa che Satana vi darà. 

Essere disillusi. Se continui nel peccato, finirai infallibilmente per essere un condannato al fuoco eterno. Poiché siete direttamente colpevoli della morte di Gesù, Dio Padre non vi sosterrà più. Ti lascerà, ti abbandonerà, perché sei ingrato e ti comporti come una bestia. Siete persino indegni di entrare nei templi sacri. Riconosci dunque le tue grandi miserie e ingratitudini e rivolgiti a Dio. Chi altro può aiutarti? Chi prega per te? - Maria Santissima. Ricorrere a lei. 


PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

 


SANT'AGOSTINO CONDANNA COME ADULTERI TUTTI I CONIUGI CHE SONO CONTRARI ALLA PROCREAZIONE E CHE PRATICANO UN METODO CONTRACCETTIVO BASATO SUL TEMPO SIMILE ALLA NFP, CHIAMANDO LA LORO CAMERA DA LETTO UN "BORDELLO


Argomentando contro i manichei sulla contraccezione, Sant'Agostino sembra riferirsi a un metodo basato sul tempo come praticato dai manichei. Il suo punto di vista sulla questione è chiaro.

Sant'Agostino, Sulla morale dei manichei 18:65, A.D. 388: "Non sei tu che ci consigliavi di osservare il più possibile il tempo in cui una donna, dopo la sua purificazione, ha maggiori probabilità di concepire, e di astenerci dalla coabitazione in quel momento, per evitare che l'anima si impigli nella carne? Questo dimostra che voi [manichei] approvate di avere una moglie, non per la procreazione di figli, ma per l'appagamento della passione. Nel matrimonio, come dichiara la legge matrimoniale, l'uomo e la donna si uniscono per la procreazione dei figli. Perciò, chi fa della procreazione dei figli un peccato più grave della copulazione, proibisce il matrimonio e fa della donna non una moglie ma un'amante, che per qualche dono che le viene presentato si unisce all'uomo per appagare la sua passione. Dove c'è una moglie ci deve essere il matrimonio. Ma non c'è matrimonio dove non c'è maternità; quindi non c'è nemmeno moglie. "

Qui, l'esatto metodo manicheo è sconosciuto, anche se suona come un metodo ritmico simile alla PFN. I manichei disdegnavano qualsiasi procreazione, che è il punto dell'argomento di Agostino. Egli condanna il matrimonio con intento contraccettivo permanente o temporaneo.

Sant'Agostino, Contro Faustus 15:7, A.D. 400: "... [gli eretici manichei] si oppongono direttamente al prossimo precetto, "Non commettere adulterio"; infatti coloro che credono questa dottrina, affinché le loro mogli non concepiscano, sono portati a commettere adulterio anche nel matrimonio. Essi prendono le mogli, come dichiara la legge, per la procreazione dei figli; ma... le loro mogli non sono di carattere lecito; e la produzione di figli, che è il fine proprio del matrimonio, essi cercano di evitare. Come l'apostolo molto tempo fa prediceva di te [l'eretico Faustus], tu proibisci davvero di sposarsi, perché cerchi di distruggere il fine del matrimonio. La tua dottrina [contro la procreazione] trasforma il matrimonio in un legame adultero, e la camera da letto in un bordello".

Qui vediamo che il vero insegnamento della Chiesa e dei Santi condanna coloro che compiono atti sessuali dove il concepimento è ostacolato, chiamando il loro matrimonio "un legame adultero" e la loro camera da letto un "bordello". In verità, "Perché quale gratificazione c'è (eccetto forse per le persone lascive e per coloro che, come dice l'apostolo con proibizione, possiedono il loro vaso nella concupiscenza [1 Tess. 4:5]) nel semplice spargimento di seme come ultimo piacere dell'unione sessuale, a meno che non sia seguito dal vero e proprio frutto del matrimonio: il concepimento e la nascita?" (Sant'Agostino, Sul matrimonio e la concupiscenza, libro II, capitolo 19)

