lunedì 8 novembre 2021

PANE DI VITA ETERNA E CALICE DELL’ETERNA SALVEZZA

 


L’Eucaristia «...è propriamente il sacramento  del Corpo di Cristo… più che il sacramento della sua divinità»[299].

San Tommaso


1º. La fede della Chiesa

Insegna il Concilio di Trento: «Sempre vi è stata nella Chiesa di Dio questa fede,  che, cioè, subito dopo la consacrazione, sotto l’specie del pane e del vino vi è il vero Corpo  di nostro Signore e il suo vero Sangue, insieme con la sua anima e divinità: il Corpo è sotto  la specie del pane e il Sangue sotto la specie del vino, e l’anima sotto l’una e l’altra specie;  ma in forza di quella naturale unione e concomitanza, per cui le parti del Cristo Signore,  che ormai è risorto dai morti e non muore più, sono unite tra loro. Inoltre la divinità è  presente per quella sua mirabile unione ipostatica col corpo e con l’anima. È quindi  verissimo che sotto una sola specie è contenuto tanto, quanto sotto entrambe. Cristo, infatti,  è tutto e integro sotto la specie del pane e sotto qualsiasi parte di questa specie, e tutto  anche sotto la specie del vino e sotto ogni sua parte»[300]. 

In forza del sacramento, delle parole o della doppia conversione (transustanziazione),  sotto la specie del pane c’è solo il Corpo del Signore e, separato, sotto la specie del vino  solo il Sangue del Signore. 

Ciò avviene per se[301], directe[302].


Di per se e direttamente nell’Eucaristia non ci sono: 

1.     Né il Sangue sotto la specie di pane; 

2.     Né il Corpo sotto la specie di vino; 

3.     Né l’anima di Cristo;

4.     Né la divinità; 

5.     Né la quantità dimensiva propria del Corpo o del Sangue, cioè le dimensioni e  gli accidenti che accompagnano la quantità come il peso, il volume, ecc.;

6.     Né le qualità del Corpo e del Sangue di Cristo, come sono la forma, la figura, il 

colore, ecc.;

7.     Né le qualità passibili che gli permettono di subire alterazioni;

8.     Né gli accidenti azione e passione. Il Corpo nel quale termina per se la  transustanzione del pane non è soggetto di passioni che gli vengano da un agente  estrinseco: non può essere visto, né toccato, ne triturato, né patire, né essere  ucciso;

9.     Quindi, non si trovano direttamente e per se i diversi stati che seguono alla  natura visibile del Signore, cioè lo stato passibile, esangue, inanimato e mortale,  neppure lo stato immortale e glorioso. Ma si parla di stato di vittima: Cristo è una  vera vittima e si trova in uno stato di vittima. Questo avviene tuttavia non perché  sia sotto la azione di un agente che gli stia causando una passione, un dolore o la  morte, bensì per un altro motivo: per la duplice consacrazione che pone separate  la sostanza del Sangue dalla sostanza del Corpo. 


2º. La differenza tra «ex vi sacramenti» e «ex vi concomitantiae» è fondamentale

Occorre avere in grande considerazione ciò che diremo, perché ci troviamo davanti al problema centrale dell’Eucaristia come sacrificio. 

 

Lo esprimeremo in cinque argomenti equivalenti:

1. Per se >< Per accidens. San Tommaso insegnò: «Il modo di essere di qualsiasi  cosa è determinato da ciò che le appartiene per se, e non da ciò che le appartiene per  accidens: come un corpo è presente nell’occhio in quanto è bianco e non in quanto è dolce,  sebbene il medesimo corpo possa essere bianco e dolce. E così la dolcezza è nell’occhio  secondo il modo della bianchezza, e non secondo il modo della dolcezza. Ora, dato che in  forza del sacramento è presente nell’Eucaristia la sostanza del Corpo di Cristo, mentre le  sue dimensioni vi si trovano per concomitanza e quasi per accidens, tali dimensioni sono  presenti in questo sacramento non nel modo loro proprio [della quantità] [...], ma secondo  il modo della sostanza...»[303].

È chiaro dunque che il modo di essere di una cosa si stabilisce da ciò che la riguarda essenzialmente, non da quanto avviene come per accidens. Se vediamo ad es. una caramella  bianca, la vediamo perché è bianca, non perché è dolce, anche se la caramella bianca è  dolce. Giacché pure la dolcezza è nella vista alla maniera tipica del biancore, non a quella  della dolcezza. Analogamente, in forza del sacramento sotto la specie del vino c’è solo la  sostanza del Sangue separata dal Corpo del Signore, con il suo valore sacrificale, e ciò  riguarda l’Eucaristia essenzialmente. C’è anche il suo Corpo, ma ciò avviene solo come per  accidens, poiché avviene per concomitanza; e nelle nostre Messe, cioè realizzate dopo la  resurrezione del Signore, vi è il Corpo glorioso, ma non al modo proprio del Corpo glorioso,  bensì al modo proprio del sacrificio sacramentale. 

2. Directe >< non fit per se. Tutto quanto avviene per concomitanza, adesso  nell’Eucaristia, è unito indisso-lubilmente al Corpo e al Sangue del Signore, però in relazione  a quanto vi è per virtù del sacramento gli avviene come per accidens[304], cioè, al modo  come gli accidenti sono nella sostanza, realizzati non direttamente, ma indirettamente, in  modo che «la virtù delle parole sacramentali ha il compito di produrre e rendere presente  nel sacramento il Corpo [e il Sangue]… siano quelli che siano gli accidenti che esistano in  esso realmente»[305]. Dom Vonier dice che quest’ultima frase è un colpo di genio!  Letteralmente «un vero lampo di genio»[306]. 

3. L’aspetto glorioso non distrugge la realtà sacrificale. Ciò che è per accidens non  entra nella divisione del genere[307], quindi analogamente ciò che avviene nel sacramento come per accidens, a motivo della concomitanza, non si deve considerare come se fosse un  altro genere diverso da quanto accade nel sacramento «per se» e «directe», tramite la  conversione sacramentale, per la quale si realizza essenzialmente e direttamente il sacrificio  sacramentale del Nuovo Testamento.

4. Ciò che è sostanziale non dipende tanto di ciò che è accidentale, quanto questo  di quello. Come è noto, ciò che è accidentale dipende dalla sostanza – da ciò che è  essenziale – più di quanto la sostanza dipenda dall’accidente[308], per cui analogamente  dobbiamo pensare che nell’Eucaristia ciò che vi è come per accidens dipende da quanto vi è essenzialmente più di quanto ciò che vi è essenzialmente dipenda da ciò che vi è come per  accidens. Le due cose avvengono allo stesso istante, ma ciò che è per concomitanza accade  soltanto se c’è il Corpo e Sangue del Signore. Lo stato glorioso di Cristo pertanto non  impedisce in alcun modo che si offra in stato di Vittima. L’Eucaristia è, dunque, direttamente ed essenzialmente, sacrificio.

Quando diciamo quasi per accidens vogliamo indicare un modo di essere di una cosa  in un’altra, al modo come gli accidenti sono nella sostanza, l’accompagnano, le sono  concomitanti, quasi per accidens. Ma non si parla di accidente metafisico perché tutto ciò  che si trova sotto la specie del pane dopo la consacrazione, concomitante al Corpo di Cristo, quasi per accidens, metafisicamente parlando può essere un accidente (come la quantità  dimensiva) o una parte sostanziale (come il Sangue) o una sostanza incompleta (come  l’anima) o una sostanza completa (come la Divinità). Ma tutte queste realtà sono quasi per  accidens nel Corpo dopo la consacrazione.

5. Ogni cosa è ciò che ha di principale, il resto aderisce a ciò. Chiarisce San  Tommaso: «Bisogna notare che ogni cosa è in modo massimo ciò che in essa è principale,  tutte le altre cose invece, aderiscono a ciò che è principale, e in certo qual modo sono  assunte da essa, in quanto ciò che è principale si serve delle altre cose secondo la sua  disposizione. Questa affermazione si può riscontrare sia nella società civile, nella quale i  principi sono quasi tutta la città, ed essi si servono degli altri d’accordo alla loro  disposizione, come se fossero membri che a loro aderiscono; sia pure in una unione naturale.  Infatti, sebbene l’uomo consta naturalmente d’anima e corpo, tuttavia l’anima è più  principale, alla quale il corpo aderisce, eppure l’anima si serve di esso per le operazioni  convenienti. Così pure nell’unione fra Dio e la natura umana non è la divinità attirata verso  l’umanità, piuttosto al contrario, la natura umana è assunta da Dio, non nel senso che essa  diventi Dio, bensì in quanto aderisce a Dio, e così l’anima e il corpo, in certo qual modo  sono assunte dallo stesso Dio, al modo come le parti del corpo sono assunte dall’anima,  come se fossero membra della stessa anima»[309]. In modo analogo possiamo applicare  questa dottrina all’Eucaristia, nella quale ciò che è principale è il sacrificio, il resto si aderisce  ad esso, e ciò che è principale si serve del resto secondo la propria disposizione. 

