mercoledì 27 ottobre 2021

Chi non si dichiara per Gesù, non avrà nessun’altra possibilità!

 


Figlia Mia. Mia amata figlia. Per favore comunica oggi ai figli della terra quanto segue:

Dovete convertivi  e trovare la via per raggiungere Mio Figlio altrimenti la vostra anima andrà perduta nelle grinfie del Suo avversario. Grandissime sofferenze, tormenti, pene e miserie e una sensazione di profondo sconforto SENZA vedere via d’uscita, “laceranti” rimorsi di coscienza, una tristezza come depressione e un dolore che trafiggerà crudelmente la vostra anima e la “divorerà” SENZA mai poterla uccidere vi daranno l’ agonia. Desidererete fervidamente la morte, un desiderio che non sarà mai esaudito, PERCHÉ LA VOSTRA ANIMA È IMMORTALE E NON PASSERÀ MAI; È STATA INFATTI CREATA PER L’ETERNITÀ E VIVRÀ PER SEMPRE; MA SIETE VOI A DECIDERE DOVE!

Chi non si dichiara per Gesù, Miei amatissimi figli, non avrà nessun’altra possibilità! Il tempo della preparazione sta per finire e guai a chi non si è dichiarato per Mio Figlio!

A voi la scelta, Mia amata schiera di figli, quindi decidete bene. Un SI sincero a Gesù basta per fare il primo passo. Non aspettate oltre.

Amen.

La vostra Mamma Celeste.

Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

Amen.

28 febbraio 2015

CUORE DI MARIA - "CUORE DI MERAVIGLIE"

 


CUORE DI MARIA - "CUORE DI MERAVIGLIE" 

 

L'opera meravigliosa di san Giovanni Eudes, il Cuore ammirabile della Santissima Madre di Dio - che sembra ben difficile possa avere l'eguale fra le moltissime opere mariane scritte -, fin dal primo capitolo afferma che il Cuore della Beata Vergine Maria è «un abisso di meraviglie che solo il Figlio conosce davvero e può descrivere».  

A chi conosce, sia pur poco, l'immensità del mistero di Maria illustrato nei primi due millenni del Cristianesimo da tutta la Patristica, dai dottori, dai santi, dai mistici, dai teologi, dai mariologi e dal Magistero della Chiesa, non sarà certamente una sorpresa sapere che il Cuore di Maria Santissima è «un abisso di meraviglie», unico e ineguagliabile, così voluto e creato direttamente da Dio Uno e Trino, che lo rese sua ammirabile trasparenza e irradiazione trinitaria.  

 

La «Donna vestita di sole»  

San Giovanni Eudes parte magnificamente nel presentare le "meraviglie" del Cuore Immacolato di Maria Santissima servendosi di quell’ammirabile immagine biblica dell’Apocalisse che è descritta con divine parole: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di 12 stelle» (Ap.12,1). Alla scuola di sant'Epifanio, sant'Agostino, san Bernardo e di tanti altri santi, dottori della Chiesa e mariologi, anche recenti, quel «segno grandioso» è la sublime persona di Maria Santissima.  

San Giovanni Eudes spiega, infatti, che  

«Ella apparve nel Cielo, perché venuta dal Cielo, perché è il più illustre capolavoro del Cielo, perché è l'Imperatrice del Cielo, perché è la gloria e la gioia del Cielo... Ella è rivestita del sole eterno della Divinità e di tutte le perfezioni della divina Essenza ... La luna è sotto i suoi piedi per mostrare che tutto il mondo è al di sotto di Lei, non avendo che Dio solo al di sopra di sé ... È coronata di dodici stelle per rappresentare tutte le virtù che splendono sovranamente in Lei, tutti i misteri della sua vita che sono come tanti astri molto più luminosi di tutte le fiaccole del Cielo».  

   A conoscere le "meraviglie" del Cuore di Maria Santissima, inoltre, può aiutare ancor più il sapere che Ella, come la presenta poeticamente Dante Alighieri nel canto XXXIII della Divina Commedia, è "figlia del suo Figlio".  

Riflettendo e meditando su questo divino mistero, san Giovanni Eudes ha potuto scrivere, con la sua penna di mistico mariano straordinariamente innamorato della divina Madre, e presentare a tutti questa lunga domanda piena di misteri ineffabili:  

«Non è cosa singolarmente ammirabile e mirabilmente singolare vedere una creatura che fa nascere Colui che l'ha creata e che dona l'essere a Colui che è, e dona la vita a Colui da cui Ella l'ha ricevuta; vedere una Stella che produce un Sole, una Vergine che partorisce e che è Vergine prima di partorire, mentre partorisce e dopo aver partorito, e che è Sorella e Sposa, Figlia e Madre contemporaneamente del Padre suo?».  

 

Sant'Antonio M. Claret  

Questo Vescovo spagnolo, grande santo del Cuore Immacolato di Maria, è stato il fondatore dei "Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria". Appassionato dell'Eucaristia e della Madonna fin da ragazzo, sant'Antonio M. Claret, giovane studente, con la conoscenza della Madonna avvertì nella sua mente e nel suo cuore l'ispirazione di voler fare qualcosa di molto grande per Lei, «sua tenera e amorosa Madre», ma non sapeva cosa fare, fino a che non gli venne in mente di dover leggere e studiare la vita di san Giovanni evangelista per impegnarsi decisamente ad imitarlo nel suo amore ineguagliabile di figlio di Maria, dal momento che proprio lui, il "discepolo che Gesù amava", fu il primo ad udire dalle labbra esangui di Gesù Crocifisso le divine e dolcissime parole: «Ecco tua madre!» (Gv.19,27).  

Da quella ispirazione sant'Antonio M. Claret si animò talmente ad amare il Cuore della divina Mamma e si appassionò con tale ardore al suo amore materno da arrivare a chiamarla instancabilmente con le espressioni più ardenti e soavi alla sua mente e al suo Cuore: «Madre dolcissima, Madre amabilissima, Madre tenerissima, Madre fedelissima ... Madre eccelsa, Madre affettuosa, Madre santa, Madre generosa, Madre tutto amore ... Madre dispensatrice di tutte le grazie, Madre della Provvidenza, Madre di pietà ... ».  

   L'intera vita di questo meraviglioso Santo mariano, in effetti, fu un libro così stupendo dell'amore ardentissimo al Cuore materno della Madonna, che si potrebbe compendiarlo tutto in quella frase di fuoco che egli ripeteva spesso ai suoi "Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria": «Dove passano i figli del Cuore Immacolato, la terra brucia!».  

È facile pensare, a questo punto, che il Cuore Immacolato di Maria Santissima sia una sorta di firmamento stellato di amore ineffabile, tutto «roveto ardente» (Es 3,2) che non si consuma mai, bruciando sempre a gloria di Dio e a incanto dell'universo increato e creato.  

