sabato 27 febbraio 2021

MARCHIO DELLA BESTIA IN ARRIVO... COSA FARE?

 


IL SIGNORE GESÙ STESSO GUIDA: 

"Quando vedrete Gerusalemme assediata da eserciti, allora saprete che la sua rovina è vicina. Quelli che sono allora in Giudea fuggano sui monti; quelli che sono in città si ritirino, e quelli che sono nei campi non entrino in città. Perché questi sono giorni di punizione, affinché si compia tutto ciò che è scritto".  (Lc. 21:20-22) 


E noi, che per la Misericordia e la Grazia di DIO sappiamo già molto, vogliamo aspettare ancora - pagare per vedere - Gerusalemme assediata per agire? Allora, già SOTTO RISCHIO TOTALE, accetteremo finalmente l'indicazione del Cielo - per la sopravvivenza fisica delle nostre famiglie e degli altri cari - correndo il rischio imminente di compromettere la nostra anima? Come si può continuare nelle città senza essere stati scheggiati? ...Non potranno comprare o vendere... Il Libro dell'Apocalisse ce lo dice chiaramente!  

Tuttavia, il nemico di DIO e delle anime si procura sempre degli alleati per confondere e ritardare l'attuazione della volontà di DIO. Emergono tra gli atei, gli scettici, gli orgogliosi, gli spietati e gli ufficiali che, nella loro cecità spirituale provocata da Satana, anche così pensano di essere al servizio di DIO, ma in verità agiscono come tares in mezzo al grano, poiché seminano il dubbio nella Sua santa parola; e divisione, insicurezza e paura in mezzo ai Suoi figli fedeli. 

Quindi, coloro che contraddicono il santo Vangelo di nostro Signore GESU' CRISTO e le Sue autentiche Rivelazioni di oggi, NON DEVONO RICEVERE IL MINIMO CREDITO DA NESSUNO, perché questi sono veramente al servizio di Satana. Ora, se per una grande debolezza qualcuno decide di dargli credito che tutto questo non viene da DIO, almeno cerca di identificare nei dettagli l'indirizzo dove vivono - via, città, stato - in modo che quando i chip saranno impiantati avranno dove far pagare una soluzione per la sopravvivenza tua e dei tuoi parenti? I rischi che si corrono sono i seguenti: 

1 - Trovarli già scheggiati, e insistere che tu e la tua famiglia facciate lo stesso, perché queste profezie sono sciocchezze...  

2 - Non trovarli (i farisaici dottori della legge di oggi), perché sono già fuggiti molto prima che voi e la vostra famiglia arrivaste; e voi, con una mano davanti e l'altra dietro, vi troverete ancora alla porta... 

Tuttavia, ricordate sempre che DIO ha avvertito, esortato, insistito...  

Il rimorso e la disperazione saranno terribili per coloro che hanno contestato irresponsabilmente e per coloro che non hanno avuto abbastanza fede e discernimento per poter identificare la luce in mezzo alle attuali fitte tenebre... 

Poiché questi testi che divulghiamo sono una prova contro i trombettieri infedeli "possessori della verità" o gli orgogliosi "ciechi ufficiali" guidati da Satana, non ci lasceremo certamente governare da dissoluti servi dell'inferno, persecutori delle autentiche Rivelazioni che non vogliono vedere pubblicate.  Successivamente, trascriviamo le esortazioni di Nostro Signore Gesù Cristo, attraverso la voce interiore, al defunto sacerdote Ottavio Michelini, in Italia.  

Attestando ancora una volta l'immensa misericordia di DIO, negli anni '70, in Italia, nello stesso momento in cui la Madonna parlava, anche don Stefano Gobbi, Nostro Signore si rivolgeva a Padre Ottavio Michellini:  



E' L'AURORA

 28 ottobre 1976

Scrivi, figlio mio,

sono Io, Gesù, che ti voglio parlare. Ora sai con chiarezza le varie ragioni per cui ti ho condotto quassù, e ti dico che la Comunità di cui ti ho parlato, la voglio così:

1° - Dovrà essere aperta a tutti. Ho detto a tutti, purché coloro che chiederanno di farne parte, dimostrino senza equivoci, di avere una conoscenza completa delle finalità che la Comunità vuole raggiungere, delle basi su cui si fonda e dello spirito di cui deve essere permeata e compenetrata.

2° - La Comunità pur essendo UNA, e una dovendo restare, si articolerà in due rami.

Il primo ramo sarà composto da coloro che vorranno vivere insieme, formando una famiglia ordinata, esemplare, saranno un corpo solo - ed un'anima sola permeati dalla stessa fede, dallo stesso amore, dalle stesse finalità.

Predominerà Dio su ogni altra cosa, quindi predominerà la pietà che innalza l'anima a Dio e la unisce a Dio. Ciaschedun membro si dedicherà al lavoro a seconda delle sue attitudini e a seconda gli verrà chiesto da chi avrà la (p. 7) responsabilità di dirigere la Comunità - tutti per uno, uno per tutti. - Ognuno dovrà considerarsi al servizio diretto dei propri fratelli.

Il secondo ramo sarà composto invece da coloro che pur desiderando la vita in comune, situazioni particolari non permetteranno loro di realizzare questo desiderio. Però anche quelli del secondo ramo, che potremmo chiamare esterni, saranno condizionati in tutto e per tutto ai doveri da compiersi da quelli del primo ramo.

E' evidente che tutti i beni dovranno essere posti in comune.

L'amministrazione dei beni dovrà essere operata dal Consiglio Dirigente, per mezzo della persona delegata o economo, che farà parte del Consiglio.

Fine di questa Comunità sarà formare un vigoroso virgulto della Chiesa rigenerata, Chiesa di veri, sinceri, leali figli di Dio, che dovranno ridare a Dio il posto a Lui dovuto in quanto Alfa e Omega di tutto e di tutti.

I due massimi comandamenti dell'amore che racchiudono in sé tutta la legge e i profeti saranno l'anima della Comunità. Ciò che Dio ha dato era ed è perfetto, non occorrono quindi cose nuove; voglio, in questo spirito rigenerato, il mio Corpo Mistico, così martoriato dalla malvagità infernale ed umana, ora. (p. 8)

Realtà viva, palpitante dei due massimi comandamenti dell'Amore, saranno l'umiltà, l'obbedienza, la vita intesa come un servizio che dobbiamo a Dio e ai fratelli, sull'esempio mio, che non sono venuto a farmi servire, ma...

  

Voglio la Mia rivoluzione

Figlio mio, il mondo vuole la sua rivoluzione, la vuole e l'avrà; ma Io voglio la Mia, che è la negazione e la solenne condanna di quella del mondo. La rivoluzione che il mondo ha voluto e vuole è permeata di odio, di vendetta, di divisioni, di violenze, di delitti e di ogni altra scelleratezza.

La Mia sarà tutta permeata dall'amore e si snoderà nell'ordine, nella giustizia, nella pace e nel rispetto del diritto naturale delle genti.

Ma guai a coloro che non sapranno accogliere Colui che passa! Figlio mio, se gli uomini non vorranno capire e non vorranno riconoscere Colui che passa, allora figlio mio vedranno l'ira terribile di Dio.

Il cataclisma che si abbatterà sull'umanità sarà tale da cambiare la topografia della terra e l'umanità sarà ridimensionata e cesserà la torbida tirannia di Satana che, debellato dalla Madre Mia SS.ma, con le sue schiere rinchiuderò nel suo maledetto inferno.

Ti benedico figlio e ti dico: Beati coloro che crederanno. (p. 9)


CERCARE IL REGNO DI DIO


 1° novembre 1976

Figlio mio, riprendiamo il discorso sulla Comunità che Io voglio e ti ho detto come la voglio; essa deve essere aperta a tutti, a tutti quelli che avranno piena coscienza di ciò che chiedono, che dimostreranno di conoscerne i fini, la struttura, le basi sulle quali si fonda e lo spirito di cui deve essere permeata.

Figlio, voglio questa Comunità ancora più perfetta di quelle formate dai primi cristiani; sarà fondata sui due primi e fondamentali pilastri dell'Amore di Dio e del prossimo. Sarai guidato passo passo, dallo Spirito Santo e dalla Madre Mia SS.ma. Sarò Io, Gesù, a chiamare coloro che ne faranno parte. Non preoccuparti di nulla, poiché nulla vi mancherà del necessario.

Figlio mio, fa bene attenzione a quello che ti dico, ti ripeto: non preoccupatevi del come farete a vivere; Io Gesù so bene di quello di cui avete bisogno.