3º. Lo stato glorioso non è incluso direttamente, per se, nella natura del sacramento 

Come diceva S.S. Pio XII, Gesù sta nell’Eucaristia «con segni esteriori che sono indizi di morte»[310], come il Sangue separato dal suo Corpo. San Pietro Giuliano Eymard  affermava con una bella espressione: «Egli prende dalla morte ciò che può, cioè prende la  condizione di morte e così lo vediamo come Agnello immolato per noi»[311]. Perciò S.  Tommaso insegna: L’Eucaristia «…è propriamente il sacramento del Corpo di Cristo,  concepito senza corruzione, più che il sacramento della sua divinità...»[312], e rimanda i  suoi lettori più avanti, dove parla del modo della presenza, a motivo della concomitanza,  dell’anima e della divinità nell’Eucaristia[313].

Lo stato glorioso non s’include per se nella natura del sacramento, come neanche glia  altri stati del Corpo di Cristo; «essi non entrano direttamente nella natura del sacramento  come tale, il sacramento li trascende; il sacramento è ugualmente vero, ugualmente  potente, ugualmente diretto…»[314] in qualunque stato Cristo si trovi. Si è fatto già notare  che nei nostri tempi quasi tutta la letteratura eucaristica e buona parte del culto e della  devozione al Ssmo. Sacramento si fondano più sugli elementi concomitanti che su quelli  sacramentali di essa, così che spesso si offusca la realtà sacrificale dell’Eucaristia[315].

Negare la differenza tra ciò che nell’Eucaristia è ex vi sacramenti e ciò che è ex vi  concomitantiae, pur non essendo di fede, sarebbe erroneo e temerario, non solo per  l’autorità del Concilio di Trento, che per chiarire maggiormente il mistero usa queste frasi,  ma anche perché la differenza di cui parliamo deriva chiaramente dai principi della  fede[316].

4º. L’unione ipostatica fa parte della concomitanza

Certi teologi sono arrivati a dire che il pronome possessivo mio, nella formula della  consacrazione sia del pane che del vino, significherebbe l’unione ipostatica e, quindi, la  divinità si troverebbe nell’Eucaristia in forza del sacramento. Ma non è così, perché le  parole «Questo è il mio Corpo» significano solo «il Corpo di Cristo in quanto uomo e,  perciò, in quanto corpo umano, perché né la sussistenza né l’unione ipostatica sono della  sua essenza e nemmeno sono le sue parti integranti; e il Corpo di Cristo Signore fu ucciso e  offerto in quanto umano, benché veramente unito alla divinità. Quindi la divinità viene  significata in esse [nelle parole della formula] solo in via secondaria e  consequenziale»[317], concomitantemente, «non avendo mai la divinità lasciato il Corpo  che assunse»[318].

Affermava S. Tommaso: «Con il pronome “mio”, che implica l’indicazione della prima  persona, cioè di quella che parla, è sufficientemente espressa la persona di Cristo, nella quale  si proferiscono le parole, come si è detto»[319].

5º. Mai si ha il Corpo senza il Sangue, né viceversa

Il caso di concomitanza che di solito provoca più difficoltà è questo: «Attualmente né  il Corpo è mai senza il Sangue, né il Sangue senza il Corpo nel sacrificio eucaristico. Per  molta buona gente questa verità dogmatica ha fatto dimenticare la nozione fondamentale del  sacrificio eucaristico. Sembra che esse abbiano l’impressione che, per l’inseparabilità del  Corpo e del Sangue, l’Eucaristia non sia un’immolazione abbastanza energica a meno che si  cerchino altrove le caratteristiche di un vero sacrificio [...]. Non offriamo a Dio nel sacrificio eucaristico le due cose che Egli ama di più in questo mondo: il Corpo e il Sangue del Figlio  suo? Che questo Corpo e questo Sangue siano circondati di ogni sorta di gloria, che siano  anche collegati l’un l’altro non diminuisce certamente la perfezione del dono, né la sua  precisa natura. Non vi sarebbe sacrificio se il dono fosse qualcosa di meno del Corpo e del  Sangue; ma perché la presenza di maggiori glorie nel Corpo e nel Sangue impedirebbe il  sacrificio? Purché noi ci avviciniamo a Dio presentandoGli la Carne e il Sangue della  vittima per mezzo del nostro ministero sacramentale noi compiamo un atto sacerdotale  esplicitamente qualificato. Che Dio si degni di fare dei nostri doni qualcosa di più ricco di  quel che potrebbe fare il nostro solo ministero, non può creare confusione. In queste regioni  sublimi della vita divina le realtà sono inseparabili: si accompagnano le une con le altre,  senza distruggere reciprocamente la loro realtà individuale»[320]. 

Fin qui l’incomparabile sfogo di un cuore appassionatamente sacerdotale che dà un  argomento ad hominem, al suo livello, di molto valore. Noi tuttavia pensiamo che la risposta  scientifica alla difficoltà deve essere, ripetiamo, questa: il modo di essere di una cosa si  stabilisce da ciò che la riguarda essenzialmente, non per quanto avviene come per accidente.  Se vediamo una caramella bianca, la vediamo perché è bianca, non perché è dolce, per quanto  la caramella bianca sia dolce. Poiché anche la dolcezza sta nella vista al modo proprio della  bianchezza, non al modo della dolcezza. Analogamente, a motivo del sacramento c’è solo la  sostanza del Sangue separata dal Corpo del Signore con il suo valore sacrificale, e questo è  adeguato all’Eucaristia essenzialmente. C’è pure il suo Corpo, con il suo Sangue per  concomitanza, e il Sangue con il Corpo, per concomitanza, ma questo avviene come per  accidens, perché avviene per concomitanza. L’uno e l’altro si avranno per concomitanza non  al modo proprio di ciascuno, ma al modo proprio dell’altra realtà sacramentale, cioè il Sangue  sotto la specie di pane e il Corpo sotto la specie di vino, e ciò accade non di per sé, ma come  per accidens.

Sembra che San Tommaso lo intenda così. Due volte almeno esprime la differenza  esistente tra i diversi modi di essere nel sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, modi  di essere che dipendono dalla virtù del sacramento (ex vi sacramenti) o dalla reale  concomitanza (ex naturali concomitantia). 

1º. Presentandosi la difficoltà di capire che quanto già è stato fatto non può farsi di  nuovo: «Quello che già è stato fatto, non può farsi ormai. Ora, il Corpo di Cristo è già  presente in questo sacramento per la consacrazione del pane. Non può dunque  incominciare ad esserci una seconda volta per la consacrazione del vino. Quindi sotto le  specie del vino non sarà contenuto il Corpo di Cristo, e di conseguenza non sarà in esso  contenuto tutto il Cristo. Perciò in ognuna delle due specie non è contenuto Cristo nella sua  integrità»[321]. Al che risponde: «Il Corpo di Cristo, come si è detto, non è nelle specie del  vino in forza del sacramento [ex vi sacramenti], ma solo per concomitanza. Quindi con la  consacrazione del vino si renderà presente il Corpo di Cristo non direttamente [per se], ma  per concomitanza»[322].

2º. Quando presenta la difficoltà che vi sarebbe il Corpo senza il Sangue, prima della  consacrazione del vino: «Come per la consacrazione del pane comincia ad essere presente il Corpo di Cristo sotto questo sacramento, così per la consacrazione del vino incomincia a  essere presente il Sangue. Se dunque le parole della consacrazione del pane avessero il  loro effetto prima della consacrazione del vino, succederebbe che in questo sacramento il  Corpo di Cristo comincerebbe ad essere presente privo di Sangue. Il che non è  ammissibile»[323]. Argomento che scioglie in questo modo: «Dalla ragione esposta nella  difficoltà sembra che siano stati ingannati quanti tennero la suddetta opinione. Si deve  dunque ricordare che, dopo la consacrazione del pane sono presenti nella specie del pane  sia il Corpo di Cristo in forza del sacramento [ex vi sacramenti], sia il suo Sangue in forza  della reale concomitanza; invece dopo la consacrazione del vino, nelle specie del vino il  Sangue di Cristo è presente in forza del sacramento, e il Corpo di Cristo per naturale  concomitanza, cosicché tutto il Cristo è presente sotto l’una e sotto l’altra specie, come si è  detto sopra»[324].

Come dice Dom Vonier: «sopratutto l’aspetto sacrificale dell’Eucaristia può  essere salvaguardato solo se si dà l’importanza che conviene a tutto ciò che si trova  nell’Eucaristia “in virtù del sacramento” (vi sacramenti). Dal punto di vista dogmatico  inoltre questa distinzione è di importanza vitale se si vuol difendere la fede antica [...].  Ricordiamoci, dal momento che Cristo è tutto in questo sacramento (benché non in virtù  del sacramento), vi è per modum sacramenti, cioè non secondo il modo di essere naturale,  ma secondo un modo d’essere interamente nuovo, il modo di essere  sacramentale…»[325]  . E San Tommaso arriva a dire che c’è un  doppio modo di essere  del Corpo di Cristo: un modo di essere secundum se e un altro nel sacramento, uno  secondo il suo essere naturale, e un altro secondo la sua presenza sacramentale: «Ora, per  Cristo non è la stessa cosa essere in sé ed essere nel sacramento: poiché dicendo che egli  è nel sacramento, si indica una sua relazione con questo sacramento»[326]  . 

