giovedì 28 gennaio 2021

CHIAMAMI PADRE

 


PROVVIDENZA SÌ, MA CON IMPEGNO PERSONALE

La Provvidenza è l'aiuto che il Padre dona a ogni uomo per aiutarlo a raggiungere lo scopo che Egli ha fissato per lui.

Dio non si sostituisce all 'uomo, ma lo invita a collaborare, lasciandogli:

-         la sua libertà,

-         la sua responsabilità,

-         la sua personalità;

lo pone nelle condizioni di dare il suo personale e insostituibile apporto.

A ciascuno la sua parte:

- la Provvidenza non può fare tutto senza l'uomo;

-      l'uomo non può far nulla senza la Provvidenza.

Madre Teresa di Calcutta scrive: «se a volte i nostri poveri arrivano a morire di fame, non dipende dal fatto che Dio non si prende cura di loro. Dipende piuttosto dal fatto che né voi, né io siamo abbastanza generosi. Dal fatto che non siamo strumenti impegnati nelle mani di Dio per dare loro cibo e vestito».

 

UNITÀ E VARIETÀ DELLA PROVVIDENZA

Il Padre ama tutti con un amore personale, originale, unico e diverso.

È il Padre di tutti e di ciascuno, e la sua Provvidenza raggiunge ogni singola persona.

Il suo primo e grande scopo è quello di "salvare tutti gli uomini e di farli arrivare alla conoscenza della verità".

E siccome la salvezza si attua attraverso Cristo, tutto Egli dispone in modo che ogni uomo, prima o poi, si possa incontrare con Lui.

Cristo è l'unico Salvatore del mondo: l'azione della Provvidenza è quindi rivolta a condurre, direttamente o indirettamente, a Lui. Le vie per arrivare sono tante, e tutte sono predisposte per questo incontro, che resta il più importante e decisivo nella vita di ciascuno.

La Provvidenza, che è unica per tutti, acquista aspetti diversi a seconda delle diverse persone e dei loro diversi ruoli.

Dio accetta il rischio di sembrare ingiusto.

Non rifiuta l'indispensabile a nessuno, ma a certe persone sembra dare con più abbondanza...

Sembra ingiusto ma non lo è, perché a chi ha dato di più chiede di più; chi riceve di più, riceve per gli altri. Deve servire di più. Deve vivere per servire.

 

RESTA IL MISTERO

Scrive Rosmini: «stimo necessario dare alla gioventù una grande idea della divina Provvidenza, e infonderle il rispetto per tutte le disposizioni divine, senza mai prendere scandalo dagli avvenimenti, siano quali si vogliano»!

"Senza prendere scandalo": sì, perché è assai difficile non restare sconcertati e addirittura scandalizzati di fronte a tante situazioni complesse, sconvolgenti, assurde e insolubili.

Non resta che dire: le vie della Provvidenza sono avvolte da oscurità misteriose. E non è in nostro potere la facoltà di comprendere e di comporre ogni cosa.

«Solo in certi speciali istanti ci è permesso gettare uno sguardo fugace in tale mistero, per averne un presentimento e percepirne una minima traccia».

Il credente, il figlio consapevole della bontà del Padre, non ha che una possibilità intelligente e valida: attendere, riflettere, pregare, e, soprattutto, abbandonarsi con filiale confidenza fra le braccia di Colui che tutto volge per il suo vero bene, anche se non lo comprende.


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