Padre Stefano Manelli

LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta

 


Tutte le creature ricevono come vita gli atti di Gesù e, con essi, quelli di Maria 

“Figlia mia, nel mio Volere non solo troverai tutti gli atti che fece la mia Umanità, in cui intrecciavo  tutte le creature insieme, ma troverai tutto ciò che fece la mia cara Mamma, che intrecciandosi insieme  con Me formava un solo atto. Non appena fui concepito nel suo seno, Lei incominciò l’intreccio coi miei  atti e, così come la mia Umanità non aveva altra vita, altro cibo, altro scopo che la sola Volontà del  Padre mio (che scorrendo in tutto Mi faceva atto di ogni creatura, per ridare al Padre i diritti di Creatore  da parte delle creature, e per darmi come vita a tutte le creature), così anche Lei, come incominciò il  suo intreccio con Me, a nome di tutti ridava i diritti di Creatore e si ridava a tutte le creature. Sicché  tutte le creature ricevevano come vita, insieme ai miei, gli atti della mia Mamma. Ora in Cielo abbraccia  tutta la gloria di ciascuno, e da parte di ciascuna creatura il mio Volere le dà tale gloria, che non c’è gloria che Essa non contenga, né gloria che da Lei non scenda. E siccome intrecciò con Me le sue opere, il  suo amore, le sue pene, eccetera, ora in Cielo è circonfusa di tanta gloria per quanti intrecci fece nella  mia Volontà. Ecco perché supera tutto, abbraccia tutto e confluisce in tutto. Ecco che significa vivere  nel mio Volere. Mai la mia diletta Mamma avrebbe potuto ricevere tanta gloria, se non fossero corsi nel  mio Volere tutti i suoi atti, che la costituiscono Regina e corona di tutti…”  (14°, 15-8-1922) 

Quaderno dell’Amore - AMARE È DONARE AMORE

 


QUADERNO DELL'AMORE


— a chi non lo conosce 

— a chi lo chiede 

— a chi non lo possiede 

— a chi non lo ha ricevuto in dono 

— a chi non sa domandarlo 

— a chi non sa cosa sia 

— a chi non conosce il suo potere 

— a chi si crede indegno di riaverlo ancora per essergli stato infedele. 

 

 

Al mio caro Luigi, nel giorno del suo compleanno per dimostrargli tutto il bene che gli voglio, con riconoscenza e per dargli il coraggio e la forza necessaria per continuare a portare…. … il mio Cuore nel mondo... 

 

Bologna, 8-9 aprile 1968 

 

Stasera ti devo parlare e tu ascoltami! 

È importante quello che voglio dirti. 

È dell’amore, è di Me che ti devo far capire. 

Io sono nel cuore di tutti e nei cuori degli uomini vive il mio amore. 

Sono felice di abitare dove sono accolto con calore. 

È il mio cuore che dà l’unione nell’amore. Senza di me non resiste alcun legame.  

Nessuna unione che non sia per Me, per il mio Cuore, si può chiamare amore. 

L’amore mio non conosce miserie, né tristezze. 

Il mio è pura gioia. Nessuna gioia vi è al di fuori di Me. 

Sono Io che vi conduco a conoscere l’inutilità delle vostre brame, dei vostri desideri. 

Voglio farvi capire che tutto quello che cercate è solo in Me. 

Affannarsi di che? perché? Venite da Me solamente e troverete tutto il bene che volete. 

Io sono generoso più di quanto credete e vi dono molto di più di quanto voi mi chiedete. 

Che volete da Me? Domandate e otterrete.  

Che domandate? Un bene vero? Ve lo concedo subito. 

Un bene che non è bene? Non posso darvelo perché vi voglio bene. Quale bene vi darei? 

Vi darei tutto se voi foste capaci di donarmi tutto il vostro cuore. 

Il vostro cuore non è mai tutto per Me. Una parte lo date spesso a Me, ma ne tenete di riserva per le vostre brame, per le vostre ricerche al di fuori di Me. 

Inutile farvi capire che niente è senza di Me.  

In quell’angolo che mi serbate Io spesso mi nascondo. Sto a guardare. Che vedo? 

Vi vedo affannati, stanchi, delusi e scontenti. Siete sempre angosciati e non volete capire il perché. Il perché è l’assenza di Me. Io vi guardo e aspetto un segnale da voi, un richiamo per uscire dal Mio nascondiglio dove mi avete collocato voi.  

Sono presente se mi chiamate, ma ancor più quando mi amate.  

Vi voglio aiutare a tenermi con voi, se mi volete Io sarò tutto per voi.  

Il vostro volermi deve essere donarvi a Me. Donarvi a Me è farvi donare tutto da Me. 

Sono stanco di vedervi così, senza la forza che solo Io posso darvi, senza l’amore che nessuno al di fuori di Me vi può dare. Quello che bramate è quasi solamente il vostro male. Ma voi spesso non lo sapete. Io vi dirò quale è il vostro vero bene.  

Il bene cosa è? È la pace del cuore. Sentire un calore che è vita. Il calore che fa?  

Vi riscalda e accende il vostro cuore; ci porta la gioia di vivere, di amare e di portare ovunque calore e amore. Non è così? Sì, lo sapete, perché qualche volta lo avete provato.  

Ma perché solo qualche volta lo provaste? È perché in quei momenti ero Io a scaldarvi.  

Ero Io che facevo tutto per voi, per farmi conoscere, per farmi amare da voi. E poi?  

E poi voi non avete saputo, voluto trattenermi. Io vi ho lasciati liberi di seguire altre vie.  

Allora? Ecco che ne è di voi! Ora siete aridi e stanchi, siete senza di Me.  

Ma io vivo ancora in voi perché mi basta il minimo angoletto che mi lasciate.  

Lì Io mi trattengo e attendo. Attendo l’ora del vostro soffrire, del vostro patire, per soffrire e patire assieme a voi. La vostra sofferenza ve la siete procurata, Io non la volevo per voi.  

Ma è la sofferenza che fa sì che Io possa intervenire in vostro soccorso.  

E se non mi chiamate? Io vi sento ugualmente e corro subito per aiutarvi.  

In che modo? Se mi chiamate sono già lì. Se non mi chiamate direttamente voi, Io arrivo per altra via. Quale via? 

La mia via è un uomo come voi, un uomo che se non è tutto mio, lo è in parte.  

La parte mia in quell’uomo la mando in vostro soccorso. Ma sono sempre Io che soccorro voi in quell’uomo. E voi che fate?  

Spesso non mi riconoscete e non mi vedete, perché agisco per mezzo di un uomo.  

Un uomo come voi. Ma in quell’uomo sono Io, il vostro Dio. Che volete da Me?  

Io posso darvi tutto. Vi posso dare tutto perché tutto è mio, tutto ho creato Io. 

Nulla è impossibile a voi perché tutto è possibile a Me.  

Io vi appartengo, sono vostro; perciò il mio è vostro. Allora perché vi agitate? 

Voi avete tutto quello che Io ho. Dovete solo volerlo.  

Che vi chiedo Io? Vi chiedo di credermi, di domandare, di confidarvi e di donarvi. 

Avete timore di donarmi? Che cosa?  

Quello che mi donate è niente, quello che Io vi darò è tutto. Che cosa è tutto? 

Tutto è la conoscenza di Me, di voi, di tutto ciò che è, di tutto quello che vedete e non conoscete. Quello che potete conoscere è l’inconoscibile per voi.  

L’inconoscibile lo potete conoscere attraverso Me solamente. Perché Io vi amo tanto? 

Perché per voi ho creato e creo tutto ciò che vi può rendere più felici, più riconoscenti e pieni di amore per Me. Perché vi chiedo amore?  

Perché accrescendo in voi l’amore accresco la vostra gioia, la vostra felicità.  

Il bene mio è infinito e per questo accresco sempre l’amore vostro per Me. 

Aumentando il vostro amore, non faccio altro che aumentare in voi la conoscenza di Me. Più mi amate, più mi conoscerete. Io mi faccio conoscere solo a chi sa amarmi. 

Concedo amore a chi mi dà amore. Tolgo amore a chi non lo porta a Me.  

E poiché l’amore sono Io, l’amore appartiene solo a Me. 

