sabato 30 ottobre 2021

La sapienza non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato.

 


LIBRO DELLA SAPIENZA 


3 I ragionamenti distorti separano da Dio; ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti. 

Quando una mente diviene distorta, non è più semplice, essa attesta che già si è separata da Dio.  Le manca la semplicità, la bontà, la purezza. 

Gli stolti però mai potranno pensare di vincere il Signore, di annientarlo, metterlo da parte, usurpare il suo posto.  

La potenza divina, l’onnipotenza di sapienza, intelligenza, forza, luce, verità, se viene messa alla prova, spiazza gli stolti. Rivela cioè la loro stoltezza. 

Nessuno pensi di ingannare il Signore, né oggi, nel tempo, né domani, nell’eternità, quando si è chiamati a rendere conto di ogni giustizia.  

Oggi l’uomo si pensa signore, autonomo, potente, onnipotente, legifera e crea lui le regole della giustizia spesso contro la giustizia vera del suo Dio. 

Quest’uomo stolto deve sapere che tutte le sue regole di giustizia non sono approvate dal Signore. Da Lui sono contrastate. Non potrà avere successo. 

La storia sempre spiazza lo stolto, l’insipiente, l’empio che pensa di poter prendere il posto di Dio e giudicare da se ciò che è bene e ciò che è male. 

Il bene e il male non sono stati affidati alla mente dell’uomo, perché sia essa a stabilirli. Bene e male solo il Signore li stabilisce.  

Ogni giudice non è servo di quanto stabilisce l’uomo, bensì è servo di quanto ha stabilito, stabilisce il Signore. Questo vale in ogni ambito, anche nella Chiesa. 

Anche la religione deve porre ogni attenzione a non sostituirsi al suo Dio e Signore. Se lo facesse, sappia che anch’essa verrà spiazzata. 

4 La sapienza non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato. 

Non vi è amministrazione della giustizia se non si è pieni della sapienza di Dio. Sapienza e male, sapienza e peccato non possono vivere nello stesso cuore. 

Chi vuole che la sapienza abiti nel suo cuore deve stare lontano dal male. Il male scaccia la sapienza. La sapienza scaccia il male. 

Chi vuole che la sapienza ricolmi il suo spirito deve liberarsi dal suo corpo oppresso dal peccato. Deve allontanarsi dai vizi e conquistare le virtù. 

Un uomo che vive nel male, che coltiva vizi, che non vive di solo bene, mai potrà dirsi sapiente. Mai potrà amministrare la vera giustizia tra gli uomini. 

L’amministrazione della giustizia non è quella che si svolge nei tribunali. È anche quella che si compie nelle aule dove si legifera. 

Quando gli uomini che legiferano hanno un corpo oppresso dai vizi e dal peccato non possono amministrare la giustizia legiferante. 

Essi mancano della sapienza. Sono privi di ogni intelligenza. Manca Dio nel loro cuore. Non c’è luce di verità in essi. Dio non può essere cancellato. 

Chi cancella Dio dal suo corpo, da Dio sarà cancellato come sapienza, luce, intelligenza. Manca delle qualità divine per legiferare sulla sua giustizia. 

Questa verità vale in ogni ambito, anche in quello ecclesiale, delle religioni. La virtù rende sapienti. Il vizio porta nella stoltezza e nell’empietà.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

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