domenica 29 ottobre 2023

LA PERFEZIONE DELLA GIUSTIZIA DELL'UOMO

 


AGOSTINO AI SANTI FRATELLI E VESCOVI EUTROPIO E PAOLO 


La dodicesima contestazione: la volontà umana non ha il  potere di volgersi al bene? 

6. 12. Scrive costui: Si deve chiedere ancora perché mai l'uomo  non possa essere senza peccato: se ciò dipenda dalla volontà o  dalla natura. Se dalla natura, il peccato non c'è; se dalla volontà, è  facilissimo con la volontà cambiare la volontà. Noi rispondiamo  ammonendo che si deve riflettere quanto sia grande cotesta  presunzione che fa dire che non solo la volontà può cambiare la  volontà - e non si deve certamente negare che lo possa con l'aiuto  della grazia di Dio -, ma anche che "la volontà può facilissimamente  cambiare la.volontà", mentre l'Apostolo dice: La carne ha desideri  contrari allo spirito e lo spirito ha desideri contrari alla carne;  queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che  vorreste 34. Non dice infatti: Queste cose si oppongono a vicenda,  sicché voi non volete quello che potete fare, ma dice: Sicché voi  non fate quello che vorreste. Dunque la concupiscenza della carne,  la quale è certamente colpevole e viziosa, non è altro che quel  desiderio di peccato che il medesimo Apostolo comanda di non far  regnare nel nostro corpo mortale 35, dando così ad intendere sufficientemente che è tuttavia presente nel nostro corpo mortale il  peccato a cui non si deve permettere di regnare. Perché mai  dunque cotesta concupiscenza non è stata cambiata da quella  volontà espressa dall'Apostolo con sufficiente evidenza nelle parole: 

Sicché voi non fate quello che vorreste, se è facile con la volontà  cambiare la volontà? Ed in questa maniera non è certamente che  noi accusiamo la natura o dell'anima o del corpo, la quale è stata  creata da Dio ed è tutta buona, ma diciamo che essa, dopo esser  stata viziata dalla propria volontà, non può esser sanata se non  dalla grazia di Dio; 


La tredicesiina contestazione: perché l'inevitabile dovrebbe  essere una colpa per l'uomo? 

6. 13. Scrive costui: Si deve chiedere ancora di chi sia la colpa che  l'uomo non possa essere senza peccato: se dell'uomo stesso o di  qualsiasi altro. Se dell'uomo stesso, come può aver colpa di non  essere quello che non può essere? Noi rispondiamo che in tanto è  colpa dell'uomo di non esser senza peccato in quanto è dipeso solo  dalla volontà dell'uomo che egli arrivasse a tale necessità da non  poter essere superata dalla sola volontà dell'uomo. 


La quattordicesima contestazione: come può essere buona la  natura umana, se non le è possibile evitare il male? 

6. 14. Scrive costui: Si deve chiedere ancora, ammesso che la  natura dell'uomo sia buona, ciò che nessuno all'infuori di Marcione  o di Manicheo oserà negare, come dunque sia buona la natura  dell'uomo, se non le è possibile esser immune dal male. Chi  potrebbe infatti dubitare che ogni peccato sia un male? Noi  rispondiamo che la natura dell'uomo è buona e che essa può esser  immune dal male. È per questo appunto che gridiamo: Liberaci dal  male 36. Ciò non si avvera perfettamente finché un corpo  corruttibile appesantisce l'anima 37. Ma la grazia ottiene per mezzo  della fede che un giorno si possa dire: Dov'è, o morte, la tua  vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della  morte è il peccato e la forza del peccato è la legge 38. Perché la  legge con le sue proibizioni accresce il desiderio del peccato, se lo  Spirito non diffonde la carità, la quale sarà piena e perfetta quando  vedremo Dio faccia a faccia 39.

Sant'Agostino


Nessun commento:

Posta un commento