venerdì 4 novembre 2022

LA RIVELAZIONE DELL’AMORE DIVINO

 


Figli Spirituali

Era il primo venerdì del mese: sognai che conducevo in Chiesa il fratello di mia madre che abitava a  Steinach. Aveva vissuto dieci anni in America, ed era ritornato senza fede: era convinto che tutto  finisse con la morte. Appena sveglia capii che dovevo pregare per lui, e recitai la preghiera delle S.  Piaghe.
Dopo un po' sognai che di nuovo lo stavo conducendo in Chiesa: piangeva ed era addolorato per i  peccati commessi; poi andò a confessarsi. Vidi chiaramente che si confessava dal mio vecchio  confessore, e che ne ricevette l’assoluzione. Io me ne andai, pensando: "E' salvo!"
E cessai di pregare. Ma solo un anno e mezzo più tardi seppi che si era convertito al moto del mio sogno.
L'anima di mio suocero era in grande pericolo. Mi sembrava di dover pregare per questo vegliardo di  ottant'anni, per prepararlo alla morte. Era ancora in buona salute e vigoroso. Ma il denaro era il suo  idolo e faceva tutto per amor suo. Ogni giorno recitavo per lui la preghiera insegnatami da Gesù.
Durante un freddo inverno che decorava le finestre di fiori ghiacciati, un pomeriggio, venne da noi tutto  fuori di sè. Una grande angoscia l'aveva spinto fino a noi, malgrado il freddo intenso. Mi disse che  doveva venire da me per dirmi qualcosa di spaventoso. Per me fu come se una voce interiore mi  dicesse: "Qui devi intervenire". Io lo raccomandai alle S.Piaghe del mio caro Gesù. Per amore di questa  povera anima accettavo ogni sacrificio per poterla salvare. Da allora mio suocero mi disse spesso:  -"Darei tutto per poter ricominciare una nuova vita. Oh, quante cose farei diversamente! E le farei  bene!"
Potei accompagnarlo quando andò a confessarsi: restò a lungo nel confessionale. Fui testimone del suo  cambiamento. Non vedeva l'ora di andare ogni festa a Messa. In autunno, andando da suo figlio per  aiutarlo nei suoi lavori, mi disse che ci andava poco volentieri, poichè non poteva assistere a nessuna  Messa durante la settimana.
Dopo un certo tempo, ritornò a casa con una infreddatura, ma nessuno pensò che fosse qualcosa di  grave. Io andai a trovarlo il giorno dopo. Vedendolo fui colpita da un'angoscia che non potrei spiegare.  Ebbi l'impressione che sarebbe morto presto. Diedi un biglietto al mio bambino, che andava a scuola ad  Appenzell, per il sacerdote, pregandolo di amministrare al più presto il viatico a mio suocero.

Il pomeriggio ricevette i Sacramenti con lacrime di pentimento. La stessa sera aveva già perso  conoscenza. Morì il mercoledì pomeriggio senza aver ripreso pienamente coscienza. Io mi credetti in  dovere di assistere, alla Messa quasi ogni giorno ad Appenzell per suffragare la sua anima. Pregai la  Madonna di farmi conoscere se questa fosse la volontà del Signore e quando quest'anima sarebbe stata  liberata dalle sue sofferenze.
Qualche tempo dopo ebbi un sogno. Vidi mio suocero pieno di vigore venire nella nostra camera. Si  sedette: il suo viso aveva un'espressione di dolore e di sofferenza profonda. Gli domandai come stesse.  Mi disse, mostrandomi un pezzetto di pane bianco come la neve, che aveva sofferto una fame terribile:  vedeva questo pane, ma esso era duro come una pietra! Era impossibile mangiarlo. E scomparve. Capii  che lui continuava a soffrire perchè si era comunicato raramente durante la sua vita.
Ecco l'insegnamento che Gesù mi diede: bisognava comunicarsi spesso.
Dopo sei mesi circa, vidi mio suocero arrivare di nuovo. Era così giovane. così felice, così bello come  nel giorno delle sue nozze. Mi ringraziò, poi se ne andò, gli occhi levati al cielo. Seppi che ora era  entrato in Paradiso, vicino a Dio che è l'amore e la misericordia infinita.


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