domenica 15 agosto 2021

LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO

 


La preghiera e la Messa nella vita del cristiano


La preghiera di lode

 Ed ora, prima di concludere queste riflessioni e questi suggerimenti, vorrei ricordarvi alcune forme di preghiera attraverso le quali la Chiesa ha costantemente espresso la sua pietà liturgica e che possono dare contenuto ai sentimenti più profondi dell’anima verso Dio.

 Innanzitutto la preghiera di lode. E’ la forma più pura e più elevata di preghiera perché in essa ci rendiamo conto della grandezza di Dio; una grandezza che è sapienza, potenza e bontà profuse senza limiti in tutte le sue opere, opere che si rivelano alla nostra intelligenza in tutto il loro traboccante splendore.  L’anima è presa allora dallo stupore e da un gaudio profondo, e dal suo intimo prorompe l’inno della lode e dell’esultanza che pervade tutti i suoi sentimenti verso Dio.

 Pensate che questa sarà l’unica forma di preghiera che esprimeremo in Paradiso. E’ perciò la preghiera più pura e più disinteressata perché si rivolge a Dio per il solo motivo della sua gloria, perché Egli è Dio e Signore.  La Sacra Scrittura è ricchissima di luoghi dove si canta la lode di Dio e si inneggia al suo Nome.  Moltissimi salmi hanno espressioni traboccanti di lode e tutti i personaggi che sono stati testimoni diretti della grandezza di Dio hanno proclamato la loro esperienza in un cantico di lode al Signore. Ricordate Mosè, Anna, Davide, molti Profeti, Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, il vecchio Simeone, ma soprattutto, in forma unica e stupenda, la Madonna nel suo Magnificat.

 Di solito la preghiera di lode è corale perché esige la partecipazione; essa, cioè, coinvolge il coro di tutte le creature come in un concerto a distesa.  Perciò la Liturgia delle Ore, che è Liturgia di Lode, è una recita corale e viene celebrata dalla Chiesa come popolo sacerdotale. Ma vorrei che tutti noi coltivassimo anche quella preghiera personale di lode che nasce dallo stupore dell’anima quando essa viene a trovarsi a tu per tu col Signore e sperimenta la grandezza della misericordia divina riversata in lei come un fiume.

 L’incontro con Dio, quando è autentico e profondo, non rovinato dalla superbia, causa sempre stupore nella creatura che sperimenta nella sua debolezza tutta la forza del suo creatore, e si sente a lui vincolata con legami dolcissimi, ma esigenti. E’ un trasalire in cui l’anima assapora tutta la verità di quelle parole:”...perché Egli è buono, perché eterna è la sua misericordia”.  Esclamate anche voi con l’autore del Salmo: “Cantate al Signore un canto nuovo perché ha compiuto meraviglie!”(Salmo n.97).  Sentirete il bisogno di unire la vostra orazione a quella della Madonna, ancella del Signore, che nella sua umiltà trabocca di gioia davanti alle meraviglie della misericordia divina: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”.

 Fratelli miei, se vi accorgete che nella vostra preghiera ricorre assai poco la lode di Dio pensate che, forse, vi portate dentro un’anima piccola, raggomitolata nelle sue angustie personali, stretta nelle preoccupazioni dell’amor proprio, certo un’anima rigida, che non sa vibrare di stupore davanti alla grandezza di Dio.  Fatela uscire dai suoi piccoli orizzonti, che si affacci a contemplare con occhi pieni di luce le meraviglie di Dio e sciolga la sua voce unendosi al cantico di tutte le creature, del cielo e della terra, in una lode che la riempirà di gioventù e di letizia, che la condurrà a riscoprire lo splendore delle sue origini: la mirabile Sapienza, Potenza e Bontà del suo Dio.   Aiutatevi recitando spesso e con gusto l’inno: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” fermandovi con l’animo appassionato sulle parole: “noi ti adoriamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo... per la tua gloria immensa!...”. E imparerete a pregare con diversa convinzione il “Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...!”.

Ferdinando  Rancan

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