martedì 6 ottobre 2020

Sarebbe meglio se i Donatisti si correggessero anziché falsificare i testi evangelici.

 


AI DONATISTI DOPO LA CONFERENZA

14. Naturalmente i vostri vescovi tentarono di sostenere che  non esiste alcun testo del Vangelo 46, in cui la Chiesa venga  paragonata a un'aia; ma subito dopo, convinti dalla citazione delle  parole evangeliche, cambiarono parere fino al punto di dire che lì si  parlava di cattivi occulti, non notorii, dei quali è scritto: Egli ha in  mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel  granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile 47. Ebbene,  giudicate voi stessi, aprite gli occhi, tendete le orecchie alla verità!  Se dunque il Signore, stando alle loro asserzioni, paragonò davvero  la Chiesa alle reti perché voleva intendere che in essa i cattivi non  sono manifesti, ma occulti, e quindi ignoti ai sacerdoti, così come  sono occulti e quindi ignoti ai pescatori i pesci nelle reti sommerse  tra i flutti, forse che il grano sull'aia si trebbia anche sott'acqua o  sottoterra, di notte anziché nel solleone, oppure il contadino che vi  lavora è cieco? Quanto sarebbe meglio, dunque, se costoro si  correggessero anziché falsificare i testi evangelici, forzando le  parole del Signore per renderle conformi ai menzogneri errori della  loro mente! Una delle due: o il Signore ha esposto anche la  parabola dei pesci per raffigurare, non tanto i peccatori occulti nella  Chiesa, quanto la mescolanza in essa di tutti i peccatori, o  certamente ha scelto per ciascuna categoria una parabola distinta:  quella dei pesci per i peccatori occulti e quella dell'aia per i  peccatori notorii, in quanto essi sono mescolati ai buoni nella  Chiesa, gli uni prima di giungere a riva, gli altri prima di essere  vagliati col ventilabro. [I vostri vescovi] in effetti ci avvertono che  l'immagine della paglia sull'aia sta a significare i peccatori notorii  nella Chiesa, e vogliono altresì farci capire che i pesci cattivi,  nuotando dentro le reti, rappresentano i peccatori occulti, poiché,  come i sacerdoti ignorano questi, così i pescatori ignorano quelli.  Perché allora non potremmo dire: " Dunque, anche la paglia  raffigura i peccatori notorii, poiché i trebbiatori la vedono bene allo  scoperto "? Ma, come non è possibile selezionare i pesci prima di  averli tratti a riva, così neppure la paglia può essere vagliata prima  del termine fissato. Dio però salvaguarda l'innocenza dei suoi santi  e dei suoi fedeli, che sono i suoi buoni pesci, il suo pingue  frumento, affinché nelle reti non nuoccia loro la mescolanza con i tipi di pesce da buttar via, e sull'aia non rechi danno la mescolanza  con la paglia da ventilare, poiché, come essi stessi dichiararono,  ribadirono e sottoscrissero, una causa non potrà mai pregiudicare  un'altra causa né una persona potrà mai pregiudicare un'altra  persona. 

Sant'Agostino

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