Indirettamente questo è anche confermato da un’altro argomento di San Tommaso: 

«quanto più grande è ciò contro cui si pecca, tanto più grave è il peccato. E poiché la divinità  di Cristo è superiore alla sua umanità e l’umanità stessa è superiore ai sacramenti della sua  umanità, i peccati più gravi sono quelli che si commettono direttamente contro la divinità,  come i peccati d’incredulità e di bestemmia. Al secondo posto per gravità vengono i peccati  che si commettono contro l’umanità di Cristo, tanto che si legge: “chi pecca contro il Figlio  dell’uomo, otterrà il perdono; ma chi pecca contro lo Spirito Santo, non otterrà il perdono né  in questo secolo né in quello futuro” [Mt 12,32]. Al terzo posto ci sono i peccati che si  commettono contro i sacramenti, i quali si ricollegano all’umanità di Cristo. Dopo di essi  vengono gli altri peccati contro le semplici creature»[327]. Distinguendo tra umanità di Cristo  e suo sacramento.

Tornando alla differenza tra sacramento e concomitanza, il Card. Billot affermava:  «tale affermazione, contenuta nel Concilio di Trento, è di grande importanza per la  comprensione di tutto il mistero [eucaristico]. – Perché da una parte, affermando che vi  sacramenti sotto la specie del pane c’è solo il Corpo del Signore, e sotto la specie del vino  solo il Sangue, si gettano le fondamenta della dottrina del sacrificio della Messa»[328].

Ho la netta impressione che la dimenticanza di questo chiarimento del mistero dell’Eucaristia, che getta le fondamenta della dottrina della Messa come sacrificio, ha  indotto molti sacerdoti a cadere, benché involontariamente, nelle corruttele e devianze  liturgiche che desolano tanti cristiani e cristiane che, con serenità e semplicità, continuano a  combattere la buona battaglia della fede di sempre riguardo al Santo Sacrificio.

Accantonare questa dottrina è rendersi volontariamente incapace di stare sempre pronti  a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (1Pt 3,15), cadendo in  un fideismo eucaristico perché si è incapace di dare ragione del perché la Messa è sacrificio. 

6º. L’insegnamento di Pio XII

Vogliamo ora ricordare quanto insegna Pio XII nella sua enciclica Mediator Dei sulla natura del Sacrificio Eucaristico:

a) Non è una semplice commemorazione

«L’augusto sacrificio dell’altare non è, dunque, una pura e semplice  commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio sacrificio,  nel quale, immolandosi incruentamente, il sommo sacerdote fa ciò che fece una volta sulla  croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima. “Una... e identica è la vittima;  quello stesso che adesso si offre per il ministero dei sacerdoti, si offrì allora sulla croce; è  diverso soltanto il modo di fare l’offerta” [Trento, sess. 22, c.2]».

b) Confronto con quello della Croce

1) Stesso sacerdote

«87. Identico, quindi, è il sacerdote, Gesù Cristo, la cui Sacra Persona è rappresentata  dal suo ministro. Questi, per la consacrazione sacerdotale ricevuta, assomiglia al Sommo  Sacerdote e ha il potere di agire in virtù e nella persona di Cristo stesso [cfr. S. Th., III, 22,  4]; perciò, con la sua azione sacerdotale, in certo modo “presta a Cristo la sua lingua, gli  offre la sua mano” [S. Giovanni Crisostomo]».

2) Stessa Vittima

«88. Parimenti identica è la Vittima, cioè il Divin Redentore, secondo la sua umana natura e nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue».

3) Diverso il modo

«89. Differente, però, è il modo col quale Cristo è offerto. Sulla Croce, difatti, egli  offrì a Dio tutto se stesso e le sue sofferenze e l’immolazione della Vittima fu compiuta per  mezzo di una morte cruenta liberamente subìta; sull’Altare invece, a causa dello stato  glorioso della sua umana natura, “la morte non ha più dominio su di Lui” [Rom 6,9] e  quindi non è possibile l’effusione del Sangue; ma la divina Sapienza ha trovato il modo  mirabile di rendere manifesto il sacrificio del Nostro Redentore con segni esteriori, che sono simboli di morte. Per mezzo della transustanziazione del pane nel Corpo e del vino  nel Sangue di Cristo, come si ha realmente presente il suo Corpo, così si ha il suo  Sangue; le specie eucaristiche poi, sotto le quali è presente, simboleggiano la cruenta  separazione del Corpo e del Sangue.

Così il ricordo della sua morte reale sul Calvario si ripete in ogni sacrificio  dell’altare, perché per mezzo di simboli distinti si significa e dimostra che Gesù Cristo è in  stato di vittima»[329].

Con la duplice consacrazione sempre, inesorabilmente, si significa e si mostra la morte  di Cristo in croce, realizzandosi la mactatio [o immolazione] mystica[330]. Perciò la Messa è di per se sacrificio e, ancor più, lo sarà sempre, nonostante quelli che affermano il contrario.

Per ciò anche Paolo VI insegnava: «I segni sacrosanti dell’Eucaristia […] 

contengono Lui, Cristo, vivo e vero […], ma qui rappresentato nell’atto del suo  sacrificio…»[331].

7º. La gloria della Vittima non annulla il sacrificio

Il fatto che attualmente, a motivo della concomitanza, vi sia il Cristo risorto non  distrugge il fatto che sacramentalmente sia contenuto il Christus passus. Non c’è né può  esservi contraddizione, perché si trovano sotto aspetti diversi[332]. E che nell’Eucaristia sia  contenuto il Christus passus non altera il fatto che a motivo della concomitanza vi sia il  Cristo risorto, glorioso e immortale. Penso che, analogamente a come le sante piaghe del  Corpo glorioso del Signore lungi dallo sminuire la realtà della Resurrezione la esaltano in  quanto ci parlano della grande opera del Sacrificio della Croce, così pure il fatto che il  Sangue separato dal Corpo nell’Eucaristia rappresenti la Passione del Signore non sminuisce  in nulla la dignità del Signore resuscitato, ma anzi la esalta, e viceversa. 

Perciò nella Messa diciamo: «Annunciamo la tua morte, proclamiamo la tua Resurrezione».

La Resurrezione non annulla il sacrificio che fu la sua anteprima, né il sacrificio annulla la Resurrezione, che ne fu il culmine. 

In modo assolutamente splendido l’Eucaristia comprende i due grandi misteri della  Pasqua del Signore, come le due facce della stessa moneta. È il Mistero Pasquale della  morte e resurrezione di Gesù Cristo!

L’ignoranza di questa distinzione fondamentale dei due modi della presenza del  Signore nell’Eucaristia, ex vi sacramenti – ex vi concomitantiae, sanzionata dal Concilio di  Trento[333], induce molti a oscurare, distorcere, dimenticare o negare la realtà sacrificale  dell’Eucaristia, a non riuscire a rendere compatibile il fatto che realmente vi è «il Corpo  dato o offerto» (Lc 22,19; cfr. 1Cor 11,24) e «il Sangue versato» (Mt 26,28; Mc 14,24; Lc 22,20) dal punto di vista del sacramento, col fatto che dal punto di vista della concomitanza  vi è il Signore glorioso e immortale.  Diceva Dom Vonier: «...è grazie a questa distinzione  fra la virtù del sacramento e la concomitanza che può essere mantenuto l’aspetto  sacrificale dell’Eucaristia»[334].   

Questo è emerso nell’ultimo Sinodo dei Vescovi sull’Eucaristia. L’Instrumentum  laboris ci fa sapere che, in risposta ai Lineamenta, da più parti si è chiesto un chiarimento  dell’Eucaristia come sacrificio: «Si riscontra nelle risposte e nelle osservazioni ai Lineamenta una diffusa esigenza di approfondire la natura sacrificale dell’Eucaristia e si  chiede di esporre tale verità della nostra fede con sempre maggiore chiarezza, seguendo il  recente Magistero della Chiesa»[335].

Non dimentichiamo mai che l’Eucaristia «...è propriamente il sacramento del Corpo  di Cristo... più che il sacramento della sua divinità...»[336]. Lo è stato per duemila anni e lo  sarà fino alla fine del mondo. 

San Paolo, che lo aveva ricevuto dal Signore, continua a insegnarci: «Ogni volta che  mangiate questo pane e bevete questo calice annunciate la morte del Signore, fino alla sua  venuta» (1Cor 11,26).

Padre Carlos Miguel Buela, 

DOGMA E DOTTRINA CATTOLICA INFALLIBILE CHE DEVE CONOSCERE

 


TRADIZIONE LITURGICA E TRADIZIONE SEPOLCRALE APOSTOLICA

Oltre a queste chiare testimonianze dei padri contro la teoria del battesimo di desiderio, forse ciò che più colpisce è il fatto che nella storia della Chiesa Cattolica non c'è una sola tradizione che possa essere citata per pregare per - o dare sepoltura ecclesiastica a - catecumeni morti senza battesimo. L'Enciclopedia Cattolica (1907) ha detto quanto segue sull'attuale Tradizione della Chiesa a questo proposito: 

"Una certa dichiarazione nell'orazione funebre di Sant'Ambrogio sull'imperatore Valentiniano II è stata portata come prova che la Chiesa offriva sacrifici e preghiere per i catecumeni morti prima del battesimo. Non c'è una vestigia di pratica della Chiesa è mostrata più correttamente nel canone (xvii) del Secondo Concilio di Braga (572 d.C.): 

'Né la commemorazione del sacrificio [oblationis] né il servizio del canto [psallendi] devono essere impiegati per i catecumeni che sono morti senza battesimo'".

