lunedì 31 agosto 2020

LE SETTE ARMI SPIRITUALI



Santa Caterina da Bologna

La dote di Cristo Gesù 

O dolcissime mie sorelle, già vi dissi - e così è fermamente - che Cristo vuole in dote da voi la massima forza e la più grande costanza nella battaglia contro le tentazioni. Con l'esercizio della virtù della pazienza, voi potete arricchirla di quegli ornamenti sui quali già mi sono soffermata, cioè malpatire per Cristo, con incessante desiderio, tribolazioni, disagi, angustie, infamie, derisioni e penosa morte, da qualunque parte possano giungervi. Con queste cose, sarete certe di possedere, come corredo nuziale, l'insegna di Cristo Gesù, che, come ben sapete, dice alla sua delicata sposa croce d'amore: - Tu mi porterai come io patii per te, sposa mia. - e dice anche: - Chi vuole salire a me, fonte di vita, deve percorrere la via più difficile. -  

Dunque, dilettissime sorelle, se non dimenticherete i vostri salutari ornamenti, potrete attendere serenamente la grande e magnifica ambascieria che il vostro sposo invierà a voi e, così adorne, ottenere l'invito di salire a tanta altezza. O quanto, allora, sarete beate! Quanto gusterete il frutto delle pene e delle fatiche sopportate con vera pazienza nel perseverare ove Dio vi ha chiamate! Non vi troverete nella mia falsità, per non avere provato diletto nel portare la croce di Cristo, così come a me si conveniva, per cui, giustamente, mi aspetto solo rovina e confusione davanti a Dio e agli uomini.  

Ma, nonostante le mie colpe, nel ricordo delle parole del profeta: «Anche da morto spererò nella tua misericordia.» non voglio allontanarmi dalla eccellente virtù della speranza la quale parlando mi per sua cortesia, disse che veramente in cielo potrò andare, se in questo mondo non avrò dove il mio capo reclinare; e che lì troverò grandissimo piacere, se qui avrò sempre qualche male da patire; e che lì molto sarò onorata, se qui per Cristo, fra le altre, sarò dispregiata e afflitta e tribolata; e che in paradiso contenta sarò, se qui non avrò quello che io vorrò; e nel cospetto del Dio mio dolcemente canterò, se in coro umilmente salmeggerò; e che da Lui immortale e impassibile fatta sarò, se qui per Lui morte e pena non temerò; e del regno suo imperatrice fatta sarò, se qui, per Lui, povera e mendica sarò; e se nel suo castissimo e verginale amore persevererò, senza dubbio, per sua cortesia, con Lui in eterno godrò. Amen.  

La pace di Cristo, dolce amore, sia sempre nei vostri cuori, amatissime madri e sorelle, e in quelli di tutto il popolo cristiano, per il quale e dal quale sempre sia benedetto e lodato il nostro vero e unico Dio, in perfetta Trinità e Verbo incarnato. Amen. 

MONASTERO CORPUS DOMINI 

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