Una sola grande preoccupazione deve trovare posto nel vostro animo: " Cercare il Regno di Dio ". Quaerite primum Regnum Dei...

 

Sono pochi coloro che vedono

Figlio, pochi sono quelli che pregano e quei pochi generalmente non sanno che domandare, sempre e (p. 10) solo domandano; questo è indice dell'aridità che l'egoismo ha portato nelle anime.

Voglio che il mio Vangelo riviva nella sua potenza vivificatrice in tutta la Comunità; figlio, se sarete fedeli, integralmente fedeli alla Mia Parola, essa, da piccolo seme, diventerà albero gigantesco nella mia Chiesa rigenerata, fatta nuova.

Oggi l'umanità è immersa nel buio più intenso, non esclusa la mia Chiesa almeno in gran parte, sono pochi nella mia Chiesa coloro che vedono, coloro che non hanno rifiutato la luce. Oggi non si può capire ciò che Io sto preparando per la rigenerazione della mia Chiesa; ma le anime che Io da sempre ho prescelto capiranno, oh sì, esse capiranno.

Questo figlio mio, non dimenticarlo, è una indicazione precisa che ti eviterà pericolosi errori. Prega lo Spirito Santo e consigliati col tuo Direttore Spirituale. Figlio ti ricordo ancora una volta che tu sei un semplice strumento della mia Provvidenza.

Figlio ti benedico. Voglimi bene, prega e ripara. Il livello del male sta crescendo e l'umanità è sul baratro. (p. 11)

 

                                                              

ANELLO DI CONGIUNZIONE


  3 novembre 1976

Scrivi figlio.

Desidero che tu abbia idee chiare e precise sulla Comunità per la quale Io, Gesù, ti ho prescelto come strumento. Ti ho già detto su quali basi desidero costruita questa comunità; ti ho già parlato delle sue finalità.

La voglio come anello di congiunzione tra la Chiesa oggi straziata dai numerosi mali di cui è affetta, e la Chiesa rinata, rigenerata sotto l'influsso dello Spirito Santo e mediante l'azione vigorosa della Vergine SS.ma intesa a sconfiggere Satana e le sue schiere.

Figlio, ti ho detto ancora che non si tratta di cosa nuova, nel senso che voi date a questa parola, una cosa che inizia ad essere in un determinato momento del tempo, niente di tutto questo; ribadisco il concetto che ti ho già manifestato; si tratta di formare una comunità di persone che fermamente e decisamente vogliono riscoprire lo spirito genuino ed autentico del Mio Vangelo, i valori infiniti della mia Redenzione, la reale efficacia dei Sacramenti.

Tutto è stato sepolto sotto il formalismo, l'indifferenza religiosa, sepolto sotto un costume pagano di (p. 12) vita, sotto l'ateismo, sotto l'odio e l'avversione contro di Me e della Mia Chiesa.

Lo vedrai fra non molto fino a che punto arriverà l'uomo sotto l'influsso delle potenze dell'inferno.

 

Comunità vigile e saggia

Il Vesuvio eruttò sopra Ercolano e Pompei la sua lava incandescente e ne cancellò la vista e perfino la memoria; così Satana vomita da sempre il suo odio incandescente su questa povera umanità da trasfigurarla mostruosamente; ha ucciso l'amore nei cuori, spento la fede e la speranza negli animi; ha fatto ardere nella stessa Mia Chiesa le due concupiscenze e dello Spirito e della materia (carne); l'oscurità è calata sulla Mia Chiesa, uscita dal Mio Cuore squarciato.

Voglio, figlio mio, una Comunità di persone cementare tra loro da un amore così intenso che faccia di loro una cosa sola, un corpo solo, come Io col Padre e con lo Spirito Santo siamo tre in uno solo.

Voglio figlio mio, una Comunità di persone, di anime pienamente consapevoli della loro dignità Divina ed umana, decisamente risolute fino alla effusione del sangue, a difendere questa soprannaturale dignità a loro comunicata coi valori infiniti della Mia Redenzione.

Voglio, figlio mio, una comunità vigile e saggia, pronta in ogni momento alla estrema lotta contro il (p.13) Maligno e le sue folte schiere, per il trionfo della verità, della giustizia e della pace, frutti preziosi dell'Amore infinito di Dio.

Per questa sera basta. Ti benedico figlio, voglimi bene.

Offrimi te stesso cosi come sei, con quello che hai. Con te figlio, benedico coloro che saranno da Me Prescelti per l'attuazione del Mio piano d'Amore. (p. 14)

Cerco amore e non incontro che ingratitudine! Sono così rare le anime che Mi amano davvero!

 


COLUI CHE PARLA DAL FUOCO 


Il sabato 20 novembre, dopo la Comunione le apparve come un povero per mendicare il suo amore:  

«Molte piccole ferite Gli straziavano il Cuore», ella scrive.  

«Dimmi, Josefa, che cosa non faresti per consolarmi?... Condividi un istante l'amarezza del mio Cuore!». «Allora l'anima mia si trovò come smarrita. Era rimasto lì. Poi, a poco a poco, il Cuore Gli si accese e le ferite sparirono». «Ascolta - disse - Voglio che tu Mi dia delle anime! Perciò non ti chiedo altra cosa che amore in ogni tua azione. Fa' tutto per amore, soffri per amore, lavora per amore e soprattutto abbandonati all'Amore. Quando ti faccio sentire l'angoscia e la solitudine, accettale e soffri nell'amore. Voglio servirmi di te come del bastone su cui si appoggia una persona stanca... Voglio possederti, consumarti interamente, ma tutto con grande soavità, in modo che soffrendo un martirio di amore, tu desideri maggiormente soffrire».  

Queste visite infatti lasciano Josefa di fronte a sofferenze che talvolta la sgomentano, ma non ne stancano la generosità.  

«Da qualche giorno - scrive - ho l'anima immersa nel timore di Dio e sotto il peso della sua Giustizia... Mi sembra che non potrò mai uscire da questo abisso».  

Tuttavia Gesù la sostiene e la domenica 21 novembre durante la Messa ad un tratto le appare:  

«Vengo a riposarmi in te, poiché sono così poco amato! Cerco amore e non incontro che ingratitudine! Sono così rare le anime che Mi amano davvero!».  

«Gli chiesi se non riceveva qualche consolazione da questo noviziato. Poi per consolarlo Gli offersi l'amore della Madonna, dei santi, di tutte le anime fedeli ed anche il mio». «Sì, amami, Josefa, e non stancarti di ripetermelo!».  

Con tutto il cuore ella accetta il comando del Maestro nonostante l'interna oscurità.  

«Mi sforzavo - scrive il giorno seguente - di ripetergli con tutta l'anima: Ti amo Gesù mio!».  

«E anch'Io» mi rispose, improvvisamente durante la meditazione.  

«Mi apparve senza luce, e pareva un povero. Io stavo in silenzio, ma siccome mi guardava tristemente, osai parlargli e dirgli soprattutto il mio ardente desiderio di consolarlo».  

«- Sì, oggi devi consolarmi e, perché non ti dimentichi di Me neppure un istante, resterò al tuo fianco».  

«Alla fine della meditazione, siccome restava lì Gli ho detto: Signore, ora bisogna che vada a spazzare, ma sai bene che tutto quello che faccio è unicamente per amor tuo. Per due volte ancora, durante il mio lavoro, mi chiese se Lo amavo». 

«- Ripetimelo spesso, per supplire alla dimenticanza di tante anime!».  

Suor Josefa Menéndez

PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

 


PARTE 1. PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

La terza ragione per cui i coniugi devono sempre desiderare di generare figli prima di compiere l'atto coniugale (affinché l'atto coniugale sia senza alcun peccato) è che tutti gli atti sessuali (anche quelli coniugali, naturali, leciti e procreativi) sono vergognosi, ed è per questo che gli uomini non compiono mai alcun atto sessuale davanti ad altre persone. "Ora gli uomini si vergognano soprattutto degli atti venerei, come osserva Agostino (De Civ. Dei xiv, 18), tanto che anche l'atto coniugale, che è adornato dall'onestà del matrimonio, non è privo di vergogna... Ora l'uomo si vergogna non solo di questa unione sessuale ma anche di tutti i segni che ne derivano, come osserva il Filosofo (Rhet. Ii, 6)."  (San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, Seconda Parte della Seconda Parte, Q. 151, Art 4)

E così, quando le persone compiono tali atti intrinsecamente vergognosi non governati dalla volontà di procreare figli, ma piuttosto per motivi lussuriosi ed egoistici, stanno peccando contro la Legge Naturale impressa nei loro cuori poiché "l'atto coniugale è destinato principalmente dalla natura a generare figli" (Papa Pio XI, Casti Connubii) e poiché "l'atto del matrimonio esercitato solo per piacere" è condannato come peccato (Papa Innocenzo XI). Poiché l'atto coniugale è vergognoso per sua natura, deve essere scusato da un motivo assolutamente necessario - e questo scopo è la procreazione dei figli.

