venerdì 29 ottobre 2021

TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO

 


Il Re della Città del bene.

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Come i diti procedono dalla mano e dal braccio senza essere staccati, cosi lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figliuolo, ai quali resta unito inseparabilmente.1 In tutte le lingue il braccio, la mano e i diti significano la potenza e l’azione, di cui sono gli istrumenti necessari. Di qui, il nome di dito di Dio, adoperato cosi sovente dalla Scrittura per notare l’azione onnipotente di Dio sulle creature, materiali o spirituali. Benché in Dio la forza attrice sia unica, essa è però molteplice e multiforme nelle sue opere. Di qui ancora, là Scrittura che parla di tanto in tanto dei diti e del dito di Dio. Cosi il Profeta Isaia ci rappresenta l’onnipotente che solleva il globo con tre diti. 2 Davidde dice al Signore che i cieli sono Vopera dei suoi diti.3 Mosè annunzia che le Tavole della legge sono scritte col dito di Dio; ed i maghi di Faraone, impotenti a con iraffare certi miracoli operati da Aaron e dal suo fratello esclamano : Il dito di Dio è qui. 1 Qual nome poteva meglio di questo convenire allo Spirito Santo? Noi lo domandiamo all'uomo medesimo. Non fa egli ogni cosa colle sue dita? Se il genere umano non ne avesse avute, nessuna delle opere maravigliose delle quali è ricoperta la faccia del globo, esisterebbe. Se oggi cessa d' averne, domani tutti questi monumenti non saranno che rovine: lui stesso morrà. Così dunque co' suoi diti o con quelli dello Spirito Santo, Iddio opera tutte le sue maraviglie, poiché tutte sono opera dell'amore. Le dita delle nostre mani non servono soltanto a creare, servono pure a pigliare, a dividere, e a distribuire. La loro lunghezza e la loro forza disuguale, gli costituiscono in una mutua dipendendenza e formano la bellezza della mano. Così è per mezzo dello Spirito Santo che Iddio somministra e distribuisce a ciascuna creatura i doni che gli riserba; e ciò in proporzioni ineguali; ad una più, all'altra meno, secondo le regole della sua infallibile sapienza. Disuguaglianza necessaria donde resulta la mutua subordinazione degli esseri tra loro, la base di ogni ordine, il principio di ogni armonia nel cielo e sulla terra. A malgrado la moltiplicità del loro numero, la diversità delle loro forme, la varietà dei loro movimenti, le dita inseparabilmente unite tra di loro, obbediscono allo stesso impulso. I doni e le opere dello Spirito Santo, comecché sieno varii, procedono dallo stesso principio. Considerate i cieli e la terra; interrogate l’une dopo le altre le innumerevoli creature eh' essi racchiudono; stelle o soli, monti o valli, cedri o viole, tutte vi diranno: È un solo e medesimo Spirito che ci ha fatte: Haec autem omnia operatur unus atque idem Spiritus. Alzate i vostri sguardi sopra una creazione più magnifica; contemplate gli ordini e le gerarchie di beltà e di disuguale potenza del mondo angelico: esse vi diranno ancora; Questo è un solo e medesimo Spirito che ci ha fatte: Haec autem omnia operatur unus atque idem Spiritus. Abbassate il vostro sguardo sul cielo della terra, la Chiesa, madre e modello di tutte le società incivilite. Donde vengono a lei i doni interni ed esterni, i quali per la loro brillante varietà formano la sua potenza e la sua gloria ? Una voce risponde : « Vi è diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito; diversità di operazioni, ma non vi ha che uno stesso Dio che opera tutto in tutti. Uno possiede -il dono di parlare con sapienza, e altro con scienza. Un altro il dono della fede ; un altro il dono di guarigione ; un altro il dono dei miracoli ; un altro, il dono di profezia ; un altro il dono di parlare diverse lingue ; un altro il dono d’interpretarle. Ora questo è un solo medesimo Spirito che opera tutte queste cose : Haec autem omnia operatur unus atque idem Spiritus. 1 » Lavorando ciascuno nella sua sfera tutte le nostre dita tendono allo stesso fine, cioè alla perfezione dell’opera da loro intrapresa. Come tutte le dita di Dio, così tutte le meraviglie dello Spirito Santo tendono ad un fine unico : realizzare nella Città del bene la più perfetta concordia, la più completa unità che si possa concepire, l' unità stessa del corpo umano e la concordia delle sue membra. Come il nostro corpo che è uno, è composto di parecchie membra, e tutte le membra del corpo sebbene numerose non sono tutte che un corpo solo ; parimente nella Città del bene, che è il regno dello Spirito Santo e il corpo del Verbo incarnato. Come tutte le membra del corpo lavorano le une per altre, e che nessuna può soffrire senza che soffrano tutte le altre, nè ricevere onore senza che tutte le altre non se ne rallegrino ; cosi accade fra i membri della grande Città, della quale lo Spirito d’amore è l' artefice, il re, l' anima, ed il vincolo.1 Che ideale magnifico 1 e quest’ ideale imperfettamente realizzato sulla terra, lo sarà completamente nell’ eternità.

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