Voi non potete possedere ciò che è mio, esclusivamente mio, se Io non ve lo concedo.  

Il dono che vi faccio è una prova. La prova sta solo nella vostra volontà; dovete dimostrarmi solamente volontà di amarmi. Tutto il resto lo faccio Io per voi, perché Io sono tutto per voi. 

Il mio cuore è una immensa lampada sempre accesa, è un fuoco che arde per voi.  

Il fuoco mio fa vivere voi. La vita non sarebbe, senza il mio calore.  

Il calore mio supplisce al gelo dei vostri cuori aridi. Ogni cuore vostro dovrebbe tenere in vita una particella del creato. Quando il cuore vostro è arido, spento, quella parte del creato dovrebbe scomparire, perché è l’amore del cuore che regge tutto. E Io che faccio? 

Io col mio calore riscaldo per voi. Supplisco col mio Cuore l’aridità del vostro.  

Vi mantengo e mantengo la vita col calore del mio Cuore. Perché lo faccio? 

È per amore, è per attendere un ritorno d’amore che aspetto, e vi sostituisco in quella che sarebbe vostra missione. 

Io sono la riserva di Energia che interviene a evitare il disastro dovuto allo spreco fatto della vostra, di quella che vi diedi. Io sono un Cuore di riserva che serve voi tutti. 

Perché non mi amate? Perché non volete riconoscermi? Perché volete rigettarmi? 

È la vostra mente che non è stabile. La vostra mente è volubile perché si lascia dirigere dalle impressioni esterne, dai pensieri tumultuosi che vengono dal mondo. 

La mente instabile raffredda i vostri cuori e rigetta l’amore. 

Come potete tenere a bada la mente? Tenerla a freno?  

Dovete cercare di non ascoltare i pensieri che non sono di bene, di amore.  

Dovete vincere l’instabilità dando sempre ascolto alla legge dell’amore. 

Quando un uomo come voi vi chiede un po’ di bene, non gli domandate chi è.  

Dategli il bene che chiede.  

Quel bene lo legherà a voi, e, per l’amore mio che è in voi, Io lo legherò a Me. 

Sono Io che mando uomini a chiedervi beni e amore, per riportarli a Me, al mio Cuore, attraverso quella parte di Me che è in voi.  

Non abbandonateli mai tutti quelli che vi mando, perché questi fanno parte di voi, perché io sarò vostro in loro, per l’amore che avete saputo dare loro. 

Sono Io che ho voluto unirvi per tenervi più solidamente legati nel mio Cuore.  

Voi siete un tutto in Me. La perdita di uno di loro è diminuzione di voi stessi. Siete legati secondo un vincolo che è invisibile al vostro sguardo. Il vincolo è qui, dentro al mio Cuore. 

È uno l’amore. E voi siete una cosa sola nel partecipare dell’infinito gaudio racchiuso nel mio Cuore, che sarà il vostro. Unitevi e non scoraggiatevi di nulla. Niente è grave per Me! 

Grave è solo la vostra separazione. Non potete separarvi voi che desiderate amarmi.  

Io non posso dividere il mio Cuore. E voi per entrarvi, per avere diritto di entrarvi, dovete assolutamente essere uniti.  

Separarvi è rendere impossibile l’unione con Me, nel Cuore che è uno.  

Siate docili e benevoli tra voi, aiutatevi e correggetevi a vicenda, ma non separatevi mai. 

La vostra unione è la mia gioia. Io vi colmerò di Grazie per l’impegno che metterete nell’amarvi e nel mai separarvi. Quando uno di voi è tentato di allontanare l’altro, Io intervengo subito. Intervengo con tutta energia per impedirlo. La mia volontà è questa: fate ognuno di voi un piccolo passo verso l’altro e Io metterò in moto la potenza del mio Cuore. 

Lontani, ricordatevi; nel ricordo farete vivere Me in voi. 

Io sarò sempre tra voi solo se vi aiuterete per unirvi sempre di più. 

Non temete chi vuole isolarsi da voi. L’amore vostro per lui vi farà vincere ogni ostacolo. 

Nel vostro desiderio di amore c’è la mia volontà che agisce. 

Il mio volere è più forte di ogni altra resistenza. 

Perseverate voi nel voler l’unione, nell’ amare chi tenta di fuggire. 

Io conosco le vie per riportarvi il fuggiasco. Non potrà sfuggire e vi dirò il perché. 

L’uomo che vi mandai fu scelto da me. Voi lo avete riportato al mio Cuore, quell’uomo è ormai legato per fili invisibili. La vostra volontà mantiene il contatto di quei fili col mio Cuore. Io attraverso i fili mantengo i rapporti con colui che tenta fuggire, che vuole ritornare indietro. I miei rapporti con lui creano tormento, turbamento che durerà fino a quando non vi sarà spontaneo riconoscimento di avere mancato al patto di unione con voi, con Me.  

Io difendo i vostri diritti su coloro che avete amato e tentano di sfuggirvi.  

Sfuggire da voi è fuggire da Me. Chiedetemi aiuto quando vi sentite incapaci.  

Interverrò subito in vostro favore, perché la vostra unione è il mio volere. 

Unirvi tra voi è unirvi a Me. Il vostro distacco è distacco da Me. 

Luigi Gasparri

Sul peccato - I

 


Sul peccato - I 


Pensaci, peccatore. Il peccato è il peggior male del mondo. Con il peccato ti ribelli e ti rivolti contro Dio. Voi trattate Dio come vostro nemico e scegliete Satana come vostro amico. Voi negate a Dio il diritto che ha di essere rispettato e obbedito. Tu strappi la Sua corona di Sovrano dell'Universo e la calpesti con i tuoi piedi. Alza la mano e osa schiaffeggiarlo. Gli scagliate frecce mortali e lo crocifiggete di nuovo, come dicono le Sacre Scritture. 

Quale maggior male, quale maggior danno!   Ogni peccatore vive in guerra con Dio, allettato e arruolato nelle bandiere di Satana. Con la vita cattiva e le azioni malvagie egli dice continuamente a Dio: "Allontanati da me - io sono del diavolo". Non voglio servirti, né amarti, né conoscerti. Non ti riconosco come mio creatore o come mio Dio. 

Il mio Dio è le mie passioni, i miei interessi e le mie ricchezze. Il mio Dio è il diavolo.  Potrebbe esserci qualcosa di più profondo dell'ingratitudine, di più insensato? L'uomo, creato, preservato e favorito da Dio, si ribella a Dio, scegliendo di disprezzarlo, di offenderlo e persino di fargli guerra!

Dio dice all'uomo: Io sono il tuo Dio. Ti ho creato a mia immagine e somiglianza, ti ho creato per il cielo, ti ho redento - cioè ho pagato per la tua liberazione - con il mio Sangue, perché tu possa raggiungere la beatitudine eterna a condizione che tu osservi la mia Legge, la mia Volontà. - Da parte sua, l'uomo dice con le sue opere: non voglio la tua Legge! Non voglio lasciare le mie inclinazioni, né ripristinare il bene di un altro, né riconciliarmi con mio fratello, né confessare quel peccato, né lasciare quell'amicizia, né le mie conversazioni? Faccio in modo di seguire le mie passioni. Preferisco i miei testamenti. Mi interessa poco la vostra legge. Tu lo vuoi, ma io non lo voglio. E basta...  

