sabato 25 settembre 2021

ALLA SCUOLA DELL'AMORE

 


Capire il dono di Dio

La prima cosa dunque che dobbiamo cercare di comprendere è questo magnifico dono che Dio ci ha fatto di se stesso. Se Dio è in noi, e noi siamo in lui, siamo già in Paradiso. Importa poco che siamo nella luce o nelle tenebre, non cambia nulla essenzialmente. Siamo gli stessi sia che viviamo nella fede e sia che viviamo nella visione, perché Dio è con noi e noi siamo con lui.

Sì, siamo già in Paradiso; se ancora non possiamo vivere pienamente la luce di questa visione, non per questo il nostro stato è diverso. Siamo compagni degli angeli, siamo amici dei santi, viviamo con loro. La vita spirituale altro non è che una anticipazione nella fede della vita beata, perché la vita beata è il possesso di Dio e noi già lo possediamo: abbiamo ricevuto il dono dello Spirito. Se crediamo realmente che Dio si è donato a noi nel suo Spirito, già possediamo il cielo, nulla di meno, e quello che importa è questo, che ora possediamo Dio, proprio perché venga trasformata tutta la nostra natura, perché nella vita presente tutte le nostre operazioni divengano operazioni divine.

Il Battesimo ci dona il dono dello Spirito e col dono dello Spirito avviene che noi siamo fatti figli di Dio, riceviamo come una nuova natura, una partecipazione, dice san Pietro, alla natura divina; ma per vivere secondo questa natura divina che abbiamo ricevuto, ci vorrà tutta la vita, se basta. Per i santi è sufficiente questa vita, la maggior parte dei cristiani devono passare attraverso il Purgatorio ...

Chi di noi può dire di vivere pienamente come Dio, la vita stessa di Dio? Lo Spirito Santo che vive in noi può agire in noi solo se cresciamo in Dio. Bisogna crescere, come il bambino deve crescere per camminare, deve crescere per andare a scuola, deve crescere per arrivare ad essere professore d'Università. Ugualmente per la nostra vita soprannaturale abbiamo bisogno di tutta la vita per crescere in tal modo che l'azione dello Spirito Santo operi nelle nostre potenze. Fin tanto che le nostre potenze non sono capaci di accogliere l'azione dello Spirito, lo Spirito è in noi, ma noi non viviamo la vita divina. Lo Spirito Santo vive anche in un piccolo bambino, ma il bambino non è capace di vivere secondo la sua azione; lo Spirito Santo trova in lui delle potenze inadatte alla vita divina. Bisogna crescere, e nella misura in cui cresciamo lo Spirito agisce.

Quanto più l'anima nostra cresce non solo nella vita umana sul piano della intelligenza, ma sul piano della volontà, cioè delle virtù morali, tanto più acquista malleabilità e docilità all'azione dello Spirito. Per questo il cammino per giungere alla santità non è soltanto la docilità allo Spirito Santo. Lallemant diceva che, sì, la legge della santità è la docilità allo Spirito Santo, ma per essere docili allo Spirito Santo bisogna purificare il nostro cuore.

Don Divo Barsotti


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