Ecco l'insegnamento della Tradizione Cattolica! Nessun catecumeno morto senza il Sacramento del Battesimo riceveva la preghiera, il sacrificio o la sepoltura cristiana! Il Concilio di Braga, nel 572 d.C., proibì la preghiera per i catecumeni morti senza Battesimo. Papa San Leone Magno e Papa San Gelasio avevano precedentemente confermato la stessa disciplina della Chiesa - che era la pratica universale - proibendo ai cattolici di pregare per i catecumeni non battezzati che erano morti. Questo significa che la convinzione nella Chiesa primitiva era che non esisteva il battesimo di desiderio. La teoria del battesimo di desiderio non divenne una credenza diffusa fino al Medioevo, quando San Tommaso d'Aquino e alcuni altri eminenti teologi la fecero propria, il che fece sì che molti teologi adottassero successivamente quella posizione per deferenza nei loro confronti, una posizione sulla possibile salvezza dei catecumeni morti senza battesimo che era contraria alla schiacciante credenza e tradizione liturgica della Chiesa primitiva, per non parlare del successivo infallibile insegnamento della Chiesa sulla scrittura Giovanni 3:5.

Il vero insegnamento della tradizione apostolica e cattolica su questo argomento si vede anche dall'insegnamento della Liturgia Cattolica, che tutti i cattolici adoranti nella Chiesa primitiva riconoscevano e credevano: cioè, che nessun catecumeno non battezzato o persona non battezzata era considerata parte dei fedeli. Che i catecumeni non battezzati non fanno parte dei fedeli era ritenuto da tutti i padri perché veniva insegnato a tutti i cattolici nella liturgia. Dr. Ludwig Ott, Fundamentals of Catholic Dogma, Membership in the Church, p. 309: "3. I Padri tracciano una netta linea di separazione tra Catecumeni e 'fedeli'".

Questo significa che nessuna persona non battezzata può essere salvata, perché il dogma cattolico ha definito che nessuno si salva al di fuori dell'unica Chiesa dei fedeli.

Papa Gregorio XVI, Summo Iugiter Studio, 27 maggio 1832, su nessuna salvezza al di fuori della Chiesa: "Gli atti ufficiali della Chiesa proclamano lo stesso dogma. Così, nel decreto sulla fede che Innocenzo III pubblicò con il sinodo del Laterano IV, sono scritte queste cose: 'C'è una sola Chiesa universale di tutti i fedeli al di fuori della quale nessuno si salva'".


Preghiera Contro Ogni Male

 


Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,  

SS. Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso,  

scendete su di me: Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami. 

Caccia via da me le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa 

stare bene e operare il bene. Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la 

magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio;  

l'infestazione diabolica, la possessione diabolica, l'ossessione diabolica; 

tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, 

psichica, spirituale, diabolica. Brucia tutti questi mali nell'inferno, perché 

non abbiano mai più a toccare me e nessun'altra creatura al mondo. 

Ordino e comando: con la forza di Dio onnipotente, nel nome di 

Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata: 

A tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi 

immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell'inferno eterno, 

incatenati da S. Michele arcangelo, da S. Gabriele, da S. Raffaele, dai nostri 

angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima. 

Amen. 


Dal Libro di Don Gabriele Amort 

La sua irresponsabilità dilanierà la sua anima!

 


Figlia Mia. Per favore comunica ai figli della terra oggi quanto segue:

Aprite i vostri cuori per Mio Figlio e non permettete che il diavolo oscuri la vostra anima, infatti: come pecorelle, che hanno perso la vista, seguite chi vi conduce al macello!

Aprite i vostri occhi alla verità e riconoscete i segni dei tempi! Chi non si prepara andrà perduto, infatti, i vostri giorni terreni sono contati.

Aprite le vostre orecchie e ascoltate ATTENTAMENTE! Non ascoltate soltanto le cose buone estrapolandole da ciò che viene detto, ma ascoltate CON ATTENZIONE e NON AUTOINGANNATEVI perché altrimenti vi cullate in una falsa, inesistente sicurezza SOLO PER ALLEGGERIRVI LA COSCIENZA e così fate il gioco del maligno. Chiunque, infatti, senza riflettere, cullandosi in falsa sicurezza non fa nulla e\o addirittura segue il diavolo, non soltanto perderà la propria eternità nelle grinfie del diavolo ma si caricherà di una grandissima colpa: trascinare con sè nella rovina molte anime innocenti. Lo fa PERCHE’ NON SI E’ RIVOLTO A GESÙ, ma ha cercato di calmare la propria coscienza con bugie e mezze verità SOLTANTO PER NON DOVER CAMBIARE NULLA IN SE STESSO.Questo gli costerà caro perché pagherà con la propria eternità che incoscentemente regala al diavolo, indifferente a qualsiasi avvertimento; inoltre soprattutto chi ha famiglia e figli fa cadere altri insieme a sé nell’inferno. Essendo responsabile di questa grande colpa, sarà torturato per l’eternità e sarà molto penoso. Sarà, infatti, consapevole del suo enorme errore, dovuto all’irresponsabilità, avuta durante la vita terrena e questa consapevolezza, “dilanierà” la sua anima che soffrirà, soffrirà, soffrirà.

Figli Miei. Cambiate vita, perché l’inferno non è un luogo verso cui dirigersi!

Accumulate tesori per l’eternità al fianco del Signore e del Padre e dichiaratevi per Gesù, perché soltanto LUI è la chiave per l’eternità, senza di LUI invece andrete perduti. Amen.

Attivatevi, perché vi resta ancora poco tempo. Amen.

Io vi amo.

La vostra Mamma Celeste.

Madre di tutti i figli di Dio è Madre della Salvezza.

Amen.

4 marzo 2015

DELL’AMMONIZIONE E DELLA CORREZIONE DEI FRATI

 


REGOLA BOLLATA

(1223)


DEI PREDICATORI

[98]              1 I frati non predichino nella diocesi di alcun vescovo qualora dallo stesso vescovo sia stato loro proibito. 2 E nessun frate osi affatto predicare al popolo, se prima non sia stato esaminato ed approvato dal ministro generale di questa fraternità e non abbia ricevuto dal medesimo l’ufficio della predicazione.

[99]              3 Ammonisco anche ed esorto gli stessi frati che, nella loro predicazione, le loro parole siano ponderate e caste, a utilità e a edificazione del popolo, annunciando ai fedeli i vizi e le virtù, la pena e la gloria con brevità di discorso, poiché il Signore sulla terra parlò con parole brevi.


DELL’AMMONIZIONE E DELLA CORREZIONE DEI FRATI

[100]              1. I frati, che sono ministri e servi degli altri frati, visitino ed ammoniscano i loro frati e li correggano con umiltà e carità, non comandando ad essi niente che sia contro alla loro anima e alla nostra Regola.

[101]              2 I frati, poi, che sono sudditi, si ricordino che per Dio hanno rinnegato la propria volontà. 3 Perciò comando loro fermamente di obbedire ai loro ministri in tutte quelle cose che promisero al Signore di osservare e non sono contrarie all’anima e alla nostra Regola.

[102]              4 E dovunque vi siano dei frati che si rendono conto e riconoscano di non poter osservare spiritualmente la Regola, debbano e possono ricorrere ai loro ministri. 5 I ministri, poi, li accolgano con carità e benevolenza e li trattino con tale familiarità che quelli possano parlare e fare con essi così come parlano e fanno i padroni con i loro servi; 6 infatti, così deve essere, che i ministri siano i servi di tutti i frati.

[103]              7 Ammonisco, poi, ed esorto nel Signore Gesù Cristo, che si guardino i frati da ogni superbia, vana gloria, invidia, avarizia, cure o preoccupazioni di questo mondo, dalla detrazione e dalla mormorazione.

[104]              8 E coloro che non sanno di lettere, non si preoccupino di apprenderle, ma facciano attenzione che ciò che devono desiderare sopra ogni cosa è di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione, 9 di pregarlo sempre con cuore puro e di avere umiltà, pazienza nella persecuzione e nella infermità, 10 e di amare quelli che ci perseguitano e ci riprendono e ci calunniano, poiché dice il Signore: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano; 11 beati quelli che sopportano persecuzione a causa della giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli. 12 E chi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo».

San Francesco di Assisi

"Più santi ci sono in Cielo..... .... più il Cielo avrà forza per aiutare la TERRA". QUINDI: SALVIAMO LE ANIME!

 


"Più santi ci sono in Cielo..... 

.... più il Cielo avrà forza per aiutare la TERRA".  


QUINDI: SALVIAMO LE ANIME! 


LA TESTIMONIANZA DI UN'ANIMA SACERDOTALE.  

(José descrive) 

Era il gennaio 1998. Stavamo ancora pregando le quindici preghiere, ma a causa dei festeggiamenti di fine anno, eravamo in ritardo di 27 giorni. 

In un dato momento, ho percepito un'anima che mi chiamava? 

(- Padre Victor? Sei tu?)  

Qualche tempo fa, avevo notato un'anima sacerdotale che mi chiedeva preghiere, ma non potevo sapere chiaramente chi fosse. Ho cercato di scoprirlo visitando i cimiteri... 

Ora lo sapevo! Padre Victor era stato rettore di un seminario dove avevo studiato per più di 40 anni. Era fermo, dinamico, un uomo dalla fede incrollabile e molto eloquente.  Insegnava a tutti la santità e, per quanto ne sapevo, la viveva anche. Il mio stupore era enorme, perché lo consideravo davvero un santo? Perché era lì? 

- Sì, ha detto, sono io! Ed eccomi qui a pagare per un peccato di cui tu eri testimone! 

