venerdì 29 luglio 2022

LA VITA DELLA MADONNA

 


Secondo le contemplazioni 

della pia Suora STIGMATIZZATA 

Anna Caterina Emmerick 


La Grotta del Presepio

Entrarono quindi a Betlemme attraverso un muro diroccato. Vidi che Maria si era  fermata con l'asino all'inizio della strada mentre Giuseppe cercava alloggio tra le  prime case del luogo, ma anche questa volta senza ottenere alcun risultato. Betlemme  in quei giorni brulicava di stranieri. Andarono verso il centro, per le contrade, e  dall'altra parte del paese, ma ogni sforzo fu vano. Maria attendeva paziente con l'asino  per molto tempo all'angolo delle strade, mentre Giuseppe faceva ritorno da Lei ogni  volta sempre più scoraggiato. Vidi la Santa Vergine che camminava al fianco di  Giuseppe mentre l'asino veniva condotto per la briglia da lui, poi giunti ad un certo  punto si diressero verso il lato sud di Betlemme. La contrada sembrava più una via di  campagna che una strada di città, le case erano costruite sulla sommità delle piccole  colline che costeggiavano la via stessa. Anche in questo luogo periferico la ricerca di  un alloggio fu vana. Tutti i conoscenti, gli amici ed i parenti, sembravano non  riconoscere più Giuseppe. Anzi, quand'egli li implorava chiedendo asilo per Maria,  vidi che questa gente si inaspriva e diventava ancor più dura. Costoro non sapevano  che scacciavano il Redentore, la Grazia dell'umanità! La santa Coppia si mosse allora  verso un altro quartiere, arrivarono in un luogo aperto, un grande piazzale dove le case  erano disseminate dappertutto. Al centro vi si vedeva un albero assai grande, che  simile ad un tiglio diffondeva un'ombra spaziosa. Giuseppe sistemò la Santa Vergine  sotto quest'albero, preparandole con i ramoscelli una specie di sedile. L'asino fu legato  con il capo rivolto al tronco. Così egli continuò la ricerca di ospitalità nelle case dei  dintorni. Maria, rimasta sola, fu presto oggetto di curiosità da parte dei passanti. Molte  persone si erano fermate a guardarla, attratte da quella santa bellezza e dal contegno  umile e fiducioso della Vergine; appariva affaticata, ma tranquilla e paziente. La  Madonna era seduta sulle proprie ginocchia piegate all'insotto, aveva il capo chinato e  teneva le mani congiunte sul petto in attesa della volontà del Signore. La candida e  lunga veste senza legacci o cinture le scendeva libera fin sotto i piedi, un bianco velo  le copriva il capo. Qualcuno, spinto dal forte curiosità, giunse perfino a domandarLe  chi fosse. Giuseppe frattanto era tornato ancora una volta sfinito, addolorato e pallido  in volto: tutti gli avevano negato un alloggio, anche chi lo conosceva e si ricordava di  lui. Vidi il sant'uomo scoppiare in lacrime. Perdute anche le ultime speranze di trovare  una sistemazione a Betlemme, la santa Coppia iniziò a pensare di uscire dalla città.  L'unica soluzione fu quella di cercare alloggio in un ricovero di pastori dove Giuseppe  si era nascosto nella sua gioventù. Si misero quindi di nuovo in cammino, e questa  volta verso oriente. Uscendo da Betlemme presero un sentiero solitario che volgeva a  sinistra. Il sentiero era fiancheggiato da mura, fosse e bastioni diroccati. Dopo essere  saliti su un colle, scesero dal pendio e raggiunsero una prateria amena su cui  crescevano diversi alberi. Questa prateria si trovava appena fuori di Betlemme, dalla  parte di levante, e terminava con una collina circondata da una specie di antica  muraglia. Sul campo verdissimo vi erano abeti, pini, cedri e terebinti, ne vidi anche  altri dalle foglie piccole come il nostro albero cosiddetto "semprevivo". Il paesaggio  era tipico della periferia di un piccolo borgo di campagna. Sul versante meridionale  delle colline, ai piedi di una di esse, si snodava un sentiero tortuoso che conduceva  verso l'alto, qui si trovavano numerose caverne tra cui anche quella che Giuseppe  conosceva e dove aveva pensato di alloggiare con la Santa Vergine. La caverna,  scavata nella parete rocciosa dei monti, era alquanto profonda. Dalla parte  settentrionale iniziava con uno stretto corridoio di pareti rocciose e finiva all'interno in  modo molto irregolare: per una metà con uno spazio mezzo rotondo e per l'altra angolare, le cui estremità mostravano tre angoli che finivano sul versante meridionale.  