Che temerarietà! Che impudenza! Una piccola creatura che vuole valere più di Dio! Vuoi farti beffe di Dio? Dio sopporterà una tale ingratitudine senza la dovuta punizione? Peccatore impudente: ti aspetta un giudizio rigoroso. Quanto sarebbe meglio se, con lacrime e vero pentimento, tu chiedessi perdono. Il peccato è un insulto a Dio, la perdita dell'amicizia divina, la schiavitù del diavolo, la privazione del merito di tutte le buone opere fatte nella vita. Quando si pecca gravemente, si spreca tutto il bene che si è fatto nella vita, tutte le confessioni e le comunioni, tutte le Sante Messe e le preghiere, tutti i digiuni, le elemosine e le penitenze. Se muori in questo stato pietoso, tutto sarà dimenticato da Dio, inutile, inutile al momento del Giudizio Supremo! Siete così derubati e così poveri, come se non aveste mai detto una sola Ave Maria in vita vostra! Quanto danno e pregiudizio fa all'anima un solo peccato mortale! In un momento si perde tutto ciò che si è profittato per tutta la vita, in venti anni, cinquanta anni o più. 

Oltre a tutti i mali menzionati, il peccato ruba la vera pace interiore, provoca inquietudine interiore, paura e tormento dello spirito. Ogni persona che vive con il peccato grave non merita assolutamente nulla, anche se continua a fare tutte le opere buone che tutti i santi hanno fatto nel corso dei secoli! Il peccato oscura e acceca la comprensione del peccatore, ed egli è immerso nell'abisso e non può percepire le cose spirituali.   

Il peccato indurisce il cuore e lo rende così perverso che spesso né i benefici lo ammorbidiscono, né le minacce lo spaventano, né i buoni consigli e i buoni esempi lo convincono ad emendarsi. Il peccato non detestato porta peccati maggiori e trascina l'anima di male in peggio, fino a farla precipitare nell'inferno. Tale è il disordine del peccato che causa malattie, accorcia la vita, impoverisce le famiglie, separa i coniugi, causa terremoti, pestilenze, carestie, guerre e altri mali nel mondo.   

Era il peccato - solo un peccato! - che ha trasformato milioni di angeli in demoni, i quali, da stelle in cielo, sono stati ridotti a carboni nell'inferno. Era il peccato - solo un peccato! - che ha scacciato Adamo ed Eva e tutti i loro discendenti, che siamo noi, dal paradiso.  

Era un peccato - quanti peccati? - che causò il diluvio, che inghiottì la popolazione della terra, meno otto persone; fece piovere fuoco e zolfo sulle città infami, dove anche tutto perì, meno tre o quattro persone; devastò la nazione egiziana con piaghe e avrebbe distrutto tutta Ninive, se non si fossero pentiti e convertiti. 

Il peccato è un male così grande e una macchia così ripugnante che nemmeno le lacrime di tutti gli abitanti del mondo, anche se formassero un oceano dalla terra al cielo, potrebbero rimuoverlo.  

E tu, peccatore, hai pianto per i peccati che hanno così spesso macchiato così orribilmente la tua anima? Come si può rimanere spensierati, ridere, divertirsi, abbandonarsi alle delizie della vita? Siate disillusi da questa illusione in cui ora vivete. Pentitevi finché avete il sangue di nostro Signore Gesù Cristo per purificarvi, perché esso ha il potere di liberarvi dall'inferno, dove ogni pianto e lamento saranno inutili.  

Quindi lascia il peccato, mostro orribile, disprezzo di Dio, disprezzo di Dio, morte della virtù, perdita della felicità eterna, veleno del diavolo, e infine la catena dell'inferno. Rompi questa catena, questa catena, adesso, se non vuoi essere trascinato all'inferno. Deve essere fatto ora, altrimenti non sarà mai rotto, mai. Perché se hai questa difficoltà ora, più tardi sarà impossibile! Più ritardi, più ti allontanerai da Dio, più peccherai, più grandi saranno le difficoltà e gli ostacoli, più la grazia divina sarà ostacolata, finché Dio, esaurita la sua misericordia, ti abbandonerà e ti abbandonerà. E avrai un inferno eterno, senza rimedio... 

Uomo infelice, sulla via della disgrazia, torna subito a Dio, che ti chiama e ti invita alla penitenza. Lui è pronto a perdonarti - non continuare a fuggire e ad abusare della sua misericordia. Poiché non potete fare nulla senza la grazia di Dio, ricorrete alla Madre della Grazia divina, la Beata Vergine Maria, e lei vi aiuterà. 

L’azione più grande Dio la compie sulle anime umili

 




L'Apocalisse commentata da Don Dolindo Ruotolo 


Per la nostra vita spirituale. 

Voler tutto capire, voler tutto scrutare: quale tragica presunzione! 

Dio vuole da noi un pieno abbandono in Lui, e una piena fiducia nelle sue arcane disposizioni. Non possiamo discutere, dobbiamo star quieti e attendere. La presunzione di voler tutto capire e di voler tutto scrutare è quello che molte volte uccide la nostra fede e ci priva di innumerevoli grazie. Lo spirito critico, che presume ragionare là dove può solo adorare è il meno adatto a capire la profondità di certi misteri. Nel presumere di scrutarli ci si confonde e si rimane avvolti da più fitte tenebre. 

Dio lavora mirabilmente dal nulla e sul nulla, e la sua azione è più grande sulle anime che per l‟umiltà si avvicinano quasi ai confini del nulla e vivono nel nulla della loro piccolezza. È questo un principio di vita soprannaturale così importante e fondamentale, che bisogna scolpirselo nell‟anima. È un principio cosi vitale per la nostra illuminazione e santificazione, che Gesù Cristo ne fece un particolare ed esplicito ringraziamento al Padre: Ti ringrazio che hai nascosto queste cose ai grandi e le hai rivelate ai piccoli (Luca Cap. X, 21; Matteo XI, 25). Perché questa predilezione per ciò che è piccolo e nulla? Non per dominio, non per superiorità, non per il giusto distacco tra la sua grandezza e la nostra, perché Egli è infinito, ed ogni grandezza è nullità innanzi a Lui, ma per infinita signorilità e bontà. 

Dio tratta le sue creature con immensa riverenza, come dice Egli stesso dando loro l‟essere e armonizzandole nel creato, rispetta quello che loro ha dato, fino alla più signorile delicatezza [Se Egli fa tutto con perfettissima sapienza, è logico che rispetti ciò che ha fatto, avendolo già disposto con sapienza nell‟ordine delle cose. Per questo ogni nostro disordine esige la riparazione e l‟espiazione, ossia il ritorno all‟ordine stabilito dal Signore]. Nelle infinite possibilità di operare che Egli ha, e nell‟assoluta padronanza che Egli può avere come Creatore, egli rispetta e mantiene anche l‟entità di una piccola ameba, di un granello di sabbia o di un atomo. Potrebbe agire a suo modo, e sembra quasi dipendere da quella creatura, tanto là rispetta. Nella sua divina, ineffabile signorilità la riguarda quasi come se fosse un essere da sé. È ardito il dirlo, ma è cosi, poiché Egli stesso esclamò: Io l‟ho detto: Voi siete déi, et dixi: dii estis (Giov. X, 34-35). 

Meno la creatura presenta a Lui la propria entità, e più Egli le si effonde con generosa bontà; più la creatura si attacca alla propria entità, e meno Egli opera in lei, per non ledere menomamente quel diritto di vita che le ha dato. Sta in questo il concetto ultimo e profondo dell‟umiltà e dell‟orgoglio, dell‟elevazione e dell‟abbassamento delle anime. 