Poi ho capito. Quando eravamo in seminario, padre Victor è stato sostituito come rettore da un altro prete. Quando era ancora Rettore, come al solito, andavamo sempre a fare una passeggiata il mercoledì, e accadde che, esattamente nella prima settimana dopo la sua investitura, la passeggiata fu sospesa dal nuovo Rettore. Allora padre Victor si avvicinò a me e disse  

- Vedi, se io fossi ancora il Rettore, il tour uscirebbe! 

Per me era uno scandalo, perché sentivo che era geloso. In quell'occasione All'epoca non gliel'ho chiesto, ma ora l'ho fatto: 

(E questo è l'unico motivo per cui sei lì?) 

- Questo è tutto! Dopo tutto, ho scandalizzato un bambino.  

Non ricordo se mi ero scandalizzato in quel momento, ma avevo davvero dimenticato quell'incidente, che ora il buon sacerdote mi ha ricordato. Poi gli ho detto: 

(Ma non ho niente contro di te. Ti ho sempre trovato retto. Cosa posso fare allora?  

Dite 27 volte le quindici preghiere rimanenti, e volerò direttamente tra le braccia di Dio che desidero tanto! 

(- Pregheremo, padre amico! Potete stare tranquilli! Ti porteremo presto via da questo posto).  Poi ho saputo che era morto nel 1994 e che era sepolto a San Paolo.  Poi ho sentito la forza di queste preghiere. Certo, pregarli 27 volte era molto. Ma abbiamo deciso di farli ad ogni costo. Ricordo che quando entrai in seminario all'età di nove anni, padre Vitor mi chiese: "Perché vuoi diventare prete? Per salvare le anime, gli ho risposto. E ora, vedo questo prete, che pensavo fosse un santo, che mi chiede di pregare per la sua anima. Incredibile! 

- I disegni di Dio non possiamo capirli, mi disse il prete in uno dei suoi ma tu eri già nei piani di Dio! 

Padre Victor mi è apparso diverse volte e sempre accompagnato da molte anime.  Sembrava che fosse lui a guidarli. Così abbiamo fatto presto i 27 mancanti, pregandoli due o tre volte al giorno (ci vogliono circa 40 minuti per pregarli bene). Eravamo molto stanchi perché queste preghiere sono molto forti, ma siamo rimasti fermi perché volevamo salvare il buon padre Victor. Così, in una settimana abbiamo finito e il 21 gennaio 1998 abbiamo detto l'ultima.  

Quando abbiamo finito eravamo esausti e Ero deluso perché non è successo niente. Poi, insieme, Maria Angelina ed io abbiamo sentito: Gesù stava portando Padre Victor in cielo. 

È stato meraviglioso! Luci, fulmini, suoni inimmaginabili, in uno spettacolo magnifico.  Impossibile da descrivere. Tutti rabbrividimmo. Abbiamo cantato... Abbiamo pregato...  Abbiamo pianto. 

Il prete ci guardò e disse: Ora sono un santo! E lo sarai anche tu... 

Non sapevamo cosa dire... 

- Posso darvi la mia benedizione sacerdotale, chiese? 

(- Sì, ho risposto, commosso. Sacerdotale, paterno...) 

- Ti benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! 

In quel momento anche Hilda entrò nella piccola cappella. 

- Benedico anche Hilda. Mi ha aiutato molto...             

(- Siamo molto felici, padre, cosa facciamo ora?) 

- Vorrei chiedervi una cosa... 

(- Sì, padre, tutto quello che ti serve!) 

- Vorrei occuparmi, d'ora in poi, di tutti i vostri figli... 

Ero stupito e ho detto: 

(- Certo, padre! Si prenda cura di loro! Sono nelle migliori mani... per favore...) 

- Lo farò! D'ora in poi non preoccuparti più di loro. Ti prendi cura della tua missione. Sarò sempre con te... 

Volevo dire di più. Ma stava scomparendo.... e ci benediceva... 


1º. ESEMPIO DI CIÒ CHE PUÒ FARE IL GLORIFICATO  (E LO FA), PER NOI. 

A poco a poco, abbiamo sentito le grazie che ricevevamo ogni giorno per aver pregato le 15 preghiere: Cambiamento di vita, di comportamento; assiduità ai sacramenti; volontà di partecipare, di fare qualcosa per la comunità e la Chiesa. 

Anche molte anime cominciarono a chiederci di pregare per loro, e io cominciai ad avere una visione di parenti defunti, amici e persone che conoscevo, ma molte altre che non conoscevo.  Migliaia!                    

Un giorno ebbi la seguente visione: vidi Dona Hilda, che era sulla terra, e tra lei e il cielo c'era un immenso "precipizio". Sentivo che con la sua sola forza spirituale, cioè solo con le sue preghiere e i suoi sacrifici, non sarebbe mai riuscita ad attraversare l'abisso da sola. Ci vorrebbe molto sforzo e molto aiuto! 

Ho visto Padre Victor, ora glorificato, che aveva promesso di aiutarci a salvare Nilton e Hilda, cercando a tutti i costi di portarla dall'altra parte.  

Anche se avevo vissuto con mia suocera tutti i giorni e per molti anni, non conoscevo tutti i gravi peccati che aveva commesso per trovarsi in una situazione così terribile.  Quali peccati aveva commesso? Chi sa cosa succede nell'anima delle persone?  

Ma Hilda era lì, angosciata, e cercava di salvarsi con l'aiuto del buon sacerdote. E questa visione tornava spesso a me.... 

Anche Nilton mi è "apparso". Ora, a poco a poco, appariva sempre meglio nella mia visione. Vestito meglio, con la barba folta... ma non mi ha detto una parola.  

Un giorno l'ho visto dormire. Era tranquillo. È al sicuro, ho pensato.  E per diverse settimane L'ho visto così, mentre dormiva. O è "morto"? 

Maria Angelina ha percepito la mia preoccupazione perché non le avevo mai nascosto nulla. Era più interessata, all'inizio, alla salvezza di Nilton... ma ora anche in quella di sua madre. 

 

2º. QUANTO PUÒ AIUTARE AVERE DEVOZIONE NELLA VITA A UN SANTO:           

Così il 4 febbraio 1998, quando Angelina ed io stavamo pregando le 15 preghiere, "vidi" nuovamente Nilton, su un letto che dormiva. Accanto a lui c'era "qualcuno" che camminava su e giù. Nella stanza dove stavano c'era anche una bacinella d'acqua. Questa persona stava lavando un asciugamano bianco nella vasca e lo strofinava sul viso di Nilton. Indossava una veste bianca e sembrava conoscerlo da qualche parte. Improvvisamente, passando davanti a me, mi ha fissato: 

(-San Francesco... ho balbettato -è possibile?) 

- Sì, sono io!  Infatti, sono stato l'unico che si è preso cura di lui per tutta la sua vita. Tutti gli negavano aiuto quando lui chiedeva aiuto e io lo aiutavo. Felice l'anima che un giorno gli ha dato un'immagine* di me. Da allora in poi, ogni giorno si è ricordato di me e mi ha chiesto aiuto. 

(- Cosa dobbiamo fare, ho chiesto...) 

- Preghiere, preghiere, preghiere! Carità! Carità! Carità! 

Ed è scomparso...      

.... Ci sono voluti molti giorni prima di rivedere Nilton! 

 (* Questa immagine di San Francesco è stata regalata a Nilton il 4 ottobre 1996, il giorno del suo compleanno, da Maria Angelina, perché diceva di essere devoto a questo Santo). Guarda com'è semplice! 

«Ah, potessi con il sangue mio risparmiare al mondo il tremendo castigo, oh quanto volentieri lo spargerei! Mio Dio, ti muova a compassione la pena mia».

 


23.2. Venerdì Santo

Dal 20 febbraio fino al 20 marzo 1815 il mio spirito si è impiegato in piangere i propri peccati. In questo tempo però si è degnato il Signore di favorire il mio povero spirito per ben tre volte, col sollevarlo ad una particolare unione. Particolarmente il giorno 9 marzo mi seguì un certo fatto, che io non so ridire, per essere cosa intellettuale; ma, per non mancare all’obbedienza, procurerò di spiegare alla meglio la cognizione che ebbe il mio intelletto.

Mi si mostrò Dio sotto la figura di forte guerriero armato, e con la sua spada vendicatrice era sul momento di vendicare i gravi torti che riceve dai suoi. E, ridendo ed esultando, m’invitava ad esultare con lui; ma la povera anima mia era sopraffatta da mestizia così profonda, che invece di esultare, piangeva amaramente; perché conosceva chiaramente quale strage sarebbe Dio per fare con la sua spada vendicatrice.

A questa cognizione tanto lacrimevole ed afflittiva, procuravo per quanto potevo di resistere a Dio, non con il fatto, né con le parole, ma mostrandogli il mio gran dispiacere e la mia grande pena. Il buon Dio tornava di bel nuovo ad invitarmi ad esultare con lui, non solo m’invitava ad esultare con lui, ma per mezzo di particolare illustrazione mi dava a conoscere quanto retto e giusto fosse il suo operare.

Io, a questa cognizione, piena di umiltà, confessavo questa gran verità, che Dio è giusto e retto in tutte le sue opere; ma il mio cuore ciò nonostante non poteva esultare, anzi per quanto potevo mi opponevo e facevo a Dio resistenza, nel tempo stesso che confessavo con ogni sincerità che la creatura non può né deve opporsi al suo Creatore. Ciò nonostante mostravo al mio buon Dio la grave mia pena. Gli dicevo, piena di santo affetto: «Ah, potessi con il sangue mio risparmiare al mondo il tremendo castigo, oh quanto volentieri lo spargerei! Mio Dio, ti muova a compassione la pena mia».