Alcune persone potrebbero obiettare che ci sono molti altri eventi che sono vergognosi e che non sono ancora intrinsecamente peccaminosi, come sporcarsi i pantaloni o essere costretti a mostrarsi nudi ad altre persone contro la propria volontà. Questa obiezione, tuttavia, non nota l'ovvia differenza tra 1) persone che commettono atti di lussuria con un desiderio o una brama; e 2) eventi che sono vergognosi ma che non sono desiderati o bramati da una persona in modo sensuale.

Gli atti di lussuria sono atti compiuti per il piacere e sono compiuti con la volontà e lo scopo di soddisfare un desiderio sensuale, mentre gli eventi o gli atti di sporcarsi i pantaloni o di essere costretti a mostrarsi nudi ad altre persone non è un desiderio o una lussuria che viene ricercata. Quindi, queste persone non desiderano che questi eventi accadano. Se quelle persone che hanno sopportato gli eventi di sporcarsi i vestiti o di mostrarsi nudi contro la loro volontà desiderassero o bramassero sensualmente che questi eventi vergognosi accadessero nello stesso modo in cui un uomo o una donna bramano e desiderano che gli atti sessuali o gli atti di lussuria accadano, essi sarebbero davvero dichiarati i più disgustosi pervertiti. Chi se non un completo e satanico pervertito desidererebbe o bramerebbe sensualmente di sporcarsi i pantaloni o di essere esibito nudo? Di conseguenza, non è un semplice atto o evento vergognoso che è peccaminoso, ma l'atto vergognoso che viene eseguito con l'intenzione di piacere sensualmente a se stessi - che è peccaminoso. 

Perché Sant'Agostino dice (Soliloq. i, 10): "Ritengo che nulla abbatta così tanto la mente virile dalla sua altezza come l'accarezzare una donna e quei contatti corporei". (San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, Seconda Parte della Seconda Parte, Q. 153, Art. 2) San Metodio insegnava che l'atto coniugale era "sconveniente", e Sant'Ambrogio era d'accordo con la Sacra Bibbia che esso causa una "profanazione" (Levitico 15:16). Sant'Agostino era d'accordo con la Sacra Bibbia che "È bene che l'uomo non tocchi la donna" (1 Corinzi 7:1) e che il piacere sessuale, la lussuria o la concupiscenza sia per le persone sposate che per quelle non sposate non sono qualcosa di "buono" o "lodevole" ma sono veramente il "male della concupiscenza" e la "malattia della concupiscenza" che è sorta come risultato malvagio del peccato originale di Adamo ed Eva.

Questo è anche il motivo per cui la Sacra Bibbia esorta le persone a rimanere non sposate e in una vita di castità, poiché l'uomo sposato "è sollecito delle cose del mondo, come può piacere a sua moglie; ed è diviso" (1 Corinzi 7:33). Il piacere sessuale è molto simile all'effetto di una droga forte, e le droghe, come tutti sappiamo, sono molto facili da diventare dipendenti abusandone o eccedendo nel loro consumo. Più forte è una droga, più viene ostacolata anche la nostra vita spirituale, ed è per questo che la vita angelica di castità sarà sempre spiritualmente più fruttuosa della vita matrimoniale secondo la Bibbia e la Santa Parola di Dio. E così, è chiaro che la Sacra Scrittura insegna infallibilmente che il matrimonio e la vita coniugale sono un impedimento alla vita spirituale, mentre la vita casta e pura "vi dà il potere di frequentare il Signore, senza impedimenti." (1 Corinzi 7:35)

Qualcuno potrebbe dire che è il membro sessuale che è vergognoso o malvagio da esporre agli altri, e non la concupiscenza o la lussuria sessuale. Ma questo argomento è falso e facilmente confutabile poiché nessuno che non sia un completo pervertito farebbe sesso davanti ad altre persone anche se tutto il suo corpo fosse coperto da lenzuola o coperte. Questo ci dimostra che è il piacere sessuale o la concupiscenza stessa ad essere vergognosa e malvagia, e non solo l'esibizione dell'organo sessuale. Perché "l'uomo si vergogna non solo di questa unione sessuale ma anche di tutti i suoi segni" (San Tommaso d'Aquino) e questo ci dimostra che non solo il desiderio sensuale è vergognoso, ma anche l'atto sessuale stesso e "anche di tutti i suoi segni".

San Girolamo: "Così deve essere male toccare una donna. Se l'indulgenza è tuttavia concessa all'atto coniugale, questo è solo per evitare qualcosa di peggio. Ma quale valore si può riconoscere a un bene che è permesso solo per evitare qualcosa di peggio?". Il piacere sessuale è sempre un piacere malvagio da provare di per sé, poiché è un piacere vergognoso e inebriante che è molto simile al piacere malvagio che le persone provano quando abusano di alcol o droghe, ed è per questo che è sempre un piacere malvagio da provare anche per le coppie sposate, anche se i coniugi sposati non peccano durante i loro normali, naturali e procreativi atti coniugali, poiché "coloro che usano l'appetito sessuale vergognoso in modo lecito stanno facendo buon uso del male." (Sant'Agostino, Scritti antipelagiani) Sant'Agostino nel suo libro Sul matrimonio e la concupiscenza, spiega questo male così: "Perciò il diavolo ritiene colpevoli gli infanti [attraverso il peccato originale] che sono nati non del bene per cui il matrimonio è buono, ma del male della concupiscenza [lussuria], di cui, in effetti, il matrimonio si serve bene, ma di cui anche il matrimonio ha occasione di provare vergogna." (Libro 1, capitolo 27)

Il riferimento di Sant'Agostino all'uso lecito del "vergognoso appetito sessuale" significa che ai coniugi è permesso impegnarsi in rapporti sessuali coniugali solo finché essi compiono l'atto per concepire un figlio. I coniugi che compiono l'atto coniugale senza giustificarlo con il motivo o lo scopo della procreazione stanno quindi "facendo un cattivo uso del male" secondo Sant'Agostino. "Non dico che l'attività in cui le persone sposate si impegnano allo scopo di generare figli sia malvagia. Anzi, affermo che è buona, perché fa un buon uso del male della lussuria, e attraverso questo buon uso si generano gli esseri umani, opera buona di Dio. Ma l'azione non si compie senza il male [cioè la lussuria inebriante e vergognosa], ed è per questo che i figli devono essere rigenerati per essere liberati dal male." (Sant'Agostino, Contro Giuliano, 3.7.15) È quindi ovvio che la causa della vergogna che è insita nell'atto sessuale, come abbiamo visto, è "il male dell'appetito sessuale." (Sant'Agostino, Scritti antipelagiani)

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO

 


