martedì 4 aprile 2023

Per i salvati vi sarà un solo Cielo e un solo premio: Dio.

 


Dice Gesù: 

«… E all'uguaglianza del concepimento, formazione e modo di nascere dei figli di un uomo e di una  donna sulla Terra, corrisponde un'altra uguaglianza in Cielo: la creazione di un'anima da infondere  nell'embrione, perché esso sia di uomo e non di animale e lo accompagni dal momento che è creata alla  morte, e gli sopravviva in attesa della risurrezione universale per ricongiungersi, allora, al corpo risorto  ed avere con esso il premio o il castigo. Il premio o il castigo secondo le azioni fatte nella vita terrena.  Perché non vi pensate che la Carità sia ingiusta e, solo perché molti non saranno di Israele o di Cristo,  pur essendo virtuosi nella religione che seguono, convinti di essere nella vera, abbiano a rimanere in  eterno senza premio. Dopo la fine del mondo non sopravvivrà altra virtù che la carità, ossia l'unione col  Creatore di tutte le creature che vissero con giustizia. Non ci saranno tanti Cieli, uno per Israele, uno per  i cristiani, uno per i cattolici, uno per i gentili, uno per i pagani. Non ci saranno, ma vi sarà un solo Cielo.  E così vi sarà un solo premio: Dio, il Creatore che si ricongiunge ai suoi creati vissuti in giustizia, nei  quali, per la bellezza degli spiriti e dei corpi dei santi, ammirerà Se stesso con gioia di Padre e di Dio. Vi  sarà un sol Signore. Non un Signore per Israele, uno per il cattolicesimo, uno per le altre singole religioni.  Ora vi rivelo una grande verità. Ricordatevela. Trasmettetela ai vostri successori. Non attendete sempre  che lo Spirito Santo rischiari le verità dopo anni o secoli di oscurità. Udite. Voi forse direte: "Ma allora  che giustizia c'è ad essere della religione santa, se saremo alla fine del mondo ugualmente trattati, come  lo saranno i gentili?". Vi rispondo: la stessa giustizia che c'è, ed è vera giustizia, per coloro che, pur essendo  della religione santa, non saranno beati perché non saranno vissuti da santi. Un pagano virtuoso, soltanto  perché visse con virtù eletta, convinto che la sua religione era buona, avrà alla fine il Cielo. Ma quando?  Alla fine del mondo, quando delle quattro dimore dei trapassati due sole sussisteranno, ossia il Paradiso  e l'Inferno. Perché la Giustizia, in quel momento, non potrà che conservare e dare i due regni eterni a chi  dall'albero del libero arbitrio scelse i frutti buoni o volle i frutti malvagi. Ma quanta attesa prima che un  pagano virtuoso giunga a quel premio... Non ve lo pensate? E questa attesa, specie dal momento in cui la  Redenzione, con tutti i suoi conseguenti prodigi, si sarà verificata, e l'Evangelo sarà predicato nel mondo,  sarà la purgazione delle anime che vissero da giuste in altre religioni ma non poterono entrare nella Fede  vera dopo averla conosciuta come esistente e di provata realtà. Ad essi il Limbo per i secoli e secoli sino  alla fine del mondo. Ai credenti nel Dio vero, che non seppero essere eroicamente santi, il lungo  Purgatorio; e per alcuni potrà avere termine alla fine del mondo. Ma, dopo l'espiazione e l'attesa, i buoni,  quale che sia la loro provenienza, saranno tutti alla destra di Dio; i malvagi, quale che sia la loro  provenienza, alla sinistra e poi nell'Inferno orrendo, mentre il Salvatore entrerà con i buoni nel Regno  eterno». 

DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO


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