La caverna era rocciosa ed era rimasta naturale e grezza; solo dalla parte meridionale,  dove la via dava sulla valle dei pastori, alcune parti delle pareti erano state rafforzate o  direi rifinite come un muro rudimentale. Sempre da questo lato vi era un'altra entrata  otturata da grosse pietre. Giuseppe liberò quest'ingresso e lo restituì all'antica  funzione. Sul lato sinistro di quest'accesso, si affacciava un'altra caverna dall'ingresso  più largo della prima, il quale immetteva in un profondo e angusto tugurio, in  posizione sottoelevata a quella del Presepio. L'ingresso settentrionale della Grotta del  Presepio, quello usato normalmente dai pastori nel periodo estivo e primaverile, si  affacciava su alcuni tetti e torri della periferia di Betlemme. Da questo lato, a destra della grotta, si trovava ancora un'altra caverna profonda in cui l'oscurità era  l'assoluta padrona e nella quale vidi una volta la Santa Vergine nascondersi. Dalla  parte meridionale la grotta aveva tre aperture in alto che servivano a dare aria e luce  all'interno. La pianta della Grotta del Presepio potrebbe paragonarsi ad una testa  umana col relativo collo. Vidi una specie di piccolo locale laterale dove Giuseppe  soleva accendere il fuoco per gli usi quotidiani. Verso il lato di settentrione era stato  scavato nella rupe un locale adibito a stalla, largo abbastanza per l'asino; era pieno di  avena, di fieno e di altri foraggi per gli animali. Quando la "Luce dell'universo" fu  partorito dalla Santa Vergine, e giunsero i Magi ad offrirLe i doni, Maria era assisa  davanti al presepe con il bambino Gesù alla parete di mezzogiorno. Giuseppe si era  costruito per sé una piccola stanza con tavole di vimini vicino all'ingresso che aveva  riaperto. Lungo la parte meridionale della grotta, la via volgeva verso la valle dei  pastori e si vedevano numerose case, sparse per le colline e sulla distesa dei campi. La  collina dove si trovava la grotta, era costeggiata da una valle profonda, larga circa un  quarto d'ora di cammino. Sul pendio della medesima vi erano cespugli, alberi, giardini  e immensi prati. Attraversando un ruscello, che scorreva in mezzo all'erba rigogliosa  del prato, e scendendo in direzione sud-est dalla Grotta del Presepio, si arrivava ad  un'altra grotta chiamata comunemente Grotta del Latte o della nutrice, perché vi era  stata sepolta la nutrice di Abramo, Maraha. In questa trovò rifugio in varie occasioni la  Santa Vergine col bambino Gesù. Al disopra vi era un grande albero che dominava  Betlemme. Nell'antica caverna accaddero vari avvenimenti al tempo dell'Antico  Testamento, così vidi che Eva vi concepì e generò Seth, il figlio della promessa, dopo  aver trascorso sette anni in penitenza. Fu in questo medesimo luogo che l'Angelo disse  ad Eva che Dio le accordava Seth, quasi per consolarla del perduto Abele. Fu anche  qui che Seth venne nutrito e allevato, mentre i fratelli lo perseguitavano, come fecero  con Giuseppe gli altri figli di Giacobbe. Ho visto spesso che nei tempi primitivi, qui  intorno gli abitanti delle caverne erano soliti scavare degli spazi appositi in cui  dormivano con i loro fanciulli sull'erba o sulle pelli di animali. Nelle mie meditazioni  vidi Gesù che, subito dopo il battesimo, visitò la Grotta del Presepio dov'era nato. Era  un sabato ed il Signore ne celebrava il ricordo. I pastori l'avevano tramutata in luogo  di preghiera; Egli disse loro che questo santo luogo era stato fissato dal Padre Celeste  quando nacque la Vergine Santissima.


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