Oh, se capissimo, faremmo solo lo studio di impiccolirci e di annientarci, e impiegheremmo la vita a spogliarci di noi e a raccogliere dalla nostra entità di creature tutto quello che può farci più piccoli! Vivremmo in pieno la parola di Gesù: Rinneghi se stesso (Marco VIII, 34). Noi invece facciamo uno studio per ingrandirci, e ci poniamo innanzi a Dio con tale presunzione, da gonfiare il più che è possibile la nostra entità, fino a metterci alla pari con Lui, anzi sopra di Lui. Oltrepassiamo satana e gli Angeli ribelli, che per voler essere pari a Lui decaddero e precipitarono negli abissi, sotto il peso della loro entità, nella quale concentrarono tutta la loro ammirazione e il loro torbido amore. 

Noi crediamo che l‟infinita calma divina si sia adirata ed abbia esploso contro di loro come contro rivali; neppure per ombra! Dio rispettò interamente la loro entità, e poiché essa si divideva dal suo amore, la lasciò a se stessa per signorilità. Lasciati a se stessi perché lo vollero, irresistibilmente lo vollero, furono come astri spenti, come bolidi lanciati nell‟abissale vuoto del creato, che non era la loro sazietà e la loro meta, e si accesero di fiamme consumatrici, avvolti dall‟infelicità della loro vita senza respiro di amore, perché concentrati in un oggetto sommamente odioso: in se stessi, vuoti di grazia, pieni di odio, colmi di ira, gonfi di orgoglio, anelanti alla distruzione, al disordine, all‟eccidio [Per questo il demonio è chiamato omicida fin dal principio. C‟è in lui e nei suoi satelliti una furia devastatrice, perché egli odia la creazione; glorificazione di Dio, e questa furia egli la comunica a quegli che invasa, come si vede negl‟indemoniati, nei pazzi, nei rivoluzionari ecc.], perché disperati nel loro furore! Dio lasciò ad essi la loro entità naturale, posto che avevano rigettata. la grazia; lasciò quello che avevano come spiriti, e che, benché entità decaduta, era formidabile [Questo ci faccia capire che cosa immensa è un Angelo glorioso]. 

Si direbbe che Dio abbia creato quasi timidamente quelli che dovevano occupare i seggi di gloria da essi abbandonati, perché pose l‟uomo là dove satana aveva la sua sfera di azione e il suo tenebroso regno, quasi avesse voluto da lui un certo consenso a quella sostituzione che pur ripugnava al suo creante amore. Egli voleva almeno che l‟uomo avesse conteso a satana il regno, e meritandoselo l‟avesse lasciato meno agitato. Sono misteri ineffabili dell‟Eterno Amore, dei quali, c‟è dato, per grazia di Dio, di sollevare appena il velo timidamente. Essi saranno il nostro eterno stupore, e ci colmeranno di riconoscente e sconfinato amore per Colui che è buono e la cui misericordia è eterna (Salmo 135, 1). 

Noi vediamo con quanto delicato riserbo Egli ha redento l‟uomo, che nella pur facile giostra con satana era rimasto soccombente. Non volle ricolmare di grazia un uomo perché avesse conteso a satana la preda, intervenendo egli stesso, e mandò il suo Figliuolo, rivestendolo di umana carne. E il Figliuolo suo contese con satana come Sansone coi Filistei, facendosi vincere, quasi volesse lasciargli la soddisfazione, per un momento, di averlo vinto, pur di non schiacciare quell‟entità tenebrosa.  

In un agone stupendo di umiltà, il Verbo Incarnato ridusse alle corde Il superbo che aveva detto: sarò simile a Dio! 

Egli contese con lui riportando l‟uomo sui confini del nulla, fin là dove la grazia avrebbe potuto restaurarlo, e si umiliò, fatto obbediente sino alla morte ed alla morte di Croce. Ecclissò la sua divina grandezza e preferì farla rifulgere in Maria SS., quasi sole invisibile nella notte, che rifulge per la luna sulle umide e oscure valli. 

A Maria assegnò il mandato di schiacciare il capo a satana, Egli prese per Sé un mandato più umile, e preferì quasi farsi schiacciare e soccombere. 

Solo in questo agone stupendo di umiltà Egli ridusse alle corde il tracotante che aveva dètto: Sarò simile all‟Altissimo! Scelse tutte le vie delle supreme umiliazioni, dopo delle quali non c‟era che il nulla; si esinanì in quelle umiliazioni, per ripresentare a Dio in se stesso l‟uomo in una forma più vile della creta, affinché di nuovo gli avesse spirato sul volto lo spiracolo della vita. Ed egli glielo spirò e glielo spira mandandogli lo Spirito Santo: Emitte Spiritum tuum et creabuntur. È un mistero ineffabile,... l‟anima ci si perde adorando ed amando, e capisce un poco la preziosità dell‟umiltà. 

La medesima Regina del Cielo fu grande per l‟interiore suo annientamento; Dio ne misurò fin dai secoli eterni la profondità, unì quell‟umiltà agli annientamenti del Verbo che in Lei doveva incarnarsi, e vide che quell‟entità luminosa non gli opponeva nulla in quella profonda umiliazione... Si trovò quasi sull‟abisso del nulla, sul quale soltanto l‟infinita sua signorilità si sente padrona di effondersi come vuole perché non urta neppure con un atomo; rifuse in Lei un torrente di grazie, e nel concepirla la fece immacolata. 

Non era ancora, e Dio la possedette, perché in quell‟essere Egli sapeva che sarebbe stata l‟umiltà, e sull‟umiltà umiliata per gli annientamenti del Verbo umiliato fino all‟umana carne e fino all‟immolazione, Egli, Dio, poteva da padrone cesellare il suo capolavoro. 

Oh, i misteri soavissimi dell‟umiltà! Oh quanto godremmo di annientarci ed essere annientati se lo potessimo capire! Lo disse la Vergine stessa, riconoscendo la profondità di questo mistero: Egli guardò l‟umiltà, la piccolezza dalla sua serva, ed ecco perché da ora mi chiameranno beata tutte le genti (Luc. I, 48). 

Noi intendiamo perché Dio iniziò la creazione creando l‟atomo, e perché la sua onnipotenza pose a base di tante creature la più piccola delle entità; Egli dotò quel piccolo essere di formidabili forze e gli assegnò d‟allora miliardi di secoli perché si fosse sviluppato e composto. Quel piccolissimo essere gli lasciava più libertà d‟effondere la sua potenza, la sua sapienza e il suo, amore, ed Egli metteva in quel primo simbolo l‟ombra della grande legge dell‟umiltà. 

Se non ci possiamo ridurre al nulla perché, più non saremmo, dobbiamo ridurci all‟atomo perché la grazia ci possegga in pieno, invisibili come l‟atomo per il nascondimento completo, piccolissimi come l‟atomo nella nostra estimazione, polo negativo del nostro povero elettrone nel disprezzo di noi, polo positivo nell‟estimazione di Dio solo sopra tutte le cose, parte armonica, umile parte armonica nella compagine umana, per la carità, rifuggenti dalle lodi come rifugge il piccolo polo positivo dall‟energia positiva che le si vorrebbe aggiungere, e se ne allontana quasi inorridito, come si allontana dalla verga elettrizzata l‟umile pallina di sambuco.  

Da " La Sacra Scrittura - L'Apocalisse" di Don Dolindo Ruotolo, pagg. 167-171 (pubblicato nel 1974 con Imprimatur di Mons. Vittorio. M. Costantini, Vescovo di Sessa Aurunca) 

«…I morti non soffrono più, quando sono dei giusti.

 


 Resurrezione della carne. 