***

Era già ritornato il Popolo dalla schiavitù di Babilonia, aveva rialzato il suo Tempio, ricostruita l'abbattuta città, riordinato il sacerdozio, ristaurato il regno, ripristinato il sinedrio, rioccupate le terre perdute: ogni cosa si componeva in pace. I popoli vicini erano divenuti amici: e Alessandro il Magno, re della Grecia, era ito a Gerusalemme a consultare i libri santi, a venerare il sommo sacerdote, a fare grandi donativi al tempio, il che fecero di poi, e Seleuco splendido e religioso re d' Asia (3), e Tolomeo d'Egitto (4). Il sommo e santo Sacerdote Onia era l'oracolo dei principi stranieri e il padre del suo popolo (5). Ma di questi giorni escirono dal seno del popolo, uomini iniqui, i quali incominciarono a far tumulti, a lagnarsi del regime austero di Onia, a suscitare delle novità, a predicare che si dismettesse una volta quella intolleranza degli ebrei co gentili, la rustichezza antica, in una parola erano predicatori di progresso, di civiltà, di tollerantismo, di fusione, e di tutto ciò che è andata per due secoli ormai predicando fra noi la setta (6). La plebe sempre facile a lasciarsi corrompere e tradurre in inganno, accolse queste parole come calate dal cielo, e questi seduttori ebbe in conto di padri e di salvatori, e si diede a corpo perduto a seguirli. Sicuri questi settari del loro intento, mandarono i rappresentanti del popolo al re per ajuto, e così ottennero il loro scopo. Allora, a dispetto delle sante leggi, s'introdussero i codici gentileschi, si aprirono scuole in Gerusalemme a modo delle genti, si disfecero della circoncisione, abbandonarono Dio e l'antico patto; e si fecero schiavi degli stranieri per ogni malfare (1). Il santo Onia si oppose a queste novità con fermezza sacerdotale; ma ecco che un certo Simone l'andò ad accusare al re, e fatto capo setta, incominciò a raccogliere de sicari e degli assassini, i quali scorrendo per la città, trucidarono con gli stiliqnanti erano zelanti dell'antica legge (2). Uscì ancora un fratello del medesimo Onia e si fece capo della setta, ambendo la suprema potestà regia pontificale. Da qui l'origine di tutti quei mali che non furono finiti se non con la distruzione della città e del regno, e con la dispersione del popolo. Perchè dunque due sette erano nel popolo, la civile e religiosa, o meglio due scismi e una totale apostasia? Tenga ferme illeggitore nella mente queste cose, perchè sono di sommo interesse. - Correva allora il secolo XXXIX del mondo, XIX della religione ebraica (3). Giasone, tale era il nome di quest'empio, ottenne dal re il principato, dispogliandone il fratello. Costui introdusse in Gerusalemme tutti i costumi del paganesimo, profanò il tempio, lo dispogliò delle richezze, cacciò in esilio il sommo Sacerdote Onia, pose la città a tumulto, ogni cosa in ruina (4). Ma l'empio ebbe la fine che si meritava. Menelao comprò anch'egli il sommo Sacerdozio dal re, ed esigliò il Competitore. Egli però non si potè tener fermo, chè il fratel suo Lisimaco lo sbalzò dal trono. Così avvenne lo scisma fatale nel pontificato ebraico: tre usurpatori, e il legittimo in esilio. L'empio Menelao, comprendendo che, finchè fosse vivo Onia, era impossibile ricuperare il Pontificato, lo fece trucidare. Lisimaco cadde pure in una spedizione: Menelao riacquistò allora il trono, ma Giasone lo sbalzò di nuovo (5).

Il sacerdozio minore non era men guasto e corrotto; e non poteva essere altrimenti dietro questi scandali. Egli si era lasciato sedurre dagli amatori delle novità e del progresso. Abbandonato ogni ritegno e pudore, mentre doveva opporsi a questi guasti di religione e di leggi, a questi empi settatori; si gettava nelle loro file, li capitanava, e dismesso ogni culto di vino, allontanatosi dal santuario, s'immischiava nella politica e nella corruzione; frequentava le moderne scuole, i teatri, la scherma, e gli altri pubblici spettacoli, e fino quei turpi balli, ora chiamati angelici! Amante delle greche glorie, disprezzava gli antichi fasti religiosi e patrii, studiava di piacere a coloro i quali erano i mortali nemici del sacerdozio ; e giunse a tanta viltà di prestarsi ai sacrifizi degli idoli (1). Diviso poi questo sacerdozio tra le sette che pullulavano a quei giorni nell'ebraismo, abbandonava l'antica purezza della fede mosaica. Quindi i Farisei, uomini politici e ambiziosi, ad una falsa esterna pietà accoppiavano una vita immonda e scellerata, come li accusò e riprese Cristo più volte, dicendoli perfino figli del Diavolo, uomini ipocriti, finti, superbi, avari, crudeli (2). Erano i veri giansenisti di quella religione: tutti rigore per gli altri, tutti sfrenatezza e licenza per loro; nemici d'ogni autorità, d'ogni legge, e solo amanti di libertà, d' indipendenza, di dominio. Quindi i Saducei, nemici ed opposti a quelli, ma avversi tutti alla fede mosaica. Perocchè costoro non ammettevano l'immortalità dell' anima, ne' la risurrezione de morti, ne l'esistenza degli angeli e degli spiriti, ne' l' autorità della tradizione. Erano veri epicurei e materialisti (3). Pochi sacerdoti si tennero fedeli, e questi fondarono la setta degli Esseni, che meglio si dovrebbe dire ordine religioso eremitico; perocchè lontani dall'umano consorzio, fuggendo i tumulti delle città, abitavano le selve, vivevano vita povera e comune, osservavano la castità, si occupavano nel lavoro, nella preghiera, nella contemplazione (1). – Se a tale era ridotto il sacerdozio; immagini, chi ha fior di senno, cosa fosse la plebe. Una corruzione eguale nel popolo ebreo non si era veduta mai più. Non v'era più traccia di religione, non leggi, non pudore, non giustizia, non carità. Si sacrificava agli idoli, si prostituivano le fanciulle e le spose, si rapivano le altrui sostanze, si perseguitavano gli uni con gli altri, si lordavano le mani nel sangue. Era una vera miseria, un orrore vedere il decadimento, la corruzione di questo popolo santo e prescelto da Dio a figurare il cristianesimo. E degna di osservazione, per quello che saremo in seguito per dedurne, una cosa che ci raccontano le storie ebraiche, succeduta in quest epoca; la quale appena sarebbe creduta, se non vi fossero così autentiche testimonianze. Due Nazioni limitrofe erano le nemiche giurate del Popolo Ebreo, l'Egitto e la Grecia. Quanto non ebbe a soffrire questo Popolo da queste Nazioni! Guerre, schiavitù, tradimenti, ed oppressioni d' ogni forma: eppure queste erano le amate, queste le ammirate, queste le desiderate e servite, singolarmente dai ribelli e dagli empi dell'ebraismo. V'era un altra Nazione, la quale, comunque lontana in origine, si era avvicinata per le sue grandi conquiste; questa Nazione, forte e terribile ma religiosa e nobile, nulla aveva mai fatto di male agli Ebrei, ma anzi solo del bene. I sommi sacerdoti avevano stretta con lei alleanza, ed era stabilito che si presterebbe in ogni incontro; ma pure non v'era nazione di lei più odiata ed esecrata da questo sciagurato popolo, ma in modo particolare da coloro, che null'altro avevano in bocca, che l'amor della Patria, che le glorie patrie, che la patria indipendenza ! Ma questi gridatori poi di libertà e d'indipendenza, mentre odiavano i Romani, si davano schiavi ai Greci, e ad una schiavitù così vile, così schifosa che fa rece re all'udirla. E non solo si davano essi per ischiavi, ma volevano che tutto il Popolo facesse il somigliante. Questa schiavitù giunse ad un punto che fece abbandonare la scuola di Mosè e delle Scritture, per istituire una università alla greca, per lo studio del filosofi greci. Si dismise l'antichissima lingua ebraica, e per fino le donne volevano parlare il greco ! Anzi di più, si abbandonò la bella semplicità del vestire ebraico, come era comandato da Dio, e si volle vestire alla greca le donne erano divenute pazze per le mode greche. A dir breve, nulla v' era più di bello, nulla più di buono, se non quello che veniva di Grecia, o portava il greco nome. Si sarebbe detto che Palestina era divenuta una Colonia greca, tanta era la smania d'imitarla in tutto, di prostituirsi a suoi piaceri ed a suoi capricci! E bene di far tesoro di questa notizia storica, perchè agli Ebrei tutto accadeva in figura, e perchè nella loro istoria è scritta la nostra (1). - Questi spasimati d'indipendenza non potendo compire i loro perversi disegni di distruggere affatto la patria, la religione ed il sacerdozio; disegni velati dalle belle parole di progresso e di libertà nazionale; non ebbero vergogna di andare per aiuto ad un re straniero e gentile, come era Antioco: ( sono pur sempre gli stessi; sempre in contradizione i settari!) Vittorioso del re d'Egitto, Epifane, si volse a sfogar l' ira sua sul popolo ebreo. Si mise egli alla testa di tutti i settari, corse la Palestina col ferro e col fuoco alla mano, non lasciando dietro di sè che stragi, incendi, e ruine. Si accostò a Gerusalemme, e l' ebbe senza colpo ferire, perocchè i settari di dentro gli aprirono le porte. Ordinò a soldati di rapire, di trucidare i cittadini senza pietà e senza misericordia. Quei non avevano bisogno di tal comando. Come fiere rabbiose, come tigri assetate di sangue, si diedero a scorrere questa popolosa e ricca città, e penetrare nelle case. Per tre giorni continui durò la strage, e il saccheggio. Non si perdonò a sesso, ad età, a condizione: vecchi cadenti, giovani e fanciulli lattanti, matrone e tenere verginelle, volgo e nobiltà, principi e sacerdoti furono messi a fascio. I morti furono ottanta. mila, i prigionieri quaranta mila, ed altrettanti i venduti in turpe schiavitù; solo avventurati nella loro miseria per essersi loro risparmiato di vedere la profanazione del Tempio, la desolazione della città, la persecuzione del popolo. Imperocchè dopo la strage, per opera dell'intruso Pontefice, il re entrò il venerato tempio, lo dispogliò d'ogni richezza, spezzò i santi vasi, stracciò i sacri veli, e lo profanò con sacrileghi sacrifizi. Nè a tanto fu sazio il diabolico suo furore, chè, dovendo partire, lasciò in sua vece Filippo, il quale per due anni appagò ad esuberanza l'empie brame del suo signore. Ma quantunque barbaro questi fosse ed estremamente crudele, parve al re troppo mite ed indulgente, e perciò gli surrogò quel demonio che fu Apollonio. Questi in un giorno di sabato fece trucidare tanti ebrei inermi, quanti ne poterono uccidere i suoi soldati, e incatenare vergini, vedove , fanciulli, e tradurli in ischiavitù. Spogliò di poi la città e vi appiccò il fuoco, e distrusse le mura fino dalle fondamenta. Il Santuario profanato restò in abbandono, come un tugurio nel deserto: le feste solenni si cangiarono in giorni nefasti e di lutto, e i sabbati in obbrobrio (1). Anche questo era stato predetto (2). Fin qui però la persecuzione era solo esterna, e molti ebrei, i più timorati, eransi rifugiati nelle caverne e nelle spelonche, ove liberamente osservavano la loro religione e la loro legge. Ma Antioco anche a questo pensò. Comandò nel terzo anno della persecuzione, che tutti i sudditi suoi professar dovessero una sola religione, cioè la greca, e mandò i suoi uffiziali, per fare eseguire i barbari decreti. Gli idolatri, i samaritani, ed eziandio molti discoli ebrei vi si acconciarono, ma i più buoni vi si rifiutarono apertamente. Da qui il principio delle violenze e delle carneficine le più crudeli. Si perseguirono ovunque i fedeli, si stivarono nelle carceri, si adoprarono lusinghe e minaccie a corromperli. Molti furono gli apostati, ma quelli che restarono fedeli furono tormentati e trucidati nei modi i più barbari e crudeli, facendo lor bere a sorso a sorso la morte. Quà si appiccava il fuoco alle caverne e alle tane, ove erano rinchiusi; là si precipitavano capovolti dalle alte mura, le madri co' loro pargoletti legati al seno erano spente per il solo delitto d'averli circoncisi. Altrove si recidevano le dita e la lingua; altre misere vittime si scorticavano vive, e su le carni si versavano carboni ardenti, o s' immergevano nelle caldaje bollenti. Una madre vide così perire sette suoi figliuoli, prima di andare essa stessa alla morte. Niun riguardo si aveva anche qui a sesso, ad età e condizione; ma chiunque si professava ebreo, per questo solo delitto era trucidato. Questa terribilissima delle persecuzioni durò appunto tre anni e mezzo, come aveva profetizzato Daniele (1). Non è poi a dire dello scempio delle cose sacre, nel quale si distinsero molto bene i discoli ebrei. Il Tempio fu interamente profanato e consacrato a Giove Olimpico, vi si celebrarono tutte le orgie gentilesche co' baccanali di Venere e Bacco! le feste vennero abolite, i libri della legge consunti dalle fiamme, tolta la circoncisione, e cancellata ogni pratica religiosa. Il solo dirsi ebreo era delitto di morte. Era dunque una vera miseria, chiude il sacro Testo. Ma Daniele aveva promesso, nell'afflizione estrema un breve soccorso: venne. Matatia non seppe reggere a tanto scempio. Radunò i suoi figli, gli esortò con forti parole a combattere per la legge e per la religione, ne andasse ancora la vita, e con eroico animo pel primo trucidò un apostata ebreo che sacrificava agl'idoli, distrusse altari gentileschi, uccise i sacerdoti, e si ritirò dalla città per far raccolta di gente. I figli di questo Eroe, eroi anch'essi, si strinsero con patto di combattere le guerre del Signore fino al l'ultima stilla di sangue; detto, fatto: si misero all'opera; alla testa di pochi zelanti mossero alla Capitale, ne scacciarono gli stranieri e i falsi fratelli, . riconsacrarono il Tempio, rimisero in vigore l'antica religione, ristabilirono il Sacerdozio e il principato; tolsero i disordini introdotti, sradicarono le cattive costumanze, fecero rivivere l'antico valore e l' avita virtù, ricomposero in pace le cose, restaurarono le ruine della santa città, contrassero onorevoli alleanze cogli Spartani e co Romani, fecero insomma risorgere e rivivere l'oppressa e quasi estinta nazione. Ciò fecero per prodigi di eroico valore in mille battaglie, fra rischi e pericoli, fra insidie e tradimenti. Il cielo benedisse a quei prodi, ed operò talvolta prodigi e miracoli (1).