I manichei e gli altri eretici gnostici della Chiesa primitiva, contro i quali combatté e confutò Sant'Agostino, furono uno dei più grandi odiatori e rifiutatori della bontà della procreazione. I Padri e i Santi della Chiesa, tuttavia, combatterono senza paura contro di loro nei dibattiti e negli scritti e condannarono la loro empia dottrina che capovolge la vita familiare, la società e le sue leggi, ed è per questo che questa dottrina innaturale fu quasi completamente cancellata fino al nostro tempo - gli ultimi giorni - quando questa pratica fu nuovamente adottata dalla gente mondana e sensuale del nostro tempo. Sant'Agostino, nella sua opera Contro Faustus, (A.D. 400) poteva giustamente condannare questi eretici innaturali per aver odiato la prole, che è una vera benedizione del Signore: "Inoltre, l'unico tipo onorevole di matrimonio, o il matrimonio contratto per il suo giusto e legittimo scopo [cioè, per la procreazione dei figli], è proprio quello che voi odiate di più [poiché la procreazione dei figli è considerata come uno dei più grandi mali dagli eretici manichei]. Così, anche se non potete proibire il rapporto sessuale, proibite il matrimonio; perché la peculiarità del matrimonio è che non è solo per l'appagamento della passione, ma, come è scritto nel contratto, per la procreazione dei figli." (Contro Faustus, libro XXIX, sezione 6)

Un vescovo parla

 


TRA LA TERZA E LA QUARTA SESSIONE DEL CONCILIO VATICANO II 


Il concilio Vaticano II sarà stato in definitiva un beneficio per la Chiesa? Lo si vedrà all'atto pratico. Una cosa certa, della quale è impossibile dubitare senza dover attendere la fine del Concilio, è che esso avrà manifestato con evidenza incontestabile come la Chiesa in taluni dei suoi membri più elevati possa essere influenzata dal magistero dei tempi nuovi: l'opinione pubblica. 


UN NUOVO MAGISTERO: L'OPINIONE PUBBLICA 

Mai come in questa occasione si era potuto misurare la terribile potenza dei mezzi di comunicazione sociale e in particolare della stampa e della radio poste al servizio degli ispiratori dell'opinione pubblica. Non si sono forse udite e lette nei testi conciliari queste parole: «il mondo attende, il mondo desidera…, il mondo è impaziente…»? Quanti interventi sono stati fatti, anche inconsciamente, sotto questo influsso! Quanti padri hanno voluto farsi portavoce di questa «opinione pubblica», quanti altri hanno approvato tali interventi per timore di contraddire questo nuovo magistero. Ricercare i fini, i mezzi degli ispiratori della pubblica opinione sarebbe uno studio appassionante e molto istruttivo. Da parte mia mi contento di constatare i fatti, di ricercare le linee di forza di tali fatti e, raggruppandoli, di mostrare con certezza che non si tratta di manifestazioni occasionali, bensì di una delle fasi della battaglia del Principe di questo mondo contro la Chiesa di Nostro Signore. È impossibile infatti non paragonare ciò che ci hanno insegnato i nostri venerati maestri della Gregoriana e del Seminario francese, ciò che hanno insegnato i papi in questi ultimi decenni, con ciò che abbiamo inteso e con ciò che leggiamo in occasione del Concilio. Come non concludere che si tratta di un magistero altro da quello della Chiesa? I discorsi dei Papi a chiusura delle sessioni dei concili passati e i loro interventi non fanno che corroborare quest'affermazione. Numerosi sono i sacerdoti e più numerosi ancora i fedeli sconvolti da quanto leggono o sentono e che è, il più delle volte, solamente l'eco di questo nuovo magistero. No, la Chiesa, nella persona del successore di Pietro, non l'ha ancora sostituito al magistero tradizionale; né l'ha fatto la Chiesa di Roma, e questo conta ancor più. Infatti la Chiesa di Roma è, attraverso la unione con il suo vescovo, mater et caput omnium ecclesiarum. Ora, la maggioranza dei cardinali e specialmente i cardinali di Curia, la maggioranza degli arcivescovi della Curia e dunque della Chiesa di Roma, i teologi romani nel loro insieme non hanno parte in questo nuovo magistero. Ed è questo che costituisce la forza di tale minoranza, di cui l'opinione pubblica parla con una certa commiserazione. Fino a oggi essa si trova con Pietro e con la Chiesa romana: è una buona garanzia. Si può cercare di scoprire gli elementi principali del nuovo magistero? Un arretramento nel tempo faciliterebbe indubbiamente questa analisi. Ma poiché appuro certo che molti di quei princìpi sono stati ereditati dalle tendenze moderniste abbondantemente descritte dagli ultimi papi, è più agevole individuarli. Si può, mi pare, raggruppare le osservazioni attorno a due fatti o due punti nevralgici del Concilio: la collegialità giuridica e la libertà religiosa.

