martedì 2 novembre 2021

PIO IX

 


L'ultimo duello: Pio IX e Bismarck


 L'ultimo grande nemico che Pio IX dovette affrontare fu il principe di Bismarck, il Cavour prussiano che all'indomani della costituzione dell'Impero tedesco condusse contro la Chiesa il suo Kulturkampf mirante a staccare il cattolicesimo germanico da Roma e ad asservirlo al nascente Reich 74.

 Iniziatasi nel 1871 con il rifiuto da parte del governo di riconoscere il dogma della infallibilità pontificia, la lotta si prolungò fino al 1887, toccando il suo culmine con le cosiddette "leggi di maggio" del 1873-1875 che sottomettevano quasi tutta la vita della Chiesa e dei vescovi cattolici in Germania al controllo dello Stato. L'applicazione delle "leggi di maggio" fu caratterizzata da irruzioni di polizia nei collegi e seminari, multe ai vescovi e arresti di sacerdoti. Mentre Bismarck definiva pericoloso il dogma dell'infallibilità pontificia, asserendo che esso poneva i vescovi fuori dall'autorità dello Stato, furono incarcerati uno dopo l'altro Mieczvslaw Ledochowski, arcivescovo di Gnesna e Posnania, Matthias Eberhard, vescovo di Treviri, Paulus Melchers, arcivescovo di Colonia, Konrad Martin, vescovo di Paderborn, Johannes Bernhard Brinkmann, vescovo di Munster. Fra il 1874 e il 1878, degli undici vescovi imprigionati o destituiti dal governo, solo tre restavano in carica in Germania.

 Il 21 novembre 1873, nell'enciclica Etsi multa luctuosa 75, Pio IX denunciava le lotte sostenute dalla Chiesa a Roma, in Svizzera, in alcuni stati latino-americani come il Brasile 76, ma soprattutto in Prussia, ricordando gli attacchi ivi mossi alla Chiesa: secolarizzazione delle scuole, espulsione di vari religiosi, ostacoli alla libertà di predicazione, soppressione di alcuni seminari, appoggio ai "vecchi cattolici". il documento pontificio continuava su quest'ultimo punto scomunicando Joseph Reinkens che i dissidenti avevano eletto vescovo, facendolo consacrare da un aderente allo scisma dei giansenisti olandesi, e tutti i suoi adepti. La causa ultima del grave attacco alla Chiesa era individuata dal Papa nelle «frodi» e «macchinazioni» delle varie sette, prima di tutto la Massoneria. «Quanti tiranni tentarono di opprimere la Chiesa! - scrive Pio IX concludendo il suo documento -. Quante caldaie, quante fornaci e denti di fiere, e aguzze spade! Tuttavia non ottennero nulla. Dove sono quei nemici? Sono finiti nel silenzio e nell'oblio. E dov'è la Chiesa? Ella splende più del sole» 77.

 Il 5 febbraio 1875, Pio IX scrisse ai vescovi tedeschi proclamando nulle le "leggi di maggio" e il 15 maggio conferì la porpora a mons. Ledochowski, ancora in carcere. La risposta di Bismarck fu la "legge di privazione" o "della fame" del 2 aprile 1875 con cui vennero sospesi tutti i contributi dovuti dallo Stato alla Chiesa cattolica, mentre si dichiarava che l'assegno sarebbe stato ulteriormente pagato a quegli ecclesiastici che dichiarassero per scritto di sottomettersi alle "leggi di maggio". Un'altra legge del 31 maggio 1875 sopprimeva tutte le case religiose, ad eccezione di quelle i cui membri si dedicassero esclusivamente alle cure degli infermi.

 Malgrado le persecuzioni, nelle elezioni del Reichstag nel gennaio 1877, il Centro e i conservatori progredirono a spese dei nazional-liberali, mentre il laicato cattolico serrava le file attorno alla Bonifatiusverein e alla Gorres Gesellschaft, fondata nel 1877, centenario della nascita del grande polemista cattolico Gorres.

 Il Kulturkampf contro la Chiesa cattolica toccò, dopo la Germania, vari Stati: la Svizzera, dove venne emanata una legislazione anticlericale ispirata alle leggi prussiane di maggio; l'Austria, dove l'intervento di Francesco Giuseppe moderò il liberalismo anti-cattolico del conte Beust; l'Inghilterra, in cui sotto la guida di Enrico Edoardo Manning, creato cardinale nel 1875, i cattolici fronteggiarono con successo la propaganda anti-cattolica del governo protestante e della Chiesa anglicana.

 La lotta tra la Massoneria e i cattolici continuò a combattersi con intensità in Belgio, Olanda, Portogallo. Particolarmente dura fu la persecuzione liberal-massonica dei governi di tutta l'America Latina, con una sola eccezione, l'Ecuador di Gabriel Garda Moreno 78. Il 16 giugno 1871 Pio IX ricordava come «questa gloriosa Repubblica, sola, nel complice silenzio delle potenze europee, osava alzar la voce contro l'invasione di Roma» 79. Il 16 agosto 1875 Garda Moreno fu pugnalato sulle scale della cattedrale di Quito. Egli portava al collo una corona del Rosario a cui era appesa una medaglia con impressa da un lato l'effigie del Papa Pio IX e dall' altra quella del Concilio Vaticano 80. Gli storici non esitano a vedere nel suo assassinio la mano della Massoneria e dello stesso Bismarck.

Roberto De Mattei


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