 - Fin quì la storia sacra de Macabei, la quale racconta i fatti di questo popolo fino all'anno MDCCCLX circa della religione ebraica, e cento quaranta innanzi la nascita di Cristo. Il seguito di questa storia l'abbiamo dal libro IV. de Macabei, e da Giuseppe. Questa non ci racconta altro che continue ribellioni intestine, guerre esterne, schiavitù, oppressioni d'ogni maniera. Ne tesseremo un brevissimo sunto, per averne il quadro completo.

CONTINUA

MIO SIGNORE E MIO DIO

 


Tutti i tormenti di questa terra raccolti in un fascio, io li accetto, o mio Dio, io li desidero qual mia porzione, ma non potrei giammai rassegnarmi di essere separato da voi per mancanza di amore. Deh!, per pietà, non permettete che vada errata questa povera anima; non acconsentite giammai che questa mia speranza vada fallita. Fate che io mai mi separi da voi, e se lo sia al presente senza conoscerlo, traetemene in questo istante; confortate questo mio intelletto, o Dio mio, sicché conosca bene me stesso il grande amore che mi avete addimostrato e possa io godere eternamente le bellezze sovrane del vostro volto divino. Epistolario 1,675

PADRE PIO


La notte è vicina e con essa le sue tenebre; correte, correte, la barca della mia Misericordia sta per partire, vi sto aspettando.

 


23 febbraio 2021 - Appello di Gesù Sacramentato al Suo Popolo fedele. Messaggio a Enoch.


"Figli miei, la mia Pace sia con tutti voi.

Amati miei, il male si sta intensificando, perché la stragrande maggioranza dell'umanità si è allontanata da Me; a causa di questo allontanamento, molte anime oggi stanno soffrendo i rigori delle pratiche occulte. I figli di le tenebre sono in agguato come lupi; i servi del male legano con le loro pratiche occulte tutti quelli che, a causa della loro tiepidezza o peccato, ricorrono ai loro servigi. Non sarà difficile per il mio avversario aumentare i suoi seguaci, poiché questa umanità nella sua la stragrande maggioranza lo cerca attraverso i suoi servi.

Milioni di anime sono spiritualmente malate, perché hanno voltato le spalle a Me per andare in cerca dei servi del male; molte anime sono oggi legate all'occulto, patendo malattie che la medicina non può comprendere. Persone malate che guariscono soltanto quando vanno da un prete esorcista, o a un ministero di guarigione e liberazione. Le malattie causate dall'occulto non si curano con la medicina, ma piuttosto con l'intervento Divino. Maledetto l’uomo che pone la sua fede nell'uomo e si allontana da Dio; perché sarà come il cespuglio del deserto, che mai riceve cura: cresce unito alle pietre nelle terre del sale, dove nessuno vive (Geremia 17.5, 6). Guai a coloro che chiamano bene il male e male bene, che hanno tenebre per luce e luce per tenebre, che hanno amaro per dolce e dolce per amaro! Come il fuoco brucia la paglia e le fiamme divorano le foglie secche; così anche voi perirete, come piante che imputridiscono dalle radici e i cui fiori si dissolvono come polvere (Isaia 5, 20, 24)

Malati spirituali, bagnatevi alla fonte della mia Misericordia e Perdono, confessando davanti a uno dei miei Sacerdoti i vostri peccati; ritornate a Me di cuore, perché Io soltanto posso guarirvi dalla vostra malattia spirituale; allontanatevi dal peccato e dal male e vi assicuro che la mia Mano misericordiosa vi guarirà e vi renderà liberi! Tiepidi e peccatori, la vostra tiepidezza e peccato vi stanno separando da Me; riprendete il cammino della salvezza e smettete di camminare nelle tenebre; ricordate: sono la Luce del mondo; cercatemi con cuore contrito e umiliato e vi assicuro che non rimarrete defraudati.

