martedì 21 marzo 2023

VITA PRIMA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

 


MUTI E SORDI SANATI

565 147. A Città della Pieve c'è un fanciullo, povero e mendicante, sordomuto dalla nascita; ha la lingua tanto corta che tutti la ritengono addirittura mozza. Una sera si reca a casa di un concittadino, di nome Marco, e con gesti, come sogliono fare i muti, gli indica che vorrebbe essere suo ospite: piega il capo da una parte accostando la guancia alla mano, indicando chiaramente che vorrebbe dormire in casa di lui. Quell'uomo è felice di accoglierlo nella sua casa e volentieri lo prende con sé, perché lo sa abile al servizio, di buon carattere e, benché sordo e muto dalla nascita, in grado di comprendere gli ordini dai cenni. Una sera quell'uomo, alla presenza del fanciullo, dice alla moglie: "Questo sì che sarebbe un grande miracolo, se il beato Francesco gli rendesse udito e favella!".


148. E aggiunge: "Prometto a Dio che se il beato Francesco compirà questo miracolo, io, per amor suo, avrò carissimo questo giovinetto e provvederò a mantenerlo per tutto il tempo della sua vita".

Cosa meravigliosa! Appena finita quella preghiera, il fanciullo si mette a parlare, esclamando: "Viva san Francesco!", e con lo sguardo elevato al cielo, soggiunge: "Vedo Francesco qui sopra, che è venuto a donarmi la guarigione!". Ma, aggiunge ancora: "Che cosa dirò io ora alla gente?". E quell'uomo gli risponde: "Loderai Iddio e salverai molti ". Allora si alza e corre pieno di esultanza a gridare a tutti il grande miracolo. Accorrono in massa quelli che avevano veduto prima il piccolo sordomuto e, pieni di ammirazione e di stupore, elevano lodi al Signore e al beato Francesco. Intanto la lingua del fanciullo si snoda e cresce, tornando alla misura normale, e comincia a parlare così speditamente e chiaramente come se avesse da sempre l'uso della parola.


566 149. Un altro fanciullo, chiamato Villa, è muto e incapace di camminare. Sua madre ricorre all'aiuto divino portando sul sepolcro di san Francesco una immagine votiva di cera. Al suo ritorno a casa, trova il figlioletto in perfetta salute, che cammina e parla.


567 Un uomo della diocesi di Perugia, muto e costretto a tenere la bocca sempre spalancata e spaventosamente ansimante, a causa della gola enormemente gonfiata, arriva un giorno alla tomba di san Francesco e, nell'atto di salire i gradini a toccarla, vomita sangue. Ed ecco, subito liberato completamente, comincia a parlare, ed apre e chiude la bocca in maniera normale: è guarito!


568 150. Anche una donna, colpita da gravissimo dolore alla gola, così da avere la lingua inaridita e attaccata al palato per l'arsura, non è in grado di parlare, né di bere, né di mangiare, e qualsiasi medicamento si rivela perfettamente inutile. Allora, dall'intimo del suo cuore, poiché non può parlare, si vota fiduciosa a san Francesco. Immediatamente l'apparato palatale si spezza e le esce dalla gola un sasso rotondo, che mostra a tutti, ed è interamente liberata dal suo male.


569 A Greccio, un giovane, avendo perso l'udito, la memoria e la favella insieme, non può intendere né sentire nulla. I genitori, che hanno una grande fiducia in san Francesco, fanno voto a lui con suppliche sincere. Quasi subito il loro figlio, per grazia singolarissima del padre santo, ricupera l'uso di tutti i suoi sensi.

A lode, gloria e onore del Signor nostro Gesù Cristo, il cui regno e l'impero rimane stabile e imperituro nei secoli dei secoli. Amen.


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