A questa preghiera tornava il buon Dio a persuadermi. In questo contrasto si è trattenuto il mio spirito dal giorno 9 di marzo 1815 fino al giorno 14 del suddetto mese, giorno di venerdì santo; nell’assistere alla devozione delle tre ore dell’agonia di nostro Signore Gesù Cristo, tanto si era internato lo spirito nella considerazione di questo doloroso mistero, che quattro ore continue stetti in ginocchioni, dimentica affatto di me, solo intenta a compassionare il mio Signore e piangere la mia ingratitudine, che fu la cagione di tanto scempio. Con abbondanti lacrime gli domandavo perdono, e, afflitta fino all’ultimo segno, desideravo morire in croce con lui.

Dopo aver passato circa tre ore in questa considerazione, tutto ad un tratto il Signore fece passare il mio spirito a cognizioni tutte opposte. Di nuovo mi diede a conoscere come la sua divina giustizia a mano armata vendicherà severamente i gravosi oltraggi che tuttora riceve dai suoi... Prendendo alta compiacenza nella sua sovrana giustizia, mi dava a conoscere come avrebbe trionfato, mostrandomi il crudo scempio che è per fare dei viventi. Che spavento, che terrore ebbe mai il mio spirito! Cosa più funesta non si dà! Raccomandiamoci caldamente al Signore, perché si degni mitigare il suo rigore.

Tornò di bel nuovo ad invitare la povera anima mia ad esultare con lui; ma il mio spirito, sentendo una viva compassione fraterna, non poteva prendere compiacenza nella giustizia, anzi procuravo quanto potevo di oppormi, come già dissi.

Il Signore cercava, per mezzo di interne illustrazioni di persuadermi, e per tenermi contenta, mi fece vedere come salverebbe tutte quelle anime che mi fanno del bene, e tutte quelle che sono a me in spirito unite, ponendo sopra queste un segno che le renderebbe sicure. Nonostante tutte queste finezze, io mi opponevo ai suoi voleri col mostrargli la mia pena. Questo contrasto apportava al mio spirito molta angustia e gravissima afflizione.

Beata Elisabetta Canori Mora


 


(Il mio tempo sta finendo)

 


Messaggio ricevuto il 31 ottobre 2021


(Il mio tempo sta finendo)

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore Paterno per darti un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al tuo. Sono venuto a darti tutto, perché tu meriti la Mia ricompensa. Voglio parlare a tutti, ma non tutti quelli che Mi ascoltano, fanno la Mia volontà. Sì, figlia mia, ci sono molti che non si preoccupano di questi messaggi, aspettano fino all'ultimo momento per poi cercarmi, e questo è ciò che non va in molti dei miei figli che non vogliono nemmeno sapere che esisto. Tutto sta cadendo ora, e molti verranno a cercarvi perché il tempo della devastazione è alle vostre porte. Non lamentatevi di tutto quello che succede, figli miei, perché tra poco sarete con Me in Paradiso.

Ci saranno molti che vi cercheranno, ma non vi troveranno perché ho un posto riservato a tutti coloro che Mi obbediscono. Io amo tutti allo stesso modo, ma voi dovrete chiedermi perdono, perché Io sono Dio e vorrei che mi obbediste. Vi sto aspettando figli miei, ma il disordine è grande e gli operai sono pochi, e ci sono tanti che sto aspettando, per accogliere a braccia aperte. Il tempo si avvicina e tutto sarà contaminato. Il peggio deve ancora venire, perché la Mia Chiesa soffrirà molto attraverso colui che consegnerà tutto ciò che è Mio, allora non ci sarà nulla da fare, se non cercare Me prima che tutto accada.

Ho chiesto al Mio amato figlio (il sacerdote di Maria) di darmi coloro che sono Miei che non Mi hanno ancora dato il loro SI, di scambiare ciò che Mi appartiene, ma siccome Io sono paziente sto aspettando, sto aspettando tutto, ma il Mio tempo sta finendo. Prima che sia troppo tardi, voglio che lavoriate affinché non cadano per sempre, ora o mai più, allora sarà troppo tardi. Io chiamo tutti affinché non siano lasciati indietro, ma molti non vogliono sentire la Mia chiamata, e saranno lasciati fuori come le cinque fanciulle stolte (Matt. 25: 1-13). Per i Miei figli che Mi stanno aspettando, siete preoccupati? Come Padre, vi ho guidato affinché non vi preoccupaste, perché tutto andrà bene per coloro che Mi rispettano. Io sono il Padre, vi amo e ascolto tutto ciò che mi chiedete, lavorate solo per amore.

Io sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

Maria De Jesus Coelho

 


DIO PADRE - IL TUO DILUVIO, IL TUO STERMINIO È GIÀ DIETRO L'ANGOLO

 


 DIO PADRE


IL TUO DILUVIO, IL TUO STERMINIO È GIÀ DIETRO L'ANGOLO


Rosario serale.


Argomenti:

La mia verità la potete trovare solo nelle Sacre Scritture, non andate a cercare dove, forse, vi smarrirete, cercate nel Libro sicuro, nel Libro Divino, la Sacra Bibbia.

Tutto l'Universo non sarà più come ora, sarà unito nel Mio Spirito, tutte le cose torneranno alla Mia Volontà, il peccato non le influenzerà più e tutto sarà vissuto sotto la Mia Grazia.

Nel libero arbitrio puoi svilupparti liberamente, puoi scegliere il bene e compiacermi molto o puoi scegliere di vivere nel male e causarmi molto dolore.

Dovete vivere sotto l'azione del mio Spirito Santo, affinché tutto ciò che fate sia fatto nell'ordine perfetto, non come voi immaginate umanamente le cose.

I secondi restano per voi, miei piccoli, non avete capito, soffrirete e non volevo che soffriste, vi ho dato tutto perché tornaste a Me senza soffrire, ma non avete voluto capire.


Messaggio di Dio Padre a J. V. (15 gennaio 2014)


Primo mistero. Dio Padre parla.

Su: La mia verità la potete trovare solo nelle Sacre Scritture, non andate a cercare dove, forse, vi smarrirete, cercate nel Libro sicuro, nel Libro Divino, la Sacra Bibbia.

Figli miei, la Verità, la Mia Verità, metterà fine a tanto male con cui vivete e con cui avete vissuto per secoli. Quanto male ha diffuso Satana! Quante menzogne ci sono nel mondo! Non potete immaginare, Miei piccoli, quante menzogne ci sono intorno a voi e a tutti i livelli, non solo nella sfera religiosa. Satana si è assunto il compito di farvi vivere in un mondo di menzogne e di male, a tal punto che nemmeno voi stessi siete sicuri di dove sia la Verità e dove la menzogna nella vostra vita e in tutto ciò che vivete.

Certamente, il Mio Spirito Santo vi condurrà alla Verità, a quella realtà Divina, perché la Verità viene da Me, da coloro che vivono nella Verità e cercano, non di imporre, ma di lottare perché la Mia Verità, e la Verità della creazione, sia data.

Io guido queste anime, ma purtroppo voi siete già così avvolti dalla menzogna che non prestate più attenzione alla Mia Verità, e per di più, credete persino che ciò che queste anime vi danno, che Io ho chiesto attraverso la Mia Guida Sapientissima, di darvi, sia una menzogna.

Quanto è difficile per l'uomo vivere nella Verità Divina, vivere nella Verità in cui ho creato tutto! Voi vivete già in un mondo distorto, gli stessi media, manipolati dal male di Satana, che è la massoneria, e che muove tutti i popoli della terra, vi hanno ingannato. Voi credete a molte cose, molte delle quali vi vengono date sotto minaccia, facendovi credere che se non vi fidate di ciò che vi viene dato, avrete malattie o problemi e, così, state cadendo a poco a poco nelle bugie di Satana, questo sta prendendo piede tra voi e le prendete, dopo un po', come verità assoluta.

Quanto sarete stupiti, miei piccoli, quando vi mostrerò, attraverso il mio Spirito Santo, la realtà che avreste dovuto vivere se il peccato originale non fosse avvenuto. Mio Figlio vi ha portato a conoscere la Mia Verità ma, la Sua Vita, le Sue Parole, i Suoi Insegnamenti, gli sono costati la Sua Vita. Satana cercò di sbarazzarsi di Lui, attraverso i farisei, e Satana sta ancora cercando di sbarazzarsi della Mia Chiesa e di ognuno di voi che credete nelle Mie Verità, ma non può, miei piccoli, la Mia Verità è parte di Me, è eterna e assoluta e Satana non potrà mai distruggere la Mia Verità, così rimarrà per sempre e per l'eternità.

Perciò vi chiedo di pregare incessantemente perché la Mia Verità sia rivelata a tutti i popoli e a tutte le nazioni, affinché ognuno di voi possa vivere le Mie Verità ed essere trasformato dal Mio Spirito Santo, in modo da poter entrare nel Nuovo Mondo che vi sarà dato, dove vivrete il Mio Amore e la Mia Verità assoluta.

Mettete, Miei piccoli, il vostro grano attraverso un cambiamento totale e assoluto nella vostra vita, lasciandovi guidare dalla Luce del Mio Santo Spirito, non cercate con altri mezzi di cercare ciò che non troverete, la Mia Verità non si trova che nelle Sacre Scritture, non andate a cercare dove, forse, sarete sviati, cercate nel Libro sicuro, nel Libro Divino, la Sacra Bibbia e immergetevi nelle Mie Verità e nel Mio Amore.