 Pare innegabile che uno dei primi obiettivi proposti da coloro che si facevano portavoce dell'opinione pubblica era la sostituzione del potere personale del Papa con un potere collegiale. I tempi cosiddetti moderni non consentendo più un'autorità personale come quella del Papa, esercitata da organismi interamente a sua discrezione, si renderebbe necessario sopprimere la Curia e affiancare al Papa un consiglio di vescovi con i quali egli governi la Chiesa, e in tal modo anche i vescovi godrebbero di una reale partecipazione al governo della Chiesa universale. Questa affermazione colpirebbe a un tempo il potere personale del Papa e il potere personale del vescovo. Bisognava dunque a qualsiasi costo provare che la collegialità giuridica ha fondamento nella Tradizione e di conseguenza nella teologia. La soppressione della distinzione tra il potere d'ordine e il potere di giurisdizione avrebbe facilitato la dimostrazione. Avendo il vescovo grazie alla sua consacrazione potere sulla Chiesa universale, il Papa non può governare la Chiesa universale senza fare appello ai vescovi. Allo stesso modo il Papa non può togliere o restringere troppo i poteri di giurisdizione dei vescovi poiché quei poteri derivano loro dalla consacrazione. La collegialità era dunque l'obiettivo da raggiungere. Una volta raggiunto quell'obiettivo, tutte le conclusioni sarebbero venute da sole, modificando radicalmente le strutture tradizionali della Chiesa. Ormai tanto a Roma quanto nelle varie nazioni la Chiesa sarebbe governata da assemblee e non più da un'autorità personale assolutamente contraria, secondo i novatori, a tutti i princìpi della società moderna. La collegialità si presentava dunque come il primo «cavallo di Troia» destinato a far crollare le strutture tradizionali. Di qui l'accanimento con il quale tutto fu messo in opera per assicurarne la riuscita. Bisogna confessare che umanamente, dato il numero di coloro che credevano dover approvare, dati i mezzi impiegati, il successo della nuova tesi era certo. Ma lo Spirito Santo vegliava, e occorre leggere attentamente la Nota esplicativa 2 per rendersi conto che questo messaggio è veramente sceso dal cielo, perché in primo luogo essa elimina la collegialità giuridica e di conseguenza sopprime qualsiasi diritto dei vescovi al governo della Chiesa universale; in secondo luogo sottomette la giurisdizione personale dei vescovi alla piena autorità del successore di Pietro; in terzo luogo riafferma che l'ufficio di Pastore della Chiesa universale appartiene al solo Papa; in quarto luogo dichiara apertamente che ai vescovi non è dato agire collegialmente se non per volontà esplicita del Papa. La struttura tradizionale della Chiesa è dunque salvaguardata, come il Papa stesso ha affermato nel suo discorso di chiusura, almeno nei testi. Bisogna confessare che dopo le angosce da noi sofferte nel corso della seconda sessione e all'inizio della terza, questa luce divina proiettata nuovamente sull'immutabile costituzione della Chiesa ci è parsa un segno strepitoso della divinità della Chiesa. Come d'altronde non collegare i due avvenimenti: l'eliminazione degli errori derivanti da una collegialità mal compresa e l'apparizione di Maria Madre della Chiesa,3 della Chiesa di Nostro Signore, della Chiesa cattolica romana, della Chiesa composta dal Papa, dai vescovi uniti e sottomessi al Papa e capi delle loro Chiese particolari, dai sacerdoti e particolarmente dai parroci collaboratori dei vescovi e infine dai fedeli, che attraverso questo sacerdozio gerarchico ricevono le grazie innumerevoli che permettono loro di santificarsi, di santificare la famiglia, la parrocchia, la comunità civile, la professione, la città, e così di sottomettere tutto all'ordine divino attraverso la pratica della virtù di giustizia: «Opus iustitiae pax»? La Chiesa è veramente eterna, e Maria, che da sola ha vinto tutte le eresie, continua a vegliare su di essa con materna sollecitudine. 

Marcel Lefèbvre

Ci protegga, o Maria, la tua destra

 


Perché invano insorsero contro di noi i nostri nemici?

cospirarono alla nostra rovina?

Ci protegga, o Maria, la tua destra:

come esercito terribile, li confonda e li disperda.

Correte a Lei quanti siete oppressi dalle prove:

Ella vi darà sollievo.

Levate a Lei lo sguardo nel dolore:

il suo volto sereno v'infonderà fiducia.

Benedite Maria con tutto il cuore:

tutta la terra è piena della sua misericordia. Gloria.