Dice Gesù: 

«…I morti non soffrono più, quando sono dei giusti. E Samuele era un giusto. Per i morti, poi, che  hanno bisogno di preghiere, non è necessario esser presso le loro ossa per darle. Le ossa? Che sono? Prova  della potenza di Dio, che con la polvere creò l'uomo. Ma non oltre. Anche l'animale ha le ossa. Scheletro  meno perfetto dell'uomo, quello di ogni animale. Solo l'uomo, il re del creato, ha posizione eretta, da re sui  suoi sudditi, col volto che guarda diritto e in alto senza aver da torcere il collo; in alto, là dove è la dimora  del Padre. Ma sono sempre ossa. Polvere che polvere ritorna. La Bontà eterna ha deciso di ricostruirla nel  Giorno eterno per dare un ancor più vivo gaudio ai beati. Pensate, non solo gli spiriti saranno riuniti e si  ameranno come e molto più che sulla terra, ma anche gioiranno di rivedersi con quegli aspetti che in terra ebbero…». 

DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO

HO CERCATO DIO

 


Ho cercato Dio

 con la mia lampada così brillante

 che tutti me la invidiavano.

 Ho cercato Dio negli altri.

 Ho cercato Dio

 nelle piccolissime tane dei topi.

 Ho cercato Dio nelle biblioteche.

  

Ho cercato Dio nelle università.

 Ho cercato Dio

 col telescopio e con microscopio.

  

Finchè mi accorsi che

 avevo dimenticato quello che cercavo.

 Allora, spegnendo la mia lampada,

 gettai le chiavi, e mi misi a piangere...

 e subito, la Sua Luce fu in me...


Angelus Silesius   

Lodate il Mio Santo Nome, come fanno gli Angeli e i Santi in ogni momento del Cielo.

 


Messaggio di Dio Padre a J. V.


04 ottobre 2021

Rosario del mattino - Messaggio unico.


Primo mistero. Dio Padre parla.

Figli miei, io sono il vostro Dio, il vostro Padre, il vostro Creatore di tutto ciò che esiste, di ciò che vedete e di ciò che non vedete, e sareste meravigliati se vedeste tutte le bellezze che ho creato, ma a causa del peccato originale, vi è stato impedito di continuare a vedere le mie meraviglie, e ora è la Fede che vi tiene con Me, ma verrà un tempo, quando sarete già con Me, che conoscerete tutta la Creazione.

Miei piccoli, ricordatevi che siete stati creati da Me, il vostro Dio, come i re della creazione. E lo dico, come re della creazione, perché è vostro obbligo prendervi cura di tutto ciò che vi ho dato.

Ad Adamo fu data la Grazia di nominare tutto ciò che era stato creato; e tutto ciò che era stato creato fu unito all'uomo, perché l'uomo, conoscendo tutto ciò che avevo creato, lo prese come suo e lo prese come gli avevo chiesto. Essendo il re della creazione, l'uomo deve prendersi cura di tutto ciò che ho creato per il vostro bene.

San Francesco, Mio Figlio, il Figlio di Assisi, il Piccolo, Colui che si è fatto Piccolo e che assomiglia a Mio Figlio, Gesù Cristo, ha saputo conoscere, vivere, sentire, quel grande dono che è l'unione di tutta la Creazione nella persona stessa. E proprio come è profetizzato che nei nuovi tempi che verranno, tutto cambierà e tutto sarà nuovo per voi, la Creazione stessa si prenderà cura di voi e voi vi prenderete cura di essa. Non ci saranno più liti tra gli animali; tra gli animali e l'uomo non ci sarà più il male, come lo vedete ora, che questo, tutto è causato da satana e ciò che era buono e ciò che era sano, lo ha reso cattivo, per voi, a causa della sua invidia, a causa della sua mancanza di amore per Me, il vostro Dio.

Ovunque voi siate, Miei piccoli, lodate il Mio Santo Nome, come fanno gli Angeli e i Santi in ogni momento nel Cielo. Cominciate a sentire e a vivere quella gioia che si vive nel Regno dei Cieli.

Unite ora, Miei piccoli, il Cielo e la Terra; quelli che non hanno imparato a farlo, il vostro esempio li aiuterà affinché possiate condurli alla Verità, alla rettitudine della vita, al Vero Amore.

Lodate il Mio Santo Nome e così facendo sarete purificati da tutta la sporcizia che avete preso dal Mondo.

Non siete stati creati per vivere in questo tipo di mondo. Infatti, vi è stata data la vita per vivere nel mondo, ma in un mondo che era puro, che era buono per voi, e non come è ora. Al tempo del Peccato Originale, satana l'ha trasformato in un luogo cattivo, impuro, malvagio e contrario alle Mie Leggi e soprattutto, con una lotta continua tra la Creazione e te.

Lodate il Mio Santo Nome, miei piccoli, perché questo porterà una pace incredibile a tutto il vostro essere, che è ciò di cui avete già bisogno, miei piccoli, perché vivete in troppa tensione, troppo male, troppo peccato.

Satana vi ha condotto continuamente nell'errore, e voi stessi non avete più quel discernimento per potervi aggrappare alla Verità, e arriva un momento in cui non sapete più se quello che state vivendo è verità o se sono le bugie di Satana nella vostra vita.

Certamente, già tra poco tempo, dopo la purificazione che attraverserete, conoscerete le mie verità e vedrete come è diverso vivere sotto il mio amore che vivere sotto il male di satana.

Purtroppo, la grande maggioranza di voi vive così, sotto il male di satana. Voi vivete nell'errore e avete preso questo errore in cui vivete come uno stile di vita. Un modo di vivere di convenienza, di cattiveria, dove, praticamente, non si vivono le Virtù, ma si vive la convenienza.

Quanta malvagità c'è tra voi, ma alcuni di voi lottano per raggiungere la Verità ed Io vi aiuto, miei piccoli, siete chiamati a vivere nella Verità.

Ecco perché vi chiedo di lodare il Mio Santo Nome dal vostro cuore, di essere grati dal vostro cuore per tutto ciò che vi ho dato, materiale e spirituale. Vai in profondità nel tuo cuore e chiedimi di condurti a sapere chi sono, dove sono, cosa ti ho dato, perché tu mediti poco, molto poco, su di me, il tuo Dio, sai che esisto, ma non mi dai il tempo e l'amore che voglio che tu mi dia.

Vivete dunque, miei piccoli, come vi chiedo, e troverete, come vi ho detto, la Pace, nella quale dovete vivere e che dovete trasmettere, perché vivendo nella Pace, potete pensare meglio, potete discernere, potete compiere la vostra missione, come vi ho già chiesto e come deve essere. Dovete essere un esempio, miei piccoli, come lo fu il mio piccolo Francesco d'Assisi, dovete essere come lui, che con la sua sola presenza muoveva le anime verso la Verità, verso l'Amore.

Dovete essere un esempio, ora, in questi tempi, per condurre una vita piena del Mio Amore, una vita piena di Pace, e una vita piena di Gioia, perché non vivendo con Me, non dovete essere persone in cui non c'è gioia, non ci sono Virtù, dovete essere gioiosi in ogni momento, come anche Mio Figlio Gesù Cristo vi ha mostrato, con la Sua Vita, in mezzo a voi.

Vi amo molto, vi amo troppo, miei piccoli, amatemi, amatemi come Colui che sono, il vostro Dio, il vostro Creatore, Colui che vi fornisce tutto, ma soprattutto Colui che vi fornisce l'Amore, il Vero Amore.

Grazie, miei piccoli.  

