giovedì 27 agosto 2020

La distruzione dei Francescani dell’Immacolata - Un anno e mezzo dopo



All’indomani del commissariamento dei frati Francescani dell’Immacolata scrissi un articolo nel quale manifestavo chiaramente i miei sospetti e timori [Commissariati i Frati Francescani dell'Immacolata].

Subito si fecero però avanti alcuni miei amici, tutte persone rispettabili, tutti certamente buoni cattolici i quali si rammaricavano delle mie posizioni a loro dire “troppo forti”, assunte senza aver atteso notizie più ragionate e spiegazioni che certamente sarebbero state esaustive.

Un caro amico ad esempio, padre fra l’altro di un ottimo sacerdote, si affrettò ad inviarmi il comunicato ufficiale di padre Lombardi. Vi si leggeva, più o meno: non c’entra nulla la Messa antica... non è in discussione il Summorum Pontificum... State tranquilli!
Un altro conoscente, proveniente dall’area culturale di Alleanza Cattolica, si preoccupò invece di consigliarmi: sono cose fra preti... non sono questioni che dovrebbero interessare a noi laici... Non immischiarti! Si tratta di una posizione che ho poi ritrovato, “mutatis mutandis”, anche a proposito del Sinodo di ottobre: noi ci confrontiamo con la Dottrina Sociale ed abbiamo come interlocutori gli Stati... Per quanto concerne la teologia... lasciamo lavorare tranquillamente i Vescovi.
Che dire poi di coloro che predicarono indefessamente la necessità di obbedire, sempre ed a ogni costo, contro ogni evidenza ed argomento, rifiutandosi ostinatamente di operare con il doveroso discernimento che la retta coscienza ci impone. 
Non mancarono infine quelli che criticarono aprioristicamente la mia posizione adombrando, come avviene spesso in Italia, sospetti generici e non argomentati: Vedrai cosa salterà fuori... aspetta qualche mese e poi mi dirai... Appena il commissario scoperchierà la pentola salterà fuori di tutto.
Io ascoltai ognuno di loro e attesi pazientemente gli sviluppi.
Oggi tuttavia, a distanza di un anno e mezzo dal commissariamento, qualche breve considerazione vorrei porgerla a tutti questi amici ed a coloro che la pensavano, o continuano a pensarla,  come loro.
Non solo infatti, dal luglio 2013, non è emerso alcuno “scheletro” nell’armadio ma neppure, cosa assolutamente scandalosa, si è potuto conoscere ufficialmente il capo d’imputazione contestato ai frati. E intanto, solo per fare qualche esempio non esaustivo:


1 - E' stato chiuso il seminario dei FI

2 - Si sono chiusi i tre conventi situati nella Diocesi di Albenga dove notoriamente la S. Messa di sempre non è un ospite indesiderato.

3 - I permessi del Commissario per la celebrazione della Messa antica sono stati pochissimi e limitati a situazioni molto particolari.

4 - Si è impedito ai religiosi che desiderano uscire dall'Ordine di esercitare questo loro diritto.

5 - Si sono “caldamente invitati” i Vescovi diocesani a non accogliere, fra il loro clero, religiosi fuoriusciti dai FI.

6 - E' stata vietata, al padre fondatore Stefano Manelli, addirittura la celebrazione della S. Messa tradizionale sulla tomba dei suoi santi genitori. 

7 - Si sono sospesi “a divinis” sei religiosi usciti dall’Ordine.

8 - Si è tentato di “epurare”, probabilmente anche per la sua benevolenza verso frati e suore FI, anche il Vescovo di Albenga mons. Mario Oliveri.

9 - Si sono trasferiti lontano tutti i religiosi fedeli al carisma dei padri fondatori.

10 - Si è disposta una visita apostolica presso le suore Francescane dell’Immacolata benché non risultino né lamentele né  alcun problema disciplinare al loro interno.

Cari amici,
questi sono fatti, semplicemente fatti, fatti incontestabili che dimostrano con evidenza quale sia il vero obiettivo del commissariamento: la distruzione di un Ordine religioso fiorente che intende vivere la propria vocazione secondo una spiritualità tradizionale e pertanto poco gradita a chi comanda oggi in Vaticano. Abbiate la carità e l’onestà intellettuale di riconoscere che vi eravate completamente sbagliati. Abbiate il coraggio di affermare, a chiare lettere, la scandalosa ingiustizia di questa situazione, chiunque ne sia il responsabile, anche se fosse, eventualmente, il capo visibile della Chiesa Cattolica.
Altrimenti, se non leverete la vostra voce: come potrete essere credibili quando, certo giustamente, criticherete magari i politici, le leggi, i difetti degli altri, le idee laiciste, il secolarismo dell’Occidente, l’apostasia dell’Europa, ecc. ecc.?
Con quale faccia vi permetterete di fare i censori dei comportamenti altrui, nascondendo poi la testa sotto la sabbia a proposito delle mancanze in ambito ecclesiale? Perché vi affannate a denunciare la pagliuzza nell’occhio altrui e dimenticate la trave nel nostro? (Lc 6, 41-42).
Credo che anche fra di voi, chiamati genericamente “normalisti”, vi siano ottimi cattolici e persone in buona fede. Sono sempre di più infatti coloro che, anche fra le vostre fila, ultimo Vittorio Messori, incominciano seriamente, anche se in ritardo, a porsi domande inquietanti, a nutrire dei dubbi sulla direzione imboccata da certi uomini di Chiesa, a sentirsi a disagio nell’attuale situazione.
Ogni cristiano credo che abbia il dovere di affermare sempre la Verità e condannare l’ingiustizia manifesta, ovunque essa si evidenzi. I doppiopesismi non dovrebbero avere cittadinanza nella morale cattolica.  

Mi rendo conto che, in questo mio articolo, non ho detto sostanzialmente nulla di nuovo. Tutto si sapeva bene, tutto è già stato abbondantemente commentato da persone ben più autorevoli del sottoscritto. Riepilogare tuttavia la vicenda e ricordare sinteticamente come stanno realmente le cose può comunque servire a far riflettere coloro che ancora non se la sono sentita di scendere apertamente in campo.
Pensateci amici... Pensateci!


di Marco Bongi

Nessun commento:

Posta un commento