lunedì 12 luglio 2021

TEMPO ED ETERNITÀ

 


L’inutile ridda dei piaceri .

In questa immagine vediamo rappresentato lo stato degli uomini, i quali, dimentichi dei pericoli di cui questa vita è così piena, si danno ai loro piaceri. L'unicorno è la morte che insegue l'uomo fin dalla sua nascita. La fossa è il mondo ch'è pieno di mali e di miseria. Quell'albero è il corso della vita. I sorci che rodono le sue radici, uno bianco ed uno nero, sono il giorno e la notte, i quali succedendosi continuamente, le vanno ad ogni istante distruggendo. I quattro serpenti sono gli elementi che costituiscono il nostro essere; eccedendo uno di essi, tutto il composto umano viene intaccato e si esaurisce e con esso la vita. Quell'orribile e spaventoso drago è l'eternità dell'inferno, che spalanca la sua bocca per inghiottire i peccatori. Le gocce di miele sono i piaceri ed i divertimenti di questa vita; e ne sono così avidi gli uomini, che per un breve piacere non avvertono i gravissimi pericoli a cui sono esposti! 

Pur vedendosi accerchiati da tutte le parti da tanti pericoli di morte, quanti sono i modi e le cause del morire, infiniti e sempre aperti come altrettante bocche dell'eternità, essi stanno assaporando in una goccia di miele un piacere momentaneo, che li farà poi soffrire per tutta l'eternità. 

Spaventosa dimenticanza questa, ma anche più incomprensibile che non ci atterrisca un tanto rischio. E come! in ogni momento ci minaccia un'eternità, eppure ci trascuriamo per tanti giorni e mesi? Qual uomo anche il più forte e vigoroso può dire di aver un anno in cui non lo raggiunga la morte, che lo lanci di botto nell'abisso dell'eternità? Ma che dico un anno? un mese dell'anno? una settimana del mese, un giorno della settimana, un'ora del giorno, un istante di ogni ora? E allora come possiamo mangiar senza preoccupazione, come dormire sicuri, come godere con gusto di questo mondo? 

Se uno, entrato in un campo pieno di pericoli e trappole segrete, sì che ponendo il piede in una di queste abbia da cadere sopra alabarde e lance o nella bocca di un dragone, e vedendo che altri uomini, entrati con lui nel campo, vanno cadendo e scomparendo in queste trappole, egli andasse ballando e correndo in quel campo senza badare a nulla, chi non direbbe che quell'uomo è pazzo? Certamente più stolto sei tu, poiché, vedendo che il tuo amico è caduto nella trappola della morte, che l'eternità ha già inghiottito il tuo vicino e che tuo fratello è disceso già nella tomba, tu te ne stai tanto sicuro, come se non ti aspettasse altrettanto. 

Sebbene sia incerto il tempo del morire, ti dovresti svegliare al solo dubbio o pericolo della morte. Essendo certo che presto o tardi devi cadere nella bocca dell'eternità, che cosa devi fare? 

Stupisce vedere come gli uomini sanno prevenire i pericoli anche incerti. Se sentono dire che vi sono per una strada degli assassini che derubano la gente, nessuno vi passa da solo e senza armarsi; se uno viene a sapere che vi sono delle pestilenze, cerca degli antidoti e rimedi contro la peste; se sospetta che dovrà patire la fame, si provvede per tempo di frumento. E allora, sapendo noi che la morte viene, che c'è un giudizio di Dio, che esiste l'inferno, l'eternità, perché non stiamo all'erta e non ci apparecchiamo? 

P. Gian Eusebio NIEREMBERG S. J. 

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