lunedì 21 dicembre 2020

I Donatisti, anche se costretti e nolenti, hanno dovuto sottoscrivere i loro interventi.

 


AI DONATISTI DOPO LA CONFERENZA 

I Donatisti, anche se costretti e nolenti, hanno dovuto sottoscrivere  i loro interventi. 

11. 15. Essi probabilmente negheranno di aver mai pronunziato  queste parole, a meno che la loro stessa firma non li inchiodi.  Notate dunque con quanta sollecitudine ci siamo adoperati per la  vostra salvezza, tanto da firmare i nostri interventi 48!. Essi non  volevano firmare assolutamente, ma alla fine si sono sentiti  obbligati per un senso di dignità. Ne fanno fede le loro dichiarazioni,  conservate agli atti, dalle quali risulta sia il loro rifiuto iniziale, sia il  loro successivo assenso a fare ciò che in un primo tempo avevano  ricusato. Tutto è stato scritto e da tutti sottoscritto. Dunque, se ne  deduce che non volevano firmare per poter negare di aver detto  quanto avevano dichiarato e per accusare il giudice di aver  manipolato gli atti. Dato che ora non possono farlo più, sostengono  che il giudice stesso sia stato corrotto. Ora, se lui si è pronunziato  contro di loro, essi lo devono unicamente a se stessi, perché hanno  fornito davvero molti argomenti a noi favorevoli e a loro contrari.  Non possono negarlo: anche se costretti e nolenti, hanno dovuto  sottoscrivere i loro interventi. È chiaro dunque che non volevano  firmare per poter smentire quanto avevano detto, ricorrendo  pretestuosamente alla calunnia che gli atti erano stati falsificati. Se,  in seguito, su istanza del giudice, hanno acconsentito a firmare, è  perché si sono resi perfettamente conto che, persistere nel loro  rifiuto, non avrebbe avuto altro significato se non di mostrare a  tutti che avevano una gran paura di sentirsi leggere le proprie  dichiarazioni. Di fatto preferirono difendere in un secondo tempo le  loro dichiarazioni con tutti i loro arzigogoli, piuttosto che  condannarle prontamente. 

Sant'Agostino

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