martedì 30 novembre 2021

CRISTO, VITA DELL'ANIMA

 


Nostro Signore possedeva ancora tutte le altre virtù,  

- la dolcezza e l'umiltà: «Imparate da me che sono dolce ed umile di cuore» (3). Egli, il Signore, davanti al quale ogni ginocchio si piega in cielo e sulla terra, si prosterna davanti ai suoi discepoli per lavare loro i piedi. - L'obbedienza: si è sottomesso a sua madre e a S. Giuseppe. Una parola del vangelo riassume la sua vita nascosta a Nazareth (4). Ubbidisce alla legge mosaica; partecipa assiduamente alle riunioni del tempio; si sottomette ai poteri legittimamente stabiliti, dichiarando che bisogna «rendere a Cesare ciò che è di Cesare» (5); paga egli stesso il tributo. - La pazienza: quante testimonianze ce ne ha date, soprattutto durante la sua passione!  

- La sua misericordia infinita verso i peccatori: egli accoglie con bontà la samaritana, Maria Maddalena; buon Pastore, corre alla ricerca della pecora smarrita e la riconduce all'ovile. - Egli è pieno di uno zelo ardente per la gloria e gli interessi di suo Padre; questo zelo gli fa cacciare i venditori dal tempio e bollare con anatemi l'ipocrisia dei farisei. - La sua preghiera è continua (6). Chi potrà dire che cosa fosse questo colloquio del Verbo Incarnato da solo a solo con suo Padre, e lo spirito di religione e di adorazione che lo animava?  

In Lui dunque tutte le virtù si schiudono a loro tempo, per la gloria di suo Padre e per la nostra salvezza.  

Sapete che gli antichi patriarchi, prima di lasciare la terra, davano al loro figlio maggiore una benedizione solenne, che era come il pegno delle prosperità celesti pei loro discendenti. Leggiamo nel libro della Genesi, che il patriarca Isacco, prima di dar questa solenne benedizione al figlio Giacobbe, lo abbracciò e, respirando il profumo dei suoi vestiti, esclamò in uno slancio di gioia: «Ecco che il profumo, che sparge mio figlio, è come l'odore di un campo fecondo che il Signore ha benedetto». E subito, pieno di entusiasmo, chiamò sul capo di suo Figlio le più opulente benedizioni dall'alto: «Che Dio ti dia la rugiada del cielo! ti arricchisca della fecondità della terra! ti dia abbondanza di frumento e di vino! che i popoli ti servano! che le nazioni si prostrino davanti a te! Sii il padrone dei tuoi fratelli... Maledetto sia chi ti maledirà e benedetto sia chi ti benedirà!» (1).   

   Questa scena è immagine del rapimento che prova il Padre Eterno, contemplando l'umanità di suo Figlio Gesù e delle benedizioni spirituali, che sparge su coloro che gli sono uniti. Simile ad un campo smaltato di fiori, l'anima di Cristo è ornata di tutte le virtù, che abbelliscono la natura umana. Dio è infinito; come tale ha delle esigenze infinite; e pertanto, la minima delle azioni di Gesù era l'oggetto delle compiacenze di suo Padre. Quando Gesù Cristo lavorava nell'umile bottega di Nazareth, quando parlava con gli uomini o mangiava coi suoi discepoli, - tutte cose molto semplici in apparenza, - suo Padre lo guardava e diceva: «Ecco il mio beneamato Figliuolo, nel quale ho messo tutte le mie compiacenze» (2). E soggiungeva: «Ascoltatelo», vale a dire, contemplatelo per imitarlo: egli è il vostro modello. Seguitelo: egli è la via e nessuno viene a me senza passare per lui: nessuno ha parte alle mie benedizioni se non è in lui (1), poiché gliene ho dato la pienezza, così come gli ho destinato in eredità le nazioni della terra (2). Perché il Padre Celeste poneva questa compiacenza infinita in Gesù? Perché Cristo compiva tutto perfettamente ed i suoi atti erano l'espressione delle più sublimi virtù; ma, soprattutto, perché tutte le azioni di Cristo, pur essendo in sé stesse umane, erano divine pel loro principio.   

   «O Gesù Cristo, pieno di grazia e modello di tutte le virtù, Figlio beneamato nel quale il Padre ha messo le sue compiacenze, siate l'unico oggetto della mia contemplazione e del mio amore. Che io riguardi tutto ciò che passa «come spazzature» (3) per porre in voi solo la mia gioia; che io cerchi di imitarvi per piacere a vostro Padre in ogni cosa per voi e con voi».  

Beato Dom COLUMBA MARMION

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