giovedì 14 maggio 2020

LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO



La preghiera e la Messa nella vita del cristiano


Possiamo pregare dovunque

Questa abitudine alla presenza di Dio, questa familiarità semplice e intensa con lui non si improvvisa.  Ci si arriva, con la grazia di Dio, dopo un lungo esercizio.  Perciò non disdegnate di ricorrere, se necessario, a una rete di accorgimenti sensibili che vi richiamino immediatamente al pensiero di Dio: passate accanto a una chiesa? - quante ne trovate sul vostro cammino nel centro della nostra città! - e subito vi viene alle labbra un saluto a colui che lì, dentro un tabernacolo, vi attende e vi ama;  oppure passate davanti a un luogo in cui sapete che si offende Dio, e magari lo sentite e lo vedete offeso per le strade dove camminate?, immediatamente vi esce dal cuore un atto di amore e di riparazione;  aspettate un autobus o fate la fila davanti a un ufficio o dentro un negozio?, ecco che la vostra impazienza può trasformarsi in preghiera che fa nascere un sorriso di buon umore al posto del cruccio o della irritazione.  E come dimenticare le dolci immagini della Madonna dipinte sui muri di molte case?   Forse già le conoscete e tante volte, passando, avete rivolto uno sguardo affettuoso a colei che segue con occhio materno tanta gente che cammina per le nostre strade, forse dimentica di Dio o che porta nascoste nel cuore preoccupazioni e sofferenze.
 Sono davvero innumerevoli richiami che possono aiutarvi ad innalzare il cuore a Dio durante la giornata;  perfino il saio disadorno di un frate o la tonaca di un prete - orami così poco usuali per le strade della nostre città secolarizzate - se per qualcuno sono motivo di disagio o di fastidio, possono essere per molti un “segno”, e a voi che avete fede, possono suscitare nel cuore un’invocazione: “Signore, che i tuoi preti siano buoni e fedeli!”.
 Possiamo pregare dovunque e in molti modi: con le parole o senza parole quando ci mettiamo in silenzio davanti al Signore alla maniera del contadino di Ars che stava in chiesa senza dire una parola, e al Santo Curato che gli chiedeva che cosa stesse facendo rispondeva: “Lui mi guarda e io lo guardo”; possiamo pregare con i sospiri che sono il linguaggio del cuore e rivelano i desideri e le profonde aspirazioni dell’anima; possiamo pregare con le lagrime quando le lasciamo cadere come silenziose parole di gioia e di dolore nelle mani di Dio che le raccoglie e le conserva; possiamo far diventare preghiera la fatica, la paura, i contrattempi, le umiliazioni, i successi, le cose che ci mancano e quelle che abbiamo in abbondanza…Non c’è nulla che possa impedirci di pregare perchè tutto può diventare occasione di incontro con Dio, o motivo per innalzare a lui il nostro cuore..

Ferdinando  Rancan

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