domenica 2 maggio 2021

Le grandezze di Gesù



Intima essenza e midollo del mistero della Incarnazione


b) Vari paragoni; lo schiavo

Uno schiavo, avendo ceduto o perduto la propria libertà, perde il diritto e l’autorità che la nascita gli dava sulle sue azioni e l’uso della sua propria vita, diritto che è legittimamente trasferito alla persona del padrone: tanto più dobbiamo affermare che la Umanità in Gesù è destituita del diritto e potere di disporre di sé e delle sue azioni, diritto che trovasi legittimamente trasferito alla persona divina che la sostiene.

Vedendosi poi la santa Umanità spogliata della sua sussistenza sì eminente come quella del Verbo Eterno, non solo essa gli cede ben volentieri la sua indipendenza come felice schiava della potenza, della grandezza, dell’amore di Lui, ma essa gli cede ancora il diritto suo naturale di sussistere in sé medesima, per non sussistere che nella persona divina di Lui e rimanere nel di Lui potere e possesso non solo morale, volontario e transitorio, come quello di uno schiavo riguardo al suo padrone, ma pure personale, perpetuo e come naturale, se ci è lecito di così esprimerci.

Ora è evidente che la mancanza della sussistenza propria è una privazione di cosa ben più legata inseparabilmente, propria o intrinseca alla natura che non sia la indipendenza o la libertà; poiché la natura non può essere separata dal suo essere personale se non dall’Autore stesso della natura, mentre la indipendenza e la libertà si perdono per mille incidenti umani.

L’essere personale entra nei confini della natura, ne è il termine come il compimento, e in certo qual modo entra a far parte della propria sostanza delle cose, mentre la indipendenza e la libertà non sono che una semplice modalità transitoria e si perdono senza pregiudizio del soggetto, poiché non entrano che nelle condizioni dello stato e non della persona.

L’Umanità dunque in Gesù, essendo priva di cosa sì grande e sì intima alla sua essenza qual è la sussistenza, ed anche secondo il Dottore Angelico, priva della sua esistenza, trovasi in potere e possesso del Verbo eterno che la riceve e la sostiene nel proprio essere, molto più che lo schiavo non si trovi soggetto al potere e possesso del suo padrone.

Card. Pietro de Bérulle

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