martedì 28 settembre 2021

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI

 


I PECCATI E LE LORO PENE


Pene particolari

Adesso entriamo ancora più addentro nelle particolarità di tante  sofferenze, e non contenti di questo, per dir così, panorama  generale delle pene del Purgatorio, audizione nelle rivelazioni  dei Santi le pene speciali inflitte dalla giustizia di Dio a quei  falli, che la maestà sua ha più particolarmente in orrore. Fra  codeste mancanze Iddio punisce molto severamente la vanità.  Citeremo qui due esempi che vorremmo facessero rinsavire  tanta frivola gioventù che consuma il tempo in acconciarsi ed  abbellirsi per piacere in questa vita, accumulandosi tormenti  inauditi per l'altra. Il primo è tratto dalle rivelazioni di santa  Brigida (lib. VI, capo 52), la quale, in una delle estasi che le  discoprirono il Purgatorio, osservò fra le altre una fanciulla di  alto lignaggio, che le fece conoscere quanto penasse in  espiazione dei suoi peccati di vanità. Quel capo, che con tanta  cura aveva coltivato, era divorato all'interno e all'esterno da  fiamme cocentissime; quelle spalle e quelle braccia, che tante  volte aveva amato di portar denudate, erano strette da catena di  ferro rovente; i piedi si agili nella danza erano avvinghiati e  morsi da vipere, che li insozzavano colla loro bava immonda; tutte le membra, che in vita, era solita di sopracaricare di  monili, di gioie, di perle, di fiori; erano torturate da  spaventevoli pene. E andava gridando: - Madre mia, madre  mia, quanto sei colpevole verso di me! La tua soverchia  indulgenza, peggiore dell'odio più atroce che tu avessi potuto  portarmi, mi ha fatto precipitare in queste orribili pene! Tu mi  conducevi alle feste, ai balli, agli spettacoli, a tutte le riunioni  mondane che sono la rovina dell'anima e per le quali ora soffro  miseramente, e quantunque talvolta mi consigliassi preghiere  ed atti di virtù, questi si trovaron sempre superati e quasi  perduti per i sollazzi e le compiacenze che io mi prendeva nella  vita. Nondimeno rendo grazie infinite al mio Dio perché non  permise la mia eterna dannazione. Prima di morire, presa da  pentimento, mi confessai, e quantunque lo facessi in  considerazione delle pene che mi potevano essere riservate nel  l'altro mondo, e quindi la mia confessione non fosse valida, nel  momento però d'entrare in agonia mi ricordai della dolorosa  passione del Salvatore, e potei così formare un atto di vera  contrizione, promettendo, se ne avessi avuto tempo, di riparare  colla penitenza alle mie colpe. - Lo storico soggiunge che la  Santa avendo raccontato l'apparizione ad una cugina della  defunta, l'impressione da questa riportata fu tale, che rinunziato  alle vane lusinghe del secolo, si rinchiuse in un monastero di  austerissima penitenza, dove santamente visse e morì.

Il secondo esempio è tratto dalla vita della beata Maria Villani,  scritta dal padre Maschi (lib. II, capo 5). - Mentre un giorno  questa serva di Dio pregava per le anime del Purgatorio, fu  condotta in ispirito nel luogo delle lor pene, e fra tutte quelle  infelici sofferenti ne vide una tormentata più delle altre da  orribili fiamme che da cima a pie' ravvolgendola, la  consumavano continuamente. Interrogata dalla Serva di Dio sul  perché di tanto soffrire, e se avesse mai un momento di tregua  fra quelle sofferenze, rispose: Già da molto tempo mi trovo qui a scontare severamente le mie vanità passate e il lusso  scandaloso in cui vissi, ma fino ad ora non ottenni mai il  benché minimo sollievo, avendo il Signore permesso nella sua  giustizia che io fossi completamente dimenticata dai miei  parenti, dai miei figlie dai miei amici, perché quando ero in  vita, tutta dedita alle vanità del mondo, alle feste e ai piaceri,  assai di rado pensavo a Dio e ai doveri del mio stato. Così ora  Iddio permette che sia dimenticata da tutti. - E ciò detto  disparve.

L'altro grave peccato che Iddio odia e punisce orribilmente è lo  scandalo. «Maledetto colui per cui viene lo scandalo» disse il  Maestro. « Se il tuo occhio ti scandalizza cavatelo e gettalo via  da te; è meglio entrare nella vita eterna con un solo occhio, o  con un sol piede, che andare all'Inferno con ambedue».

Sac. Luigi Carnino

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