domenica 27 novembre 2022

LA RIVELAZIONE DELL’AMORE DIVINO

 


Come Giuditta

Venne l'autunno 1946. Io potei scrivere le grandi gioie che Dio mi aveva concesso, ma non potrò mai  trovare delle parole adatte ad esprimere ciò che l'anima mia aveva-sofferto nei maggiori smarrimenti.  Queste ore, questi giorni, sono conosciuti solo da Dio.

A croci spirituali si aggiunsero anche difficoltà e danni materiali, perdite di bestiame, al punto che la  nostra famiglia dovette fare dei debiti.

Aprile 1947. Nella mia afflizione supplicai la Madonna, che finora mi aveva sempre assistita in ogni  circostanza, di far capire al mio confessore che volevo fare di lui il mio direttore spirituale. Io avrei  ubbidito ai suoi consigli lasciandomi condurre docilmente da lui. Pregai la Madonna di svegliarmi di  notte. Fui esaudita. Meditando i misteri dolorosi, versai delle lacrime amare sui miei peccati. Poi, in un  ardente desiderio della Comunione, mi sentii tutta unita a Gesù, ed intesi queste parole: "Di' al tuo  confessore, che è fra me e te, che deve domandar ai suoi penitenti se vogliono migliorare seriamente la  loro condotta. Se sono d'accordo, dopo la confessione devono impegnarsi a recitare ogni giorno un'Ave  Maria, aggiungendo l'invocazione -"O Maria, conducimi a Gesù -. Essi eviteranno il peccato per tutto il  tempo che la reciteranno. I peccatori si convertiranno ed il suo confessionale sarà assediato".

Da quel momento non conoscevo altro desiderio maggiore di quello di guadagnargli anime con  preghiera e sacrificio.

Contemporaneamente capii che era necessario che questa invocazione si diffondesse e fosse utilizzata  soprattutto là dove regna il comunismo, poichè dei falsi profeti e dei falsi preti entreranno nei  confessionali e consegneranno i fedeli al demonio. Questa è una notizia da divulgare.

Dopo queste gioie la mia anima conobbe di nuovo dei periodi di grandi smarrimenti. Fui stimolata  interiormente a scrivere quanto mi stava succedendo, e di consegnare questi appunti al mio confessore. 

Ma ero così oppressa e temevo che egli non potesse capirmi e che considerasse questi miei scritti come  urr'illusione.

Tra queste lotte terribili scrissi e consegnai tutto al mio direttore. Camminando sentivo bisbigliare il  demonio al mio fianco: "Non andare da lui, penserà che tu sia pazza; brucia i tuoi appunti". Alla mia  destra sentivo un'altra voce che mi incoraggiava: 'Fa' ciò che deve essere fatto ora! Egli è fra te e me!" Arrivai a destinazione, invocando solo i SS. nomi di Gesù e di Maria.

DAGLI APPUNTI DI MARIA GRAF – SUTER

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