Figli ingrati, vi sto aspettando nel silenzio di ogni Tabernacolo; Io sono il vostro medico, avvocato, consigliere, amico e soprattutto sono il vostro Dio. Venite a Me, voi tutti che siete stanchi, oppressi e affaticati, che io vi ristorerò (Matteo 11, 28). Vi aspetto, non tardate, affrettatevi, perché la notte è vicina e con essa le sue tenebre; correte, correte, la barca della mia Misericordia sta per partire, vi sto aspettando.

Il vostro Maestro, Gesù Sacramentato.

Fate conoscere figli miei, i messaggi della salvezza a tutta l'umanità."


 

venerdì 26 febbraio 2021

ROMA PORTA IL MIO NOME

 


10/01/1995

Roma! Creato per essere lo sbocco di tutti i miei ordini. Luogo santo, dove ho affidato tutto ai miei disegni. Trattati sempre erano con il mio consenso le cose lì. Lì la Mia Luce ha sempre brillato e lì brillerà ancora.

          Benedetto, mio caro figlio, oggi sulla sedia siede colui che amo tanto: Giovanni Paolo II. Ma le sue gambe sono indebolite. La fatica aumenta di giorno in giorno; io, Gesù, lo trattengo per completare il suo mandato. Le forze degli avversari non avranno la possibilità di eliminarlo senza il mio ordine. La mia Santa Teresina, è lei che si prende cura di lui. La prova di questa questione è l'immagine che avete.

          Benedetto, per la mia cura di Re, un Re che dà tutto quello che ha per tenere ciò che è mio, Roma oggi mi provoca tristezza; ma domani mi darà gioia. Le pietre che ci sono oggi sono pietre d'inciampo per Me. Vogliono fare quello che vogliono, ma su di Me nessuno fa un passo. Saranno gettati via. Molto presto farò severa giustizia a questi malvagi che vogliono fare del male a Giovanni Paolo II. Il mio marchio è fissato come voglio io e non come vogliono loro. Ho dato questa libertà per completare i segni dei tempi finali, ma la Mia Via viene ripulita di nuovo. Preti, vescovi, cardinali, i loro nomi sono stati cancellati dal Mio Libro. Quelli che si sono opposti al Papa, non c'è più perdono per loro. Non meritano alcuna pietà. Hanno fatto le loro sporche azioni, ora la pagheranno cara. Hanno rifiutato i miei ordini, non hanno rispettato i miei diritti. Sono stato molto chiaro con i Miei comandamenti e non possono essere cambiati. Ho detto: "Guai a coloro che cambiano una sola virgola delle Mie Parole" (Matt. 5:18). E hanno cambiato ciò che ho insegnato. Hanno fatto nuove leggi. Una brutta gara! Né a Me, Gesù, che sono Io, il Figlio del Vero Dio, generato e non creato, per essere il Salvatore, questi hanno manipolato i miei diritti. Al di fuori di Me nessuno può dare ordini. La mano che si è alzata contro il Mio Vicario si è alzata contro di Me, e nessuno Mi inganna.

          Lo sporco è fatto, ma ciò che è mio non è finito. Io entrerò con i Miei Angeli e farò una purificazione su di te, Roma, che porti il Mio Nome: Amore, e Amore significa il più grande Nome, che è Dio. Da quando ho creato il mondo, non è stato triste come ora, vedere un popolo così ribelle e disubbidiente. Le luci brillano sulla Terra, ma sono poche. Io, Gesù, ho intenzione di approfittare di quelli che hanno e di far crescere con loro il nuovo tempo, un tempo che è già pronto per essere realizzato. Ora voglio che tu, mio caro figlio Benedetto, porti questa questione a coloro che mi temono. Dì loro: "Alzate il capo, perché il Re non tarda a tornare". Siate pronti a riceverlo. Con Lui verranno migliaia di Angeli e Santi nella Sua Gloria". 

          Oggi, mio amato figlio, ti ho parlato di Roma, ma avrai ancora altre questioni da scrivere. Ho dato e do ancora di più a te, amato Benedetto, la forza del mio grande potere. Io, Gesù, vi guardo e faccio la mia dimora per distribuire i miei messaggi.

          Ti voglio sempre di più, mio amato figlio.

          Le mie benedizioni.

GESU'


LA TUA FAMIGLIA È LA MIA

 



09/01/1995

Bento, figlio mio! Mi dispiace per quello che è successo qui a Taquaras, con queste persone perdute che sono passate di qui. Erano e saranno gli ultimi rimasti dell'opera di Satana. Non c'è motivo per la gente di qui di ribellarsi con questa sporcizia, stanno per essere cancellati dalla faccia della terra. Per me è triste, perché più di tutti vedo tutto.

          In nessun momento mi allontano da voi. La tua famiglia è già la mia, e nessuno di loro sarà perso. Li ho già nel Mio Libro della Vita. Le pietre possono ancora ammaccare i vostri piedi, ma non lasceranno segni. È la Mia Parola di Re. Io, caro figlio, cammino dove tu cammini. Veglio su di te con grande affetto. Anche mia madre ama tutti. Ci sono momenti in cui le domande vengono da qualcuno della tua famiglia: "Gesù vuole anche me? Come ti amo! Vi amo tutti! Siete tutti fedeli a me. La famiglia su cui metto le mani, il diavolo non me le toglie più. Questo è ciò che voglio. Tutti i tuoi figli mi temono, per questo li ho creati. Quando ti ho mandato queste vite, Benedetto, figlio mio, le ho già mandate libere dal diavolo. La scelta è mia. La luce brilla in ogni cuore di coloro che sono miei. I miei Angeli li avevano già segnati nel grembo di tua moglie. Dove c'è Luce non ci possono essere tenebre. I disegni del mio re sono giusti. Chi cammina con Me, nessuno, nessuno viene dimenticato.

          Il mondo è in una palla di sporcizia, ma non tutto. Io, Gesù, ho riservato in ogni parte della terra molte famiglie per Me. Voglio di nuovo formare un popolo che sia di nuovo solo mio. Ho già tutto pronto per questo giorno, un giorno che è così vicino. È bello, figlia mia, quello che ho fatto per te e per tutti gli eletti. Il luogo si chiama Amore, la dimora è il mio tetto, la luce sono io, le pietre non faranno più male a nessuno. I paesaggi sono belli e in ogni cuore c'è un solo sorriso. Io, Gesù, cammino tra tutti e tutti possono toccarmi. Vite che sono state rinnovate, volti perfetti, capelli lucenti, corpi senza più difetti e tutti sono belli. La pace è mia, l'ordine è del Padre mio, il Padre che vuole tutti felici. Il Figlio che dà tutto di sé, e insieme formano una sola famiglia.

          Il cielo, figlio mio, è così. Nessuno se ne va più; ciò che è passato, è passato, e il nemico non ha più potere.

          Oggi, figlio mio, ti ho detto poco di quello che è il cielo, ma saprai ancora molte cose.

          Buona notte, Miei amati figli.

          Resta con Dio. 

GESU'



AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTR O TEMPO

 


Bonaventura Meyer


Il sacramento del battesimo e la responsabilità del padrino 

E = Esorcisti  

B = Belzebù

E: Nel nome… dì la verità e soltanto quello che la Madre di Dio vuole! 

B: Lei ha ordinato: il battesimo... Avete capito? D'un tratto LEI (mostra in alto) ha ordinato: Il battesimo... 

E: Nel nome... dì quello che la Beatissima Vergine vuol dire! 

B: Il battesimo non viene più praticato in modo adeguato da molti sacerdoti. Non viene più celebrato tutto il rito del battesimo e l’esorcismo degli spiriti come dovrebbe essere. Sovente non si dice nemmeno: Io rinuncio a... Noi non vogliamo dire il nostro nome. 

E: «A Satana, ed alla sua magnificenza ed alte sue opere». 

B: Questo non viene neppure più detto e qui possiamo intrometterci. Questo è tremendo in prima linea per il battezzato. Adesso ci sono molti posseduti, perché il battesimo non viene più amministrato in modo corretto... Non vogliamo parlare! Oh, tutto questo quasi ci stritola! 

E: Nel nome della SS. Trinità...! 