Vi benedico, miei piccoli, benedico la vostra mente e il vostro cuore, perché siate riempiti di Me e perché diate ciò che è mio ai vostri fratelli.

Grazie, miei piccoli.



Secondo mistero. Dio Padre parla.

Su: Tutto l'Universo non sarà più come ora, sarà unito nel Mio Spirito, tutte le cose torneranno alla Mia Volontà, il peccato non le influenzerà più e tutto sarà vissuto sotto la Mia Grazia.

Figlioli, dovete essere sinceri con voi stessi, onesti con voi stessi. Vi parlavo della menzogna che vi circonda, la menzogna è anche dentro di voi. Anche voi vivete con le bugie in misura maggiore o minore, ma non siete onesti con voi stessi né con gli altri.

Nascondete molte cose e fate finta di nascondere molte altre cose. Ho dato a ciascuno di voi una spiritualità particolare, siete tutti diversi ai miei occhi e vi amo tutti. Ma io vi amo come vi ho creato, non come vi siete cresciuti.

Siete cresciuti secondo la vostra volontà e non siete cresciuti secondo la Mia Santissima Volontà.

Spiritualmente parlando, ho dato a ciascuno di voi una personalità e ve l'ho data affinché, facendo parte del Mio Corpo Mistico, in Mio Figlio Gesù Cristo, riempiate quel vuoto. Ognuno di voi ha un obbligo d'amore, quello di completare il Mio Corpo Mistico, il Corpo Mistico di Mio Figlio, che fu smembrato a causa del peccato originale.

Capite una cosa, tutto era un'unità, tutto è stato creato in un'unità, perché Io sono Uno, anche nella Mia Santissima Trinità, Noi siamo Uno, anche se siamo Tre Persone diverse. A causa del peccato di Satana e poi dei vostri Primi Genitori, è stato causato il caos universale, tutto è uscito dall'unità, anche il caos stesso delle stelle dell'Universo, tutto è stato smembrato e tutto deve essere riunito, tutto deve tornare all'unità e, per questo, il dono della vita è stato dato a voi, miei piccoli, affinché mi aiutiate a tornare all'unità.

Certamente, posso farlo da solo, senza bisogno di nessuno, ma tu eri nella mia mente, la tua creazione era già nella mia mente e ti sto dando l'opportunità di aiutarmi e, con la tua creazione, ti sto dando una grazia molto grande, per poter aiutare il tuo Dio ad unire tutto. Ricordate che noi siamo Famiglia e la famiglia è un'unità e quando tutto è vissuto in unità, tutto è bello. Quando la famiglia, la società, tutto ciò che ti circonda è smembrato, tutto diventa caos; ed è così che Satana l'ha causato, perché sapeva della Mia Unità e non voleva vivere nell'unità. Gli stessi angeli, gli arcangeli, tutto il mondo angelico, vivevano in unità, ma il male entrò nella mente di Luzbella e non volle vivere nella mia unità, cioè nella mia volontà, e smembrò tutto. Quello era il caos universale, il caos nei cieli.

Ora, con il vostro aiuto, piccoli Miei, voi che Mi amate, voi che avete capito ciò che vi dico, perché vi ho dato un aiuto spirituale per capire tutte queste cose, state capendo la realtà che tutto l'Universo sta vivendo.

Molti dei vostri fratelli non capiscono queste cose, né vogliono capirle perché sono distratti dalle cose del mondo, dalle cose che possono toccare, che possono vedere, e non dalle cose che Io metto nella mente e nel cuore di coloro che sono con Me.

Certamente, quando tutto è unito, ciò che è nella mente e nel cuore può essere compreso e tutto sarà visto nel fisico. Tutto l'Universo non sarà più come ora, sarà unito nel Mio Spirito, tutte le cose torneranno alla Mia Volontà, il peccato non le influenzerà più e tutto sarà vissuto sotto la Mia Grazia, sotto la Mia Saggezza, sotto i Miei Ordini.

Luzbella si è allontanata da Me, ha voluto fare la sua volontà e lì è iniziato lo smembramento, poi anche i vostri Primi Genitori si sono allontanati dalla mia volontà ed è seguito il caos. Anche voi, in questi tempi, l'umanità vuole fare quello che vuole, cominciando a mettermi da parte e, in questo modo, non volete fare la mia Volontà ed è per questo che l'uomo sta soffrendo sempre di più, perché non lasciandomi fare la mia Volontà, tutto cade e cade.

L'uomo non è abituato alla perfezione e non la cerca, perché Satana vi ha ingannato, per questo vi ho detto tante volte di chiedere il mio Spirito Santo, affinché possiate essere trasfigurati e affinché possiate cominciare a vedere come tutto intorno a voi, tutto ciò che è visibile, non è nella sua funzione corretta, non funziona correttamente secondo la mia volontà e vi state perdendo delle bellezze inimmaginabili.

State vivendo a metà, non state vivendo al cento per cento con tutto ciò che ho creato. Verrà il tempo in cui vivrai nella Mia Perfezione e, se mi ami, mi ringrazierai infinitamente per la Mia Pazienza, per aver aspettato che tu tornassi a Me, perché voglio che tu goda di ciò che ho creato. Voglio che tu goda delle mie perfezioni e delle capacità infinite che ho messo in te, ma tu non le hai sviluppate, né puoi svilupparle, perché non vivi abbandonato a Me e perché non credi nelle mie parole né nelle mie capacità divine. Voi fermate la Mia Opera in voi stessi.

Molto bene vi aspetta, miei piccoli, molto bene, ma cambiate, cambiate con l'aiuto del mio Spirito Santo, e vedrete le mie promesse compiute in voi. Chiedetemi un cambiamento, non seppellitevi nel continuare a vivere secondo la vostra volontà; e so che questo avviene per la vostra mancanza di Fede, perché non credete in un futuro bello che vi prometto e preferite rimanere in quello che sapete, anche se è imperfetto e doloroso.

Voi vedete come giorno dopo giorno diventa più doloroso vivere nel vostro mondo e potreste fermare questo molto rapidamente se vi rivolgeste a Me e vi lasciaste muovere dalla mia Volontà, ma tutto richiede un processo, un processo che voi stessi avete ritardato per la vostra mancanza di fede. Devi prima aumentare la tua umiltà e questo ti porterà ad accettare la tua realtà, e la tua realtà lascia molto a desiderare. Quando avrete sufficiente umiltà, vi mostrerò la vostra bassezza, il vostro nulla, ma vi mostrerò anche il mio Amore, il mio Amore infinito e misericordioso che ama la vostra bassezza e il vostro nulla, ma vuole anche il vostro miglioramento e la vostra perfezione.

Venite a Me, miei piccoli, lasciate che Mia Figlia, la Sempre Vergine Maria, vi prenda per mano e vi porti a Me. Lei vi porterà perché possiate avere il vostro cambiamento, un cambiamento così bello, così benefico, che non saprete ringraziarci per la bellezza che otterrete, per il grande cambiamento che avrete. Sii umile e semplice, perché con questo conquisterai il Mio Cuore.

Grazie, miei piccoli.



Terzo mistero. Dio Padre parla.

Riguardo a: Nel libero arbitrio puoi svilupparti liberamente, puoi scegliere il bene e compiacermi molto o puoi scegliere di vivere nel male e causarmi molto dolore.

Figlioli, tutta la Mia Creazione è stata creata con il libero arbitrio. Anche la prima creazione, che erano gli angeli, aveva il libero arbitrio. Io non costringo nessuno, vi do la totale libertà, miei piccoli, non siete schiavi, siete libere creature d'azione.

Se non vi avessi dato il libero arbitrio non ci sarebbe bisogno di premi o punizioni, sareste semplicemente schiavi, vivendo nella mia volontà, vivendo secondo la mia volontà e fareste quello che io vorrei che faceste e questo non è giusto, miei piccoli.

Nel libero arbitrio potete svilupparvi liberamente, potete scegliere il bene e piacermi molto o potete scegliere di vivere nel male e causarmi molto dolore, ma è la vostra volontà che sceglie e così vi guadagnate il Mio Bene o il castigo che vi mando, ma che voi stessi vi guadagnate liberamente, senza pressione. Tu scegli il tuo castigo, non te lo impongo, tu ti allontani da Me, perché non mi ami e non vuoi servirmi, come ha fatto Satana e continui con lo stesso atteggiamento di offendermi e non servirmi.

D'altra parte, Miei piccoli, voi non potete immaginare come mi diletto nella vostra libertà quando fate il bene. Vi vedo come piccoli, vi vedo come bambini che stanno crescendo. Godo dei vostri piccoli dettagli d'amore da quando siete piccoli, da quando i vostri genitori vi insegnano ad amarmi e voi crescete nella fede e questa fede infantile diventa sempre più matura. Ma le piccole cose che mi dai da quando eri piccola, che sia il bacio che mi dai, il fiorellino che raccogli, le belle parole o le belle canzoni che conosci o inventi per compiacermi e tante altre piccole cose che mi dai, mi riempiono di un piacere immenso, e anche di più, perché sono nate dalla tua libertà.

Se non ti avessi dato il libero arbitrio, quella libertà fin da piccolo, non avresti potuto darmi quei piaceri e sono ancora più felice quando gli anni passano e tu conservi quelle piccole cose che mi dai e che vengono dal profondo del tuo cuore, ma soprattutto dalla tua libertà di amare.