Il nostro Dio, Cristo Signore, sempre applica la sua legge, nel tempo e nell’eternità. Sei nella parola, vivi. Sei fuori della parola, muori.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 


L’alleanza antica non è costrizione, imposizione. Ma già nel Giardino dell’Eden il Signore aveva lasciata libera la coscienza dell’uomo. Se ne mangi, muori. 

Anche la Nuova Alleanza è fondata sulla libera accoglienza da parte dell’uomo. Vuoi la mia gloria, dice Gesù? Ascolta la mia Parola, cammina in essa. 

Non la vuoi, segui la tua strada. Ma non puoi pretendere che domani ti avvolga con la mia luce e la mia gloria. Hai scelto altre vie, andrai dove esse ti portano. 

Se il vero Dio non costringe alla sua adorazione, all’obbedienza alla sua Parola, nessun uomo di questo mondo può imporre la sua religione ad un altro.  

Imporre una religione è distruggere l’uomo nella sua essenza. Necessario è sapere che Gesù non ti dona domani ciò che non hai voluto oggi. 

Purtroppo tutti i falsi profeti della vera religione asseriscono il contrario. Domani Gesù ti darà ciò che oggi hai rifiutato. Il Padre è misericordioso.  

Ecco l’ordine del re: quando in tutto il regno di Nabucodònosor si sente il suono di un qualsiasi strumento musicale, tutti dovranno adorare la statua del re. 

6 Chiunque non si prostrerà e non adorerà, in quel medesimo istante sarà gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente». 

L’ordine del re è anche accompagnato da una severa pena. Chi non si prostrerà e non adorerà in qualsiasi posto si trovi, sarà gettato in una fornace ardente. 

Chiunque non si prostrerà e non adorerà, in quel medesimo istante sarà gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente». Conosciamo l’ordine e la pena. 

Un ordine senza sanzione, non è ordine, ma consiglio, esortazione. Il vero ordine comporta anche una pena per ogni trasgressore. 

Quando si dona l’ordine, se si vuole che venga rispettato, sempre vi deve essere la sicurezza che la pena venga rispettata.  

Se la pena non è rispettata, l’ordine è inutile, perché vano. È solo un pezzo di carta, nulla di più. Manca la pena che dice l’obbligatorietà dell’ordine.  

Oggi, tra chi dona l’ordine, chi lo fa eseguire e chi sancisce la punizione vi è spesso disparità di vedute e in più ognuno è indipendente nel suo esercizio. 

Questo comporta che spesso tutti gli ordini o non sono eseguiti o non sono sanzionati. Non c’è più la certezza della pena e ognuno vive come gli pare. 

Senza la certezza della pena, a volte non applicata per motivi ideologici o anche culturali e psicologici, in una società regna il caos sociale e civile. 

L’obbedienza alla legge non è solo di chi la deve vivere, ma anche di chi la deve applicare nella sua sanzione. Senza obbedienza non c’è vita. 

In questa non obbedienza è ogni male della società. L’obbedienza alla legge obbliga anche chi deve far rispettare la legge e sanzionare chi non la osserva. 

Qualche giudice potrebbe dire: “Questa legge è contro la mia fede, la mia ideologia, la mia psicologia, la mia coscienza, la mia cultura”.  

È obbligato a chiedere all’autorità superiore che mai gli vengano affidati casi in cui la legge a lui non consona dovrà essere sanzionata per giudizio. 

Non può andare in tribunale e giudicare secondo i suoi principi morali o di coscienza. Lui è obbligato a non presiedere e a non partecipare al giudizio. 

Per la prima fondamentale basilare obbedienza: anche lui è obbligato alla legge secondo la quale è chiamato a giudicare. Spesso ci si pone sopra la legge. 

Nessun giudice ha il potere di porsi sopra la legge, contro la legge. L’obbedienza alla legge è il suo primario fondamentale dovere.  

Il nostro Dio, Cristo Signore, sempre applica la sua legge, nel tempo e nell’eternità. Sei nella parola, vivi. Sei fuori della parola, muori. 

La sua misericordia consiste nel fatto che lui sempre ti concede il tempo perché tu ti possa convertire e ritornare nella Parola, nel Vangelo. 

Se al momento della morte sei fuori della Parola, vi rimarrai per l’eternità. Ma fuori della Parola vi è solo la morte, la perdizione, la disperazione. 

La fedeltà di Dio è l’obbedienza alla sua Legge. La misericordia è nel dono di ogni grazia perché uno possa convertirsi, pentirsi, ritornare. 

Per noi oggi la misericordia è nella cancellazione della sentenza legata ad ogni sua parola. Questa è falsa profezia, valso Vangelo, menzogna.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELL'ASSUNZIONE

 


“ Il diario mistico di Camilla Bravi” 


1 novembre 1950. 

Oggi, proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria in Cielo col suo corpo glorioso, la Madonna mi fece partecipe della sua gioia. Ascoltavo la cerimonia dell'Assunzione alla radio. Mentre mi sentivo contenta della gloria della Vergine, ero triste perché pur avendo accettato con gioia fin dal primo anno della conversione (1925) di essere vittima per affrettare il dogma dell'Assunzione, mi vedevo tanto misera e mi sembrava che in tutti questi 25 anni avrei dovuto fare molto di più, benché avessi sofferto tutto volentieri. 

La Madonna, stringendomi al Cuore, mi ripeteva: «Grazie di tutto ciò che hai fatto per me». 

Gesù mi disse: «Non essere triste perché ti vedi povera e disadorna. Immergi le tue preghiere, azioni e sofferenze di questi tuoi 25 anni nei nostri Cuori. Essi si perdono come una goccia d'acqua nell'oceano del nostro Amore e dei nostri meriti infiniti. Se tu volessi ritirare la tua goccia, sarebbe impossibile, non la ritroveresti perché è stata assorbita dall'oceano del nostro Amore, e non può più separarsi da esso. A te è rimasto così l'oceano dei nostri meriti infiniti. Sei contenta così? Sia dunque solo gioia e letizia quest'oggi nel tuo cuore. La Vergine ti ricompenserà di ciò che hai sofferto per suo amore: te ne accorgerai più tardi. È l'ora ch'Ella sfoggia di più il suo Amore, e questo avvenimento del dogma porterà al mondo grazie ignorate che la società solo più tardi comprenderà. E ora dammi tutti i peccati della tua vita, perché in questo giorno così bello voglio bruciarli nel nostro Amore e con essi cancellare anche la pena dovuta ad essi, come se tu fossi appena battezzata e Io ti concedessi l'indulgenza plenaria». 

Quando il Papa, impartendo la benedizione apostolica disse che potevano lucrare l'indulgenza plenaria anche coloro che assistevano alla cerimonia per radio, mi sentii commossa e piansi d'amore e di gratitudine, sentendo nelle parole del Papa le parole di Gesù al mio cuore, fugando il dubbio che non fosse Gesù a rendermi bella e perdonarmi con l'indulgenza plenaria, dubbio che mi aveva preso mentre Gesù mi parlava del perdono di tutti i miei peccati, credendo che fossero parole di mia fantasia. La Vergine tutta splendore aveva le braccia spalancate, protese verso terra, e dalle sue mani uscivano raggi, come i raggi del sole, e mi disse che significavano le grazie ch'Ella avrebbe versato sul mondo. E poi continuò: «Non credere che ora sia finito il tuo stato di vittima a mio riguardo. No. Tu continui ad essere vittima affinché io sia conosciuta e amata non solo nel mondo cattolico, ma da tutto il mondo, anche dagli eretici, scismatici, protestanti, ortodossi e infedeli, perché venga il trionfo mio e di Gesù in tutto il mondo e si faccia un solo ovile e un solo Pastore». 