B: LEI quasi ci stritola... Parecchie cose cominciano così; a partire da questo è deplorevole. Quando un padrino tiene il battezzato e s’intromette per lui, deve dire: Io rinuncio ecc... I padrini devono dirlo al posto del battezzato; così, avrebbero per tutta la vita il grave, cosciente e magnifico compito di assistere il figlioccio e di mostrargli la via giusta, qualora si smarrisse. Invece, oggi si meravigliano soltanto della gentilezza del bambino: quanti capelli ha, com’è il cuscino, se è ricamato o no, se il sacerdote ha adornato abbastanza il battistero, se perfino c’è un fonte battesimale, se la madrina ha indossato degli abiti nuovi o come le stanno, se solo il padrino è vestito d’un completo nuovo. Non pensano più alle responsabilità che contano. Lì tengono il bambino e lasciano l’acqua scorrere sulla fronte, oggi però sono pochissimi che pensano ancora a qualche cosa. Una volta non era così - naturalmente non sì può generalizzare - però oggi non c’è più molta gente che prende il battesimo veramente sul serio e fa ancora le cose in modo conveniente. Una volta, la maggioranza dei padrini era pienamente cosciente di quello che faceva. Un giorno o due prima del battesimo, o più, secondo la scadenza, si inginocchiavano e pregavano per il figlioccio. Erano coscienti della grave responsabilità della loro funzione. Continuavano a pregare per il loro figlioccio e spesso si prodigavano per lui, s’occupavano della vita di quest'essere umano fino alla morte. Così compivano il loro dovere. Essi si preoccupavano molto meglio della vita cristiana del loro figlioccio, si chiedevano come potevano fargli del bene con le loro preghiere, come potevano aiutarlo meglio, quale era il migliore modo di assisterlo se s’allontanasse dalla retta via. Adesso è tutt'altro; adesso è a loro indifferente: la maggior parte di loro stessi si sono allontanati dalla retta via. Adesso si chiedono: «quale partito ha scelto il figlioccio? É felice con In sposa?» ... Non voglio più parlare! 

E: Nel nome...! 

B: «Gli porta una bella dote? Fa una bella coppia? È carino il bambino? È abbastanza ben vestito per soddisfare l’apparenza? Ha una buona sistemazione? Una professione che gli dà della considerazione davanti al mondo? Tutto sommato, voglio un figlioccio che presenti! Mica uno che va a spasso con stracci!». Ah! non vogliamo più parlare! Ci stritola di essere costretti a dire questo! 

Le Profezie e le Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia


Le parole della gloriosa Vergine a Santa Brigida su come vestirsi e con che tipo di vestiti e ornamenti sua figlia dovrebbe essere adornato e vestito.

Capitolo 7

"Io sono Maria che ha dato alla luce il Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo. Io sono la Regina degli Angeli. Mio figlio vi ama con tutto il suo cuore. Perciò tu dovresti amarlo. Dovresti essere adornata con gli abiti più appropriati, e io ti mostrerò come e di che tipo devono essere. Come prima avevi una canottiera, una camicia, scarpe, un mantello e una spilla sul petto, così ora avrai abiti spirituali. La canottiera che avrai è la contrizione per i tuoi peccati; perché come la canottiera è più vicina al corpo, così la contrizione e la confessione sono la prima via di conversione a Dio. Per mezzo di esse la mente, che una volta godeva del peccato, viene purificata, e la carne non casta trattenuta dalle cattive concupiscenze. Le due scarpe sono due intenzioni: vale a dire, la volontà di fare ammenda per i tuoi peccati passati, e la volontà di fare il bene e astenersi dal male. La tua camicia è la speranza in Dio; e come una camicia ha due maniche, così la giustizia e la misericordia siano abbinate alla tua speranza, in modo che tu speri nella misericordia di Dio, ma non dimentichi la sua giustizia. Pensa alla sua giustizia e al suo duro giudizio in modo da non dimenticare la sua misericordia, perché egli non opera la giustizia senza misericordia, né la misericordia senza giustizia. Il mantello è la fede, perché come il mantello copre tutto e tutto è racchiuso in esso, allo stesso modo l'uomo può comprendere e raggiungere tutte le cose per mezzo della fede. Questo mantello dovrebbe essere decorato con i segni dell'amore del tuo Sposo - cioè come ti ha creato, come ti ha redento, come ti ha innalzato e condotto nel suo spirito e ha aperto i tuoi occhi spirituali. La spilla, che dovrebbe essere sempre sul tuo petto, è la frequente considerazione delle sue sofferenze: come fu deriso e flagellato, come rimase vivo sulla croce, insanguinato e ferito in tutte le sue membra, come nella morte tutto il suo corpo tremò per il dolore e l'angoscia più amari, e come raccomandò il suo spirito nelle mani di suo Padre. Che questa spilla sia sempre sul tuo petto! Ci dovrebbe essere anche una corona sulla tua testa, il che significa che dovresti essere casto nei tuoi desideri, tanto che preferiresti sopportare un pestaggio e un dolore piuttosto che essere ulteriormente macchiato.

Perciò, siate modesti ed educati e non pensate o desiderate altro che il vostro Dio e Creatore - perché quando avete lui, avete tutto! Adornata in questo modo, aspetterai il tuo Sposo".

Sul male degli altri non si può costruire il proprio bene. È sempre un bene effimero, non duraturo. È un bene che si trasformerà in male.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

15 al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. 

La prova è ben riuscita. Passano i dieci giorni. Il capo dei funzionari mette a confronto le facce degli uni e degli altri, Daniele non sfigura affatto. 

Al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. 

Non solo Daniele e i suoi compagni non sfigurano, le loro facce sono più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che si nutrivano di altri alimenti.  

Ora il capo dei funzionari del re è salvo. Sa che quando Daniele e i suoi compagni saranno alla presenza di Nabucodònosor lui non sfigurerà. 

Ora può ascoltare la richiesta di Daniele. Questi potrà nutrirsi di ogni cibo a lui consentito, evitando tutti i cibi impuri che lui mai potrà mangiare. 

È questo il risultato della sapienza che aiuta la razionalità e della fede che aiuta la saggezza. Ma prima di ogni altra cosa è il frutto della grazia di Dio. 

Per grazia di Dio Daniele parla. Per grazia di Dio è ascoltato. Per grazia di Dio la sua faccia risulta la più bella. Per grazia di Dio la proposta viene accolta. 

Non c’è vita senza la grazia di Dio che feconda cuori, intelligenze, volontà, desideri, razionalità, ogni altra facoltà spirituale dell’uomo. 

Ma anche non c’è storia se il Signore non guida la storia secondo i suoi imperscrutabili disegni di salvezza e di redenzione nella manifestazione di sé. 

16 Da allora in poi il sovrintendente fece togliere l’assegnazione delle vivande e del vino che bevevano, e diede loro soltanto verdure. 

La decisione viene presa. Il capo dei funzionari decide che Daniele possa mangiare solo verdure. Ogni altro cibo viene allontanato dalla sua vista. 

Da allora in poi il sovrintendente fece togliere l’assegnazione delle vivande e del vino che bevevano, e diede loro soltanto verdure. 

Ecco il frutto della razionalità che si lascia consigliare dalla saggezza, accogliendo ogni suggerimento per il più grande bene di tutti.  

È infatti proprio della saggezza non lavorare per il bene di uno solo, o di una categorie di persone, ma per il bene di ogni singolo e di ogni categoria. 

Non si può lavorare per il bene degli operai se non si opera anche per il bene  dei datori di lavoro. Il bene degli uni dipende dal bene degli altri. 

Sul male degli altri non si può costruire il proprio bene. È sempre un bene effimero, non duraturo. È un bene che si trasformerà in male. 

È quanto sta accadendo oggi. Lavorando solo per il bene di categoria, alla fine tutta la categoria mancherà del bene, perché non si è curata la fonte del bene. 

Daniele, dotato di ogni saggezza cura il bene per sé ed anche per il capo dei funzionari. Dona vere soluzioni di saggezza. 

Ora il funzionario sa che sempre potrà ascoltare Daniele. A lui si potrà rivolgere sempre, quando c’è bisogno di pensare ad un bene universale.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Comunione sulla mano? NO! é sacrilegio!

 


Risposta alle principali obiezioni

5

Ma non era dignitoso farsi “imboccare” come un bambino!

È un parlare puerile. Perché il “Pane eucaristico” non è un cibo umano, ma divino. E l’uomo, davanti a Dio, non è mai un “adulto”, ma bensì un “bambino” che, in campo soprannaturale, necessita di tutto!