Quando tornerete nel Regno dei Cieli, vi farò ricordare tutto quello che mi avete dato e vi divertirete con Me. Vedrai come mi hai reso felice, durante tutta la tua vita sulla terra, con quei momenti e dettagli che venivano dal tuo cuore.

Per questo avete il libero arbitrio, miei piccoli, e mi rallegro con le anime buone, ma vi chiedo di pregare per quei vostri fratelli che non hanno saputo darmi piacere e gioia e che hanno usato il loro libero arbitrio per danneggiare il mio Cuore. Nonostante ciò, io amo quelle anime, ma esse non vogliono sapere nulla del mio amore. Pregate per loro, miei piccoli, perché si perdono la mia grazia, il mio amore e i miei doni eterni e anche i miei doni che vi do durante la vostra esistenza sulla terra. Pregate per loro, perché sono stati ingannati da Satana, che li ha portati a rifiutarmi, pregate per queste anime, perché si sono danneggiate e stanno danneggiando gli altri.

Il mio Amore li rivuole tutti, tutte le anime mi hanno lasciato e soffro quando alcune non ritornano. Toglietemi questo dolore amandomi di più, miei piccoli, dandomi più piccole parole e piccoli tocchi amorevoli. Confortatemi come Mio Figlio chiese di essere confortato nell'Orto degli Ulivi, non siate come i Suoi apostoli, che preferirono dormire piuttosto che sostenerLo con la preghiera. Non dormire con le cose del mondo, io sono vivo e ho bisogno del tuo amore, del tuo conforto, della tua gioia, della tua gratitudine. Non sono un Essere insensibile, sono il vostro Dio e vi amo e ho bisogno del vostro amore.

Grazie, miei piccoli.



Quarto mistero. Dio Padre parla.

Su: Dovete vivere sotto l'azione del mio Spirito Santo, affinché tutto ciò che fate sia fatto nell'ordine perfetto, non come voi immaginate umanamente le cose.

Figlioli, ho già toccato questo argomento, su cosa sia la povertà. Voi riconoscete questa parola, "povertà", come qualcosa di cui avete bisogno materialmente, ma la povertà che esiste realmente in voi è una povertà spirituale.

Ci sono molti che hanno economicamente, hanno molto, ma sono molto poveri ai miei occhi. Ci sono poveri che sono poveri finanziariamente e anche spiritualmente. Comprendete che i ricchi entreranno nel Regno dei Cieli, ma i ricchi nell'amore, i ricchi che hanno imparato a vivere secondo ciò che vi ho insegnato.

Nelle Scritture si parla anche di quei ricchi che avranno difficoltà ad entrare nel Regno dei Cieli, ma perché sono poveri di amore, poveri di sentimenti, poveri della vita di Grazia, non sono anime buone, non sono anime che danno, che condividono ciò che è loro. Quanta stoltezza c'è tra voi! Voi pensate che avere le cose del mondo vi renderà migliori dei vostri fratelli, che potrete comprare il Regno dei Cieli e vi sbagliate di grosso, piccoli miei.

Ci sono ricchi nelle cose materiali e poveri perché non condividono, ma ci sono altri che sono ricchi nelle cose del mondo, ma sono anche ricchi nella loro anima, perché sono veri Cristi, che sono pieni della mia Saggezza e del mio Amore e sanno condividere ciò che hanno ricevuto liberamente, perché anche voi avete ricevuto liberamente i doni e le capacità di riempirvi delle cose e dei beni del mondo.

Non siete stati creati per essere riempiti di cose materiali, ciò che ha valore in voi è lo spirituale. Dovete vivere dello spirituale, ancor più, circondati dallo spirituale. Il materiale che avete deve essere preso solo come un mezzo per raggiungere lo spirituale, perché il Regno dei Cieli è il vostro destino eterno ed è spirituale.

Quando vivete nel materiale, potete comprare il Regno dei Cieli con il materiale e cioè fare il bene con il materiale che avete ricevuto, ma fare il bene con saggezza, perché potete distribuire il materiale e danneggiare i vostri fratelli, che invece di aiutarli li danneggerete, perché l'essere umano è anche pigro e cade nei vizi e se gli date tutto, non li aiutate molto, dovete stare attenti anche a questo, miei piccoli, molto attenti.

Distribuire i tuoi beni è bene e devi aiutare chi ne ha veramente bisogno, come i piccoli, le vedove, gli anziani, quelli che hanno veramente bisogno di te, fino ad aiutarli a recuperare uno stato di stabilità, dove anche loro stessi cominciano a lavorare e a procurarsi ciò di cui hanno bisogno, perché il lavoro ti dà anche dignità.

Quando vi ho detto di amarvi gli uni gli altri, dovete dare ai vostri fratelli, ma questo amore deve essere reciproco. Chi dà deve amare chi non ha, chi riceve deve essere grato e non approfittare di chi dà, perché allora non diventa più una virtù, ma un vizio perché chi riceve approfitta di chi dà.

Dovete vivere sotto l'azione del mio Spirito Santo, in modo che tutto ciò che fate sia fatto in perfetto ordine, non come voi immaginate umanamente le cose, ma tutto deve essere guidato dal mio Spirito Santo.

Il mio amore deve essere dato a tutti, perché il mio amore è la mia essenza e tutto l'universo, dopo la purificazione, vivrà eternamente il mio amore.

Cominciate dunque a donarvi con tutto il cuore ai vostri fratelli, e che anche colui che riceve agisca con amore, affinché continui a ricevere l'amore di colui che ha di più.

Grazie, miei piccoli.



Quinto mistero. Dio Padre parla.

Passo: I secondi restano a voi, Miei piccoli, non avete capito, soffrirete e non volevo che soffriste, vi ho dato tutto perché tornaste a Me senza soffrire, ma non avete voluto capire.


Ai tempi del Diluvio, prima del Diluvio, gli uomini mangiavano, bevevano, si sposavano, lavoravano; fu data loro la Mia Parola, fu data loro la consapevolezza che se non cambiavano, sarebbe arrivato il castigo ed è successo, miei piccoli, l'uomo non ha capito, non ha voluto fare la sua parte.

Questi sono i tempi prima del grande cambiamento. L'uomo continua a mangiare e a bere e a sposarsi, peccando e peccando gravemente. La mia parola ha raggiunto tutte le estremità della terra attraverso i miei veggenti e profeti. L'uomo continua a tapparsi le orecchie, chiudendo la sua mente e il suo cuore a tutto ciò che viene da Me.

Ho voluto farvi del bene, miei piccoli, perché vi amo, vi ho prevenuto, perché vi amo, ho voluto la vostra salvezza, perché vi amo, ma voi, quelli che non hanno voluto seguirmi, quelli che non hanno voluto cambiare, soccomberete, come soccombettero quelli dei vostri fratelli che soccombettero sotto le acque nel diluvio.

È la vostra testardaggine, è la vostra follia che vi farà soccombere. La mia Misericordia si è riversata abbondantemente, ammonendovi, perdonandovi i vostri peccati, dandovi tutto ciò che è necessario per il vostro cambiamento. Miracoli qua e là, consigli, vita spirituale, che non volevate sentire.

L'amore, il vero amore, è dimenticato, l'amore puro e santo che avete scambiato con l'amore peccaminoso. La conoscenza del Divino, ciò che vi avrebbe fatto crescere spiritualmente per entrare nel Regno dei Cieli, l'avete scambiata con le cose del mondo, che vi hanno portato ad una ottusità intellettuale e spirituale. Pensate che ciò che avete imparato e che vi ha portato a conoscere di più della tecnologia che ora vi circonda, vi renderà migliori?

Miei piccoli, Satana può anche portarvi a conoscere cose che vi sviano e vi portano a tecnologie superiori a quelle che conoscete, ma che vi distraggono dalle cose vere che dovreste conoscere e, così Satana vi ha manipolato, portandovi a credere che ciò che avete ora nella tecnologia e nei nuovi progressi di cui godete, vi darà la felicità eterna e, non è così, miei piccoli. Se vi rendete conto, invece di essere cresciuti spiritualmente, l'umanità è decaduta, perché vi ha reso la vita più facile, vi ha lasciato il tempo per lo svago e il male, non avete imparato, non avete la Santa Saggezza, perché non l'avete chiesta, perché non l'avete cercata, per poter discernere ciò che era buono per la vostra anima e ciò che era solo buono per il vostro corpo, come quello che avete ora.

Siete ancora limitati, il vostro corpo, anche se avete quello che avete, è ancora limitato, soffre delle malattie, soffre della morte. Se foste stati con Me, se aveste vissuto per Me, se aveste agito nella Saggezza, le capacità che darò alle anime che sono rimaste in Me, sotto la Mia Volontà e fiducia, sono infinitamente superiori a quelle che avete e godete ora. Non siete cresciuti nella Saggezza, siete diminuiti e vi siete riempiti di stoltezza e questo vi costerà caro, miei piccoli.

Avete sofferto, e soffrirete molto in eterno, per non aver ascoltato ciò che vi ho dato, il vostro Diluvio, il vostro sterminio, è dietro l'angolo. I secondi sono rimasti a voi, Miei piccoli, non avete capito, soffrirete e non volevo che soffriste, vi ho dato tutto perché tornaste a Me senza soffrire, ma non avete voluto capire.
Grazie, miei piccoli.