mercoledì 4 agosto 2021

Futili obiezioni dei Donatisti.

 


AI DONATISTI DOPO LA CONFERENZA


Futili obiezioni dei Donatisti. 

Altro punto d'accusa da parte loro contro questi atti di  Cirta: vi si leggeva la data e i consoli; pretendevano quindi che  citassimo eventuali concili ecclesiastici con la registrazione della  data e dei consoli 58. A tal proposito menzionavano il testo del  concilio di Cartagine, privo di data e di consoli. Inoltre sostenevano  che il concilio di Cipriano non faceva menzione dei consoli, benché  recasse la data; ma il loro concilio di Cartagine non registrava  neppure la data. Da parte nostra, dimostrammo loro che gli atti del  concilio romano di Milziade, di cui avevamo il testo a portata di  mano, analogamente a quello del concilio di Cirta, registravano la  data e i consoli. Evidentemente, in quel momento, non ci  interessava andare a sfogliare la data negli antichi archivi  ecclesiastici per far vedere che questa consuetudine era già in uso  da lungo tempo. Nonostante ciò, non abbiamo voluto opporre anche  noi futili obiezioni sul fatto che nel concilio di Cipriano si trovi la  data, mentre nei loro non si trova, appunto perché cercavano di  provocare una serie di inutili ritardi, che noi invece cercavamo di  evitare. Tant'è vero che esigevano da noi anche questo: mostrare  dalle sacre Scritture una indicazione di data e di consoli, come se i  concili dei vescovi fossero mai stati i loro libri, da equipararsi alle  Scritture canoniche, o come se potessero citare nelle sante  Scritture un concilio, in cui gli Apostoli abbiano presieduto come  giudici ed abbiano condannato o assolto qualche imputato! E  tuttavia noi contestammo loro che anche i profeti avevano  autenticato i loro libri, annotando con cura e precisione il tempo del  loro messaggio e segnando l'anno di regno del re, il mese dell'anno  e il giorno del mese, in cui la parola del Signore era discesa su di loro. In tal modo abbiamo voluto porre in risalto la loro somma  leggerezza e malizia nel sollevare questioni inutili sulla data e i  consolati dei concili episcopali. In effetti, può darsi che i codici  offrano letture diverse, per cui alcuni annotano con maggiore  diligenza anche le date e i consoli, altri le tralasciano perché  superflue. Era il caso dell'esemplare, letto all'inizio, che registrava  la sentenza di Costantino 59, il quale dichiarava, in presenza delle  parti, l'innocenza di Ceciliano e condannava i Donatisti come vili  calunniatori: essa non recava né data né consolato; invece una  seconda copia, presentata in seguito per rispondere alle loro  accuse, portava tali indicazioni. Anche allora avevano sostenuto con  odioso accanimento che noi avevamo letto una lettera  dell'imperatore senza data e consolato; tuttavia anch'essi avevano  letto un'altra lettera dell'imperatore senza menzione di data e  console, scritta a proposito del processo di Felice, il consacrante di  Ceciliano 60, che con incredibile cecità avevano prodotto contro se  stessi. Noi comunque non abbiamo obiettato nulla al riguardo per  non perdere altro tempo prezioso in schermaglie inutili. Se ve ne  parliamo adesso, è perché, almeno voi, apriate gli occhi per evitare  di sprofondare in quella notte tenebrosa che portavano nel cuore i  vostri vescovi, essi che rimproveravano al giudice di aver  pronunciato di notte la sentenza su questa causa; ma intanto, in  pieno giorno, essi erano riusciti a dire con sorprendente cecità tali e  tante cose contro se stessi, avvolti com'erano nelle tenebre  interiori. 

Sant'Agostino

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