Poi, è proprio un’infantile illusione quella di pretendere che l’uomo, oggi, sia spiritualmente più “adulto” e “maturo” di un tempo! Basta vedere e riflettere la situazione attuale della Chiesa post-conciliare, la quale, seguendo le linee del mondo, ha dimenticato che più si antropomorfizza il divino, riducendolo sul piano della sensibilità, della cultura e della storia, meno scuote le anime e meno attrae ed eleva lo spirito. L’umanizzazione, infatti, porta alla “secolarizzazione” e alla “profanazione”, mentre la “religione” rende a Dio quello che è “Suo”. La “Rivelazione”, perciò, sostituita, oggi, dall’antropologia e dalla psicologia, è stata come soffocata da un umanesimo ateo, imbevuto da tanti messianismi, da tante ideologie borghesi e da tanti “utopismi”! Perciò, non si parli di “sensibilità” nuova, moderna, perché questo non è affatto un criterio valevole per i “misteri della Fede”, specie quando questa “sensibilità nuova” vorrebbe essere contraria alla Tradizione “antiquissima et veneranda”! (come si legge in “Memoriale Domini“!).

Né tanto meno la si immedesimi con i giovani questa presunta “sensibilità”, perché la loro inesperienza, dovuta alla giovane età, dovrebbe spingerli, umilmente, a “imparare“ e non ad “insegnare”! Caso mai, possono permettersi di “proporre“, non di “imporre“! Comunque, la Chiesa non è fatta solo di giovani, ma anche di tutti gli altri di ogni età, anziani compresi!

Di conseguenza, è anche puerile affermare che il “nuovo rito” favorisce una partecipazione più attiva e più personale135, perché questo, semmai, significa solo esteriorità, mentre la vera partecipazione del “Mistero eucaristico” deve essere “interiore“, ossia un concentrarsi spiritualmente nella contemplazione! Ed è pure vuota l’osservazione che il “nuovo modo“ di ricevere la Comunione fa accrescere la Fede nella Eucarestia, toccata con le mani, perché più i sensi toccano con mano le “verità soprannaturali”, meno l’intelletto le intuisce e le penetra!.. L’estasi d’amore non è, forse, astrazione dai sensi? Perciò, il “toccare” con le mani l’Eucarestia, fa di essa una “cosa” da trattare, non un contatto intimo con una “Persona”! Ora, l’Eucarestia non è un “qualcosa”, ma è un “Qualcuno”, e cioè Gesù, che si degna di donare Sé stesso a noi!

del sac. dott. Luigi Villa





PREGHIERA PER LE FAMIGLIE CRISTIANE


O Signore, Dio di bontà e misericordia,
che in mezzo a un mondo malvagio e peccaminoso
hai presentato alla società dei redenti
la Sacra Famiglia di Nazareth
come uno specchio immacolato di pietà, giustizia e amore, guarda
come la famiglia viene minata da tutte le parti,
ogni sforzo è stato fatto per profanarlo
spogliandolo di fede, religione e morale.

Considera l'opera delle Tue mani.
Salvaguardate nelle nostre case le virtù domestiche,
perché solo queste ci assicureranno armonia e pace.

Vieni a suscitare i campioni della famiglia.
Bestir gli apostoli moderni in modo che nel tuo nome,
portando il messaggio di Gesù Cristo
ed esibendo santità di vita,
possono ravvivare le dottrine della fedeltà coniugale per le coppie sposate,
l'esercizio dell'autorità da parte dei genitori, l'
obbedienza da parte dei figli
e la modestia da parte delle ragazze.
Concedi anche, attraverso gli sforzi di questi apostoli,
che la casa da Te favorita con molte benedizioni
possa nuovamente diventare un oggetto di stima e amore
nella mente e nel cuore di tutti.

È attraverso gli esempi del modello divino di Nazareth
che la famiglia cristiana deve essere restaurata in Gesù Cristo
e recuperare il suo precedente rispetto e dignità.
Quindi ogni casa diventerà di nuovo un santuario
e in ogni famiglia verrà riaccesa la fiamma della fede
per insegnare la pazienza nelle avversità
e moderazione nella prosperità
e per promuovere l'ordine, la pace e l'armonia in tutte le cose.

Sotto il Tuo sguardo paterno, o Signore,
e con fiducia nella Tua Provvidenza
e nell'amorevole patronato di Gesù, Maria e Giuseppe,
la famiglia diventerà un santuario di virtù
e una scuola di saggezza.
Si rivelerà, come Cristo ha promesso,
un rifugio di riposo contro i fardelli della vita.
Agli occhi del mondo renderà gloria a Te, o Padre,
e a Tuo Figlio Gesù, fino al giorno in cui, per
mezzo di Lui,
canteremo , insieme a tutte le Sue membra, le lodi divine nelle ere eterne a venire. .

Amen. 


(di Papa Pio XII)

IL VELO DEL TEMPIO È SQUARCIATO, IL TEMPORALE È IN ARRIVO.

 


Le pecorelle smarrite Io cerco! Le vostre preghiere Mi aiutano a trovarle.

Amati figli, oh voi che Mi celebrate nei vostri cuori, in verità vi dico: sono tutto vostro, apro il vostro piccolo cuore ed entro a governarlo in Me, vi dono di Me e vi aiuto in questa salita dolorosa.

Amati del vostro Gesù il tempo è ormai alla sua ora, sto fermando ogni cosa, il bastardo ha finito la sua ascesa.

Ecco che il Dio del Cielo, il Creatore di ogni cosa dice il suo Basta, non passerà il tempo che vedrete il mio intervento su questa Terra. Il Fiume Santo strariperà, e il giorno sarà di grande lutto.

Gioisci o stella mia, gioisci o tu che Mi sei fedele, o gioia del mio cuore, oggi Io ti apro il mio cuore e ti poso in Me per donarti di Me in eterno.
La Via, la Verità e la Vita viene a soddisfare i suoi figli, il suo intervento sarà clamoroso, molto si dispereranno ma i figli di Dio urleranno di gioia.
È vittoria per i figli di Dio! Ecco che il Padre si affaccia al mondo per schiarire le tenebre e porre la sua Luce infinita.

Gioisci o stella mia, o popolo mio fedele, gioisci in Me tuo Dio Salvatore, eccoMi, sono pronto alla mia discesa, il mio Calice è versato, il mio trionfo è per essere completo con voi, con tutti voi che Mi avete onorato del vostro  fedele e del vostro amore.

Gioisci o stella mia, gioisci o Patria mia, ecco che il Dio dell’Eterno Amore discende a rivestirti di luce, ti ricoprirà di onore e gloria in Sé.

La vita è per essere nuova per i figli di Dio, l’impero di Satana è al suo apice ma non avrà vittoria, ecco che Io vengo! Maledetti coloro che seguono Satana! Hanno rinunciato alla Vita, hanno disonorato la vita, hanno rinnegato il loro Dio per un misero pezzo d’argento, si troveranno nelle infinite torture dell’Inferno! … Chi è causa del suo male pianga se stesso.

Ho pianto lacrime di sangue per voi, perché voi vi salvaste, ho chiamato e richiamato tutti i giorni attraverso mia Madre e i miei profeti sulla Terra, vi ho benedetti e vi ho supplicati di tornare a Me, ma siete rimasti sordi a questo mio appello, vi siete beffeggiati di Me, avete detto di no al vostro Dio Creatore.

Il Sole è per essere nuovo su tutta la Terra, il germoglio di Jesse sta per essere nuovo in voi, non dubitate mai del mio Dire, abbracciate la mia Opera e nutritevi della mia Parola, crescete e divulgate, … il mio Spirito è già su di voi.

Non giudicate, non mostrate invidia, non siate stolti o voi che ancora non volete rimediare al vostro ego, non siate stolti! Il Dio dell’Eterno Amore vi chiede ancora, ancora e ancora di spogliarvi dell’abito vecchio e rivestirvi di Luce, mettere in voi la veste bianca.
Siete arrivati ormai alla conclusione della storia, non perdetevi nelle vostre scelte.

Maria SS. vi abbraccia a Sé e vi accompagna in questo tempo fino alla sua venuta tra voi in carne ed ossa.

Il velo del tempio è squarciato, il temporale è in arrivo, il Dio dell’Amore arriva nella sua giustizia a vendicare i suoi figli.

Pregate e digiunate, questa Quaresima sia per voi speciale perché è la Quaresima che Dio benedice.

Abbiate amore e abbiate fede, il dono dell’Amore è ormai imminente.
Vi amo e vi benedico e vi esorto ancora alla verità, siate fedeli a Gesù Cristo vostro Salvatore. Amen

Carbonia 24-02-2021