martedì 27 luglio 2021

LA CITTÀ DI DIO



...per la loro tiepida testimonianza al bene. 

9. 3. Non mi sembra una ragione di poco rilievo che anche i buoni  siano colpiti con i cattivi dal momento che Dio vuole punire la  immoralità anche con la calamità delle pene nel tempo. Sono puniti  insieme non perché conducono insieme una vita cattiva ma perché  amano insieme la vita nel tempo, non in maniera eguale, comunque  insieme. I buoni dovrebbero averla in minor conto affinché i  malvagi efficacemente ammoniti conseguano la vita eterna. E se  non volessero esser compagni nel conseguirla, dovrebbero esser  sopportati e amati come nemici, giacché finché vivono, non si sa  mai se non muteranno in meglio il proprio volere. In proposito, non  certamente eguale ma di gran lunga più grave responsabilità hanno  coloro ai quali per mezzo del profeta si dice: Egli morrà nel suo  peccato, ma io chiederò conto del suo sangue dalla mano della  sentinella 29. Le sentinelle, cioè i capi delle comunità sono stati  costituiti nelle chiese proprio perché non si astengano dal 

rimproverare i peccati. Tuttavia non è del tutto immune da colpa  chi, sebbene non sia posto a capo, conosce e trascura di biasimare  e correggere molti fatti in coloro, ai quali è unito da particolare  condizione di vita, se vuole evitare fastidi in vista di quei beni che in  questa vita usa onestamente ma da cui ritrae piacere più del  dovuto. Inoltre per i buoni si ha un'altra ragione della loro  soggezione ai mali temporali. È il caso di Giobbe. La coscienza  dell'individuo nella prova si rende consapevole del disinteressato  sentimento di pietà con cui ama Dio. 

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