Rinnovai per le mani di Maria i miei voti, quello di vittima e quello di schiava d'amore di Gesù e Maria. 

Orio Nardi

IL REGNO DEI GIORNI FELICI - Luisa Piccarreta: I tre “Fiat” della Trinità.

 


Luisa Piccarreta: I tre “Fiat” della Trinità. 


Luisa Piccarreta 118 è stata scelta da Dio per far conoscere al mondo l’ideale del Divin Volere. Essa è anche conosciuta come la messaggera del  Terzo “Fiat” di Dio. “Fiat” è una parola latina che significa: “Che ciò sia  fatto”. Esempio: “Fiat lux” = “Che la luce sia fatta”. Luisa dice che il “Fiat”  divino è triplice, proprio come la Santissima Trinità. Essa ci rivela pure che l’umanità di oggi è alle soglie del terzo di questi “Fiat” divini, quello della  Santificazione. Per capire meglio, il lettore è invitato a osservare i quadri che  seguono.  

Il primo di questi quadri mostra che il Piano generale di Dio implica l’intervento delle Tre Persone della Santissima Trinità, ciascuna nel momento che le è riservato. Per esempio, il primo “Fiat” Trinitario è quello  del Padre (Creazione), il secondo quello del Figlio (Redenzione), e il terzo  quello dello Spirito Santo (Santificazione). 



Questi tre “Fiat” esistono sul piano universale, ma anche sul piano individuale, quello nostro, personale, perché ognuno di noi è come un piccolo universo (microcosmo) fatto però all’immagine di quello grande  (macrocosmo). Questi tre “Fiat” sono per ognuno di noi l’equivalente di tre nascite: 1) Nascita alla vita fisica; 2) Nascita alla vita spirituale; 3) Nascita  alla vita divina. La vita fisica ci è concessa dalla prima Persona trinitaria (Dio  Padre), quella spirituale dalla seconda Persona trinitaria (Dio Figlio), e quella  divina dalla terza Persona trinitaria (Dio Spirito Santo). Chi accetta da Dio la  vita fisica accetta da Dio un dono grandissimo; chi accetta da Dio la vita  spirituale, accetta da Dio un dono ancora più grande; chi accetta da Dio la  vita divina, accetta da Dio il massimo dei doni. Questo terzo dono, della Vita  divina, è legato ai primi due ma superiore ad essi. La Vita divina è una Vita  senza limiti che Dio concede agli esseri umani che dimostrano di apprezzare l’adozione divina (che dimostrano di apprezzare di essere da Lui addottati come figli). Questo spiega, almeno in parte, l’invidia tremenda che gli Angeli dannati hanno sempre nutrito – e tuttora nutrono – nei confronti della  creatura umana. 


L’evidenza mostra che il terzo Testamento, quello venturo, corrisponde  al Millennio felice che S. Giovanni descrive nell’Apocalisse (Ap 20, 1-6). I messaggi di Luisa sottintendono che l’umanità di detto Millennio vivrà felice grazie al Divin Volere. Se una persona accetta di dare la precedenza alla Volontà Divina anziché dare la precedenza alla sua propria, tale persona  dimostra di amare Dio sopra ogni cosa, di amarlo anche più di se stessa. 
Se il Divin Volere potesse essere paragonato a una sorgente, la Nuova  Era è il ruscello che si forma partendo da essa. L’uomo che si sente attirato dal Divin Volere costruisce la sua dimora sulle rive di detto ruscello, e nel berne l’acqua trova la felicità per la quale Dio l’ha creato. La Nuova Era  assomiglia a quel Paradiso che Adamo ed Eva hanno conosciuto prima del Peccato originale. 



“Dio è Amore”. Riflettendo sulle pagine di Luisa Piccarreta è facile dedurre che l’elemento essenziale che forma l’unità Trinitaria è l’Amore.  Siccome l’Amore divino è amore perfetto, è possibile concludere che le tre Volontà divine formano una sola ed unica Volontà. Il loro Amore reciproco, perfetto com’è, le unifica perfettamente. Ecco il motivo per cui Dio è unico, benchéformato da tre Persone. Si tratta di tre Volontà distinte, ma unificate alla perfezione (dall’Amore che le abita). 
Gli stessi maestri che ci hanno insegnato che “Dio è Amore”, ci hanno  pure insegnato che l’amore è attivo per definizione. Dato che Dio è Amore, e  che l’amore è attivo per definizione, ne risulta che in Dio c’è sempre azione,  un’azione derivante dall’Amore. La parola latina che rappresenta una forma  di vita che si realizza a partire da una volontà capace di concepirla è: “Fiat”. 
(Traduzione: “Che ciò avvenga” ). Ne deriva che se il concetto espresso dalla  parola “fiat” è fuso col concetto della parola “amore”, questa fusione riesce a  dare una spiegazione umana di “Dio”, giacché l’unione dei due concetti ne fa nascere un terzo che potrebbe chiamarsi: Potenza d’amore sempre attiva. 119   
Luisa Piccarreta ha vissuto nell’isolamento ma le voci profetiche che  dall’esterno confermano il suo insegnamento sono assai numerose. Tra  queste voci è possibile annoverare le due che seguono. 
La Madonna a don Gobbi: «La Nuova Era che vi annuncio coincide con il  pieno adempimento della Divina Volontà, così che finalmente si realizzi quanto  Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre celeste. “Sia fatta la tua volontà  sulla terra come in Cielo”. È il tempo in cui dalle creature si compie il Divin Volere del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Dal perfetto adempimento del  Divin Volere viene rinnovato tutto il mondo, perché Dio vi trova come il suo nuovo giardino dell’Eden, in cui può abitare in amorevole compagnia con le sue creature." (15 agosto 1991).  
Gesù a Vassula Ryden: «Finché rimarrete attaccati a questo mondo  transitorio, non riuscirete a capire che per trasformare i vostri pensieri in nobili  pensieri è necessario che vi abbandoniate anima e corpo allo Spirito Santo.  Soltanto allora sarà fatta la mia Volontà, e cioè: dopo che avrete assorbito in  voi la potenza della Divinità. Solo allora si compirà in voi la mia Opera, e si  compirà in virtù di questa divina nobiltà di pensiero, di questo stato di divina  grazia che in voi si sarà installato. (...)  A proposito di coloro che sembrano  vicini al mio Cuore perché tengono le chiavi del mio Regno, neppure loro hanno  capito. Lo prova il fatto che quando il mio Soffio divino manda il suo profumo  per rinnovarvi, sì, quando il mio Spirito Santo scende dal più alto dei Cieli per infuocare la terra come per un bacio battesimale, essi ce la mettono tutta per  spegnere il fuoco di questo mio Spirito. S’impauriscono al di là del ragionevole davanti alla mia Voce che oggi si fa sentire, e fanno di tutto per soffocarla.  Fanno questo malgrado aspirino ardentemente ad offrirmi atti di devozione,  azioni di grazia, e malgrado trattino il loro corpo severamente, emulando in  questo quelli che ho già assunto nella gloria. Ah! Giglio mio! Il tuo Creatore ti dice questo affinché tu vada a dire ai miei: “Yahvé, il mio Signore e Padre graziosissimo, ci ornerà dei suoi abiti imperiali, e la terra sarà ornata dei tesori nascosti che così gentilmente ci ha tenuti in serbo per questo tempo”." 120  

Parvulis